
Distratti come siamo da parole chiave come “Patrizia D’Addario“, rischiamo tutti di perdere di vista quelle che sono (o quantomeno dovrebbero essere) le cose importanti per la vita di un paese. Leggo ad esempio su “La Repubblica” di ieri che il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha previsto nuovi interventi per il mondo del lavoro, articolati in tre norme:
la prima riguarda la possibilità del «rientro anticipato» in fabbrica dei dipendenti in cassa integrazione allo scopo di fare corsi di formazione. (..) La seconda è la dote previdenziale di cui può beneficiare un’azienda che assume un cassaintegrato dalla nuova banca dati dell’Inps. La terza riguarda il finanziamento che un lavoratore in cig, in mobilità e forse con assegno di disoccupazione, può ottenere se si mette in proprio
Un aspetto risulta evidente: tutte norme a favore dei cassaintegrati. “E dov’è il problema?“, potrebbe chiedere qualcuno di voi: il problema c’è, e bello grosso anche. I cassaintegrati rappresentano infatti solo una piccola parte dei disoccupati: per dirla meglio, sono già dei privilegiati nel vasto insieme di coloro che sono alla ricerca di un’occupazione.
Mi rendo conto che definire con questo appellativo persone che perdono il lavoro e parte dello stipendio potrebbe fare storcere il naso a molti, cresciuti come siamo in un brodo di senso comune che tende a considerare le parole “cassaintegrato” e “povero diavolo” come sinonimi (lo stesso discorso si potrebbe fare per “pensionato”).
Esiste tuttavia anche un altro modo di vedere le cose: quello che ci indicano i dati. Le statistiche mostrano infatti che solo un disoccupato su 5, in Italia, riceve un sostegno da parte dello Stato: gli altri 4, si arrangiano. Inutile dire che quell’1/5 riceve spesso la cassa integrazione: il che significa molti più soldi (e molto più a lungo) rispetto al semplice sussidio di disoccupazione, dal quale sono peraltro comunque esclusi in moltissimi.
Va poi detto che i cassaintegrati hanno caratteristiche particolari: si concentrano prevalentemente nelle grandi aziende e tra i lavoratori di mezza età con contratto a tempo indeterminato. Come ha spiegato bene il solito Tito Boeri oggi su Repubblica:
questa misura (..) è soprattutto uno schiaffo ai lavoratori che hanno sin qui già perso il lavoro, (..) a quei 400 mila precari, quasi tutti giovani, che non si sono visti rinnovare il contratto dall’inizio della crisi (..). Di questi, nella migliore delle ipotesi, solo uno su tre riceve un sussidio di disoccupazione ordinario per pochi mesi, a fronte di una durata della disoccupazione che nel cinquanta per cento dei casi è superiore ai 12 mesi. Ovviamente la proroga della Cassa Integrazione non li interessa. Al contrario, il provvedimento servirà a rendere ancora più difficile per loro trovare un impiego alternativo perché le imprese in difficoltà, incentivate a tenere in busta paga i lavoratori in esubero, reagiranno bloccando le assunzioni. Per questo governo quel 25 per cento di disoccupazione fra chi ha meno di 35 anni in Italia semplicemente non esiste.
In Italia esiste, tra i disoccupati, un enorme problema di equità di trattamento, anche e soprattutto generazionale: cosa dovrà succedere perché qualcuno al governo se ne renda conto?
Foto | Flickr.
Steffa
27 giu 2009 - 15:01 - #1Schifo, e il pagliaccio di Brunetta ha il coraggio di dire che abbiamo gli ammortizzatori sociali migliori d’Europa, dovrebbero rinchiuderlo. Vogliamo Boeri ministro del welfare. OT: complimenti a V.R.
Charles Dexter Ward #5
27 giu 2009 - 15:02 - #2in un’ottica puramente liberale e liberista dare sostegni eccessivi ai disoccupati è sbagliato perché frena il loro reinserimento nel mercato del lavoro
e forse questa è la ratio alla base del provvedimento
tuttavia in periodo di crisi economica, con l’espanzionde del bacino di disoccupazione, penso che difficilmente possa essere negata la solidarietà dello stato a chi perde il lavoro, sebbene sia difficile bilanciare questi due fattori
io uno stato assistenzialista e deresponsabilizzatore non lo voglio, ma visto il periodo potrei anche far finta di non vedere
Giulio Mattioli
27 giu 2009 - 15:18 - #3In un’ottica puramente liberale e liberista non si darebbero sostegni eccessivi ad una parte dei disoccupati (i cassaintegrati), senza dare nulla (o quasi) agli altri. Si darebbe il minimo necessario, condizionato alla prova di un costante impegno a cercare il lavoro, ma si darebbe qualcosa a tutti, senza discriminazioni di tipo sostanzialmente generazionale come avviene da noi.
In Italia purtroppo un partito autenticamente liberale e liberista non esiste: ed è un peccato, non mi riconoscerei necessariamente in tutte le sue posizioni ma penso che aiuterebbe a fare grande chiarezza nel dibattito.
