Dopo essersi rilassato con il lancio inaugurale nell’80esima edizione della partita delle stelle di baseball al Busch Stadium di San Louis, Obama prova a scalare uno dei tabù più rigidi del capitalismo selvaggio made in U.s.a: la riforma della sanità. Michael Moore, tra i tanti, aveva tentato di spiegarlo nel suo ultimo lavoro, Sicko, di come funzioni la sanità negli Stati Uniti: no money, no cura.
Questa la formula che fa si che centinaia di milioni di persone siano senza diritti di accesso a cure mediche. Questo orrore sembra però rappresentare un vanto per tanti americani, che ogni qualvolta si parli di questa riforma vedono scatenarsi l’indignazione repubblicana e non solo. Anche questa volta si è ripetuto il tutto.
Michael Steele, chairman dei repubblicani, ha tuonato: “la riforma del presidente è socialista”, mentre Jim DeMint, il senatore ultraconservatore lancia l’appello: “Dobbiamo fermarlo su questo”. Come se avere diritto a cure sanitarie fosse un male. Di seguito la risposta di Obama, davanti ai giornalisti al Children National Medical Center.
“Anche se le famiglie americane sono state colpite da una spirale crescente di costi, le compagnie assicurative e i loro manager hanno continuato a fare profitti. Anno dopo anno abbiamo continuato a fare resistenza. Ma se non agiamo, e se non agiamo adesso, nulla potrà mai cambiare”.
Non sembra spaventato dai sondaggi, Mr Obama. Questa sì che è un’occasione per dimostrare che lui, la storia, la vuole davvero cambiare.
Immagine|Flickr
Pigi
21 lug 2009 - 11:58 - #1Gli statunitensi spendono per la sanità il 15% del PIL, contro il 10% degli europei, eppure vivono meno di noi.
La differenza la mangia tutta la struttura burocratica che vive intorno alla sanità: dalle assicurazioni agli avvocati che prosperano sull’enorme contenzioso.
Non è semplice, perché sono milioni di famiglie che ci vivono, dall’impiegato d’ordine al manager. Una sanità pubblica, che quindi fa a meno di questo cinque per cento, pone il grosso problema: dove va a finire tutta questa gente?
Obama dovrebbe pensare anche a questo, altrimenti la schiera degli avversari li recluta nelle sue file e lui non la spunta.
emanuele777
21 lug 2009 - 12:27 - #2Bè direi che tra avere tutta la sanità pubblica e non avere pagate nemmeno le cure più irrinunciabili una via di mezzo ci sta.
Finora in America è funzionato che se stavi crepando e non avevi un soldo ti lasciavano crepare, o restavi indebitato per il resto della vita. Se fai un viaggio negli USA guai a non avere un’assicurazione sanitaria, perchè capitasse (mi tocco) qualsiasi cosa poi ti arrivano a casa conti da migliaia di dollari.
Direi che almeno per le cose basilari un minimo di assistenza ci debba essere, senza venir considerati per forza socialisti
Mr Lorenz
21 lug 2009 - 12:59 - #3Gli USA alla fine del mandato Obama assomiglieranno alla Russia del 1970
Sanita’ e scuola pubblica, imprese e banche nazionalizzate, Stato iperinterventista, burocrazia stampo sovietico
E non perche Obama sia socialista, ma perche’ dopo aver pompato trilioni di $ per aiutare banche, imprese, pazzi che avevano stipulato mutui irreali, etc….reagiranno in maniera scomposta
Mr Lorenz
21 lug 2009 - 13:00 - #4E poi, il 10% e passa di disoccupati, che fai, li lasci senza assistenza sanitaria?
PeppezZz
21 lug 2009 - 13:03 - #5Uno dei pochi politici con le palle. Poco da dire. I suoi detrattori devono tacere ;)
Lea
21 lug 2009 - 13:13 - #6Obama vuole fare l’europeo….
Moderatore
21 lug 2009 - 15:36 - #7Cari lettori,
stiamo cercando di migliorare l’ambiente di conversazione del blog e per questo inizieremo a moderare non solo le offese palesi e plateali ma anche alcuni dei commenti più nocivi per l’atmosfera della community: quindi commenti senza motivazione alle opinioni, commenti negativi in maniera esagerata e gratuita, off topic e battibecchi tra lettori che non seguono il filo del tema e pensano di chattare in pubblico, cose dette mille volte che generano flame ormai noiosissimi, cose di questo genere.
