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Iran, la rivoluzione verde vista dall'Occidente. E' proprio così?

Pubblicato: 26 giu 2009 da davide f.

Commenti dei lettori

iran

Ieri il sondaggio lanciato ha certificato che i lettori di Polisblog sono in misura schiacciante tra le fila di chi è convinto della non regolarità delle elezioni iraniane; a un 22% complessivo che ritiene Ahmadinejad il legittimo presidente risponde un 75% convinto della farsa elettorale. E l’opinione pubblica “occidentale” come la vede?

Alcuni (tra cui il nostro 75%) vedono nelle proteste il culmine del “movimento riformista” a favore dell’Occidente, sulla scia delle “rivoluzioni arancioni” dell’est Europa, una reazione secolare alla rivoluzione di Khomeini. Questi supportano le proteste come il primo passo verso un nuovo Iran liberaldemocratico, liberato dal fondamentalismo musulmano.

Altri che ridefiniamo “scettici” invece pensano che Ahmadinejad abbia vinto davvero: lui è la voce della maggioranza, mentre il supporto a Mousavi arriva dal ceto medio e dalla sua gioventù vivace ma in minoranza.

Una terza idea altrettanto diffusa è che Mousavi sia solo un altro membro dell’establishment religioso, con differenze solo apparenti con Ahmadinejad: il candidato riformista infatti vuole proseguire col programma energetico nucleare, è contrario al riconoscimento di Israele, in più ha ricevuto il pieno appoggio di Khomeini come primo ministro ai tempi della guerra contro l’Iraq.

Infine ci sono i “supporter” di Ahmadinejad, per loro il presidente starebbe solo difendendo l’indipendenza dell’Iran da un golpe finanziato dall’Occidente e da Israele. Ahmadinejad combatterebbe solo per l’indipendenza del paese, avrebbe smascherato la corruzione delle élite, e utilizzato le ricchezze petrolifere per incrementare il reddito della maggioranza dei poveri.

Tutte queste posizioni per quanto opposte leggono le proteste iraniane come scontro tra integralisti islamici e riformisti liberali pro-Occidente, e qui sta l’errore di fondo; il colore verde adottato dai sostenitori di Mousavi, le grida «Allah akbar!» che rimbombano dai tetti di Teheran la sera, indicano nitidamente che i “rivoltosi” si vedono in continuità con la rivoluzione di Khomeini del 1979, come ritorno alle sue origini, cancellazione della corruzione che ne è seguita.

Una sollevazione popolare insomma da parte dei delusi dalla rivoluzione di Khomeini. Qui sta la forza di Mousavi: battersi in nome della resurrezione del sogno popolare che ha sostenuto la rivoluzione di Khomeini, una rivoluzione negli anni delusa e repressa da un apparato sempre più chiuso e clientelare.

Immagine|Boston.com

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di ice

    ice

    26 giu 2009 - 12:09 - #1
    0 punti
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    tanto piu si fa sentire il supporto dell’occidente tanto piu mi pare chiaro il parallelo con la rivuluzione arancione in Ucraina…
    L’Iran ha le piu grosse riserve petrolifere mondiali ed è in una posizione strategica per accedere anche alle risose delle varie repubbliche caucasiche e dell’asia centrale
    ripeto il maggiorparte della gente che vive fuori dalla capitale ama l’attuale leader perchè si veste come loro, scarpe rotte comprese
    il leader dell’opposizione vuole cavalcare l’onda delle democrazia, ma bisogna vedere quanto questa sia vero o solo una scusa per movimentare le masse di giovani….per poi svendere alle multinazionali le ricchezze estrattive
    non sarebbe la prima volta che mascherata da democrazia si svende una nazione alle multinazionali

  • ciccio|pasticcio

    26 giu 2009 - 12:18 - #2
    0 punti
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    quindi in sostanza poi cosa cambierebbe? Gli Ayatollah resterebbero dove sono, il corano continuerebbe a dettare le regole dello stato e Mousavi sarebbe il solito fantoccio al governo….mmm grande cambiamento!

  • nino.n

    26 giu 2009 - 12:42 - #3
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    d’accordo con ICE

  • abart!

    26 giu 2009 - 21:47 - #4
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    non si esce da una dittatura così su due piedi. Il popolo iraniani a iniziato a lottare per la libertà e gli fa onore

