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Financial Times: il dopo-Berlusconi è già cominciato. I ministri si preparano per un futuro tutt'altro che lontano

Pubblicato: 25 giu 2009 da Luca Landoni

Commenti dei lettori


Se la fonte non fosse l’autorevole Financial Times forse ci faremmo una grassa risata, ma quando il quotidiano finanziario della City si muove citando fonti certe del governo (pur se anonime) si può star certi che qualcosa si stia davvero muovendo.

Nello specifico FT parla di “alte fonti governative”. Ecco un primo stralcio dall’articolo Berlusconi whispers grow louder (le voci su Berlusconi si fanno più insistenti):

“Fedeli sostenitori di Silvio Berlusconi negano che si sarà un “fuggi fuggi” (in italiano nel testo originale) come conseguenza degli scandali che circondano la sua vita privata, ma importanti alleati nella coalizione di centro destra italiana stanno già contemplando un futuro politico senza il loro leader”

Costoro, che hanno chiesto la garanzia dell’anonimato, non vedrebbero possibili le dimissioni del Premier - almeno a breve - ma si starebbero preparando nel caso che un’offensiva della Magistratura ve lo costringesse. Il sogno di Berlusconi di diventare Presidente dopo lo scandalo D’Addario sarebbe definitivamente naufragato e questi sarebbe ormai “un uomo isolato, con nessuno che si azzarda a dargli consigli”.

Ma chi sono i papaveri del Pdl che si stanno svincolando? Di sicuro sappiamo chi rimarrà fedele fino alla fine (politica) del Cavaliere. Tra questi vi sono sicuramente Maurizio Sacconi (Lavoro), Claudio Scajola (Sviluppo Economico), Franco Frattini (Esteri); più quasi tutte le donne. In particolare Mara Carfagna (Pari Opportunità) Mariastella Gelmini (Istruzione) e Stefania Prestigiacomo (Ambiente).

Mistero fitto sulle gole profonde, anche se FT fa riferimento - non senza malizia - al fatto che Tremonti si salverebbe comunque per il suo stretto legame con la Lega Nord, mentre Gianni Letta starebbe già di fatto sostituendo Berlusconi in molte delle sue funzioni di Primo Ministro.

Difficile identificare quest’ultimo come un carbonaro, ma i ministri più popolari come Brunetta e il gruppo leghista che faranno? A domani per un approfondimento dello scenario.

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144 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Lea

    Lea

    25 giu 2009 - 21:59 - #101
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    spariti tutti…. li state aprendo o no gli occhi su quello che sta succendo?
    il Pd ovviamento sull’orlo del precipizio, si aggrappa a tutto pur di vedere uno spiraglio x la ripresa…. solo che in questo modo si rende ancora meno credibile di quanto già lo sia.

  • Profilo di Lea

    Lea

    25 giu 2009 - 22:00 - #102
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    100
    eccolo là. quando la verità fa male, ci vanno dentro con gli insulti.

  • Profilo di Amex II.

    Amex II.

    25 giu 2009 - 22:02 - #103
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    segnalazione vignetta di Vauro censurata e articolo:
    “Alla fine,dovranno dargli un’aureola in un certo qual modo ambita: Quella di uomo più censurato d’Italia. Vauro…”. Questo l’incipit di un articolo apparso sulle pagine del Corriere della Sera il nove maggio scorso, a firma M.Cre. Quando lo lessi non prevedevo che, a distanza di poco tempo, lo stesso giornale, al quale collaboro da più di quindici anni, avrebbe direttamente contribuito ad illuminare ulteriormente l’aureo cerchio (da me per niente ambito) sul mio capo. Sbagliavo. Tant’è che i lettori, quelli che apprezzano e quelli che non apprezzano le mie opere (opere si fa per dire) ieri non hanno trovato la mia vignetta nello spazio consuetamente dedicato alla mia piccola rubrica. La direzione del Corriere si è sostituita al loro giudizio decidendo di non pubblicarla. Qualcuno adesso si starà chiedendo “ Chissà cosa aveva disegnato di così impresentabile ed indecente da meritare una censura”. Mi dispiace deludere quel qualcuno ma si trattava soltanto di una semplice vignetta riguardante Berlusconi; Oltretutto, ritengo fosse abbastanza al di sotto degli standard ai quali in genere mi attengo quando mi dedico al suddetto. Ma forse sono io che sottovaluto l’efficacia del mio lavoro, altrimenti non si spiegherebbe tanto zelo censorio da parte della direzione. Comunque, niente di grave, come lo stesso Corriere ricordava nel pezzo che ho citato, sono avvezzo alle censure (meno ad accettarle) e non ho nessuna intenzione di avvolgermi nel sudario del martirio (mi sta decisamente stretto). Sono cose che succedono quando si fa satira o informazione. Anche se nel nostro paese succedono un po’ troppo frequentemente. Grave sarebbe se questo fosse un segnale che il più grande e prestigioso quotidiano nazionale teme le minacce del presidente del consiglio, specialmente quelle riguardanti la distribuzione delle quote pubblicitarie che vorrebbe ridotte o addirittura azzerate per i giornali non suoi amici o non suoi tout court. Ma questo è impensabile in un paese democraticamente avanzato come il nostro. O no?

    Vauro

    http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/52530/scheletri.jpg

  • ciccio|pasticcio

    25 giu 2009 - 22:06 - #104
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    @98
    AHAHAHAHAHAHAHAH grazie Lea, andrò a dormire col sorriso sulle labbra! Un articolo di Bechis…che caratura di fonti!

  • Profilo di ice

    ice

    25 giu 2009 - 22:07 - #105
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    @ albert
    sei tu che esulti come un fanatico per le vittorie elettorali di silvio….
    che tornaconto hai?
    perchè esulti?
    che motivo hai di gioire delle vittorie di Silvio?
    cosa ha fatto lui per te?
    ha visto le elezioni….per te…
    muahahahaha

    @Lea
    sto ancora aspettando che tu mi citi qualche documento a sostegno del complotto internazionale contro Silvio
    Visto che Berlusconi ha decine di giornali e uno stuolo di giornalisti scelti da lui stesso per le spiccate qualità come è possibile che a parte qualche fantomatico articolo della serie gli egizi hano costruito le piramidi suggeriti dagli alieni……
    o forse i giornalisti Silvio li sceglie in base a quanto sono assudditabili!?!?!?!?