Saluti
Hungry Man
27 giu 2009 - 16:07 - #4Giulio, condivido le tue perplessità, ma il pensiero liberale e liberista esiste ed è vissuto con una certa urgenza da alcune forze politiche e movimenti indipententi che faticano a trovare una voce nell’odierno sistema Italia…Le cause sono parecchie ed entrare nel merito richiede un’analisi critica molto forte e in questa sede si traformerebbe solamente in una tiritera polemica senza sbocco. Ti posso dire che, per quanto mi riguarda, l’unico laboratorio di pensiero liberale e liberista lo rilevo dalle parti dei radicali, dai movimenti ad essi collegati fino a qualche audace indipendente oltre la limitatezza del credo politico…Cmq in questo paese si sta affogando nella lotta e nello “spreco energetico” del rinnovamento partitocratico, che culmina nella politica dell’immagine e non dei fatti…
io vorrei ricordare che l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro, parole di una straordinaria lucidità che colgono la quintessenza dallo stato e che indicano la cognizione di causa che ogni riflessione politica deve contemplare, cosa che forse non è ben chiara ai molti oppure sottovalutata quando le finalità del potere deviano su altri lidi. E mi spiace rilevare che anche questa monovra si limiterà ad essere poco più di un pagliativo che permarrà in uno scenario di squilibrio generale e di scarso interesse politico verso un vero ed organico rinnovamento economico che non abbia come fine la sola mera necessità di gestione sommaria dell’economia. Diciamo che è solo un pezzo in più (ma non si sa di che cosa), che è sempre meglio che niente, che porterà qualche beneficio ma non indicherà strade per uscire da questa precarietà diffusa.
Giulio Mattioli
27 giu 2009 - 16:14 - #5@ HungryMan:
quoto tutto quello che hai detto. Il problema è che ci sono molti che crede ancora che il pensiero liberale e liberista in Italia sia rappresentato dal PDL.. :-/
MetalSho
27 giu 2009 - 16:26 - #6Mi tocca ripeterlo ogni volta, ma sembra che la gente non impari mai.
I Germania TUTTI hanno il sussidio di disoccupazione ed è compito dello stato trovarti un lavoro (addirittura da noi è un DIRITTO garantito dalla costituzione… vabbè…). Se rifiuti il lavoro che ti trova lo stato, ti viene anche tolto il sussidio.
Tanto difficile copiare?
P.S.
Ma i millemilamiliardi di posti di lavoro promessi dal caro silvio che fine hanno fatto? LOL
Hungry Man
27 giu 2009 - 16:48 - #7Giulio, quoto, ai fatti si contrappongono gli interessi della perpetuazione del potere di chi lo interpreta quale necessità personalistica….e per questo motivo sono finito a considerare questo governo paradossalmente conservatore, oltrechè particolarmente miope. Difatti è un risultato logico dello spostare la lotta dal fronte dei fatti a quello dell’immagine, con ovvie ripercussioni sulla sfera etica, culturale, politica ed economica. Persino i fatti stessi, quando acquisiscono un contenuto propagandistico squilibrato, vengono sollevati dalla responsabilità di una efficacia concreta. Purtroppo tutto questo dipende dai mezzi con i quali si riesce ad abusare di questa immagine ed il mio paradosso sta in questi termini.
Più televioni = Più propaganda
Più propaganda = Meno responsabilità
Meno responsabilità = Meno fatti
Meno Fatti = Meno cambiamento.
(Più una serie di disagi e di rischi incalcolabili sul piano sociale e culturale.)
E dire che Berlusconi si dichiara “rivoluzionario”….
fc77
27 giu 2009 - 17:47 - #8piove…..governo ladro!!!!!!!
Charles Dexter Ward #5
27 giu 2009 - 18:40 - #9non credo che sia giusto che sia lo stato a trovare lavoro ai disoccupati. per quello esistono le agenzie di collocamento
a parte questo il modello crucco non sembra male
MetalSho
27 giu 2009 - 19:56 - #10“non credo che sia giusto che sia lo stato a trovare lavoro ai disoccupati. per quello esistono le agenzie di collocamento”
Forse non ti rendi conto che avere uno stato dove il tasso di disoccupazione è minimo porta beneficio non solo allo stato stesso ma anche a tutti i lavoratori che ce l’hanno fatta da soli.
No certo… meglio il sistema liberale dove ognuno si arrangia da solo ed è abbandonato completamente dallo stato e vince solo chi è il più forte… poi ci si meraviglia che abbiamo la camorra…
golgota
27 giu 2009 - 20:17 - #11Ma che ca–o di governo è che da le social card a chi si è già impiccato in cucina o dà i soldi alle aziende direttamente senza avere la sicurezza che queste una volta presi i soldi chiudano definitivamante? Tra cassaintegrati, aziende fallite, contratti di precari non rinnovati ci aspetta un autunno 2009 veramente caldo. Penso che sarà veramente un disastro.
Charles Dexter Ward #5
27 giu 2009 - 20:20 - #12“Forse non ti rendi conto che avere uno stato dove il tasso di disoccupazione è minimo porta beneficio non solo allo stato stesso ma anche a tutti i lavoratori che ce l’hanno fatta da soli.”
sarà, ma lo stato non deve fare da babystter a nessuno
lo stato deve solo far sì che tutti abbiano le stesse opportunità, poi sarà l’impegno del singolo a fruttare. che poi è sempre lo stesso discorso: la baby sitter chi la paga?
Redditouniversale
27 giu 2009 - 21:13 - #13Ho letto i post..temo che ci sia una discreta confusione.
1. anche nei modelli liberali (GrAn Bretagna, Stati Uniti) sono presenti forme di sostegno al reddito (National Assistence in Inghilterra e Eitc in USA)…inoltre in Inghilterra patria dei liberali esiste il più efficiente ed efficace sistema di servizio per l’impiego (Job center place) totalmente pubblico e distribuito in tutto il territorio nazionale.
2. Non esiste nemmeno un rapporto statistico valido (cioè con una varianza spiegata che possa tener in piedi il modello) che dimostri la relazione tra sussidi e permanenza nella disoccupazione(esiste solo in teoria in economia del lavoro nel modello di offerta di lavoro). Non solo là dove esiste un sistema di tutela più ampio (come i paesi scandinavi) il tasso di disoccupazione e nettamente inferiore al nostro (per onor di cronaca è presente anche un diverso regime di regolamentazione del mercato del lavoro).
