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Abolita la pena di morte in Togo, la moratoria era stata presentata dall’Italia

Pubblicato: 05 lug 2009 da Giovanni Molaschi

Commenti dei lettori


Il Togo è il quindicesimo paese africano ad aver abolito la pena di morte. Secondo quanto dichiarato da Kokou Tazoun, Ministro della Giustizia del paese, il provvedimento è stato preso per istituire un sistema giudiziario sano.

Alla seduta plenaria, che ha votato la legge, era presente anche il premier spagnolo Zapatero che alla stampa ha dichiarato:

“Il Parlamento Togolese ha levato una voce a favore della giustizia e della dignità umana”.

Reduce da decenni di dittature e da due golpe militari, il Togo con questa legge sta proseguendo il progetto avviato dalle varie amministrazioni a partire dagli anni novanta quando fu stabilito una progressiva introduzione del paese in un sistema mondiale tendenzialmente più civile.

Tanto quanto la cancellazione della legge indiana, a causa della quale le persone accusate di omosessualità rischiavano l’ergastolo, il provvedimento del Togo è figlio di una politica internazionale che da anni spinge verso la cancellazione mondiale della pena capitale.

La moratoria avviata dall’associazione italiana “Nessuno Tocchi Caino”, e appoggiata dal Partito Radicale, è stata approvata dall’Onu il 18 dicembre 2007.

Presentata all’Organizzazione delle Nazioni Unite nel 1994, in coincidenza con il primo Governo Berlusconi, la moratoria non venne adottata per solo otto voti.

Dopo una serie di attività condotte dal 1997 al 1999, e a lavoro internazione condotto dall’allora Premier Romano Prodi, la proposta di “Nessuno Tocchi Caino” ritornò all’Onu nel 2006 per poi essere approvata l’anno successivo.

Rileggendo queste importanti pagine di storia mondiale, in prospettiva di un G8 che si annuncia sempre meno determinante per la politica internazionale dei paesi che vi parteciperanno, non si può non pensare che l’Italia abbia rinunciato ad essere un paese dove la politica si occupa anche della sfera sociale. Prodotto di scarto di governi pronti ai soli provvedimenti spot nel bel paese le discussioni per il futuro suonano sempre più come le chiacchiere che si sentono nelle botteghe dei piccoli borghi. Lecite. Ma forse per garantire alle nuove generazioni soldi successo e sogni servirebbe un confronto più ampio. Forse è l’ora di comprare nel villaggio globale.

La pena capitale, ad oggi, vige in 47 paesi.

Foto | Flickr

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19 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Steffa

    Steffa

    05 lug 2009 - 15:13 - #1
    1 punto
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    presentato da Marco Cappato, il nostro miglior parlamentare europeo, infatti non è stato rieletto!

  • Commento #2 (-7 punti) - 05 lug 2009 - 15:13 - Apri commento
  • Profilo di Mauriziosat.9

    Mauriziosat.9

    05 lug 2009 - 15:21 - #2 (nascondi)
    -7 punti
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    poveri ingenuotti de sinistra………………
    che tristezza mi fate
    .
    LA MORATORIA NON SE LA E’ FILATA NESSUNO
    .
    non in USA
    non in CINA
    non nei paesi arabi
    .
    NON GLI FREGA NULLA A NESSUNO di una ridicola dichiarazione di intenti che chiede umilmente di smettere di sopprimere i criminali.
    .
    EPPURE ……….A VOI SINISTRI , BASTA UNA PAROLINA DOLCE , DAL TOGO.
    .
    ahahahahah
    .
    APRITE GLI OCCHI . …………….NON è PIU0 TEMPO DI SOGNI.