  • ciccio|pasticcio

    25 giu 2009 - 22:07 - #106
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    albert ma guarda che la birra tedesca e austriaca è leggera! poco gassata va giù che è un piacere…ovviamente boccale da mezzo! ;)

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    25 giu 2009 - 22:08 - #107
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    O forse Vauro ha solo un pochino rotto le palle ? Mah…

  • ciccio|pasticcio

    25 giu 2009 - 22:09 - #108
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    @105
    il complotto mondiale è al numero 98 nell’altra pagina…leggi leggi che c’è da morire dal ridere!

  • Profilo di Lea

    Lea

    25 giu 2009 - 22:10 - #109
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    Due indizi sono una coincidenza, ma cinque fanno una prova. Di più: «La prova di un complotto». A dirlo è uno storico insospettabile di simpatie berlusconiane: Aldo Giannuli, autore di numerosi libri, consulente delle Commissioni stragi e Mitrokhin, da sempre vicino all’ultrasinistra.
    «Certamente - spiega Giannuli al Giornale - nella vita accadono molte coincidenze, ma insomma che tutte insieme vengano fuori: la signora Veronica, la sentenza Mills, Noemi, le foto di Villa Certosa, la D’Addario e tutto nel giro di un mese, qualche dubbio lo fanno venire».

    Dottor Giannuli, addirittura lei parte dalla sentenza Mills. Ce l’ha con i giudici?
    «No, dico semplicemente, e lo scrivo anche nel mio sito, che questa storia inizia col verdetto Mills. Magari qualcuno lo aspettava per far uscire tutto il resto».

    Chi?
    «Ad avercela con Berlusconi possono essere in tanti. Ricordo solo che dal suo ritorno a Palazzo Chigi Berlusconi ha ostentato una forte intesa con Vladimir Putin - si pensi alle posizioni assunte nella crisi georgiana dell’estate scorsa - e questo mentre incombe una nuova guerra fredda fra Mosca e Washington. Inoltre, il 19 maggio scorso è arrivato l’accordo Eni-Gazprom che ha mandato all’aria una analogo progetto americano che però passava tutto fuori dal territorio russo».

    Gli attacchi più forti sono venuti dai media di Murdoch.
    «Ci stavo arrivando. Non è affatto escluso che Rupert Murdoch abbia qualche interesse per Rete 4. Forse non è del tutto casuale che i suoi giornali si siano dimostrati così attenti alle disavventure del nostro premier».

    Congetture: Berlusconi ha appena incontrato in un clima cordiale Obama e i giornalisti del gruppo Murdoch dicono che il loro editore non si sognerebbe mai di dettare la linea.
    «Io osservo che Murdoch potrebbe avere interesse a far cadere il Cavaliere e poi noto che su Palazzo Chigi in poche settimane si è abbattuta una valanga».

    Il caso Noemi?
    «Potrebbe essere stato un incidente di percorso. Le cose si fanno meno chiare con le foto a Villa Certosa».

    Perché?
    «C’è un fotografo professionista che, non si capisce come, riesce ad avvicinarsi ed entrare nella villa senza essere scoperto e questo più volte nel giro di anni. Antonello Zappadu scatta cinquemila foto e poi le tira fuori tutte insieme. Chi è: Mandrake?».

    Secondo lei?
    «Cicchitto non ha detto una cosa sbagliata quando ha osservato che, se al posto del teleobiettivo di una fotocamera, ci fosse stato il cannocchiale su un fucile di precisione, oggi parleremmo di Berlusconi al passato. In condizioni normali il responsabile della sicurezza e del servizio scorte sarebbe stato liofilizzato anche per cinque fotografie».

    Insomma, lei la prende da lontano, ma arriva a lambire i Servizi che, fra l’altro, per il suo lavoro conosce molto bene.
    «Io mi faccio un’altra domanda: come mai questo fotografo si tiene nel cassetto per anni le foto, senza venderle a nessun giornale specializzato? Le scattava per collezionismo?».

    Un collezionismo particolare?
    «Questi collezionisti chiamano il loro hobby dossieraggio».

    Lei è barese, come Patrizia D’Addario. È sorpreso da questa storia?
    «Moltissimo. Se è vero che ha incontrato Berlusconi, vuol dire che ci è arrivata debitamente referenziata e garantita, al punto da passare senza intoppi ai controlli di Palazzo Grazioli, munita di tutti gli aggeggi elettronici del caso. Anche qui la sicurezza mostra qualche falla: purché si sia donne avvenenti ci si può accostare al premier anche con un bazooka. Ma non è questo il punto più importante».

    E qual è?
    «Il comportamento della donna. Perché, sempre che sia vero, fotografava e registrava tutto. E poi una professionista del suo calibro dovrebbe essere molto attenta a garantire la propria riservatezza».

    Forse, vicina al traguardo dei 45 anni si sentiva a fine carriera?
    «Forse. Quel che è certo è che dopo questo show la signorina in questione ha finito di lavorare. E allora sono assalito da molti dubbi».

    Il primo?
    «Patrizia ha deciso di ritirarsi dal mercato perché qualcuno le ha offerto una confortevole buonuscita».

    Chi?
    «A Bari si mormorano dei nomi. Ma io non ho elementi per puntare il dito. Io penso però che lo stesso benefattore si sia preoccupato di darle anche le necessarie garanzie sul suo futuro. Un futuro sicuro e confortevole. E mi viene un altro sospetto. Forse la signorina alterna il mestiere più antico del mondo con il secondo più vecchio: quello di spia. Non sarebbe la prima doppiolavorista del settore».

    il Gionale 22/6

  • Profilo di Lea

    Lea

    25 giu 2009 - 22:11 - #110
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    105
    e dove avrei parlato io di complotto mondiale????

