Elezioni 2013: Beppe Grillo e i "20 punti per uscire dal buio"


Mentre prosegue il suo Tsunami tour, e lui progetta un ritorno in televisione nella fase finale della campagna, ieri Beppe Grillo ha pubblicato sul suo blog una "lettera agli italiani" in cui attacca i partiti e si appella alla capacità dei nostri concittadini di ribellarsi e riscoprirsi comunità.

L’Italia deve diventare una comunità, nessuno deve essere lasciato indietro. E’ intollerabile, inumano, vedere le file di esodati, sfrattati, disoccupati alle mense della Caritas mentre chi ha sprofondato il Paese nella miseria si muove con la scorta, l’auto blu, senza alcuna preoccupazione economica. I partiti sono i primi responsabili di questa situazione, hanno occupato lo Stato, lo hanno svenduto, spolpato da dentro. Ora, queste persone si presentano, grazie ai giornali e alle televisioni che controllano, come i salvatori della patria, proprio loro che l’hanno affossata, usata per i loro interessi.

Ma Grillo non chiede il voto, o meglio, lo fa a suo modo:

Io non chiedo il tuo voto, non mi interessa il tuo voto senza la tua partecipazione alla cosa pubblica, il tuo coinvolgimento diretto, se il tuo voto per il M5S è una semplice delega a qualcuno che decida al tuo posto, non votarci. Questo Paese lo possiamo cambiare solo insieme, non c’è alternativa. Usciamo dal buio e torniamo a rivedere le stelle. Lo Stato deve proteggere i cittadini o non è uno Stato, per questo va istituito il reddito di cittadinanza. Io sono Stato, tu sei Stato, noi siamo Stato. Riprendiamoci l'Italia.

E la lettera termina con 20 proposte, chiamate "20 punti per uscire dal buio".

    20 punti per uscire dal buio:

    1. Reddito di cittadinanza
    2. Misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa
    3. Legge anticorruzione


    4. Informatizzazione e semplificazione dello Stato
    5. Abolizione dei contributi pubblici ai partiti
    6. Istituzione di un “politometro” per verificare arricchimenti illeciti dei politici negli ultimi 20 anni
    7. Referendum propositivo e senza quorum
    8. Referendum sulla permanenza nell’euro
    9. Obbligo di discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese
    10. Unasolaretetelevisivapubblica,senzapubblicità,indipendentedaipartiti
    11.Elezione diretta dei parlamentari alla Camera e al Senato
    12.Massimo di due mandati elettivi
    13. Legge sul conflitto di interessi
    14. Ripristino dei fondi tagliati alla Sanità e alla Scuola pubblica
    15. Abolizione dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali
    16. Accesso gratuito alla Rete per cittadinanza
    17. Abolizione dell’IMU sulla prima casa
    18. Non pignorabilità della prima casa
    19. Eliminazione delle province
    20. Abolizione di Equitalia

Si tratta perlopiù di cavalli di battaglia di Grillo, qui però riuniti in un unico programma. Anche se il programma del Movimento 5 Stelle esisteva già, ed erano nelle 15 cartelle ancora oggi presenti sul sito del comico, questi 20 punti ne sono da un lato una sintesi, dall'altro un'evoluzione.

Nel programma non si parlava esplicitamente di Imu, mentre ora Grillo esplicita la volontà di abolire quella sulla prima casa. E non si può non notare come diverse proposte siano sovrapponibili a quelle di Berlusconi, che evidentemente sta cercando di pescare nello stesso bacino: non solo l'Imu, ma anche l'abolizione di Equitalia, l'abolizione del finanziamento ai partiti e – anche se il Cavaliere non l'ha confermato ufficialmente – il referendum sull'euro. E forse Grillo, allertato dall'insistenza del Cavaliere, ha pensato bene di mettere in chiaro questi 20 punti per rivendicarne la primogenitura.

Foto © Getty Images

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