3. Il sistema di tutele in Italia…non è in nessuna delle sue parti (ad eccezione della sanità) un sistema liberale o universale…è un sistema ad HOC…per ogni categoria occupazione godi di determinati privilegi ( consiglio il trimestrale del Sole 24 ore,dove vengono definiti le categorie contrattuali e gli eventuali bonus sociali)….e ancora se non fai parte di nessuna categoria (Soci-coperativa, false partite iva,parasubordinati con contributi minimi) in Italia non godi di nessuna tutela ti rimane solo la famiglia.
Osservo inoltre che ne “Il protocollo di welfera” ne la “Social card” rappresentano proposte o interventi che tutelino gli esclusi dalle politiche di welfare.
Temo con il conflitto sia “generazionale”…ma questo argomento…..che non ho voglia di affrontare…si entrerebbe nel sistema pensionistico ecc….ecc…
bissis
27 giu 2009 - 23:42 - #14“”" Non abbiamo mai previsto una manovra correttiva di fine anno “”"
ah ok
per un istante mi ero immaginato che decidessero di intervenire per la crisi :)
“”" Dunque, l’invito del Premier è alle Istituzioni economiche italiane e internazionali a dare dati «con minore frequenza» e ai giornali a trattarli con meno enfasi. “”"
ah ecco
la risolviamo non parlandone
tra un po’ saremo senza soldi, ma se diremo “siamo senza soldi” verremo arrestati
sarà pieno di gente sorridente che si dirà “si tutto bene e tu” a vicenda, tra disoccupato e cassaintegrato
Maurizio.9
28 giu 2009 - 01:39 - #15buuuuuuuuuu
senza soldi
tutti morti
.
aaaaaaaaaaaaaaa
la crisi
aaaaaaaaaaaaaaa
lo sfascio.
aaaaaaaaaaaa
.
Ma uscire dal centro siciale okkupato ed andare a ramazzare la città ?
.
sono bravi i sinistrati a piagnucolare . un po meno a rimboccarsi le maniche per lavorare.
MetalSho
28 giu 2009 - 03:49 - #16@Charles
“sarà, ma lo stato non deve fare da babystter a nessuno
lo stato deve solo far sì che tutti abbiano le stesse opportunità, poi sarà l’impegno del singolo a fruttare. che poi è sempre lo stesso discorso: la baby sitter chi la paga?”
A) Lo stato esiste per servire il popolo, e viceversa. Una relazione univoca non può che portare alla distruzione di entrambi.
B) Lo stato assenteista non dà affatto le stesse opportunità a chiunque, anzi, lascia ognuno nella situazione dove nasce. Chi è ricco se non fa c*zzate resta ricco e chi è povero resterà povero. E’ proprio dallo stato assenteista e non garantista che nascono le caste e i baroni.
C) Se tutti lavorassimo, oltre a dover lavorare di meno, porteremmo automaticamente più soldi allo stato e faremmo girare l’economia più velocemente. Chi ha uno stipendio è portato a spendere. Bisogna puntare sul creare questo circolo virtuoso. La baby sitter quindi di soldi ne vedrebbe a palate.
D) L’unico sistema che garantisce quello che tu vorresti a tutti, è il sistema distributista (distributismo), teoria economica di stampo cattolico. Ma figurati… se potresti mai accettare una cosa simile. LOL
Ratracer
28 giu 2009 - 10:06 - #17Le uniche riforme in grado di cambiare questo paese a livello lavorativo riguardano la mobilità del lavoro e la formazione dei lavoratori.In Belgio ottieni il sussidio di disoccupazione se periodicamente dimostri di aver cercato lavoro e se ti viene proposto un lavoro attraverso gli uffici di collocamento lo devi accettare, perchè perdi il sussidio di disoccupazione.Questo in Italia comporterebbe una riforma assoluta degli uffici di collocamento che sono completamente inutili e scollegati dal mondo del lavoro.
Secondo la formazione: siamo un paese con livelli di formazione dei lavoratori bassissimi. Un lavoratore poco formato(e la formazione non è solo iniziale ma durante il lavoro con corsi di aggiornamento) è un lavoratore poco produttivo.
Se avesse la mobilità e la formazione questo paese potrebbe crescere enormemente e diventare la più grande potenza dell’UE entro 10 anni, se consideriamo il nostro PIL adesso, con mezza Italia da paese in via di sviluppo. Immaginate cosa sarebbe questo paese con il meridione che crescesse come si deve(cioè ritmi irlandesi pre-crisi). Ma questo vorrebbe dire fare un sistema giuridico che funzioni, giudichi e punisca( e soprattutto prevenga).Oltre amministrazione,formazione e tutto il resto che funzioni.
Purtroppo alla classe politica italiana la parola sistema è sconosciuta…
Charles Dexter Ward #5
28 giu 2009 - 11:14 - #18“A) Lo stato esiste per servire il popolo, e viceversa. Una relazione univoca non può che portare alla distruzione di entrambi.”
lo stato esiste per servire il popolo nella misura in cui è il popolo, tramite le sue capacità, a servire sè stesso. il ruolo dello stato è e deve essere essenzialmente quello di garantire pari opportunità di accesso alle risorse a tutti i cittadini. di sicuro non deve fare da balia aiutando indiscriminaamente chi è senza lavoro.
“B) Lo stato assenteista non dà affatto le stesse opportunità a chiunque, anzi, lascia ognuno nella situazione dove nasce. Chi è ricco se non fa c*zzate resta ricco e chi è povero resterà povero. E’ proprio dallo stato assenteista e non garantista che nascono le caste e i baroni.”
questo è un problema sotto gli occhi di tutti. ma non si risolve certamente elargendo sussidi a destra e a manca, ti pare?
“C) Se tutti lavorassimo, oltre a dover lavorare di meno, porteremmo automaticamente più soldi allo stato e faremmo girare l’economia più velocemente. Chi ha uno stipendio è portato a spendere. Bisogna puntare sul creare questo circolo virtuoso. La baby sitter quindi di soldi ne vedrebbe a palate.”
e come fai a fare in modo che tutti lavorano, quando lo stato è così bravo a dare sussidi di disoccupazione qua e là, i quali spesso sono un deterrente al cercarsi un vero lavoro?
