A poche ore dal primo sciopero organizzato dai dipendenti di Mtv Italia, spiegato nei giorni scorsi dai colleghi di tvblog.it, davanti a Montecitorio si riuniranno a partire dalle 17.00 gli uomini e le donne dello spettacolo per protestare contro i tagli previsti dal Governo sul Fus (il Fondo Unico per lo Spettacolo).
Stando a quanto scritto questa mattina su L’Unità dal critico cinematografico Alberto Crespi la riduzione di altri 130 milioni di euro potrebbe non garantire al cinema italiano la sopravvivenza.
Nell’editoriale Crespi, avvallando le dichiarazioni fatte dal regista Giuliano Montaldo, sostiene che la causa principale di questa crisi sia dovuta al sistema commerciale imposto dal Premier Silvio Berlusconi con le proprie televisioni.
Ma è proprio vero? Probabilmente no. Anzi. È vero il contrario. Stando ai tanti ragionamenti che puntualmente si fanno sui palinsesti estivi, nei quali vengono programmati i film che non potrebbero garantire alle reti generaliste share commercialmente validi, la cattiva condotta della televisione non a pagamento ha riavvicinato il cittadino al cinema.
Lo sa bene Ferzan Ozpetek che negli ultimi dieci anni si è spostato dai Bellissimi di Rete 4 alla grande distribuzione.
Chi di cinema vive, e spesso meglio di molti dipendenti statali, sa che si tratta di business. Matteo Garrone dopo Gomorra, sconfessando evidentemente il valore educativo del cinema a cui si appella Crespi, si dedicherà ad un progetto su Fabrizio Corona.
Domenico Procacci, come raccontato in un recente numero di Rolling Stone, calibra il tempo delle proprie interviste in proporzione della tiratura della testata che lo contatta. E così via.
The show must go on. A volte per raccontare il Truman Show. Altre per spiegare chi era Charlie Chaplin e perché i suoi Tempi Moderni sono stati considerati tali.
Charles Dexter Ward #8
20 lug 2009 - 10:51 - #1il cinema italiano pensi a fare film di qualità, non questa roba scritta da scimmie e interpretata da scimmie che c’è ora. che poi magari riesce a campare senza l’ausilio di mammà
Vercingetorige
20 lug 2009 - 11:02 - #2Minkiate e cinepanettoni… nn se ne sentirà la mancanza se ne fanno di meno…
ice
20 lug 2009 - 11:22 - #3@ #2
per michiate e cinepanettoni di soldi ce ne saranno sempre, anche perchè il gruppo mediaset è bene o male tra i produttori
quelli che si troveranno piu a rischio sono i porduttori indipendenti, quei pochi che cercano di fare film di qualità preferendoli ai botteghini
.
poi sotto sotto questo è un regalo alla mafia (vedi lettera di Provenzano a Dell’Utri)
meno soldi pubblici ci sono per pordotti di qiualità e meno rischi ci osno che salti fuori un lator Gomorra…..
Lea
20 lug 2009 - 11:28 - #4#3
mamma mia quanti luoghi comuni!
Albert1
20 lug 2009 - 11:29 - #5Adesso ti riconosco, o Molaschi !
Questo è un articolo, no quello de prima… ;)
Allora, secondo me il FuS non lo devono ridurre, lo devono proprio eliminare.
Cominciamo così.
Lea
20 lug 2009 - 11:29 - #6i cinepanettoni servono a fare cassa. e la cassa serve a sostenere i film “di qualità”.
poche ba.lle. il cinema serve tutto. e serve anche il cinema alla tv. ottima Rete4.
Albert1
20 lug 2009 - 11:30 - #7Denaro pubblico allo spettacolo = spettacolo politicizzato.
Da evitare. Come la peste.
ice
20 lug 2009 - 11:34 - #8adesso anche i cinepanettodi con incasso da 15 milioni di Euro hanno accesso ai contributi del fondo
basterebbe togliere questi e sarebbero già almeno 4-6 film per circa 3.5 milioni di E ciascuno risparmiati
.
cmq l’intento è chiaro: come con la carta stampata si tagliano i fondi pubblici, cosi tutit per lavorare dovranno lecccare la mano del padrone della pubblicità in italia
e guarda caso chi contorlla il mercato della pubblicità in italia con il monopolio del mercato pubblicitario televisivo e una buona fetta di quello sulla carta stampata!?!?!
senza contare le tv e giornali di proprietà bisogna considerare che publitalia veicola soldi anche verso giornali concorrenti (o cmq non di porprietà del Silvio& famiglia) e in questo modo ne esercita un forte potere
ice
20 lug 2009 - 11:36 - #9@ #4
ma certo Lea, qiuesti sono tutti luoghi comuni
come il fatot che i giornalisti italiani non abbiano il coraggio di fare domande scomode tanto che appena prende la parola un giornalista straniero subito pronti a parlare di complotto internazionale ai danni di Silvio e dell’Italia
Lea
20 lug 2009 - 11:37 - #10si ice sono luoghi comuni e lo sai.
