
Nei giorni scorsi si è parlato estesamente del primo clamoroso sciopero dei blog contro la cosiddetta legge ammazza-internet, ovvero il complesso normativo dedicato al nanopublishing all’interno della più generale legge sulle intercettazioni (Decreto Alfano). Oggi che è il giorno X nessuno ne parla più. Non un quotidiano, nè un giornale radio o tv.
Già solo questo sarebbe motivo sufficiente per non aderire allo sciopero. Il silenzio infatti non è mai servito a molto, se non a favorire proprio l’evento contro cui vuoi lottare. Sempre che lottare sia giusto o necessario. Al di là delle opinioni personali, che rimando direttamente ai lettori, cercherò qui di spiegare cos’è successo e quali iniziative siano in corso per cambiare la situazione.
Innanzitutto il Decreto Alfano stesso. Tutto ruota intorno al dovere di rettifica cui la legge vuole obbligare i blog (in realtà di parla di siti informatici), esattamente come già avviene per la carta stampata. Prima di vedere in un successivo post come la politica e parte dell’informazione si stiano muovendo per modificare questa parte del provvedimento, cerchiamo di capire cosa dica esattamente il decreto.
A questo link trovate l’intera proposta di legge AS 1611 (in formato pdf), che al punto 28 estende il dovere di rettifica ai siti informatici. Questa definizione piuttosto vaga, come vedremo, è al centro dell’intera querelle. I siti hanno obbligo di pubblicare le eventuali rettifiche entro 48 ore con spazio e caratteristiche grafiche identiche. Sempre al punto 28 si introduce il principio di responsabilità del “direttore responsabile della “trasmissione informatica” in caso di non ottemperanza.
Come si vede il tutto è espresso in maniera estremamente fumosa e poco chiara. Segnaliamo a questo proposito l’esplicativa relazione della IX commissione della Camera dei deputati, la quale ha espresso parere favorevole
a patto che il riferimento ai “siti informatici” sia sostituito da “giornali e periodici diffusi per via telematica e soggetti all’obbligo di registrazione di cui all’articolo 5
Escludendo così tutti i blog personali e i forum, la cui esposizione al dovere di rettifica appare francamente inattuabile.
Nella seconda parte cercheremo di presentare il ventaglio di posizioni e reazioni al provvedimento.
#gio#
14 lug 2009 - 08:27 - #1Landoni, Landoni…
ma come nessuno ne parla?
http://news.google.it/news?ned=it&cf=all&ncl=dlzBMoQWDdUmr2Mn9LWbjHinrHmbM
Intanto dai un’occhiata a quante news ci sono. E poi, visto che internet è qualcosa di diverso dai media tradizionali, fai anche una ricerca sulle ultime 24 ore
http://www.google.it/search?hl=it&q=sciopero+dei+blog+&as_qdr=d&btnG=Cerca&meta=
11.200 risultati! Questo sempre perché nessuno ne parla.
Del resto, anche tu che non aderisci ne stai parlando e stai dando visibilità alla protesta. Quindi, in un certo senso, anche tu stai scioperando.
In quanto al merito delle altre cose che dici, siamo tutti convinti che le proposte fatte siano fumose e difficilmente attuabili. Ma il tentativo è quello di evitare, adesso che una legge non c’è ancora, una criminalizzazione di fatto di chiunque possa esprimere un’opinione fuori del coro.
L’intento di chi periodicamente tira fuori certe proposte non è regolamentare una categoria, quanto spingerla in un’illegalità di fondo che permetterà loro, se ce ne fosse la necessità, di colpire chiunque rompa le scatole senza fastidiosi impedimenti come il diritto al libero pensiero.
Steve Robinson Hakkabee
14 lug 2009 - 08:39 - #2Landoni legge solo i giornali di Silvio, se non ne parlano loro vuol dire che non ne parla nessuno.