“D) L’unico sistema che garantisce quello che tu vorresti a tutti, è il sistema distributista (distributismo), teoria economica di stampo cattolico. Ma figurati… se potresti mai accettare una cosa simile. LOL”
sinceramente non ho idea di che sia il distributismo cattolico. io l’unica teoria cattolica di welfare che conosco è quella che va per la maggiore nel nostro sistema di welfare, ossia l’assistenzialismo che fa gravare praticamente tutte le sue responsabilità sulla famiglia. da cui, direi che non ho una buona inferenza sulle teorie economiche cattoliche.
Steffa
28 giu 2009 - 11:31 - #19@Charles: proprio non vuoi capire… Ti sembra giusto che venga concessa la cassa integrazione solo ad alucne categorie di lavoratori? Ti hanno già spiegato che anche nei paesi più liberali esiste il sussidio di disoccupazione. Perchè non può essere lo Stato a cercarti un lavoro invece che le migliaia di agenzie di collocamento che pensano solo ai loro utili e non ti trovano niente. La disoccupazione è un problema serio perchè se non porti a casa soldi non consumi. Nessuno dice di garantire 2000 euro al mese di assegno di disoccupazione, deve essere il minimo indispensabile per vivere, e quando lo Stato trova un lavoro sei obbligato ad accettare. Ma certo in UK, Germania, Scandinavia ecc non capiscono una mazza…
Charles Dexter Ward #5
28 giu 2009 - 11:57 - #20non sto dicendo che non lo trovo giusto, lo strovo giustificabile, che è diverso
per il resto, ribadisco, lo stato non è una balia. deve solo fare in modo - e spesso in questo è carente, per usare un pacato eufemismo - che tutti abbiano le medesime possibilità di accesso alle risorse, senza aiuti dall’alto che rischierebbero di deresponsabilizzarli
MetalSho
28 giu 2009 - 12:49 - #21“lo stato esiste per servire il popolo nella misura in cui è il popolo, tramite le sue capacità, a servire sè stesso. il ruolo dello stato è e deve essere essenzialmente quello di garantire pari opportunità di accesso alle risorse a tutti i cittadini. di sicuro non deve fare da balia aiutando indiscriminaamente chi è senza lavoro.”
Questo il tuo stato liberale, come ho detto nel punto B, non lo garantisce.
“questo è un problema sotto gli occhi di tutti. ma non si risolve certamente elargendo sussidi a destra e a manca, ti pare?”
Non risolve il classismo del sistema capitalistico ma permette al ceto basso o a chiunque si trovi in una situazione momentanea sfavorevole di poter campare senza vivere di espedienti. Di questo ne beneficia TUTTA la comunità, perché, nel caso opposto, ci si trova come al sud, dove la povertà porta alla criminalità e ad un circolo vizioso dove alla fine i poveri per sopravvivere “grazie” alla criminalità che abusa di loro.
Come ho detto dopo, l’unico sistema che risolve il problema è quello distributista… ma senza arrivare a stravolgere il sistema politico, dare a tutti il “pane quotidiano” migliorerebbe già la vita di questo paese
“e come fai a fare in modo che tutti lavorano, quando lo stato è così bravo a dare sussidi di disoccupazione qua e là, i quali spesso sono un deterrente al cercarsi un vero lavoro?”
Come ti ho già detto, il sistema dei sussidi funziona per il semplice motivo che ti viene tolto se rifiuti un lavoro che ti hanno assegnato. Nel resto dei paesi europei questo funziona alla grande. Come ti ho detto, basta copiare.
“sinceramente non ho idea di che sia il distributismo cattolico. io l’unica teoria cattolica di welfare che conosco è quella che va per la maggiore nel nostro sistema di welfare, ossia l’assistenzialismo che fa gravare praticamente tutte le sue responsabilità sulla famiglia. da cui, direi che non ho una buona inferenza sulle teorie economiche cattoliche.”
Mi dispiace ma se il walfare in Italia fa schifo non è certo per le teorie “cattoliche” ma caso mai capitalistiche della peggior specie. La cassa integrazione poi l’hanno voluta i comunisti. Non dare il sussidio è una scelta del PDL che di cattolico non ha nulla dato che manca completamente sull’impegno sociale (che, ricordiamo, i partiti di sinistra copiarono dai partiti cattolici di inizio ‘900)
Se ti interessa il sistema distributista, su wikipedia c’è abbastanza per sfamare la tua curiosità. In breve (anche se è molto complesso), è un sistema basato sulla principio di mettere ognuno nella possibilità di provvedere al proprio sostentamento e di riflesso a quello della società. Punta al formare le corporazioni, a creare un sistema meritocratico dove il lavoratore non è una merce ma è lui stesso a mettere in campo le sue capacità per se stesso e di riflesso per la comunità.
Charles Dexter Ward #5
28 giu 2009 - 13:13 - #22“Questo il tuo stato liberale, come ho detto nel punto B, non lo garantisce.”
uno stato liberale ideale lo garantirebbe eccome. purtroppo non viviamo in uno stato liberale e dobbiamo accontentarci di un assistenzialismo fatto coi piedi
“Non risolve il classismo del sistema capitalistico ma permette al ceto basso o a chiunque si trovi in una situazione momentanea sfavorevole di poter campare senza vivere di espedienti.”
guarda che un sussidio di disoccupazione È un espediente. solo un vero lavoro non lo è. e nel momento in cui il sussidio di disoccupazione diviene un’alternativa al lavoro, è anche destabilizzante.