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    25 giu 2009 - 22:13 - #111
    0 punti
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    ciccio: posso sempre cambiare, non è un problema… Dammi due marche, che le cerco. La Bud comunque è incidentale, normalmente compro Peroni a casse dal grossista, ma se mi consigli cosa chiedere gliela ordino.

    ice: semplicemente hai un modo di rivolgerti a me che non mi fa venire voglia di discorrere con te. Punto. Pensa all’IVA tua e non rompermi i c0glioni. Se poi vogliamo parlare con calma e con l’educazione che uso normalmente con i miei interlocutori, va bene.

  • Profilo di ice

    ice

    25 giu 2009 - 22:17 - #112
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    @ #110
    hai tirato tu in ballo la stampa internazionale e misteriose forze extranazionali
    .
    se 5 coincidenze facessero un fatto….silvio dovrebbe essere stato già contdannato in tutti i porcessi in cui era coinvolto…..
    già dimenticavo: qunddo si parla di lui logica e dialiettca non ripsattnao piu le leggi naturali, ma si piegano, come la luce in presenza di un buco nero…..
    per dimostrare la sua innocenza 5 coincedenze sono uuna prova, mentre per dimostrare un suo reato non bastano prove ed evidenza dei fatti…..
    del resto nonostante il conflitto di interessi sia chiaro, gli italiani ogni 5 anni tornano a votarlo…..

  • ciccio|pasticcio

    25 giu 2009 - 22:19 - #113
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    @109
    intanto il giornale è un ladro visto che, come dice Giannuli sul suo sito, si è permesso senza chiedere di prendere a piene mani da un intervento dello stesso Giannuli. ” Fa piacere notare che al “Giornale” seguano questo sito e vi attingano –pur non citandolo, ma va bene lo stesso-: oggi (21 giugno), un lungo articolo a firma di Stefano Zurlo riprende pari pari una serie di notizie dal mio articolo precedente”
    http://www.aldogiannuli.it/?p=454#more-454
    e la conclusione di Giannuli è “leggermente” diversa da quella che tu vuoi far intendere: “Ma possibile che a nessuno venga in mente che, se qualcuno ha preparato il “trappolone” a Silvio, è lo stesso che sta spargendo in giro registrazioni e verbali? E che il magistrato non c’entri nulla?
    Insisto: SE “complotto” c’è, non è in quella direzione che occorre guardare per trovarne l’origine.”

  • ciccio|pasticcio

    25 giu 2009 - 22:22 - #114
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    @111
    guarda tra le austriache la Villacher è molto buona, se no potendo scegliere Hofbrauhaus (HB), Lowenbrau o Paulaner…tutte e tre tedesche. La Paulaner è la mia preferita!

  • Profilo di Lea

    Lea

    25 giu 2009 - 22:24 - #115
    1 punto
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    Lettera aperta sul nuovo moralismo Italia
    di Ubaldo Casotto23 Giugno 2009 (loccidentale.it)

    Gentili colleghi scandalistici e gentili lettori scandalizzati della sinistra progressista
    Faccio questo mestiere da vent’anni e capisco quanto possano prudere le mani sulla tastiera, prurito che segue quello che ha tormentato le orecchie e il gonfiore che affligge gli occhi dopo il lungo stropiccio per tenerli ben desti e incollati al buco della serratura… Capisco. Però allora non capisco più che mondo volete.

    Mi spiego. Ho una figlia in età di liceo e dal prossimo anno potrà fornirsi liberamente di preservativi a scuola (non credo che sulle confezioni ci saranno scritte tipo quelle che campeggiano sui nostri pacchetti di sigarette: “Il sesso in età precoce nuoce all’equilibrio psichico”) e vivere “gioiosamente” e “liberamente” le sue “avventure” (avventure che potranno indifferentemente essere con un uomo, una donna, più uomini, più donne, un mix tra i due generi e… perché no?, anche con il concorso di qualche animale, come teorizzato da illustre pensatore tempo addietro).

    Ho un figlio di undici anni, non credo sappia che alle sue compagne di classe verrà consigliato il vaccino contro il papillomavirus, responsabile di alcuni tumori dell’utero e che si trasmette attraverso i rapporti sessuali. Non lo sa ma presto glielo spiegherete voi, o provvederà un insegnante di educazione sessuale, magari lo stesso che in seconda media spiegò a mia figlia (quella di prima) che la gravidanza è un “inconveniente” del rapporto sessuale dal quale tutelarsi, appunto con il preservativo.

    Leggo da anni interviste a sindacaliste delle prostitute che spiegano l’assoluta liceità della professione (e quindi della dazione di denaro) e la necessità della sua legalizzazione. Non c’è rivista che con l’approssimarsi dell’estate non spieghi che «l’avventura extraconiugale fa bene alla coppia». Preti, suore e monaci dovrebberro, sempre secondo voi, smetterla con questa anticaglia della castità, sposarsi, liberarsi, emanciparsi… insomma scopare.

    Finalmente trovate uno che (pare) attua tutto quello che ci avete predicato e che a me non piace; lo fa ostentando gioia, allegria, sfrontatezza e senza limiti… E voi che fate? Citate con faccia triste le preoccupazioni di qualche tonaca vescovile (le stesse che irridete negli altri 364 giorni dell’anno) e lo impiccate alla corda del vostro moralismo.

    Ma andate a farvi fottere!

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    25 giu 2009 - 22:27 - #116
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    Paulaner ! OK, l’ho vista a listino: ce l’hanno. Prossima settimana ordino. Grazie, ti farò sapere…

    Incidentalmente, qualcuno potrà mai spiegarmi perchè le scoregge dei cani sono così terribili ? Ho il vecchietto qui, dentro casa, che mi sta uccidendo… ha fatto scappare pure il gatto !

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    25 giu 2009 - 22:29 - #117
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    Leuccia (perdona il vezzeggiativo, ma a quest’ora ci sta): +10 per questo cut ‘n paste ! Adorabile.