Cmq legge inutile, basta registrare il sito in un “paradiso web” dove non fanno troppe domande per la registrazione, usare qualche “anonymizer” per inviare i post…
Non hanno capito niente della rete, ed é meglio così…
#gio#
14 lug 2009 - 08:45 - #3Credo che questo post abbia qualche problema tecnico. Si possono pubblicare i commenti ma non li si riesce a visualizzare? Almeno io non ci riesco
Hmmm, mi sa che la tecnologia ha deciso di aderire allo sciopero
bissis
14 lug 2009 - 08:47 - #4“” L’intento di chi periodicamente tira fuori certe proposte non è regolamentare una categoria, quanto spingerla in un’illegalità di fondo che permetterà loro, se ce ne fosse la necessità, di colpire chiunque rompa le scatole senza fastidiosi impedimenti come il diritto al libero pensiero. “”
infatti, ottime parole
come per la sicurezza stradale, o come per qualsiasi cosa
invece di applicare la legge, se ne fanno sempre più roboanti e micidiali
poi manca la benzina e gli etilometri, quindi di fatto non si riescono ad applicare neanche quelle base
ma la volta che servisse, qualcosa per cui inchiappettarti c’è sempre a ben guardare, tra le mille leggi inapplicate…
Vercingetorige
14 lug 2009 - 09:01 - #5@1
Ma leggi i post???
”Non un quotidiano, nè un giornale radio o tv.”
Io in tv nn ho sentito nulla… anzi se nn leggevo questo post, per me era come nulla fosse successo.
Charles Dexter Ward #8
14 lug 2009 - 09:04 - #6posso fare copia incolla di questo post sul mio blog (segno che nemmeno io sciopero)?
Luca Landoni
14 lug 2009 - 09:15 - #7su corriere e repubblica non c’è assolutamente traccia di articoli sullo sciopero e la tv non ne ha parlatoneanche di striscio.
in questo senso è da intendersi il silenzio generale sull’iniziativa. chiaramente i blog ne parlano, noi ne parliamo, ma non mi sembra che ci sia una grande copertura mediatica, anche se la mia frase ha scatenato la corsa agli uno ;)
nel post successivo, che vi invito a leggere per completezza, comunque ho cercato di analizzare le posizioni di vari blog di tendenza e anche le iniziative politiche di riforma
#gio#
14 lug 2009 - 09:23 - #8Charles, evidentemente dovrebbe essere Landoni ad autorizzarti, ma sai bene che ti basta linkare la fonte per avere la coscienza a posto.
In quanto a dire che non fai sciopero, ma intendi pubblicare questo post sul tuo blog hai la mia approvazione (per quel che conta)
Vedi, anch’io non ho le idee chiare e aderisco in modo parziale e personale a questo sciopero astenendomi dal commentare in altri blog o su blog che non parlano di questo. Ma il mio è un puro fioretto, ben conscio che questo tipo di scioperi sono difficilmente effettivi. Sono un po’ come gli scioperi dei consumatori che nessuno può dire se effettivamente hanno avuto successo.
Ma il vero scopo che si prefiggono iniziative del genere è fare in modo che se ne parli (e se ne discuta).
E allora ben venga Landoni e ben venga che anche tu dia uno spazio a questa preoccupazione (non la chiamerei protesta) sul tuo blog.
Luca Landoni
14 lug 2009 - 09:51 - #9è superfluo dire che chiunque voglia pubblicare dove gli pare una parte di ciò che scrivo è libero di farlo senza bisogno di chiedermelo. questo che sia per criticare o solidarizzare, non importa.
si chiede solo di linkare il post per rispetto nei confronti del blog
rondoner
14 lug 2009 - 11:14 - #10Sono in linea con il post, ci sono sempre dei fantasmi (lo sappiamo) che mirano al controllo (come se in parte già non ci fosse) della Rete, ma battersi a colpi di “scioperi” mi sembra ridicolo, oltre che paradossale.