  • Profilo di Steffa

    Steffa

    05 lug 2009 - 15:33 - #3
    1 punto
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    @Mauriziosat: tanto che non la vedi? Tutti quei puntini di sospensione e le maiuscole indicano una chiara insicurezza, che tenti di nascondere con la violenza verbale

    “a voi sinistri basta una parolina dolce”: posto che i radicali non sono di sinistra deciditi o i comunisti son quelli violenti che sterminano gli oppositori politici, fucilano, torturano e mangiano i bambini, oppure son qelli che aspettano la parolina dolce

    La moratoria non ha alcun vincolo legale maè una dichiarazione d’intenti, non poi così inutile, se anche c’è la POSSIBILITA’ che un solo paese decida di eliminare la pena di morte anche grazie alla moratoria allora non è inutile

  • Commento #4 (-7 punti) - 05 lug 2009 - 15:33 - Apri commento
  • Profilo di Mauriziosat.9

    Mauriziosat.9

    05 lug 2009 - 15:56 - #4 (nascondi)
    -7 punti
    Up Down

    BLA BLA BLA BLA BLA
    chiacchiere paroline dolci , buoni propositi .
    .
    non interessa a nessuno , cosa credono di essere i RADICALI .
    I RADICALI NON CONTANO NULLA
    sono meno influenti di nonna papera.
    ed ad una chiara scelta di campo HANNO OPTATO PER LA SINISTRA
    .
    quindi i radicali potranno blaterare e digiunare quanto gli pare.
    STANNO A SINISTRA………………SONO LA SINISTRA.
    .
    LE BUONE PAROLINE e gli intenti della moratoria sulla pena di morte ……….
    sono quello che sono
    SPAZZATURA PUBBLICITARIA DI PRODI ……………..VENUTA PURE MALE

  • MattiaSSS

    05 lug 2009 - 15:56 - #5
    1 punto
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    Molto bene. Sempre avanti, verso l’abolizione totale :)

  • Profilo di Hungry Man

    Hungry Man

    05 lug 2009 - 16:20 - #6
    1 punto
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    Io l’ho firmata a suo tempo. Vedi mauriziosat, c’è un’Italia che si manifesta internazionalmente per queste cose, mentre un’altra si manifesta per altre…tipo p u t t a n o p o l i. Ma tanto queste si chiamano “battaglie” civili proprio per sconfiggere le testoline come la tua…che funzionano INGENUAMENTE nei termini di appartenenza, nemico, odio, identità…insomma casi sociologici più che un individui…quindi, grazie di esistere, altrimenti ci si annoierebbe ;).

  • LeonidaRedivivo

    05 lug 2009 - 16:41 - #7
    -1 punto
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    L’abolizione della pena di morte, perchè così si è a “favore della giustizia e della dignità umana” è un immane cazzata; ovviamente alle vittime non ci pensa nessuno, tanto sono sono morte, chissenefrega!!
    La pena di morte è una sanzione come un altra, applicata solo per i crimini efferati, non vedo che correlazione possa esistere tra la sua abolizione e il progresso sociale e civile di una nazione, anzì credo sia l’opposto in acuni casi.
    Purtroppo la propaganda contro la pena di morte tende sempre a confondere il cittadino usando mezzi subdoli del pietismo, per esempio un conto è la pena capitale nei paesi democratici e un altro sono le condanne a morte nei paesi totalitari, agli abolizionisti piace mescolare questi due aspetti, inoltre pena di morte è democrazia non sono incompatibili.
    Sarebbe piuttosto il caso di ripristinare questa sanzione anche in europa, che di marmaglia da smaltire ne abbiamo anche troppa, agli “amici” abolizionisti consiglio di farsi un giretto su crimeblog per farsene una vaga idea, perchè è troppo facile fare i gay con il culo degli altri, e scusate la metafora.

  • Commento #8 (-7 punti) - 05 lug 2009 - 16:41 - Apri commento
  • Profilo di Mauriziosat.9

    Mauriziosat.9

    05 lug 2009 - 16:42 - #8 (nascondi)
    -7 punti
    Up Down

    CARO GIOVANE UOMO
    evidente mente sei ancora un fanciullo imberbe e non sai come gira il mondo
    .
    MA SAPPI che la tua P.U.T.T.A.N.O.P.O.L.I ……..ha defenestrato la giunta regionale pugliese di SINISTRA .
    .
    e sono coinvolti in corruzione e giri di squillo alti esponenti del PD …..compresi molti uomini fidati di DALEMA.

