Philippe Daverio, come probabilmente sapete già, è un esperto che conduce una straordinaria trasmissione della Rai, Passepartout, dedicata alla cultura e all’arte, antiche e moderne. Un vero appassionato del settore, che dimostra anche di conoscere molto bene.
La pessima notizia è che il Daverio, recentemente eletto consigliere provinciale in Lombardia nella coalizione (sconfitta) di centrosinistra, ha accettato di fare l’assessore alla cultura nella Giunta Cammarata a Palermo.
Che una persona così preparata possa accettare due incarichi contemporaneamente non è davvero una buona notizia. In primis perché fare il consigliere provinciale a Milano e l’assessore a Palermo – nonostante i collegamenti aerei che immagino frequenti e funzionali – non gli permetterà di svolgere adeguatamente nessuno dei due incarichi. In secondo luogo Daverio andrà a sostenere un sistema di Buongoverno che produce debiti, buchi di bilancio e poco altro, lasciando davvero poco spazio all’ottimismo circa il futuro del capoluogo siciliano.
A voler essere pignoli, ci sarebbe pure la piccola contraddizione di un consigliere provinciale di centrosinistra a Milano che fa l’assessore di centrodestra in Sicilia…
L E A
04 lug 2009 - 11:26 - #1Forse Daverio ha accettato l’incarico perché sa che quel sindaco ha la durata di uno yogurt (per dirla con Tramonto)?! Certo la cosa è singolare, ma ormai non stupisce niente, purtroppo. Quando nell’insediarsi vedrà con quale moloc di tal notorietà avrà a che fare rimpiangerà di aver sorvolato il tirreno: ahimè (ahi noi siciliani).
paolo0101
04 lug 2009 - 11:38 - #2Se è ritenuto persona preparata e seria perché dovrebbe preoccupare il fatto che abbia un doppio incarico. Le competenze, quando ci sono, DEVONO essere utilizzate, indipendentemente dal colore politico.
Utilizzare in una amministrazione (sciupona) persone che provengono da esperienze in amministrazioni più virtuose non può fare che del bene al rinnovamento della classe dirigenziale siciliana. A meno che non venga convertito a cannoli e vin santo a seguire l’andazzo in essere.
“non gli permetterà di svolgere adeguatamente nessuno dei due incarichi. In secondo luogo Daverio andrà a sostenere un sistema di Buongoverno che produce debiti, buchi di bilancio e poco altro, lasciando davvero poco spazio all’ottimismo circa il futuro del capoluogo siciliano.”
Alla faccia della fiducia..
E comunque un consigliere provinciale dell’opposizione non è che abbia quel gran lavoro da svolgere.
Ratracer
04 lug 2009 - 11:48 - #3io penso possa fare solo bene se saprà imporsi viste le condizioni e gli elementi dell’amministrazione comunale di Palermo. Speriamo bene. Anche se mi sembra solo una nomina di facciata.
LeonidaRedivivo
04 lug 2009 - 12:22 - #4sempre meglio di sgarbi.
Ratracer
04 lug 2009 - 12:29 - #5amen
fabio nolli
04 lug 2009 - 12:43 - #6Ricordo male io o era già stato assessore alla cultura all’epoca dei leghisti sindaci/borgomastri di Milano?
rubik
04 lug 2009 - 14:23 - #7L’arte è espressione dell’anima.
La cultura aiuta ad essere saggi.
ANIMA e SAGGEZZA non hanno colore!
L’unica scelta di Daverio che si potrebbe mettere in dubbio è quella relativa al “multi-ruolo simultaneo”… però è vero anche quello che ha scritto paolo0101: E comunque un consigliere provinciale dell’opposizione non è che abbia quel gran lavoro da svolgere.
TLP
04 lug 2009 - 18:20 - #8Molto coerente il sig. Daverio, come quando ha classificato Milano un “paesotto”, nei giorni in cui si decideva per la sede dell’Expo 2015.
Ho sempre ammirato di certi personaggi della sinistra la coerenza: le loro idee, condivisibili o meno, non venivano piegate da nulla… qui invece…
Ciao ; )
TLP
04 lug 2009 - 18:22 - #9Ah, giusto per la cronaca: mentre Daverio classificava Milano “paesotto”, tutti, destra e sinistra, tifavano per la candidatura della capitale economica italiana.
In quell’occasione, tanto di cappello a Filippo Penati.
VOTANTONIO
04 lug 2009 - 19:47 - #10La Fifa “bacchetta” il Brasile per le preghiere in campo, I SOLITI TALEBAN COMUNISTI DI M……………..
Gianluca Aiello
04 lug 2009 - 23:02 - #11La scelta Daverio è stata una scelta sbagliata per mancanza di coerenza. Quella di Daverio appunto, il quale è stato nelle file leghiste per un bel po’ prima di incontrare Penati e adesso per non sbagliare sta con tutti.
Bene, continuiamo che poi D’Alema ci parla di antipolitica.