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Alta tensione in Honduras: si va verso lo scontro armato?

Pubblicato: 13 lug 2009 da davide f.

Commenti dei lettori

honduras

Dopo giorni di tentate trattative e colloqui più o meno fatui sono tornati in Honduras i momenti dei proclami e delle minacce: il golpista e autoproclamatosi presidente Micheletti ha confermato che Zelaya non potrà fare rientro nel Paese “in nessun caso e che potrebbe al massimo ottenere l’amnistia se si mettesse totalmente a disposizione dei giudici”.

Inoltre Micheletti, dopo aver ribadito che le elezioni presidenziali si terranno il 29 novembre prossimo come programmato o addirittura ancora prima, ha accusato Chavez di essere l’ispiratore delle violenze che nei giorni scorsi hanno scosso il Paese, forse dimentico degli omicidi perpetrati dal nuovo regime in questi giorni nei confronti dei movimenti di protesta.

Non si è fatta attendere la risposta del presidente venezuelano che durante il suo settimanale impegno radiofonico ha detto che “questo è il momento della verità per Obama“, che deve confermare il cambiamento rispetto alla politica di Bush. Chavez imputa a Obama di essersi limitato a una condanna verbale del golpe hondureño.

Si prospetta quindi molto lungo il braccio di ferro fra il presidente de facto della dittatura hondureña Micheletti e il presidente democraticamente eletto Manuel Zelaya: finirà con lo scontro armato?

Immagine|Honduras en el mundo

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3 commenti

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  • boh1

    13 lug 2009 - 11:38 - #1
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    Secondo me si deve assolutamente mandare via micheletti e tutto il potere golpista in honduras…non si deve assolutamente creare un precedente in sud america che invogli e giustifichi altri personaggi del genere ad agire in modo analogo..
    E su questo credo non ci sia alcuna ombra di dubbio
    A quanto pare (e purtroppo) l unico che sta reagendo in modo consono alla situazione è proprio chavez. Forse se avesse un appoggio maggiore da parte della comunità internazionale e non fosse, come al solito, l unico a fare la voce grossa la questione si risolverebbe molto più velocemente e pacificamente.
    le indecisioni e la mancanza di sicurezza da parte della comunità internazionale sono linfa vitale per i golpisti e per la guerra civile.

  • zoe57

    13 lug 2009 - 12:05 - #2
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    il dialogo in Costa Rica è una tattica per prolungare il conflitto, una strategia per allungarlo e indebolire la resistenza

  • zoe57

    13 lug 2009 - 12:08 - #3
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    se gli usa sono fermi in difesa del governo legittimo perché sono praticamente gli unici a non aver ritirato l’ambasciatore da Tegucigalpa? Perché non fanno tutto il possibile in tema di pressioni economiche?” Se Micheletti resta al potere non è certo Chávez ma il governo di Barack Obama a giocarsi la faccia.