
Dopo una giornata passata a rincorrere eventi e a vedersi porte chiuse in faccia, la conferenza stampa di Silvio Berlusconi di ieri, a parziale chiusura della prima giornata del summit del G8, arriva, finalmente, a porte aperte a tutti quelli che lo desiderino, mentre molti stanno già seguendo la conferenza stampa dei G5.
Così, possiamo raccontare qualcosa di visto con i nostri occhi, anche se i contenuti del discorso li conoscerete già bene. Berlusconi approda sul palco un po’ affannato e si appresta a fare una rapida panoramica di quanto è stato deciso nel corso della giornata.
Annuncia un prossimo G8 nuovamente a L’Aquila sul tema delle catastrofi naturali, promette che tutti gli aquilani avranno un tetto proprio sulla testa entro novembre - resta da vedere se sarà il tetto che vogliono, cosa di cui si può dubitare da subito - e poi parla di miracolo, parla della ricostruzione di Onna, che sarà sostenuta dalla Germania, e dell’impegno della Russia per finanziare la ricostruzione di un palazzo storico…
Parla di globalizzazione e di necessità di regole globali, annuncia il pressing su Brasile, India e Cina perché sottoscrivano l’impegno per la riduzione delle emissioni di CO2 - un impegno con una data incerta, 2020, 2050, chissà, già duramente criticato da Legambiente -, si impegna affinché l’Italia paghi la quota promessa per gli aiuti ai paesi del Sud del mondo giustificando la mancanza di questo pagamento con le necessità causate dal terremoto aquilano. Parla di moralità e di necessità di lotta ai paradisi fiscali.
Sottolinea il carattere amichevole dell’incontro e la necessità di summit del genere per creare buoni rapporti fra i leader dei vari paesi, parla di miracolo, anche se, come rilevano molti osservatori, una vera intesa su vari temi è ancora lontana. Non può non ammettere l’esistenza della crisi internazionale, né la necessità di dare credito alle osservazioni dell’OCSE, anche se sostiene che i miglioramenti sono già in vista.
Globalmente, si tratta di una conferenza stampa sobria e frettolosa, al termine della quale il premieri chiede se ci si sia organizzati per domande (come, visto che sul sito ufficiale l’incontro era dato per eventuale, non ci è dato saperlo) e dopo una pausa di pochi secondi afferma: Non ci sono domande. Così chiude, con un po’ di show - ma niente di ché, rispetto alle performance cui ha abituato i giornalisti - dicendo che la statua del guerriero che stava nel museo dell’Aquila è stata esposta nel Media Village su un piedistallo antisismico, perché non si sa mai cosa possa succedere.
Poi lascia il palco e cade maldestramente dalle scale.
C’è una certa delusione da parte del sottoscritto che si aspettava perlomeno qualche interrogativo da parte della stampa internazionale. In effetti, fuori dalla sala conferenze c’è un po’ di sconcerto e i giornalisti si consultano fra loro, quelli delle grandi testate: occasione mancata? Decisione di non rovinare il clima? O semplicemente mancanza di preparazione, sfruttata dal premier per dribblare eventuali attacchi? Forse tutte le cose insieme.
Certo, a posteriori si pensa: perché la domanda non l’ho fatta io? A parziale giustificazione, posso dire che, vista la giornata, mi aspettavo che i big, perlomeno, cominciassero e si dessero da fare. Ma obiettivamente, dal mio punto di vista, è stata un’occasione mancata.
Quanto alle tematiche trattate, mi pare, come a molti altri, che la facciata sia di quelle belle parole che tutti si aspettavano, ovviamente. A meno che qualcuno non creda che ci si possa aspettare che in un evento del genere ci si prenda a male parole. Solo che non sono sicuro che questo volemose bene possa effettivamente portare a qualcosa.
gigi sempre arrabbiato
10 ago 2009 - 15:50 - #51Per due Palle:
Sempre se c’è lai!.. Ma ne dubito vedendo i tuoi post, mi sembrano discorsi da sprovveduto. Vatti a fare una camminata. dove c’è ancora gente che piange.Cambierai subito l’atteggiamento.
gigi sempre arrabbiato
10 ago 2009 - 15:56 - #52per due palle.
Sempre se c’è lai. Dal tuo post mi sembra che tu sei uno spovvveduto, in tutti i sensi.