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Divieti: zero alcol per i neopatentati e per i minori di 16 anni. Ovvero: la tolleranza zero all'italiana, parte seconda

Pubblicato: 23 lug 2009 da Giulio Mattioli

Commenti dei lettori


Nei mesi scorsi si è parlato più volte di un abbassamento delle soglie d’alcol per chi guida, giungendo perfino a suggerire una “soglia zero”. Di questi giorni la notizia che parte di quel disegno sembra destinato a realizzarsi: le nuove norme sulla sicurezza stradale approvate dalla commissione trasporti della Camera prevedono infatti un limite di 0,0 g./l. per i neopatentati.

Dell’insensatezza di questo inasprimento della legge parlammo qualche tempo fa, in occasione della notizia (apparentemente) contraddittoria di una riduzione dei fondi per l’acquisto degli etilometri. Partiamo dalla riflessione fatta allora, per arricchirla con nuovi elementi:

Lo schema d’azione è semplice: esiste una legge del tutto sensata, che viene sistematicamente trasgredita sul territorio per mancanza di controlli. A chi governa costerebbe tanto, in termini di risorse e di sforzo organizzativo, cercare di farla rispettare davvero. I ritorni in termini di consenso ed immagine, poi, sarebbero assolutamente incerti.

Ecco dunque una soluzione geniale: inasprire la legge. I ritorni mediatici e di consenso sono assicurati, anche se nel paese reale ben poco cambia, dal momento che la nuova norma non viene praticamente fatta applicare. Cambiare tutto perché nulla cambi: niente di più tipico per l’Italia.

Gli avvenimenti di questi giorni consentono di specificare la teoria della “tolleranza zero all’italiana” elaborata allora in varie direzioni. Vi propongo quindi due corollari:

Primo: il fatto che anche il PD abbia condiviso il provvedimento (dichiarando la sua soddisfazione) ci insegna che la nuova “politica dei divieti” è talmente redditizia (in termini di consenso) da rappresentare una tentazione irresistibile non solo per chi governa, ma anche per la principale forza di opposizione.

La domanda allora è: chi è al riparo da questo deleterio schema d’azione politico? Risposta: le forze minori, che sembrano essere le uniche a potersi permettere un maggior grado di razionalità:

In disaccordo Karl Zeller, deputato del Sudtiroler Volkspartei che aderisce al gruppo misto, e Angelo Compagnon dell’Udc che si sono astenuti, in particolare, per «l’inasprimento eccessivo delle pene» rispetto ad una «più rigida politica dei controlli»

Una conferma viene dalla vicenda milanese del divieto di consumo agli under 16 (che, come ha dimostrato ieri Repubblica, è già ora disapplicato nella realtà). Tra le poche parole sensate che ho sentito in questi giorni a questo proposito ci sono state infatti quelle del sindaco di Sesto San Giovanni Giorgio Oldrini (PD):

“Sono contrario alle grida manzoniane, ai provvedimenti che servono ad andare sui giornali per qualche giorno, ma che poi sono inapplicabili. Sono proprio curioso di verificare se e quanti agenti della Polizia locale o delle Forze dell’Ordine si dedicheranno a questo tipo di attività repressiva, girando bar per bar, pub per pub e ristorante per ristorante”

Sembra insomma che per sfuggire alla logica perversa del consenso senza governo che anima la “tolleranza zero all’italiana” sia necessario essere ai margini dello scenario politico: rappresentante di un partito minore o sindaco di un Comune periferico. Altrimenti è difficile resistere alla tentazione di inasprire una legge, di vietare qualcosa in più.

E qui veniamo al secondo corollario: la logica del divieto genera consenso perché piace alla gente, ma è soggetta ad inflazione. Ed ecco dunque scattare la rincorsa tra i vari partiti ed enti a chi vieta di più, più cose, più a lungo, da un’età più bassa.

Prendiamo ad esempio la reazione del sindaco di centrodestra di Opera Ettore Fusco (tristemente noto anche per la vicenda del rogo del campo nomadi di qualche tempo fa), che si è vantato con Repubblica di aver emanato un’ordinanza ancora più restrittiva:

“Di fatto vieta il consumo in piazza di alcolici ai minori di anni 18, e addirittura ne vieta la vendita per l’asporto, insieme a qualsiasi altra bevanda analcolica (sic) dalle 17 sino all’orario di chiusura in due piazze del paese che ultimamente creano qualche problema di ordine pubblico. I cittadini non potranno inoltre soffermarsi in modo da intralciare o disturbare il passaggio e infastidire la quiete pubblica nelle ore serali”

Come si vede, la logica inflattiva della politica dei divieti può portare a proibire perfino un’aranciata in piazza. Che fare allora? La sola chiave per uscire dalla spirale, paradossalmente, è nelle mani dei cittadini.

Fin quando gli elettori infatti accetteranno con gioia ogni inasprimento legislativo accompagnato da tagli di fondi per le forze dell’ordine e riduzione di controlli, è difficile che i partiti da soli decidano di astenersi da un gioco tanto facile e redditizio.

Mai come in questo caso, quindi, gli italiani finiscono per avere la politica che si meritano. Con buona pace di quanti preferirebbero essere governati per davvero, piuttosto che blanditi a scopi elettorali.

Foto | Flickr.

