Il rapporto Openpolis e la velocità con cui si approvano le leggi


A chi gli ha chiesto come mai in tutti gli anni di governo non abbia fatto nulla di quanto sta promettendo in questa campagna elettorale, Silvio Berlusconi risponde immancabilmente che legiferare è difficile, che la Costituzione lega le mani al premier e che i tempi parlamentari per l'approvazione delle leggi sono troppo lunghi. Sarà davvero così? A rispondere ci pensa il Rapporto Openpolis "Camere Aperte" che contiene tutti i numeri della legislatura che si sta concludendo, tra presenze parlamentari, voti di fiducia e anche i tempi di approvazione delle leggi.

Da questo rapporto emerge una disparità eclatante: alcune leggi sono state approvate in meno di una settimana, per altre ci sono voluti quasi 1500 giorni, circa 4 anni. Da cosa dipende questa disparità? Come intuibile, dall'interesse che i parlamentari hanno verso quel determinato provvedimento, e l'elenco delle "leggi lepre" e delle "leggi lumaca", come le definisce il dossier, conferma senza dubbio questa teoria. La legge più veloce della legislatura 2008-2013? Quella proposta da Fabrizio Cicchitto per lo svolgimento del referendum 2009 sulla legge elettorale. Come in molti ricorderanno, i tre referendum si sarebbero dovuti tenere il 6 e 7 giugno in contemporanea con le elezioni europee, ma l'opposizione della Lega li fece slittare di due settimane. Per farlo, fu necessaria una legge ad hoc che spostava i termini previsti, che scadevano il 15 giugno. Anche per questo slittamento, i referendum che avrebbero permesso di abrogare il Porcellum non ottennero il quorum: per approvare la turbo-legge Cicchitto ci sono voluti solo 6 giorni.

Rapidissimi anche i tempi di approvazione nel 2010 del decreto salva-liste, studiato per permettere la riammissione alle Regionali del Lazio del Pdl, escluso per il ben noto pasticcio del "panino" di Alfredo Milioni (e un problema simile in Lombardia). La legge è stata approvata in soli 7 giorni, ma poi è stata bocciata dal Tar. 8 giorni sono stati invece necessari per la manovra correttiva 2011, l'ultima del governo Berlusconi, mentre la manovra Salva-Italia di Monti e Fornero ha impiegato 16 giorni. Tra le altre "leggi lepre", spicca anche uno dei provvedimenti ad personam per Berlusconi, il lodo Alfano (20 giorni).

Ben diverso il destino delle leggi-lumaca. Il triste primato spetta alla legge anticorruzione: la sorte di questo disegno di legge, presentato originariamente da Luigi LiGotti dell'Idv, ha attraversato quasi l'intero arco della legislatura, è passato per le mani di tre ministri della Giustizia e ha rischiato di non essere comunque approvato: 1456 giorni prima di ottenere il sì definitivo. È andata poco meglio alla legge su "usura e estorsione" presentata da Roberto Centaro di Coesione Nazionale: 1357 giorni. E poco importa chi presenta la legge: lo Statuto delle imprese, presentato da Pierluigi Bersani, ha impiegato 1283 giorni, mentre il riconoscimento dei figli naturali, presentato da Rosy Bindi e approvato in extremis lo scorso dicembre, "appena" 1259 giorni. Altra legge-soap, quella di Riccardo Levi (PD) che disciplina il prezzo del libro e gli sconti praticati dagli editori: 1140 giorni.

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