Grazie per l’attenzione e buona lettura.
ice
21 lug 2009 - 16:04 - #8@ #1
qui non si parla dai 5% di occupati in piu ,ma 5% di pil
se negli USA un medico guadagna facimente 10 volte tanto quello che guadagna un nostro medico……
emanuele777
21 lug 2009 - 16:20 - #9# Moderatore
caro Moderatore, se il mio commento ti era parso offensivo o nocivo ti consiglio di trasferirti a Radio Maria
N1ghtm4r
21 lug 2009 - 19:40 - #10Finalmente qualcuno che sembra non abbia paura delle caste! Spero vada avanti così come ha iniziato, chissà che non ci sia qualcuno da noi che possa seguire il suo esempio
augustus
22 lug 2009 - 01:10 - #11Un post che sembra una conversazione da autobus. Complimenti.
“Piccole” correzioni da fare:
1)”Centinaia di miglioni”: la popolazione degli USA e’ 300 milioni. Quindi per “centinaia di milgioni” si include un minimo (dato il plurale) di 200 milioni. Di persone. Che, parlando di assenza di assicurazione medica, e’ una cifra folle, e appunto inventata. Negli USA, sono 45 milioni le persone che non hanno un’assicurazione sanitaria PRIVATA (quindi si esclude medicare). Di questi 45 milioni, si stima che almeno il 25 % faccia piu’ di 50 mila dollari l’anno, quindi perfettamente in grado di assicurarsi nel caso lo volessero (e qui c’e’ la prima differenza con l’italia: la possibilita’ di una scelta).
2)Gli USA non spendono il 15 % del PIL per la sanita’, bensi’ il 17% (2% e’ una cifra misurata in miliardi, quindi meglio non arrotondare).
3) L’assistenza base e’ garantita. Sempre. (Non mi portate Michael Moore come esempio perche’ e’ un film-documentario, e come tale ha la rilevanza come “prova” pari a zero. Si puo’ parlare per ore sugli esempi dove questo regista modifica e falsifica scene/discorsi a suo piacimento).
Per il fatto che l’assistenza di base e’ sempre garantita, ci sono esempi (come il sistema sanitario californiano) dove i costi stanno salendo in modo esponenziale. Una grandissima quantita’ di messicani ( e non) immigrati, non pagano le cure di base (all’ospedale di viene presentato il conto, poi se non te lo puoi permettere non sei obbligato a pagare. Di esempi da leggere ce ne sono a centinaia su internet, basta cercare.) Questo porta a un incremento nei costi sostenuti dagli altri pazienti che possono pagare, visto che l’ospedale deve coprire i costi. Nel caso in cui l’assistenza di base non ti viene fornito, parte la causa giudiziaria (altra differenza con il sistema sanitario italiano). Queste informazioni, oltre a trovarle su internet, mi sono state spiegate anche da un amico di famiglia che ha lavorato per 20 anni (ora e’ in pensione) in un ER a Sacramento (CA).
La questione principale e’ il diritto di scelta (pagare o no per un’assicurazione sanitaria). Un’assicurazione base negli USA costa poco piu’ di 100 dollari al mese (dipende sempre dal tipo di copertura, compagnia, ecc..). Molto meno della differenza di tasse che si paga tra Italia e USA, dove le tasse sono quasi irrisorie quando paragonate al nostro belpaese. Parlo per esperienza personale: sono uno studente universitario negli USA, e oltre ad avere l’assistenza di base coperta dall’universita’, ho un’assicurazione privata. Il costo e’ davvero risibile quando si paragona la quantita’ di soldi che si spendono in tasse in Italia, quindi il paragone tra i due sistemi neanche si puo’ fare. In america si stanno sollvendo questioni che in Italia neanche si affrontano, dove le tasse sono considerate come un qualcosa di odioso ma inevitabile. Nulla di piu’ lontano con la mentalita’ americana. E questo post su polisblog, dimostra con poche banalita’, quanto sia limitato il punto di vista dell’italiano medio, lontano dal poter criticare altri paesi considerando la situazione nella quale si trova.