  • Profilo di Lea

    Lea

    25 giu 2009 - 22:33 - #118
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    Albertuccio caro (xdonami, ma a quest’ora ci sta), un bacione!!!

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    25 giu 2009 - 22:35 - #119
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    ****giggle, giggle***

  • Profilo di Lea

    Lea

    25 giu 2009 - 22:39 - #120
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    De Benedetti, addio con il trucco
    di Paolo Guzzanti
    Il Giornale 25/6/09

    Ricordo la furia di Giorgio Bocca quando Eugenio Scalfari vendette la sua quota a Carlo De Benedetti e si svolse al quarto piano di piazza Indipendenza a Roma un’infuocata assemblea. Eugenio ci aveva venduto tutti e aveva monetizzato quel che aveva costruito mettendo in banca un bel pacco di miliardi. L’impero editoriale passava di mano, anche se restava ancora in piedi Carlo Caracciolo, compagno e sodale d’avventura di Eugenio. Ieri, puntata semi-conclusiva: Carlo De Benedetti - in apparenza – molla e lascia tutto.

    Ma è un trucco teatrale: in realtà non lascia quel che più gli importa: il «sociale», come lo chiama lui e cioè il vero potere, come sarebbe più giusto dire: il diritto di nominare i direttori di Repubblica ed Espresso, nonché di nominare il nuovo presidente dopo la morte di Carlo Caracciolo, sottraendo questa facoltà al figlio Rodolfo che ha sempre sputato sopra questa mania del padre per i giornali, passione che ha portato soltanto disgrazia e ridotto i profitti. Lo scontro fra padre e figlio viene da tutti indicato come una dura resa dei conti terminata con l’uscita di scena del patriarca, ma non è così: le aziende che fanno soldi vanno al figlio, ma non hanno storia politica. Mentre il governo reale sui giornali se lo tiene il padre conservando e blindando il diritto monarchico assoluto di nominare il successore del principe Caracciolo, del direttore del settimanale e del successore di Ezio Mauro al quotidiano.

    Si sa che la ragione profonda del conflitto fra padre e figlio non ha niente a che vedere con la questione generazionale – Carlo è ancora un leone, benché alla soglia dei 75 anni – ma con il potere politico. Però Repubblica va a rotoli, centinaia di migliaia di copie al macero, il prestigio della direzione e delle più aggressive firme sono ai limiti storici. Tuttavia, dice Carlo De Benedetti, il gioco resta ancora tutto lì, nei giornali, nelle radio, su Internet: soldi persi, è vero, ma anche soldi ben spesi. Rodolfo considera questa posizione del padre una mattana senile. Ma Carlo De Benedetti alla politica ci ha sempre tenuto. Fu per pesare in politica che volle entrare nell’editoriale L’Espresso in cui era un corpo totalmente estraneo, devastando l’immagine e l’identità di una casa editrice, di un settimanale e di un giovane quotidiano in sfolgorante successo.

    Per questo ricordo Bocca con – è il caso di dirlo – la bava alla bocca gridare: «Eugenio ci hai tradito, ci hai venduto a un industriale che con noi non ha niente a che fare, ci hai messo sotto padrone». Eugenio spiegò con toni suadenti che De Benedetti era il miglior padrone possibile e che dunque dovevamo essere contenti e che lui avrebbe comunque mantenuto sempre un potere di supervisione generale che avrebbe garantito a tutti noi e insomma bla bla bla. Tutte balle.

    Scalfari non poté garantire nulla e nel 1996 fu costretto a far buon viso a cattivo gioco e dovette farsi da parte per cedere il posto al rampantissimo Ezio Mauro che i debenedettiani avevano da tempo scelto come uomo del padrone al posto di Scalfari, che fu quindi relegato in una sorta di magazzino delle scope a scrivere editoriali domenicali consumando in tristezza il suo autunno di grande patriarca. Ezio Mauro fu spedito, prima di essere ammesso alla direzione di Repubblica, a fare il corrispondente da Mosca e poi tenuto in parcheggio alla Stampa mentre si consumava lo sprazzo finale dello scalfarismo.

    La biografia industriale di De Benedetti è sterminata, ma io voglio ricordare quel che ho vissuto e riveduto anche per motivi di lavoro: De Benedetti fu accusato dal presidente George Bush, padre, di giocare molto sporco con il potere sovietico, cui avrebbe fornito l’accesso a merci strategicamente proibite. La lamentela del presidente americano fu espressa al presidente della Repubblica Francesco Cossiga e al ministro degli Esteri Gianni De Michelis nel corso di un loro viaggio a Washington: i due italiani difesero a spada tratta l’imprenditore italiano e fecero quadrato su di lui benché non lo amassero affatto. Poco tempo dopo però dalle colonne dell’Espresso partì una campagna di delegittimazione del presidente Cossiga che toccò il suo culmine con la richiesta di rimuoverlo dal Quirinale con certificato medico e sostituirlo con un comitato di saggi in attesa della nuova elezione. Cossiga aveva fatto cancellare i contratti della Olivetti al Quirinale sostenendo che le telescriventi di De Benedetti erano scarti di magazzino.

    Di certo De Benedetti non ebbe alcun riguardo per il patrimonio tecnologico della Olivetti, l’unica compagnia informatica europea che avesse prodotto una eccellente e tuttora rimpianta linea di computer, anzi di «calcolatori», che gettò nel cassonetto delle immondizie per entrare invece nel core business della telefonia mobile ma senza una propria tecnologia, giocando soltanto sul commerciale. In questo modo De Benedetti distrusse il patrimonio culturale e sociale di «Comunità» di Adriano Olivetti, sbaraccò quel che restava dell’identità elitaria, radical-chic e borghese-rivoluzionaria del gruppo L’Espresso, si liberò dello stesso Scalfari e procedette come un rullo compressore con il dichiarato ed evidente scopo di dominare la politica attraverso l’editoria. Oggi De Benedetti si lamenta di aver subito due «scippi», quello della Sme e quello della Mondadori.