“Come ti ho già detto, il sistema dei sussidi funziona per il semplice motivo che ti viene tolto se rifiuti un lavoro che ti hanno assegnato. Nel resto dei paesi europei questo funziona alla grande. Come ti ho detto, basta copiare.”
e infatti ti ho detto che sono d’accordo perché tutto ciò è giustificabile alla luce dell’aumento della disoccupazione. cioè che trovo sbagliatpo è che lo stato e non il disoccupato abbia l’onere di cercare il lavoro
“Mi dispiace ma se il walfare in Italia fa schifo non è certo per le teorie “cattoliche” ma caso mai capitalistiche della peggior specie.”
sicuramente deve essere colpa di quegli imperialisti dei democristiani. dai, sii serio, chi ha voluti improntare il welfare state sulla base conservatrice della famiglia come soggetto unico alla quale è attribuita la funzione di cura che lo stato potrebbe offrire eso stesso o fare in modo che altri enti offrano?
NewZ
28 giu 2009 - 13:14 - #23In altri paesi piu’ civilizzati i lavoratori precari vengono pagati mediamenti di piu’ rispetto a chi ha un lavoro a tempo inderteminato! ed in altri stati ancora se perdi il lavoro ti rimborsano le tasse che hai pagato!! L’italia come tutti sappiamo, non ha la stessa flessibilita’ del lavoro di altri stati!
Vorrei sapere chi parla male dei lavoratori, che lavoro fate?? charles che lavoro fai?? non credi che fai l’operaio, forse lavori in un posto buono, tutti quelli che parlono come te hanno un posto di lavoro buono, magari sei arrivato li leccando??
Vorrei vedere voi se perdereste il lavoro a 50 anni ed andarvelo a cercare, e soprattutto trovare uno che ti assuma a 50 anni!!!!
Charles Dexter Ward #5
28 giu 2009 - 13:42 - #24io non parlo male dei lavoratori. parlo male dell’assistenzialismo di stato.
MetalSho
28 giu 2009 - 13:51 - #25“uno stato liberale ideale lo garantirebbe eccome. purtroppo non viviamo in uno stato liberale e dobbiamo accontentarci di un assistenzialismo fatto coi piedi”
L’individualismo non garantisce nulla. Solo che i tuoi diritti (forse) non vengano calpestati. Ma una persona che non può sfamare la sua famiglia se ne frega dei diritti. Inoltre, alle tue buone concezioni liberali, purtroppo mischi i concetti capitalistici della peggior specie. Una sorta di legge del più forte. La situazione mondiale ha dimostrato che questo sistema non funziona.
Inoltre non abbiamo ALCUNA forma di assistenzialismo in Italia, che poi è il fulcro dell’articolo. Solo pochi hanno diritto all’assistenza da parte dello stato. Non è molto liberale… non trovi?
“guarda che un sussidio di disoccupazione È un espediente. solo un vero lavoro non lo è. e nel momento in cui il sussidio di disoccupazione diviene un’alternativa al lavoro, è anche destabilizzante.”
Certo che il sussidio è un espediente, ma legale e pulito. Nessuno può campare di solo sussidio perché viene tolto nel momento in cui si dimostra di non voler lavorare. Te lo ripeto ancora: in tutti gli stati dove è applicato il sistema funziona benissimo. Non ti imputare per partito preso dai… Il sussidio non è un’alternativa al lavoro, ma alla fame e alla criminalità.
“e infatti ti ho detto che sono d’accordo perché tutto ciò è giustificabile alla luce dell’aumento della disoccupazione. cioè che trovo sbagliatpo è che lo stato e non il disoccupato abbia l’onere di cercare il lavoro”
Ti rendi conto che lo stato esiste in funzione del popolo? Se il lavoro è un diritto, come sancito dalla costituzione, è lo stato stesso che si deve occupare di fartelo ottenere come si deve occupare di garantirti QUALSIASI altro diritto come l’istruzione, la sanità e un avvocato d’ufficio.
“sicuramente deve essere colpa di quegli imperialisti dei democristiani. dai, sii serio, chi ha voluti improntare il welfare state sulla base conservatrice della famiglia come soggetto unico alla quale è attribuita la funzione di cura che lo stato potrebbe offrire eso stesso o fare in modo che altri enti offrano?”
Considerando che la democrazia cristiana ( e il fatto che si chiamasse così non vuol dire che dovessero applicare tutte le ideologie politiche cattoliche) non è più al governo da quasi 30 anni, non mi pare che i governi successivi abbiano fatto qualcosa per migliorarlo. Ora la palla è in mano al PDL (più o meno da 15 anni), quindi adesso è loro la colpa se non mettono mano a questo sistema che NON FUNZIONA. Se non lo fanno, ma addirittura lo difendono, vuol dire che rispecchia i loro ideali capitalistici. Ma non mi venire a dire che rispettano gli ideali liberali dato che il PDl di liberale non ha nulla (basta vedere cosa è successo con l’alitalia con l’ingerenza dello stato nel mercato).
Charles Dexter Ward #5
28 giu 2009 - 14:24 - #26“L’individualismo non garantisce nulla. Solo che i tuoi diritti (forse) non vengano calpestati. Ma una persona che non può sfamare la sua famiglia se ne frega dei diritti. Inoltre, alle tue buone concezioni liberali, purtroppo mischi i concetti capitalistici della peggior specie. Una sorta di legge del più forte. La situazione mondiale ha dimostrato che questo sistema non funziona.”
non l’individualismo ma lo sviluppare le proprie potenzialità grazie alle risorse che lo stato fornisce.
se lo stato oltre alla risosrse fornisce anche incentivi a non massimizzare le proprie potenzialità, allora la situazione è patologica, e la situazione mondiale, in cui è proprio il capitalismo e non la libertà del mercato (quella vera) ad essere il paradigma della politica socioeconomica, lo dimostra.