  • pietro ancona

    28 giu 2009 - 19:57 - #5
    0 punti
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    —– Original Message —–
    From: pietroancona@tin.it
    Sent: Sunday, June 28, 2009 2:56 PM
    Subject: I GRINGOS

    i GRINGOS
    ==========

    Quasi mi offendevo, da ragazzo, quando leggevo nei fumetti che i cattivi banditi messicani con sombrero, basettoni, doppie cartuccere e dentoni smaglianti chiamavano spregiativamente “gringos” i miei eroi americani! Per me gli americani erano i buoni civilissimi soldati che mi avevano liberato dai tedeschi e, a prezzo di tantissimi morti, avevano debellato la terribile minaccia nazista dal mondo.
    Ma poi non mi è stato tanto difficile capire la ragione di tanta carica dispregiativa insita nel termine “gringos”.
    Il sud america è stato da sempre luogo di immense sofferenze dei contadini angariati da sanguinari caudillos sostenuti dagli squadroni della morte addestrati dagli Usa nelle caserme dei marines. Tutto il Sud America è stato sempre mercato di consumo dei prodotti americani ed agricoltura colonizzata dalle sue multinazionali. Ogni tentativo di indipendenza è sempre stato frustrato ed ucciso sul nascere. Cuba ha resistito soltanto perchè appoggiata dall’URSS che non avrebbe permesso la sua distruzione ma tutti i governi che hanno mostrato un minimo di autonomia da Washington sono stati subito rovesciati. I gruppi dirigenti rivoluzionari sono finiti quasi tutti assassinati, incarcerati, dispersi, costretti all’esilio. Ricordo per tutti il Cile di Allende rovesciato da Kissinger. Non è detto che non saranno rovesciati i governi della grande ondata di sinistra e di centro-sinistra che ha trionfato nelle recenti consultazioni elettorali. Il Brasile di Lula è tollerato per via delle concessioni agli Usa delle biomasse che hanno sottratto le terre alle coltivazioni dei contadini e di altri compromessi raggiunti con le multinazionali USA.
    L’esempio del governo preferito dalla Casa Bianca è la Colombia retta da una giunta militare che ha espropriato i contadini delle loro terre, li ha incarcerati o costretti a vivere in estrema miseria e ceduto le loro terre
    a grandi aziende USA. Nella colonizzazione del sud americana è presente anche l’Italia. Benetton possiede milioni di ettari di terreno che sono stati recintati ed inibiti agli abitanti del posto,
    Per comprendere quanto sia mostruoso il sistema politico imposto al sud america con la complicità delle caste dominanti locali basta pensare alle favellas, mostruose agglomerazioni di casupole di lamiera e cartone
    e le centinaia di bambini che frugano lmontagne di immondizia nelle discariche in cerca di un pò di cibo o di qualcosa da poter vendere. Le distanze sociali sono immense: miliardari da una parte e poverissimi dall’altra.In mezzo una classe media sempre in pericolo di sprofondare nell’abisso della povertà.
    I gringos sono padroni del mondo con l’aiuto dell’Occidente che si presta al loro dominio incontrastato e che fornisce copertura anche per le operazioni coloniali più sporche come l’occupazione dell’Iraq e dell’Afghanistan o il genocidio di Gaza e la distruzione del Libano. I gringos impongono la loro pax che consiste nel dominio dei oro interessi su tutto il mondo. La parte di mondo che si sottrae è in pericolo e viene attaccata in tutti i modi. La Cina viene attaccata con la contestazione del Tibet che si vorrebbe assegnare al Dalai Lama ed ai suoi monaci. La Russia è oramai assediata da governi filoamericani imposti dalle rivoluzioni “colorate” e la riunione dell’OSCE di oggi l’ha
    provocata proponendo “osservatori” nel suo territorio della Ossezia recentemente aggredito dalla Georgia.
    L’Iran viene minacciata da Israele che si prepara ad invaderlo ed in vista di ciò fa manovre navali nello stretto di Gibilterra ed ha subito una profonda ferita interna con la lacerazione del suo gruppo dirigente in parte arruolato ad un progetto “moderato” tipo Abu Mazen.
    La Pax americana consiste nella continua opera di destabilizzazione o di distruzione delle nazioni che resistono e non consentono l’installazione di basi militari nel loro territorio. Tutti i mezzi sono buoni per raggiungere lo scopo anche l’arruolamento dei monaci buddisti come è stato fatto in Birmania, le rivoluzioni “colorate”, l’assedio e l’isolamento economico, l’aggressione.
    pietro ancona
    http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
    www.spazioamico.it

  • Blutarsky

    02 lug 2009 - 11:39 - #6
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    Ma almeno bisogna informarsi prima di scrivere certe fetecchie. Tutti opinionisti qui… Ahmadinejad ha vinto perché ha dalla sua parte le masse iraniane che in questi anni hanno beneficiato dei suoi interventi in campo sociale, che appoggiano i suoi sforzi di mantenere il petrolio nelle mani dello stato. Sono le masse (brutte, anonime, sporche, ignoranti… un po’ come in Italia…) che guardano storto gli studenti fighetti di Teheran e i medio borghesi che sostengono Mousavi.

    Il parallelo con le rivoluzioni colorate è però calzante: sempre di farse orchestrate si tratta. Basta far credere e convincere gli altri che si è in maggioranza schiacciante nei sondaggi poi, dopo l’inevitabile sconfitta alle elezioni, bisogna piantare un casino della madonna. Ovviamente bisogna essere filo-USA, masticare benino l’inglese per usare twitter e facebook (a propò, com’è che nessun pezzo grosso appoggia i Socialisti in Albania che denunciano i narco-brogli del solito Berishia?), meglio ancora se ci scappa il morto.