    È storia vecchia: quanto alla Sme, è un dato di fatto che fu allora il presidente del Consiglio Craxi a rivolgersi a Berlusconi perché desse vita a una cordata alternativa a De Benedetti che aveva raggiunto un accordo molto personale con lo svenditore Romano Prodi. Come tutti sanno, alla fine non vinse né la cordata che a malincuore Berlusconi aveva cercato di metter su per far piacere a Craxi, né De Benedetti. Quanto alla Mondadori, De Benedetti rimpiange ancora un impero editoriale simile a quello di Carlo Quinto, sul quale non tramontasse mai il sole, ma fu costretto a contentarsi di una redistribuzione un po’ più pluralista. Di positivo c’è da dire che De Benedetti risplende per vitalità e combattività, benché abbia mascherato la ripartizione dei poteri annunciata ieri in Piazza Affari sotto le sembianze del ricambio generazionale.

    È stata invece una concentrazione dei veri poteri politici nelle sue sole mani e un’offa per il figlio Rodolfo che mantiene quel che già ha, ma senza poter ficcare il naso nell’editoria dove il padre si è blindato e gli ha sbattuto la porta in faccia. Alla fine ho l’impressione che esca fuori tutt’altro che il melanconico addio che si voleva far finta di spacciare ieri con una cerimonia decorosa e affettuosa: ieri abbiamo assistito di fatto al rafforzamento del potere che conta nelle mani del vecchio (ma non troppo) padre e al ridimensionamento del figlio che riceve per ora una corona di latta. De Benedetti ha infatti detto che lui vivo L’Espresso non si vende (sconfitta di Rodolfo) e che si riserva di nominarne i capitani, cioè dettare la linea politica.

    E qui va preso atto del fatto che De Benedetti ha fatto definitivamente marcia indietro dalla famosa «tessera numero uno» del Partito Democratico: «Sono sempre stato repubblicano visentiniano», ha detto, passato senza entusiasmo al centro sinistra. Ieri si era sparsa una voce che poi i fatti hanno ridimensionato ma non fugato: e cioè che il vecchio re Carlo volesse spogliarsi di tutte le province e degli orpelli per darsi alla politica in prima persona. Non è così. Ma in un certo senso è così lo stesso. De Benedetti non ha intenzione di «scendere in campo» alla sua età, ma ha voglia di seguitare a giocare duro la partita politica come se dovesse giocare a golf: quel campo a 18 buche è suo e non intende condividerlo con nessuno. Finché sarà vivo. Ha anche smentito di aver preso le decisioni di ieri come conseguenza della morte di Carlo Caracciolo e sarà anche vero.

    Ma è sicuro che la morte del partner rivale lo ha rafforzato: la vecchia coppia Scalfari-Caracciolo non ha più potere sul suo campo da golf privato e tutto quanto Giorgio Bocca tanti anni fa temeva è accaduto: l’Olivetti è morta, l’editoriale L’Espresso è il nome di un’antica memoria, La Repubblica fa acqua da tutte le stive, ma il potere su quel che resta è assoluto e anzi confermato da ciò che è accaduto ieri tra brindisi abbracci e baci, e cioè un vero e proprio colpo di Stato in famiglia.

  • Profilo di gi-ro

    gi-ro

    25 giu 2009 - 22:42 - #121
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    #Lea 115 ma grande!!
    Albert1 un po’ ovunque:hahahahhaaa, oggi più di ieri! Come le pensi poi?

  • ciccio|pasticcio

    25 giu 2009 - 22:47 - #122
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    @116
    fammi sapere poi come ti trovi, anche se per assaporarla come si deve dovresti fare un viaggetto in terra teutonica! la moglie chiama…notte

  • Profilo di Lea

    Lea

    25 giu 2009 - 22:49 - #123
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    Up Down

    Repubblica: il giornale-partito
    Scritto da Alessandro Lozzi
    giovedì 25 giugno 2009 legnostorto.com

    Adesso è finalmente chiaro a tutti: non esiste alcun complotto eversivo. Esiste invece un ‘disegno’ eversivo, con un solo unico responsabile. Si è incaricato di chiarirlo oltre ogni ragionevole dubbio il fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari, assumendosene il merito e la responsabilità con il suo editoriale di domenica. Compaiono, accanto a questo ‘grande vecchio’, regista unico del disegno, alcuni occasionali comprimari come, ad esempio, Massimo D’Alema. L’ex leader, ormai isolato e fuori dal gioco, soprattutto dopo la candidatura di Bersani e ancor più dall’appoggio di Letta, ha infatti tentato di accreditarsi come partecipe al ‘grande gioco’ con il modesto mezzuccio di anticipare qualche frammento di notizia rubacchiato da informazioni provenienti dal proprio collegio elettorale. Penoso. Il fatto è che nel vuoto pneumatico di capacità politica del Pd, Repubblica esercita appieno un ruolo di supplenza. Non è un giornale vicino all’opposizione: Repubblica è l’opposizione. La riprova? La raccolta di firme contro la proposta di legge sulle intercettazioni telefoniche: un’azione politica bella e buona.
    Con grande chiarezza, Sandro Bondi ha stigmatizzato come questa anomalia sia un pericolo per la democrazia. Un partito si presenta alle elezioni, verifica il consenso con i propri cittadini: Repubblica, e per essa il suo editore, e con questo i suoi affari e i suoi interessi, no. Non perde mai le elezioni, un giornale. Ma può sempre e comunque fare campagne denigratorie, enfatizzare e drammatizzare notizie, suscitare e alimentare emozioni, produrre effetti destabilizzanti.
    Si pone quindi il problema delle armi politiche da utilizzare per difendersi dal ‘giornale–partito’. Ne vedo una sola: scoprirne il gioco, denunciare, come stiamo facendo, l’operazione in essere. Il re è nudo, si tratta di dirlo per non subirne l’egemonia. Il caso Minzolini è, sotto questo profilo, emblematico: un giornalista con responsabilità di direzione assume la propria linea editoriale rifiutando di confondere il pettegolezzo con la notizia e viene aggredito violentemente e denigrato. La sua scelta può essere discutibile, come tutte le scelte, nessuna esclusa. Ma qui non si discute, si demonizza, si dice che è un ‘venduto’, si tenta di azzerarlo. Perché tanta violenza? Semplice: perché la battaglia è ‘campale’. Oggetto non è la decisione di Minzolini, ma la possibilità di uscire dal diktat informativo del ‘partito–giornale’, dall’egemonia di cui questo ha bisogno per realizzare il proprio disegno politico. Repubblica sa che deve trascinare con se la gran parte della comunicazione italiana in questa permanente guerra del ‘gossip politico’, in questa palude del sospetto e del torbido. Se resta sola, i lettori possono accorgersi che per oltre due mesi Repubblica ha quotidianamente pubblicato due o tre pagine sull’inesistente notizia della festa di compleanno della signorina Noemi. Infinitamente meno spazio è stato dedicato, per esempio, alla rivolta in Iran o al nuovo corso della polita mediorentiale di Obama. E’ libertà di informazione questa? E’ voler fornire notizie ai cittadini? No: è battaglia politica con armi improprie.
    La degenerazione del passaggio da giornale politico a ‘giornale–partito’ è già avvenuta, quella da ‘giornale–partito’ a ‘giornale–untore’ è in corso. Se la comunicazione italiana riuscirà a restarne indenne isolando il virus, che è insidioso anche perché inizialmente, come la droga, produce l’euforia di un aumento delle vendite, potremo riconoscere che la civiltà ha prevalso e potremo rivolgersi a Scalfari chiedendogli, appunto: “Usque tandem abuteris patientia nostra”?