Steve Robinson Hakkabee
14 lug 2009 - 11:21 - #11Per Luca Landoni:
http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/politica/polemiche-intercettazioni/sciopero-dei-blog/sciopero-dei-blog.html
rondoner
14 lug 2009 - 11:22 - #12Luca, ti ho citato almeno sul mio blog personale. Era il minimo ;)
bissis
14 lug 2009 - 13:12 - #13“” su corriere e repubblica non c’è assolutamente traccia di articoli sullo sciopero e la tv non ne ha parlatoneanche di striscio. “”
abbastanza tipico
e il fatto che la tv non parli di certe cose non dovrebbe essere a discapito dei blog, ma a dimostrazione dei problemi
in ogni caso repubblica e unità ne hanno parlato
poi altre testate ma principalmente legate al mondo IT, informatico, blog online ecc
boh1
14 lug 2009 - 13:32 - #14“” L’intento di chi periodicamente tira fuori certe proposte non è regolamentare una categoria, quanto spingerla in un’illegalità di fondo che permetterà loro, se ce ne fosse la necessità, di colpire chiunque rompa le scatole senza fastidiosi impedimenti come il diritto al libero pensiero.”" ..QUOTO
basta un minimo di coscienza critica per capirlo..ma si sa..di questi tempi..
Comunque 5 o 6 anni fa anche il peggior berlusconiano avrebbe fatto un balzo sulla sedia di fronte a una proposta cinese di questo calibro..adesso mi tocca leggere difese sperticate a tratti esilaranti…
bissis
14 lug 2009 - 17:13 - #15neanche la cina….
amici di gheddafi, della russia, leggi per giornali intercettazioni e internet, siamo davvero gli ultimi comunisti!
poi lo dicono degli altri… e qualcuno magari ci crede pure e ripete a pappagallo :D
Mircolino
14 lug 2009 - 21:05 - #16Ma per favore…in Italia Chiunque può dire ciò che Vuole senza preoccuparsi di nulla.
Secondo me deve continuare ad essere così. Però attenzione, ognuno di noi poi deve assumersi le proprie responsabilità su tutto ciò che scrive in spazi pubblici.
Sanghino
14 lug 2009 - 23:20 - #17In effetti molti blog non hanno scioperato, o meglio non nel senso che avete fino adesso illustrato in quanto tale iniziativa non era condivisa da molti blogger anche di un certo rilievo.
C’è stata infatti una contro iniziativa della quale vi invito a consultarne le motivazione in un blog creato appositamente:
http://14luglio2009.wordpress.com/
Una nota poi sul copia ed incolla ipotizzato del post e ripreso poi citando l’autorizzazione di Landoni … in realtà non è necessario chiedere nessuna autorizzazione essendo già presente nella licenza CC indicata nel footer, cliccare il link e leggere cosa e come siamo autorizzati (CC 2.0 by-nc-sa “attribuzione,non commerciale,ripubblicato con stessa licenza)
Saluti a tutti
david67
16 lug 2009 - 14:17 - #18La nostra azienda ha un blog e abbiamo aderito alla protesta. Come realtà imprenditoriale crediamo che la liberta’ di espressione sia un punto irrinunciabile in una democrazia. La strana sensazione che avevo era il paragone spontaneo che mi veniva in mente agli attacchi del regime iraniano agli utilizzatori di Twitter e Facebook. Qualcuni di voi ha avuto la mia stessa strana sensazione? Credo che su questi aspetti non si debba avere alcun tipo di flessibilità o disponibilità. Credo che tutti gli imprenditori, tranne quelli collusi, dovrebbero considerare seriamente questi limiti (oltre ad altri), anche per il proprio interesse. Il business si fa dove c’e’ democrazia; tutto il resto è pane per gli avventurieri e i mercanti senza regole.
PXStevey
25 gen 2011 - 09:11 - #19Hi, I’m new I would like to welcome all… :)