
Più passano le ore più la cronaca del massacro dello Xinjiang potrebbe essere dimenticato dai i più importanti mass media. Per capire come questo possa essere possibile vi riporto di seguito la ricostruzione dei fatti.
Domenica 5 luglio, in vista del G8 che si sarebbe tenuto nei prossimi giorni a l’Aquila arriva in Italia il Presidente cinese Hu Jintao. Il paese che rappresenta si presenta all’importante appuntamento ipotizzando degli accordi strategici con il Governo Berlusconi. La Cina solo in altre poche occasioni era sembrata così vicina all’Occidente.
Lunedì 6 luglio, le agenzie di stampa cinesi danno la notizia di un massacro in una regione indipendente. Lo Xinjiang. Lo scontro tra gli abitanti locali, stando a quanto riportato da globalvoices.com, sarebbe stato innestato da uno stupro attuato da due uiguri (così sono definiti i cinesi di una particolare etniaturco fona a maggioranza islamica) ai danni di una giovane ragazza. Scoppia il linciaggio verso i due criminali che con il passare delle ore si ingigantisce a causa dei dissapori storici tra gli uguri e la minoranza cattolica della regione.
Il viaggio di lavoro di Hu Jintao per potenziare l’economia del proprio paese non porta i risultati sperati. I media si occupano solo del rimprovero pubblico che il Presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, fa alla massima autorità cinese.
Martedì 7 luglio le informazioni provenienti dallo Xinjiang non sono più omogenee. C’è chi parla di 156 morti. Il rappresentante degli uiguri attraverso internet, che verrà bloccato da lì a poco, sostiene che i morti a 48 ore dall’inizio degli scontri siano già 800.
Mercoledì 8 luglio. Hu Jintao rinuncia al G8 per occuparsi di quanto sta accadendo nel proprio paese documentato da molti giornali. Repubblica, in Italia, parla di una seconda Tienanmen.
Nel suo spostamento verso oriente il leader cinese annuncia che i dissidenti verranno puniti con la pena di morte.
Giovedì 9 luglio. Nella giornata del G8 dedicata all’ambiente le autorità cinesi, preso atto degli impedimenti a causa dei quali non è potuta rimanere in Italia, avvallano la linea comune degli altri leader. Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa del giorno successivo parlerà di cambiamento di posizioni del paese asiatico sui problemi connessi all’effetto serra. In realtà si è solo posticipata la discussione dei problemi.
Venerdì 10 luglio. La polizia cinese inizia una vera e propria caccia all’uomo arrestando gli uiguri radunati fuori dalla mosche per protestare.
sabato 11 luglio. Barack Obama è in Ghana. La questione cinese si è ufficialmente eclissata. I mass media si occupano solo del continente africano.
Foto | Flickr
MetalSho
12 lug 2009 - 02:47 - #1Sinceramente non ho capito molto bene quale sia la situazione…
Da quello che leggo, le autorità cinesi stanno reprimendo gli uiguri, che prima si sono macchiati di uno stupro, e poi hanno proseguito uccidendo membri della minoranza cattolica che era insorta a causa dello stupro… dov’è che avrebbero sbagliato le autorità?
Magari ho capito male io.
paolo192
12 lug 2009 - 10:07 - #2Certo che non fa più notizia … se è per questo non ne ha fatta nemmeno “a caldo”.
Quante bandierine multicolori della pace avete visto in giro per questo? O per l’Iran? O per il Tibet (e qui mi fermo ma la lista potrebbe essere ben più lunga)?
Quanti pacifinti sono scesi in piazza? Quante anime candide hanno protestato?
Già … mica c’era il satana capitalista iùessei di mezzo …
Junta
12 lug 2009 - 19:35 - #3le informazioni sono talmente manipolate che non si capisc eun casso
mikness360
12 lug 2009 - 21:24 - #4“Nel suo spostamento verso oriente il leader cinese annuncia che i dissidenti verranno puniti con la pena di morte.”
ma il presidente cinese è un pazzo.
mikness360
12 lug 2009 - 21:29 - #5macchè stupro avevo letto che la ragazza aveva sbagliato spogliatoio e si era trovata negli spogliatoi uiguri…loro scherzavano ma la ragazza è uscita urlando,e gli altri sono accorsi in suo aiuto -.-”.è tutto un malinteso.a meno che anche queste informazioni siano false.
Quico
13 lug 2009 - 19:13 - #6Ma ve lo immaginate se una cosa del genere fosse successa in Tibet…apriti cielo. Me l’immagino i tg di regime, minuti a parlare della terribile repressione. Invece non è successo in tibet e non c’è la cricca del dalai lama con i suoi amici nei gangli dell’occidente a pressare su chi di dovere.
In più si sa…i buddisti son più simpatici…scalzi e con quei strani accappatoi, come si fa a non difenderli? invece ’sti cavolo di uiguri non son mica così simpatici e folkloristici, anzi son pure degli islamici del cavolo…
Per quanto ancora due pesi e due misure?
Quico
13 lug 2009 - 19:24 - #72 appunti per l’autore dell’articolo, gmolaschi:
1. Io negli altri articoli letti sulla vicenda ho sempre visto attribuire l’inizio degli scontri in concomitanza con una manifestazione di uiguri, che chiedevano giustizia per due membri della loro etnia uccisi durante uno scontro davanti a una fabbrica nel sud della Cina da un gruppo di han. Non a causa di un presunto stupro.
2. Definire gli Han come minoranza del Xinjiang non credo sia corretto visto che nel 2000 erano oltre il 40% contro il 45% degli uiguri, e ad oggi sono probabilmete diventati maggioranza.
Cito da wikipedia: “La percentuale di cinesi di etnia Han sul totale della popolazione dello Xinjiang è cresciuta dal 6% del 1949 al dato ufficiale attuale del 40%. Questo dato non tiene conto del personale militare, dei loro familiari e dei molti lavoratori immigrati non registrati”.