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    25 giu 2009 - 22:49 - #124
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    ciccio: ‘notte ! Grazie di nuovo.

    Gi-ro: non lo so, mi vengono così… ;)

  • 16dB -2

    25 giu 2009 - 22:50 - #125
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    Questa è la dimostrazione che quando possiedi un giornale e ci infili in redazione 4 pupazzi puoi permetterti di stare a guardare: pur di compiacerti partiranno a congetturare su qualsiasi cosa. Il metodo Fox news: “sembra”, “si dice”. Scusa ma qui ci sono solo congetture, e pure malformate. Esempio? L’accordo ENI-Gazprom (questa si chiama disinformazione, e non è la prima volta che dalle pagine del ex-autorevole quotidiano fondato da Montanelli, partono notizie e insinuazioni non proprio verosimil). La north-stream (Russia-Germania) era progettata per tagliar fuori l’Ucraina, non la Russia.
    L’accordo (quello citato) che prevede il potenziamento della south stream, è un progetto che prende i natali dal governo Prodi.
    La Nabucco infine, si farà comunque (sono linee strategiche, appositamente ridondanti, il loro scopo è innanzitutto evitare situazioni come quella dell’Ucraina che non paga), e “taglia” fuori la Russia (ci sono già 3 linee dalla Russia all’Europa), ma in realtà prevede che uno dei fornitori (il principlae) della Nabucco sia la Russia stessa, attraverso la blue stream, dato che è il maggior produttore mondiale di gas. Quindi?
    Murdoch interessato a Rete 4. Quindici anni fa, forse.

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    25 giu 2009 - 22:54 - #126
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    Ora vi dico la mia:

    Il complotto non esiste. Un complotto presuppone un progetto, una forma di disegno, un ideatore, degli esecutori… troppa roba, semplicemente non c’è.

    Qui è proprio tutto il “sistema” che funziona così, da 70 anni. Berlusconi ed il Berlusconi-pensiero sono un dito nel cvlo di questo sistema.

    Ovvio che il sistema reagisca.

    Mettetevelo in testa, ragazzi, Berlusconi, vuoi o non vuoi, è un Ri-vo-lu-zio-na-rio. Altro che Che Guevara…

    (questa è una versione semplificata e molto riassuntiva del mio pensiero).

  • Profilo di Lea

    Lea

    25 giu 2009 - 22:55 - #127
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    La politica cancellata
    Scritto da Ernesto Galli Della Loggia
    giovedì 25 giugno 2009 corriere.it

    …Le accuse che si ro­vesciano in que­sti giorni sul pre­sidente del Consi­glio, le si condivida più o meno, sono la riprova de­finitiva del grado estremo di personalizzazione che la politica ha raggiunto oggi in Italia: una riprova che, alquanto paradossal­mente, stanno offrendo proprio coloro che fino a ieri additavano la suddet­ta personalizzazione co­me sbagliatissima e asso­lutamente da evitare.
    Non tenevano conto però che la personalizzazione è un fenomeno inerente alla leadership: tanto più que­sta è autorevole e forte tanto più s’identifica inevi­tabilmente con la persona di chi l’esercita. Né teneva­no conto del fatto che i re­gimi democratici, proprio per il pluralismo che ca­ratterizza le loro società, hanno quanto mai biso­gno di una leadership for­te e unificatrice.

    Ma è anche vero che le accuse che ogni giorno riempiono i nostri quoti­diani, con grande atten­zione alla vita privata di Berlusconi, testimoniano di un livello di personaliz­zazione che dire estremo è poco. A questo proposi­to è stato osservato giusta­mente che anche in altri Paesi europei o negli Usa i vertici del potere (Kenne­dy e Mitterrand, per fare solo due esempi) sono sta­ti coinvolti ripetutamente in storie scabrose di sesso dense di particolari pic­canti, ma in nessun caso però i rispettivi media se ne sono occupati più di tanto, anzi quasi sempre non se ne sono occupati per nulla. Sui gusti e le fre­quentazioni sessuali delle leadership la regola è sta­ta dappertutto una sostan­ziale cortina di silenzio.

    Il fatto che in Italia non sia così, anzi sia l’oppo­sto, potrebbe naturalmen­te voler dire che l’informa­zione italiana è assai più li­bera di quella straniera, ovvero, forse, può voler di­re che in Italia la persona­lizzazione di cui si diceva ha raggiunto livelli real­mente patologici.