OT dimmi, quell’avatar è il monte rosa? o il ruitor’ ;)
Albert1
20 lug 2009 - 11:38 - #11Mah… una volta esistevano dei produttori degni di questo nome che sapevano dove andarsi a trovare i soldi (oppure ce li avevano di loro, non per niente facevano i produttori).
O ancora si impegnavano pure le mutande pur di fare uscire un film. E poi venivano puntualmente ripagati dagli incassi. Ormai quello del cinema (e dello spettacolo in generale) è un altro mondo completamente “drogato”.
Lea
20 lug 2009 - 11:44 - #12il problema dei fondi negli aiuti nazionali al cinema, è reale e non rigurda solo l’Italia. Per troppi anni si sono finanziate produzioni che nulla avevano come potenziale commerciale, né come cosiddetti aspetti “artistici”. il discorso è veramente molto più ampio… magari stasera con un poì di calma e tempo ripasso….
Prestigiacomo
20 lug 2009 - 11:59 - #13Non si può vivere solo di cinepanettoni, il cinema italiano pensi a fare prodotti di qualità, e puntassero all’export.
fc77
20 lug 2009 - 12:00 - #14questi beccano i soldi e fanno un cesso dopo l’altro,sono anni che non si vede un bel film italiano in giro.
Albert1
20 lug 2009 - 12:03 - #15Lea: il discorso è più semplice di quanto sembri. Segui le linee del partito ? Ok, fai il film. Non le segui ? Ciao.
Cecchi Gori era l’ultimo: fatto fuori lui, non c’è più nessuno.
A me per esempio, sta immensamente sulle palle Placido, con tutta la Cattleya, che ha preso più soldi pubblici lui di chiunque altro.
Prestigiacomo
20 lug 2009 - 12:03 - #16Il cinema italiano DEVE a fare prodotti di qualità, sicuramente qualcosa andrebbe rivista, tuttavia non si può giustificare che ora come ora solo cinepanettoni e parodie e filmetti sull”estate.
fc77
20 lug 2009 - 12:05 - #17il mio mito??? il grande Albertone,dopo di lui il vuoto!!!!
Prestigiacomo
20 lug 2009 - 12:05 - #18Devo andare, ciao a tutte/i ed alla prossima, :-)))))
PeppezZz
20 lug 2009 - 12:43 - #19Per amor di Dio basta con i soldi pubblici all’editoria e ai filmmmmm. Co tante cose che si possono finanziare, danno più di un milione di euriiii al mastellone per la sua rivista il campanile, per non parlare del gruppo l’espresso, rizzoli, mondadori ecc ecc ecc… se li lavorino i soldiiiiiiiiiii altro che finanziamenti pubblici!!!! UN MILIARDO di eurooo per l’editoria, ma figurati se quelli li tagliano sti zozzoni!
Oltretutto gli italiani imparino a fare film belli e di successo, a parte le tette e i culi che si vedono nei film di desica e boldi, i film di qualità non se ne vedono. Per guardare qualche cosa di decente devi aspettare 3 anni che Benigni esce con un suo film! :D
fc77
20 lug 2009 - 12:44 - #20peppe, a me benigni non fa ridere.
PeppezZz
20 lug 2009 - 12:50 - #21A me piace da morire. A parte pinocchio che era proprio bruttino (quanto era bello quello con manfredi!!) gli altri mi piacciono parecchio. La vita e bella e la tigre e la neve mi son piaciuti davvero molto ;) che poi non sono dei film comici anzi ;)
Albert1
20 lug 2009 - 12:55 - #22Dopo “Berlinguer ti voglio bene” e “Il Minestrone” Benigni ha avuto un calo per me insostenibile. Se non avete visto quei due film non avete visto Benigni.
PeppezZz
20 lug 2009 - 14:29 - #23E beh mica tutte le ciambelle possono venire con il buco :D