  • Profilo di Ratracer

    Ratracer

    05 lug 2009 - 17:22 - #9
    1 punto
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    Ma questo è uscito da un pacchetto di patatine?
    Vedi si può non essere d’accordo ma motivare,come fa Leonida. Tu abbai. O grugnisci. O tubi.

  • Profilo di Hungry Man

    Hungry Man

    05 lug 2009 - 17:37 - #10
    1 punto
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    Leonida la pena di morte non solo è un’istanza barbara, ma non serve assolutamente a nulla, tant’è che è ampliamente dimostrato come non risulti un deterrente contro la criminalità…ne risulta che sia utile solo alle non democrazie per creare consenso in quel popolo che necessiti del capro espiatorio per sedare le proprie frustrazioni collettive e per riconoscersi in una insano modello di giustizia…per quelli come mauriziosat per intenderci, che hanno bisogno di un nemico per trovare la propria pseudo identità. Tant’è che le esecuzioni capitali sono molto più simboliche che necessarie. E tutto questo per accondiscendere alle inerzie che frenano il progresso intellettuale della civiltà, incentivare il pensiero debole e facilone, e togliere legittimità dalle vere fonti reali di prevenzione del crimine, che sono la cultura ed il benessere materiale e spirituale.

  • Profilo di Hungry Man

    Hungry Man

    05 lug 2009 - 17:47 - #11
    1 punto
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    Mauriziosat io sono radicale, in primis. Secondo, chi ha corrotto spero venga processato, che sia Berlusconi o l’ultima ruota del carro del Pd. Terzo, io sto comparando l’immagine accertata dell’italia dal premierpappone con quella dell’Italia che si fa portavoce e parte attiva di una battaglia civile universalmente riconosciuta. Chi ha fatto cosa non lo so e non me ne importa più di tanto. Io guardo i fatti. E i fatti mi dicono di essere orgoglioso della seconda ipotesi piuttosto che vergognarmi della prima.

  • Commento #12 (-6 punti) - 05 lug 2009 - 17:47 - Apri commento
  • Profilo di Mauriziosat.9

    Mauriziosat.9

    05 lug 2009 - 18:37 - #12 (nascondi)
    -6 punti
    Up Down

    BLA BLA BLA BLA
    .
    QUANDO UN BEL “NEGRONE” avrà stuprato la tua fidanzatina …………………….
    allora verro’ da te con il colpevole ed un coltello affilato .
    .
    VEDIAMO ………….SE NON GLI APRI LE INTERIORA SINO ALLA GOLA…….
    ALLA FACCIA DELLA MORATORIA
    .
    voi “amichetti di CAINO ” siete la rovina della società
    PER COLPA VOSTRA i delinquenti comuni la fanno franca
    e giudici SINISTROIDI liberano boss mafiosi …….perché DEPRESSI.

  • Profilo di DonChisciotte

    DonChisciotte

    05 lug 2009 - 19:08 - #13
    0 punti
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    @leonida
    indipendentemente da che si possa essere favorevoli o contrari alla pena di morte , quest’ultima , in posti dove il sistema giustizia non e’ + che sano e’ un comodo sistema per levare di mezzo persone scomode socialmente (vedi le minoranze) e visto poi che la giustizia e’ basata su leggi definite da uomini in momenti storici definiti , e’ il caso che la morte dell’individio non rientri nelle sanzioni applicabili ad un individuo , anche in ragione del fatto che il sistema carcerario di perse’ e’ un sistema di recupero.
    Per i casi + efferati , esistono gia’ varie privazioni della liberta’ personale , che vanno dal semplice carcere a sistemi + restrittivi e lunghezza della pena che e’ fino alla morte dell’individuo stesso.
    Non confondiamo il diritto ad avere giustizia, con il diritto ad avere vendetta.