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12 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Charles Dexter Ward #8

    Charles Dexter Ward #8

    23 lug 2009 - 08:40 - #1
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    a me, scusate, sembra veramente una qagata quella di sperare che un diciottenne non beva alcool

    nemmeno troppi mesi fa, la meloni si era resa protagonista di una serie di iniziative volte a scoraggiare la guida da ubriachi tra i giovani, perché non potenziare cose di quel genere, anziché buttarla su un irrealistico proibizionismo?

  • Profilo di ice

    ice

    23 lug 2009 - 08:44 - #2
    0 punti
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    la soglia zero è assurda per 2 motivi:
    1_va oltre le capacità tecnica degli strumenti usati oggi per il rilevamento
    2_l’alcool è molto volatile, tanto che in massima parte passa nel sangue già a livello gastrico e non intestinale, questa volatilità gli permette di essere espulso dal nostro organismo anche tramite la respiranzione, ma allo stesso modo tramite la respirazione in presenza di alte contentrazini lo stesso alcool finirebbero nel sangue: capiterebbe cosi che il giovanotto rimasto sobrio per poter guidare e riaccompagnare a casa i 4 amici che si sono ubriacati risulterebbe ad un controllo con tracce di alcool nel sangue tracce minime, ma che cmq non sono compatibili con un progetto di tolleranza zero
    che ancora una volta mostra nella sua assurdità enormi limiti

  • Profilo di Vercingetorige

    Vercingetorige

    23 lug 2009 - 08:59 - #3
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    w l’assurdità….

  • Profilo di Marenzio

    Marenzio

    23 lug 2009 - 09:03 - #4
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    @2
    Non solo, basta pensare che anche l’aceto ed alcuni alimenti piccanti contengono una minima quantità di alcool, oltre a tutti gli alimenti cucinati con vino o birra…

  • Profilo di alc0r

    alc0r

    23 lug 2009 - 09:11 - #5
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    Il problema di queste assurdita’ riguardo all’alcool e’ che in molte zone si riversano sui ristoratori e sui produttori (di vino, ad esempio), che in alcune zone rappresentano un’importante economia. Io sono originario delle Langhe, terra di magnifici vini come il Dolcetto, la Barbera, il Barolo, etc etc… adesso non puoi neanche andare al ristorante e berti in santa pace una bottiglia di questo nettare (e dalle mie parti sono abituati tutti a bere abbastanza tanto) perche’ fuori c’e’ lo str0nz0 di m@resci@llo che ti fa il palloncino… I ristoratori sono inc@zz@ti neri perche’ se prima in una cena si consumavano 3/4 bottiglie adesso se ne consuma a malapena una… e i produttori sono ancora piu’ inc@zz@ti perche’ non vendono piu’ ai ristoratori… E in una zona in cui l’enogastronomia e’ un’entrata economica fondamentale questo e’ grave…

  • VOTANTONIO

    23 lug 2009 - 09:17 - #6
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    I GIORNALISTI JENE…SONO QUELLI CHE VOGLIONO IL CALDO AFRICANO X DIRE :NELLE CITTA’ SI SOFFOCA…DICO IO!… CARI DIRETTORI DI VARI TG. SE FA CALDO, COMPRATEVI UN VENTILATORE, E TOGLIETEVI DALLE PALLE!!!!!!!!!!!!!!

  • Profilo di fc77

    fc77

    23 lug 2009 - 10:07 - #7
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    votantonio,che dici??? ventilatori ,giornalisti….boh!!!!

  • Profilo di fc77

    fc77

    23 lug 2009 - 10:08 - #8
    0 punti
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    cosa significa x i neopatenti,un mese un anno???

  • Profilo di alc0r

    alc0r

    23 lug 2009 - 10:45 - #9
    0 punti
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    @fc77: si e’ considerato “neopatentato” per i primi 3 anni…

  • Robert Bluesh

    23 lug 2009 - 11:07 - #10
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    Fabbricare automobili che non superino i 120/130 km/h sarebbe davvero utile per prevenire gli incidenti più gravi. Se però si inneggia al “da zero a cento in 2 secondi”…

  • Profilo di Pierpyx polisblog

    Pierpyx polisblog

    23 lug 2009 - 12:03 - #11
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    siccome la proposta la vedo inaccettabile in quanto proibizionista invece che educativa, io vado oltre e nell’articolo propostoci noto un gran bel paio di cosce!

  • Profilo di MagoG

    MagoG

    23 lug 2009 - 12:45 - #12
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    Con il proibizionismo si è sempre ottenuto l’effetto contrario a quello voluto. La storia insegna.
    E anche senza andare andare tanto indietro con gli anni, alzare a 16, 18, 21 anni l’età legale per il consumo di alcolici non impedirà né diminuirà l’uso di alcoloci tra i minori. Basti guardare all’America, dove i ragazzi risolvono il problema facendo comprare 50 galloni di birra al fratello-amico-sconosciuto a caso, riempiono il bagagliaio del Suv e vanno a sfondarsi nei parcheggi, al lago ecc.
    E’ sull’educazione che si dovrebbe agire. Questo tipo di ragionamenti faciloni sono tipici di chi pensa di risolvere ogni problema a forza di repressione legislativa, aumentando così il gusto di “ribellione” insito nell’essere giovani.

    @Robert:

    Gli incidenti mortali si fanno anche a 60 all’ora, il problema non è la velocità ma lo stato mentale di chi guida, e di conseguenza il modo in cui lo fa.