“Inoltre non abbiamo ALCUNA forma di assistenzialismo in Italia, che poi è il fulcro dell’articolo. Solo pochi hanno diritto all’assistenza da parte dello stato. Non è molto liberale… non trovi?”
1) in italia, lo ripeto perché forse non hai compreso la prima e la seconda volta, è la famiglia a essere considerata soggetto di welfare di stampo democristiano/conservatore. il che implica che lo stato non faccia assistenzialismo diretto all’individuo ma una più blanda forma di assistenzialismo al soggetto che è preposto (spesso con mezzi insufficienti) a fornire le prerogative di cura e riproduzione che sarebbero proprie in realtà del welfare state
2) l’assistenza da parte dello stato non è assolutamente liberale, anzi, è deresponsabilizzante per l’individuo
“Certo che il sussidio è un espediente, ma legale e pulito. Nessuno può campare di solo sussidio perché viene tolto nel momento in cui si dimostra di non voler lavorare. Te lo ripeto ancora: in tutti gli stati dove è applicato il sistema funziona benissimo. Non ti imputare per partito preso dai… Il sussidio non è un’alternativa al lavoro, ma alla fame e alla criminalità.”
vai a dirlo al lavoratore precario che prende di più col sussidio
e poi, i sussidi di disoccupazione per il lavoratore che dimostri di aver lavrato per le 52 settimane prima del licenziamento ha diritto alla metà della retribuzione lorda per otto mesi, durante i quali si suppone cerchi un nuovo lavoro. se però questo nuovo lavoro gli rende di meno del sussidio, questi è incentivato a non andare a lavorare e beneficiare del sussidio per tutta la sua durata
e siccome, stando all’INPS: “L’indennità è corrisposta nella misura del 60% dell’ultima retribuzione percepita, nei limiti di un importo massimo mensile lordo per il 2009 è di € 886,31, elevato a € 1.065,26 per i lavoratori che possono far valere una retribuzione lorda mensile superiore a € 1.917,48″, tale eventualità mi pare tutt’altro che remota
“Ti rendi conto che lo stato esiste in funzione del popolo?”
e ritorniamo al discorso di prima. lo stato non è la putttana del popolo, che se ne può servire per soddisfare i suoi pruriti.
“Se il lavoro è un diritto, come sancito dalla costituzione, è lo stato stesso che si deve occupare di fartelo ottenere come si deve occupare di garantirti QUALSIASI altro diritto come l’istruzione, la sanità e un avvocato d’ufficio”
l’art.4 dice essenzialmente: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”
il che mi porta a dire:
1) il lavoro è considerato un diritto inalienabile e anche un dovere, da cui il parassitare i sussidi di disoccupazione è fortemente anticostituzionale
2) lo stato promuove le condizioni tali per far sì che l’individuo trovi lavoro. non c’è scritto “lo stato si fa onere di trovare lavoro ai parassiti”
“Considerando che la democrazia cristiana ( e il fatto che si chiamasse così non vuol dire che dovessero applicare tutte le ideologie politiche cattoliche) non è più al governo da quasi 30 anni, non mi pare che i governi successivi abbiano fatto qualcosa per migliorarlo.”
i governi successivi alla DC hanno purtroppo un’impronta ancora troppo fortemente cattolico-assistenzialista, e questo è un gran problema, visto che l’etica cattolica, al contrario di quella protestante (vigente nel nordeuropa), fa dell’assistenzialismo e non del liberismo e della promozione delle potenzialità individuali il suo punto di forza. le cose, comunque, coi governi di sinistra, sono addirittura peggiorate, visto che il governo prodi ha addirittura aumentato la durata dell’indennità ordinaria
MetalSho
28 giu 2009 - 15:02 - #27“non l’individualismo ma lo sviluppare le proprie potenzialità grazie alle risorse che lo stato fornisce.
se lo stato oltre alla risosrse fornisce anche incentivi a non massimizzare le proprie potenzialità, allora la situazione è patologica, e la situazione mondiale, in cui è proprio il capitalismo e non la libertà del mercato (quella vera) ad essere il paradigma della politica socioeconomica, lo dimostra.”
Quali risorse fornisce lo stato italiano ad un povero senza lavoro? Sono proprio curioso…
“in italia, lo ripeto perché forse non hai compreso la prima e la seconda volta, è la famiglia a essere considerata soggetto di welfare di stampo democristiano/conservatore. il che implica che lo stato non faccia assistenzialismo diretto all’individuo ma una più blanda forma di assistenzialismo al soggetto che è preposto (spesso con mezzi insufficienti) a fornire le prerogative di cura e riproduzione che sarebbero proprie in realtà del welfare state”
Va bene, abbiamo visto che, a quanto pare, non funziona o potrebbe essere perfezionato. Quindi sarebbe ora di cambiarlo no?
“l’assistenza da parte dello stato non è assolutamente liberale, anzi, è deresponsabilizzante per l’individuo”
Questo perché tu non vuoi capire che l’assistenzialismo in questo caso non è un’alternativa al lavoro ma solo un appoggio in un momento di difficoltà.
“vai a dirlo al lavoratore precario che prende di più col sussidio”
Questa è un’altra deplorevole colpa del tuo amato sivlio. Negli altri paesei europei, il precario guadagna di più del lavoratore a tempo indeterminato. Cmq, ti ripeto, visto che non VUOI capirlo, che il sussidio viene TOLTO se rifiuti il lavoro. Ci arrivi?
“e poi, i sussidi di disoccupazione per il lavoratore che dimostri di aver lavrato per le 52 settimane prima del licenziamento ha diritto alla metà della retribuzione lorda per otto mesi, durante i quali si suppone cerchi un nuovo lavoro. se però questo nuovo lavoro gli rende di meno del sussidio, questi è incentivato a non andare a lavorare e beneficiare del sussidio per tutta la sua durata”
Ed infatti questo è il sistema italiano che non funziona. Con il sistema tedesco, non puoi fare questa furbata.
