
Il G8 Summit 2009 è finito, in tutta la sua plasticosa vetrina. Finiscono anche le peripezie dei delegati che si affrettano a trarre le loro conclusioni nelle tre sale stampa, e che cercano di dare un senso compiuto a tutto quello che è stato detto. A sentire la presidenza, naturalmente, è stato un successo, questo G8. Lo dice Silvio Berlusconi, che è scampato agli iniziali assalti della stampa estera e nazionale.
Sono stati raggiunti accordi, stanziati fondi (o almeno si è promesso di stanziare fondi) per combattere la povertà, è stato detto tutto quel che bisognava dire. Che poi lo si faccia, be’, questo è un altro paio di maniche. Si stanzierebbero 20 miliardi di dollari in tre anni, senza però che venga precisato da quali fondi e in quale misura gli Stati del G8 se ne faranno carico.
Quel che lascia perplessi, però, è il concetto stesso che sta alla base degli aiuti. L’assistenzialismo ha già fallito miseramente negli anni ‘80 e ‘90 e nuove forme di aiuto e di cooperazione (la cooperazione decentrata, per dire) si fanno strada e propongono nuovi modelli senza che questi stessi modelli vengano minimamente presi in considerazione dai summit dei grandi. Eppure, posso affermare per esperienze personali che sarebbe lungo raccontare in questa sede, che la cooperazione decentrata, che prevede, fra l’altro, un ruolo attivo dei destinatari degli aiuti, funziona, molto più dei regali che piovono dall’alto. Ma questa non è l’unica critica che viene mossa all’istituzione G8: ce ne sono di molto più autorevoli. Jeremy Rifkin, il presidente della Foundation on Economic Trends, ha definito a Repubblicale promesse sulle emissioni di CO2 Un accordo ridicolo
E Rifkin non è certo una figura schierata, parliamoci chiaro. E’ il portavoce di un movimento che si chiama Terza rivoluzione industriale, che propone nuove forme tecnologiche per l’architettura in tutto il mondo; forme che prevedono palazzi a emissione zero e a produzione di energia. La cui diffusione deve cambiare modello. Ecco i modelli che individua Rifkin per una realistica politica ambientale e di sviluppo:
Il primo è costituito dalle energie rinnovabili. Il secondo è rappresentato dagli edifici sostenibili. Il terzo dalle tecnologie basate sull’idrogeno che serve a immagazzinare l’energia prodotta dalle fonti rinnovabili. Il quarto pilastro dalle reti intelligenti per distribuire l’energia secondo il modello del web.
Ed ecco che si ritorna a bomba su temi che riguardano da vicino la città che il G8 l’ha ospitato, L’Aquila. I comitati - guidati, in questo senso, dalle proposte del Collettivo 99 - vorrebbero una ricostruzione dal basso che tenesse conto delle innovative idee di Rifkin. Che, per inciso, procurerebbero anche un incremento dei posti di lavoro a livello mondiale. Un portavoce dell’ufficio di Rifkin era presente in questi giorni a L’Aquila, proprio per sostenere questa possibilità.
Ma le speranze di una ricostruzione di questo tipo sono flebili, è bene dirlo. Perché la politica alta, ancora una volta, non sa ascoltare le voci più illuminate di chi ha le competenze tecniche adeguate per proporre nuovi modelli di sviluppo.
Giangius
10 lug 2009 - 19:54 - #1Conclusioni di questo summit: “……………………”
Tante foto, tanti sorrisi, ma nulla di concreto, parole al vento come solo loro sanno fare.
Ma cosa vuoi parlare di rinnovabile, rivoluzioni energetiche, l’Italia si affaccia al Nucleare, siamo avanti (se facciamo 10 passi indietro, poi si va avanti).
Mauriziosat.9
10 lug 2009 - 23:22 - #2madonna come rosicano i sinistri
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FATE ABBASTANZA TENEREZZA.
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ahahahaha ROSICATE ……………..ROSICATE ……………..
VOTANTONIO
11 lug 2009 - 09:35 - #3NON VOTO PDL, UN PREMIER CHE DICE: FARO’ LE VACANZE A L’AQUILA, X CONTROLLARE I LAVORI, NON L’HO MAI VISTO! A PRPOSITO DOV’E’ FINITA L’OPPOSIZIONE! (MISTERI DELLA FEDE)
asiram
12 lug 2009 - 18:33 - #4Per quelli che dicono che rosichiamo, cercherò di dare un giudizio equilibrato:Ha venduto il nulla, ma l’ha venduto bene.Contento?
jsahalhjc
13 lug 2009 - 10:27 - #5Il G8 e tutte le sue declinazioni sono inutili, assolutamente inutili, senza contare che queste inutili riunioni costano un occhio della testa. Sono il contrario di quello che ci vorrebbe: persone serie ed austere che guidano i paesi verso una rivoluzione verde!