  • LeonidaRedivivo

    05 lug 2009 - 19:09 - #14
    -1 punto
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    @Hungry man al di là delle futili beghe da pollaio italiota tu dici che:
    “la pena di morte non solo è un’istanza barbara, ma non serve assolutamente a nulla, tant’è che è ampliamente dimostrato come non risulti un deterrente contro la criminalità…”
    Dimostarto da chi? Come? Dove? E quando? Fonti indipedenti però, inoltre anche se non fosse un deterrente che cosa cambierebbe, perchè di certo non incentiva a compiere più reati.

    “…e risulta che sia utile solo alle non democrazie per creare consenso in quel popolo che necessiti del capro espiatorio per sedare le proprie frustrazioni collettive e per riconoscersi in una insano modello di giustizia…”
    Insomma, sono più o meno d’accordo con il tuo ragionamento sulle non democrazie, anche se è propriamente più giusto parlare di mezzo di repressione di massa.

    “Tant’è che le esecuzioni capitali sono molto più simboliche che necessarie…”
    Per come la vedo io essa è una pena giusta per crimini efferati, quali? Per questo si può discutere.

    “E tutto questo per accondiscendere alle inerzie che frenano il progresso intellettuale della civiltà, incentivare il pensiero debole e facilone, e togliere legittimità dalle vere fonti reali di prevenzione del crimine, che sono la cultura ed il benessere materiale e spirituale.
    progresso intellettuale della civiltà = abolizione della pena di morte, mah?? Cmq queste sono solo belle parole, ma la realtà dell’animo umano è spesso molto meno razionale di quello che si creda o si speri, ma in compenso molto più brutale e selvaggio.

  • LeonidaRedivivo

    05 lug 2009 - 19:38 - #15
    0 punti
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    @DonChisciote
    Distinguendo tra democrazie o pseudotali e regime dittatoriali, il fatto è che la pena capitale non deve essere solo uno strumento deterrenza dei crimini, anzi per come la vedo questo è un aspetto secondario.
    Essa è principalmente uno strumento per punire adeguatamente chi si è macchiato di gravissime colpe, è un discorso di civiltà e equità.
    Tanto per fare un esempio se è lecito uccidere un nemico in guerra e anche lecito uccidere un criminale che ha ucciso volontariamente una o più persone, dato che per come la vedo io quando un criminale ci prende di mira è come se ci dichiarasse una sorta di guerra privata, infatti esiste la legittima difesa.
    Il carcere, la privazione della libertà è il male minore se le vittime potessero scegliere certamente preferirebbero l’ergastolo alla morte, ma purtoppo non possono. Qui non parlo di vendetta, ma di fare giustizia, se poi per alcuni questo coincide con la vendetta, rispondo che anche il carcere è una forma di vendetta.

  • mauriziomacaco

    05 lug 2009 - 20:43 - #16
    1 punto
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    ma si ragazzi voi non lo conoscete mauriziosat lo sce.mo dei blog. ve lo presento io è un defi.ciente che trolla spesso su ecoblog e dice qazzate a tutto andare. è divertente dice un sacco di idio.zie e probabilmente ci crede anche, l’idiota.
    del resto basta dirvi che legge “il foglio” e vota berlusconi, vantandosi di entrambe le cose.
    è lo scemo del blog!
    intanto vi lascio con questa che fa troppo ridere
    http://www.youtube.com/watch?v=N_9Uo-XYruM