    È questa l’ipotesi più plausibile. Ma bisogna al­lora domandarsi perché. A me sembra che ciò di­penda dal fatto che in po­chi altri Paesi occidentali c’è stato come in Italia una così massiccia cancel­lazione della politica nel senso che normalmente si dà a questa parola. Idee, programmi, proce­dure di selezione, organi collettivi di dibattito e di direzione, tutto, a destra come al centro e a sini­stra, è stato vanificato o ha provveduto spontanea­mente e letteralmente a evaporare. Esauritesi le culture e i partiti politici che risalivano al Cln e alle vicende «alte» della sto­ria nazionale (ciò che in Europa non è accaduto da alcun’altra parte), è suben­trato un generale nulla. Sono rimaste solo le per­sone, sole le nude perso­ne (è il caso di dirlo!). Da questo punto di vista Ber­lusconi, lungi dall’essere la malattia, è solo il sinto­mo: esasperato se si vuole ma solo il sintomo.

    Nessuna meraviglia al­lora se la vita pubblica ita­liana offre da tempo lo spettacolo che offre: dove prima delle «squillo» di casa a Palazzo Grazioli ci sono state le «esternazio­ni » politiche della moglie del premier golosamente raccolte, il costo delle scarpe di D’Alema, i flirt veri o supposti e la pater­nità più o meno rocambo­lesca di Fini, il cachemire glamour di Bertinotti, la carica di capo della Lega trasformata in persona­le- ereditaria per il giova­ne Bossi senza che dai suoi si sia levata una criti­ca: il tutto in un affollarsi di giornali e di trasmissio­ni tv che in pratica si occu­pano solo di cose del ge­nere.

    Ormai in Italia, anche a prescindere dalle ultime settimane, la politica è ridotta a que­sto. Mentre sullo sfondo si agita il vortice delle intese sotterranee, degli interessi eco­nomici che si combinano e si ricombinano per tutelarsi e spadroneggiare, dei clan che si formano, mentre si vede una stampa nel complesso sempre più esangue, si ascolta­no mille «voci» che dilagano. Anche in quelli che ancora chiamiamo partiti ognu­no gioca per sé, al massimo in combutta con qualche sodale. Tutto ciò è il prodotto della fine della politica: della quale è un frutto quella personalizzazione di cui la fo­to di Berlusconi tra le lenzuola, quando mai comparisse, non sarebbe che un riassunto simbolico.

    C’è comunque in questa deriva italiana come un ritorno all’antico. Si dilegua la poli­tica, infatti, e sembra di veder riaffiorare un’Italia che credevamo alle nostre spalle: un Paese in mano a pochi, a oligarchie inte­ressate esclusivamente al proprio potere; un Paese marginale, tagliato fuori dal mon­do e che ha ormai perso il senso di un desti­no comune, senza ambizioni e progetti per il futuro; un Paese che non si stima e che non sembra più capace di chiedere nulla a se stesso. Un Paese che nel vuoto della poli­tica lascia vedere qualcosa di molto simile a un vuoto di volontà, a un vuoto morale.

  • Profilo di Lea

    Lea

    25 giu 2009 - 22:57 - #128
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    “Un Paese che nel vuoto della poli­tica lascia vedere qualcosa di molto simile a un vuoto di volontà, a un vuoto morale.”

    e la morale alla quale Galli Della Loggia fa riferimento, non è quella sessuale. questo è il punto fondamentale della questione. questo è l’errore che commettono gli antiberlusconiani a prescindere.

  • 16dB -2

    25 giu 2009 - 22:58 - #129
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    Il trucco sta nel chiamare la verità (foto - registrazioni), gossip, e nel presentare il gossip e i voli pindarici (”sembra”,”non ho prove ma penso”, gli scritti di qualche blogger etc. etc.) come verità.

    Il 123 è quasi geniale nel ribaltare alcune prospettive. Sembra di vedere il bue che dice cornuto all’asino. :D

  • 16dB -2

    25 giu 2009 - 23:04 - #130
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    @128
    La difficoltà è nell’identificare la vera causa del vuoto morale.
    Ognuno ci vede il suo deus ex machina.

  • Profilo di Lea

    Lea

    25 giu 2009 - 23:05 - #131
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    129
    tu le foto le hai viste? e le registrazioni le hai sentite?
    16dB-2 inutile che hai un blog se poi non ti presenti agli elettori. tanto so chi sei e dove sei, me lo ha detto l’uccellino: questo è gossip? o mi credi?

  • Profilo di Lea

    Lea

    25 giu 2009 - 23:08 - #132
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    130
    la vera causa del vuoto morale, è pensare al ca77o e credere che tutti gli italiani pernsino solo a quello. il ca77o è sfera privata. e in un paese senza vuoto morale, la politica e i giornali si occuperebbero di altro.

  • Profilo di Lea

    Lea

    25 giu 2009 - 23:09 - #133
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    ciao gi-ro! quella lettera è piaciuto moltissimo anche a me!!!

  • Profilo di Lea

    Lea

    25 giu 2009 - 23:11 - #134
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    tolgo il disturbo. buonanotte a tutti.
    ciao Albert e gi-ro, domani forse rispondo al post di ieri…

  • 16dB -2

    25 giu 2009 - 23:15 - #135
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    La D’Addario ha registrazioni e foto in mano agli inquirenti, e questo è acclarato. Prima che tu possa insinuare il dubbio che i giudici dicano che ci sono, ma in realtà non ci sono, fermati e conta fino a 10. Del resto sarebbero già volate querele da parte della fam. del Cavaliere. Secondo te perchè questo non è ancora avvenuto? Bontà? Perchè sarebbe fatica sprecata, con il rischio di perderci pure dei soldi? O perchè poi per onere di prova potrebbe venir fuori di peggio? Infine le foto di Villa Certosa ci sono. Le interviste a Noemi pure.