” il lavoro è considerato un diritto inalienabile e anche un dovere, da cui il parassitare i sussidi di disoccupazione è fortemente anticostituzionale”
Falso, per tutti i motivi che ti ho elencato prima. Con il sistema tedesco è IMPOSSIBILE parassitare.
“lo stato promuove le condizioni tali per far sì che l’individuo trovi lavoro. non c’è scritto “lo stato si fa onere di trovare lavoro ai parassiti””
Lo stato italiano non promuove affatto le condizioni per far sì che trovi lavoro. Anzi. Per colpa di silvio siamo tutti precari. Qui ognuno si deve trovare lavoro per conto suo (o tramite amicizie), quindi lo stato è COMPLETAMENTE assente.
Se il lavoro è un diritto, deve essere lo stato, nel caso non ci riesca da solo, a trovarmelo.
“i governi successivi alla DC hanno purtroppo un’impronta ancora troppo fortemente cattolico-assistenzialista”
Ma quale assistenzialismo???? Sono 15 anni che FI è al governo è sta facendo di tutto, non solo per non dare alcun assistenzialismo, ma di renderci tutti precari e alla mercé degli imprenditori che non sono altro che schiavisti del 21° secolo. Dai su… Il fulcro dell’articolo è che manca l’assistenzialismo e tu continui a dire che abbiamo avuto governi filo-cattolici che hanno puntato su di esso… ma sei sicuro di vivere in Italia?
Charles Dexter Ward #5
28 giu 2009 - 16:23 - #28“Quali risorse fornisce lo stato italiano ad un povero senza lavoro? Sono proprio curioso…”
c’è un piano del mio discorso che è attaccato alla contingenza - quello che ammette l’esisteza di detti sussidi in virtù dell’emergenza economica. mentre ce n’è un altro, preponderante, che è ben cosciente del fatto che italia e liberismo non vanno di certo a braccetto cough…tremonti…cough
ppoi bisgna vedere cosa intendo per senza lavoro. disoccupato o inattivo? disoccupato fizionale o disoccupato ciclico? perché, a seconda, ci sono un sacco di cose che lo stato fa,. non fa, dovrebbe fare, potrebbe fare a meno di fare
“Va bene, abbiamo visto che, a quanto pare, non funziona o potrebbe essere perfezionato. Quindi sarebbe ora di cambiarlo no?”
sì, ma prima dovremmo liberarci dei residui democristiani… ah, non si può, sono infiltrati dappertutto e fanno proselitismo ovunque…
“Questo perché tu non vuoi capire che l’assistenzialismo in questo caso non è un’alternativa al lavoro ma solo un appoggio in un momento di difficoltà.”
l’assistenzialismo come appoggio in un momento di difficoltà è più che giusto. ma deve essere strettamente regolato in modo tale che non diventi un ostacolo al mercato del lavoro
“Questa è un’altra deplorevole colpa del tuo amato sivlio.”
come se il precariato l’avesse inventato berlusconi, certo…(legge treu del 1997 anyone?)
“Cmq, ti ripeto, visto che non VUOI capirlo, che il sussidio viene TOLTO se rifiuti il lavoro. Ci arrivi?”
forse dovresti arrivarci tu, prima di me. ah, vuoi sapere a cosa?
orgood:
1) il sussidio viene tolto a chi rifiuta il lavoro, è vero. ma accade in SPAGNA e non in italia. corollario: noi siamo in italia, e siamo soggetti alla legislazione italiana
2) la norma si applica solo ai lavori offerti dalla PUBBLICA AMMINISTRAZIONE e non a tutti i lavori
alla luce di quanto detto precedentemente, direi che sei TU a dovreti ficcare in testa che in italia NESSUN SUSSIDIO viene tolto a chi rifiuta il lavoro.
ti è chiaro?
“Ed infatti questo è il sistema italiano che non funziona. Con il sistema tedesco, non puoi fare questa furbata.”
e io che ti sto dicendo? che il sistema tedesco, in tempo di crisi, è migliore rispetto a quello italiano.
poi ovviamente è impensabile che si possano abolire forme di sostegno come i sussidi, ma mi piacerebe che a) questi siano non un incentivo al restare inattivi e b) non sia lo stato ad offrire lavoro, ma sia il disoccupato a cercarselo
“Falso, per tutti i motivi che ti ho elencato prima. Con il sistema tedesco è IMPOSSIBILE parassitare.”
peccato che sia la costituzione italiana e non crucca, vero?
“Lo stato italiano non promuove affatto le condizioni per far sì che trovi lavoro. Anzi. Per colpa di silvio siamo tutti precari. Qui ognuno si deve trovare lavoro per conto suo (o tramite amicizie), quindi lo stato è COMPLETAMENTE assente.
Se il lavoro è un diritto, deve essere lo stato, nel caso non ci riesca da solo, a trovarmelo.”
peccato, eri partito bene, ora stai involvendo nel solito patetico leitmotiv antiberlusconiano
1) lo stato italiano non promuove le condizioni affinché si trovi lavoro a partire dal fatto che i sussidi di disoccupazione sono troppo cospicui e troppo estesi nel tempo
2) ribadisco, legge treu del 1997 anyone?