  • boh1

    05 lug 2009 - 21:31 - #17
    0 punti
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    Leonida..
    dopo millenni di legge del taglione e altre amenità simili , il buonsenso dovrebbe farci comprendere che la giustizia non dovrebbe essere un mezzo per la vendetta personale delle vittime, bensì un mezzo per garantire la sicurezza sociale. E questo, appunto, senza buonismi e senza passionalità nei giudizi e nelle condanne, a prescindere dalla colpevolezza o innocenza. E con questo non ti sto dicendo che una forma di giustizia che non preveda la pena di morte sia il più giusto , ma considerando i lati positivi e negativi è senza altro il migliore disponibile attualmente. Innanzitutto proprio perchè consente un rimedio all eventuale errore. la pena di morte NO.
    Credo ti sfugga che non è certo attuando e approvando la pena di morte che si riempiono e si risolvono le lacune di un sistema giudiziario inefficace.
    E poi in base a cosa puoi sostenere che la vittima uccisa voglia la morte del suo assassino ?
    Di sicuro un condannato a morte prosciolto in seguito alla sua esecuzione, grazie alla riapertura del caso o alle prove del DNA, non voleva morire.
    Secondo me l unico che ha un poco di confusione sei tu. Se nei paesi dittatoriali le pene (non solo di morte) sono una forma di salvaguardia della dittatura stessa, e qui siamo tutti d accordo, nei paesi cosiddetti democratici non sono altro che una forma di salvaguardia del consenso e del sistema stesso (democratico o semi-democratico che sia ).
    Basta analizzare miriadi di casi di condannati a morte, per esempio negli USA, per farsene una ragione. Uno su tutti il caso di troy davis. Troppi rifiuti e contrasti alle riaperture dei casi , agli esami del DNA. Una chiara e palese ricerca da parte delle accuse di un condannato, non di un colpevole. E c’è una bella differenza.
    Senza considerare le ombre razziali, i madornali errori , la lucida follia di certe norme che prevedono la pena capitale per ragioni assurde (come in texas dove è prevista la pena di morte per i complici anche se completamente estranei all omicidio stesso, vedi il caso Rick Perry).
    Insomma è proprio guardando la realtà dei fatti e come la pena di morte è applicata e conservata ovunque nel mondo che si deve pretendere una sua moratoria universale ..

  • Profilo di feric

    feric

    06 lug 2009 - 09:57 - #18
    0 punti
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    L’ignoranza non ha confini…

  • LeonidaRedivivo

    06 lug 2009 - 13:48 - #19
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    boh1…
    Allora… “dopo millenni di legge del taglione e altre amenità simili , il buonsenso dovrebbe farci comprendere che la giustizia non dovrebbe essere un mezzo per la vendetta personale delle vittime, bensì un mezzo per garantire la sicurezza sociale.”
    Io penso che la giustizia serva sopratutto a far giustizia, la sicurezza sociale si garantisce anche, ma non solo, con l’arma della deterrenza che si realizza nel timore appunto della pena di morte.
    Io non parlo assolutamente di legge del taglione, altrimenti oltre a parlare di pena capitale, parlerei di torturare i criminali, e poi è proprio il buonsenso che ci indica la via dell’ equità e proporzionalità tra reato e pena.

    “E poi in base a cosa puoi sostenere che la vittima uccisa voglia la morte del suo assassino ?”
    La logica indica che sostenere l’opposto è alquanto improbabile, per esempio se dovesse capitarmi di rimanere vittima di un efferato omicidio, vorrei la morte per il mio assassino, e scommetto che in fondo lo stesso vale per te.
    “Di sicuro un condannato a morte prosciolto in seguito alla sua esecuzione, grazie alla riapertura del caso o alle prove del DNA, non voleva morire…Basta analizzare miriadi di casi di condannati a morte, per esempio negli USA, per farsene una ragione”
    Mi spiace ma, per come la vedo io, sei te che fai un po’ di confusione tra pene e le indagini svolte sono due aspetti distinti. La pena capitale è solo uno strumento, come lo può essere, per esempio, un coltello che si può usare per affettare il pane oppure per squartare dei neonati, lo guida solo la mano, ma non ha senso prendersela anche con il coltello.
    Semmai ci si deve battere per ridurre al minimo il rischio di errore; rischio che esiste ed esisterà sempre come esiste il rischio che un aereo di linea cada sfracellando tutti i suoi passeggeri, ogni attività umana è così, allora che fai non prendi più l’aereo o l’autombile? No, cerchi di aumentare la sicurezza e con la giustizia e la stessa cosa.
    Non ti credere non esiste un dio che ci può aiutare e che rimette le cose a posto e anche se esistesse credo che se ne freghi altamente di noi.
    L’ uomo deve far da sè e si deve prendere le sue responsabilità e ciò comporta fare errori, è inevitabile.