    Su cose più importanti: la sentenza Mills, c’è. Poi, se vuoi puoi fare come Facci che scrisse e disse che si sono inventati tutto, ma senza pubblicare il testo della sentenza, oppure fai come gli altri e pubblichi anche il testo, ma allora non puoi più sostenere che si sono inventati tutto.

    P.S. Non solo non sai nulla di me (il blog ce l’ho perchè mi piace leggere e scrivere, e te di me non sai nulla. ;) )

  • 16dB -2

    25 giu 2009 - 23:17 - #136
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    @132
    Quello di cui parli tu è uno degli effetti.
    Non la causa.
    Ti vedo confusa.

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    25 giu 2009 - 23:21 - #137
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    ‘notte Lea… a domani (se ci arrivo)

  • Profilo di Mr Lorenz

    Mr Lorenz

    25 giu 2009 - 23:52 - #138
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    Lea
    sarai pure Top Manager…ma questo e’ il FINANCIAL TIMES, cosa diversa dal TIMES.
    Questo giornale e’ la bibbia dei frequentatori della City. E NON e’ di Murdoch.
    Probabilmente le fonti che cita sono Sacconi, Tremonti, Letta, etc. Perche’ i giornalisti del FT hanno accesso diretto ai Ministri.
    Ma leggi altro oltre al Giornale? Ultimo libro letto? Noi ragazze di Silvio?

  • boh1

    26 giu 2009 - 01:00 - #139
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    LEA DAI FACCI RIDERE 2 !!!
    TI ABBIAMO CHIESTO : quali sono i legami tra il PD e Murdoch e tra repubblica e Murdoch…..e ci rispondi parlando di De benedetti e repubblica che contrastano berlusconi . Lo sapevamo già , ma cosa c entra con le tue affermazioni iniziali ?????!!!

    Ci rispondi con un sacco di teorie , argomenti .. che NON c entrano niente !!
    Murdoch ha dei rancori contro berlusconi per colpa dell iva a sky . E’ un fatto che non mostra alcun legame, al massimo un atteggiamento comune di contrasto da parte di due entità ben distinte e indipendenti. Ma a prescindere: è un fatto risalente a qualche MESE fa mentre i giornali stranieri è da ANNI che fanno le pulci al caro presidente del consiglio !! in definitiva è un argomentazione ridicola.
    (( potremmo anche approfondire riguardo il complottismo internazionale e di come
    murdoch controlli una parte minima e irrisoria di tutti quei giornali europei e americani che criticano berlusconi, quindi il complotto internazionale diretto dal Pd dovrebbe coinvolgere tanti altri protagonisti… ma per adesso lasciamo perdere XDD ))
    dai Lea sciogli i nostri dubbi che ti costa !!

  • Profilo di Liberty Valance 2

    Liberty Valance 2

    26 giu 2009 - 08:02 - #140
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    #139
    vai avanti a schiattare di rabbia e lascia stare la mia ragazza, ciccione!!!

  • Profilo di jacob

    jacob

    26 giu 2009 - 09:29 - #141
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    “Sui gusti e le fre­quentazioni sessuali delle leadership la regola è sta­ta dappertutto una sostan­ziale cortina di silenzio.”

    qui Della Loggia (persona stimabilissima) prende una cantonata grande come un grattacielo… ma per favore… Clinton-Monica?!?! maddai… coi giornali a parlare delle macchie sui vestiti per mesi… e addirittura il quasi impeachement e le indagini di Kenneth Starr…
    insomma, capisco che gli Italiani non abbiano proprio memoria… ma anche Della Loggia…

  • Profilo di jacob

    jacob

    26 giu 2009 - 09:44 - #142
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    Intervista del Giornale ad Aldo Giannuli: allora, cara LEA, ancora una volta il TUO Giornale si evidenzia come fonte di informazione…. dice Aldo Giannuli “domenica mattina il Giornale pubblicava notizie attinte da questo sito senza citarne la fonte, cosa di cui scrivevo subito, come si può leggere nell’articolo precedente. Forse un po’ piccati per il rilievo, mi telefonavano nel tardissimo pomeriggio: avrebbero nuovamente attinto dal mio articolo ma questa volta citandone la fonte e presentando il tutto come una intervista. Non mi sembrava il caso di inacidire la polemica ho assentito. In effetti il testo rispecchia il mio pensiero anche se ne “taglia” qualche pezzo e il titolo lo forza. Ma con i giornali mi è capitato molto peggio, per cui la cosa era, tutto sommato, nei limiti della correttezza e non me ne lamento.” …. ” Il “Giornale” ha dato un tono perentorio alle mie affermazioni (e nel richiamo in prima più ancora che nel testo) che, in effetti forzano un po’ il mio pensiero.” ” Tuttavia, resto convinto che l’eventuale congiura non abbia fra i suoi manovratori né gli esponenti della disastrata opposizione di sinistra (come D’Alema) né giornali come “Repubblica” o, tanto meno, il “Corriere”. Semplicemente, questi possono essere “utilizzatori finali” (per usare l’amena espressione di Ghedini) che si limitano ad inzuppare golosamente il pane nella fumante zuppa cucinata da altri. E fanno anche bene: se il Cavaliere dice che i suoi avversari usano i guantoni da boxe, dovrebbe però ricordarsi che lui non calza i guanti di filo bianco!”

    ah il Giornale è sempre il massimo…

  • bissis

    26 giu 2009 - 10:01 - #143
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    “”spariti tutti…. li state aprendo o no gli occhi su quello che sta succendo?”"

    “”eccolo là. quando la verità fa male, ci vanno dentro con gli insulti.”"

    ma questa cosa di dire che sono gli altri a fare quello che uno fa deve essere scritto in qualche manualetto, è ampiamente usato in certi discorsi e comizi

    anche il resto delle risposte è sempre uguale…

    ma c’è proprio un manualetto con scritto cosa dire e fare?

  • Profilo di Lea

    Lea

    26 giu 2009 - 14:26 - #144
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    ciao Lib, Amore! mi sei mancato…. ;-)

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