3) il lavoro la gente SE LO DEVE TROVARE PER CONTO PROPRIO, è così che funziona, mica cala l’arcangelo ganbriele che ti dice “Clara, ci sarebbe un posto da segretaria amministrativa alla concessionaria Citroen di Vergate sul Membro, che faccio dico che ci stai?”… ma ti sei bevuto il cervello??
e, per concludere, il lavoro è un DIRITTO DOVERE , per cui dvi essere tu, e non la mammina statale a trovartelo… dio santo, siamo all’assurdo…
“Ma quale assistenzialismo???? Sono 15 anni che FI è al governo è sta facendo di tutto, non solo per non dare alcun assistenzialismo, ma di renderci tutti precari e alla mercé degli imprenditori che non sono altro che schiavisti del 21° secolo. Dai su… Il fulcro dell’articolo è che manca l’assistenzialismo e tu continui a dire che abbiamo avuto governi filo-cattolici che hanno puntato su di esso… ma sei sicuro di vivere in Italia?”
non hai capito. e l’antiberlusconismo, come sempre, offusca le menti dei poveretti
l’italia ha un sistema di welfare di stampo assistenzialistico in cui è LA FAMIGGHIA il soggetto preposto alle funzioni di CURA e RIPRODUZIONE (questo è il significato di welfare assistenzialistico: un welfare in cui lo stato interviene nella cura del cittadino direttamente o quasi senza demandare la cosa ad enti privati)
Runaway
28 giu 2009 - 21:21 - #29“welfare di stampo assistenzialistico”…
tautologia…
Charles Dexter Ward #5
28 giu 2009 - 21:52 - #30non necessariamente. studia i sistemi di welfare e poi raccontami.
Runaway
28 giu 2009 - 22:18 - #31Sì necessariamente, dal momento che, in ogni caso, sono sinonimi, anche nel caso di assistenze mediate….
Poi l’assistenzialismo ti permette di studiare in Cattolica e ti ha elemosinato un computer….
Pagato anche con le mie laute tasse (fin troppe, son troppo buono), almeno un grazie invece che sputarci pure sopra….
Charles Dexter Ward #5
28 giu 2009 - 22:40 - #32immagino che tu non sia capace di distinguere tra incentivi che mirano ad aumentare la domanda ed incentivi che invece riducono l’offerta di lavoro. ma d’altronde da certa gente non mi aspetto nulla di meno
e, comunque, no, per l’ennesima volta welfare != assistenzialismo. impara cos’è un welfare residuale, e comparamelo con un welfare istituzionale-redistributivo o con uno corporativo, poi vienimi a dire “scusa, avevi ragione tu come al solito”, ok?
Mr Lorenz
29 giu 2009 - 00:59 - #33Blah Blah Blah
Senza Cassa Integrazione oggi avremmo una disoccupazione a due cifre.
Senza pensionati andati in pensione con il sistema retributivo 20 anni fa oggi molti disoccupati o cassintegrati vivrebbero in tenda o in roulotte (invece che con i genitori 80enni)
Si fosse abolito l’Art 18 oggi le aziende multinazionali taglierebbr posti di lavoro in Italia con la falce….e non tornerebbero di certo dpo la crisi.
Detto cio’ quanto proposto da Sacconi e Tremonti e’ roba gia’ vista almeno 3 volte, che si e’ dimostrata inefficace quando le cose andavano meglio, figuriamoci ora
Tirar via tutto il sistema ammortizzatori sociali (leggi conquiste sindacali degli anni 70) e mettere un sussidio di disoccupazione serio ci porterebbe a crescere di piu’ in tempi rosei e calare come ora (peggio e’ impossibile) in tempi bui.
Ma sono riforme di destra. E come tali questo governo non le fara’ mai.
Mr Lorenz
29 giu 2009 - 01:02 - #34Dimenticavo.
Il vero problema dell’Italia oggi?
1- Concorrenza falsata (gli appalti vanno a chi manda zxccole o mazzette al MrB o all’assessore di turno, non a chi vince una gara trasparente)
2- I cittadini non si indignano per quanto sopra ma prendono posizione in base al colore dell’accusato
Tranne me. Che sono assetato di sangue e di giustizia come ai tempi di Tangentopoli
jonexior
29 giu 2009 - 10:31 - #35Sacconi è un pagliaccio!
Questa è tutta aria fritta, se non detassano le buste paga l’italia non riparte; il nodo sono le tasse e se non le tariamo correttamente qualsiasi provvedimento è nullo! E la smettano confindustria e il sistema bancario di fagocitare soldi!
Lea
29 giu 2009 - 11:30 - #36spetta al singolo (disoccupato), darsi da fare x tornare ad essere competitivo sul mercato e trovare quindi nuovo lavoro. dare d’ufficio un assegno di disocuppazione a chi non riesce a trovare lavoro, sarebbe come sostenere la disoccupazione, incentivare il singolo a non migliorarsi.
quanto al post di giulio, vorrei far notare che questo provvedimento mira soprattutto a prevenire un maggior numero di disoccupati nel breve-medio periodo.
questa forma di “tutela”, è in realtà un aiuto che il governo dà ai cassintegrati oggi x far sì che restino nel mercato del lavoro e che non diventino i disocuppati di domani. la formazione continua, soprattutto se “on the job”.
AngeloUni
29 giu 2009 - 13:13 - #37Ma che senso ha discutere su chi deve trovare lavoro ai disoccupati?? se me lo trova lo stato bene.. se me lo trovano le agenzie di collocamento bene… se me lo trovo da solo .. bene!!!!voglio dire..il fatto di avere un lavoro non è una questione politicao di welfare state.. è puramente una questione pratica, concreta.. non capisco perchè escludere alcune possibilità a favore di altre.
per l’aiuto ai cassintegrati sinceramente…per chi è in difficoltà più aiuti ci sono meglio è.. certo che se questo esaurisce i fondo per chi non ha nessun sussidio, allora è un altro discorso
Lea
29 giu 2009 - 13:50 - #3837
la questione alla quale la politica deve provvedere è appunto fare in modo che ci siano sempre meno disoccupati. da questo principio, parte l’azione politica.
meglio secondo te usare cassa a fondo perso (con i sussidi alla disoccupazione), o fare in modo che ci siano meno cassintegrati oggi (cioè meno disoccupati domani), con aiuti alla formazione continua o incentivi a chi si mette in proprio?