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Der Spiegel: si rischia una generazione di disoccupati. E in Italia chi ci pensa?

Pubblicato: 27 lug 2009 da Giulio Mattioli

Commenti dei lettori


Leggere i media stranieri è interessante non solo quando si occupano direttamente del nostro paese (per quello c’è la nostra rubrica rassegna stampa estera), ma anche quando affrontano temi che vengono in un modo o nell’altro sottovalutati da dalle nostre parti.

Ad esempio l’edizione internazionale del tedesco Der Spiegel si è recentemente occupata con intelligenza di un tema stranamente (e colpevolmente) ignorato nel Bel Paese: quello della disoccupazione giovanile, che rischia di avere drammatiche conseguenze sulla cosiddetta “generazione Y” (quella nata tra il ‘79 e l’89).

I decisori politici sono preoccupati che una prolungata disoccupazione colpisca la capacità di un’intera generazione di essere competitiva sul posto di lavoro. Quando l’economia finalmente si riprenderà, molti degli under 25 saranno diventati over 25, e concorrenti più giovani saranno alle loro calcagna nella competizione per occupazioni da ingresso nel mercato del lavoro.

Da qui la grande paura: i membri della generazione Y in Europa subiranno la stessa sorte della “generazione perduta” giapponese - giovani diventati maggiorenni durante la rovinosa recessione degli anni ‘90 ma a cui sono mancate le abilità per trovare buoni lavori anche dopo che l’economia ha ripreso vigore. Se questo accade, il continente dovrà faticosamente fare i conti con un gran numero di giovani disoccupati. Le violente proteste dell’inizio di quest’anno nell’Europa dell’est, dovute alle schifose prospettive occupazionali hanno reso i politici acutamente consapevoli dei problemi sociali emergenti

L’articolo prosegue illustrando alcuni vantaggi della condizione giovanile in Europa rispetto agli Stati Uniti, anche se, visti da vicino, anche essi possono in realtà non apparire così gradevoli:

I giovani europei hanno più probabilità di restare con Mamma e Papà dei loro omologhi americani, e perciò risulta per loro più facile riuscire a sbarcare il lunario mentre cercano un lavoro. In Spagna, ad esempio, più di metà degli under 30 vive ancora a casa. Ma questo ha fatto poco per alleviare le pene della crisi per molti spagnoli

Lo Spiegel parla di Spagna, ma avrebbe tranquillamente potuto citare al suo posto l’Italia: anche se non c’è stato un tracollo comparabile del settore immobiliare, il nostro paese è infatti storicamente in cima alle classifiche europee per tassi di disoccupazione giovanile e per ritardo dell’uscita di casa.

Una situazione che si combina con un (non) sistema di welfare che va a tutto profitto di adulti ed anziani, e non dà pressoché nessun sostegno ai giovani, a cui non resta che il rifugio nella famiglia. In questo contesto, la crisi non può che portare ad un inasprimento della condizione giovanile.

L’ha spiegato bene Emilio Reyneri quando, nell’intervista che abbiamo realizzato con lui proprio su polisblog, ha commentato le affermazioni del Ministro Sacconi, il quale aveva giustificato la scelta del governo di concentrare le risorse aggiuntive per il welfare sugli adulti argomentando che “per i giovani la crisi porterà una ventata di responsabilità“:

“In questo momento stiamo assistendo a numerosi fenomeni di crisi sociale: uno di questi è che moltissimi di giovani che erano usciti di casa stanno disdicendo l’affitto per tornare a vivere coi genitori. D’altra parte, un collaboratore che riceve 800 euro dal governo come una tantum per il licenziamento cos’altro può fare? Si verificherà quindi un’ulteriore accentuazione dell’uscire tardi di casa: in questo senso altro che “ventata di responsabilità”! E’ proprio in questo modo che costruiamo una generazione di giovani ancora più de-responsabilizzati”

Dev’essere per questo che i laureati italiani, come ha mostrato recentemente una ricerca, sono tra i più pessimisti d’Europa. Ad ogni modo, l’unica cosa ancora più grave delle affermazioni del ministro è il silenzio che generalmente circonda la questione giovanile in Italia, che si colloca sistematicamente all’ultimo posto tra le preoccupazioni di partiti, sindacati e media mainstream.

E gli italiani? Non sembrano essere molto migliori. In una società familista, decadente e gerentofila come quella italiana la vulgata popolare rappresenta infatti i giovani come bamboccioni e fannulloni, in sintesi come “causa del proprio mal che dovrebbe piangere se stessa“.

In quest’ottica la disoccupazione giovanile non sarebbe che la conseguenza della scarsa forza di volontà, delle pretese non abbastanza umili e del carattere generalmente viziato e smidollato della “gioventù d’oggi”, in un discorso che mescola paternalismo, rimpianto dei “bei tempi andati”, senilità varie e psicologismi d’accatto.

Si tratta del tipico processo della stigmatizzazione, per cui la minoranza discriminata (questo sono i giovani nell’Italia di oggi) si ritrova colpevolizzata delle stesse discriminazioni che la colpiscono. E - come in ogni caso di stigmatizzazione che si rispetti - non farete fatica a trovare il giovane parla come un vecchio e disprezza la propria generazione, dimostrando in questo semplicemente di aver accettato lo stigma.

Il fatto è che il nostro è un paese sempre pronto a commuoversi e a entrare in subbuglio per ogni nuovo cassaintegrato (che ha a ben vedere la sfortuna di ricevere quei sostegni che alla maggior parte dei giovani vengono negati) e per ogni anno di lavoro in più da accumulare prima della pensione, ma che non riesce a trovare un briciolo di compassione né di volontà riformatrice per i suoi ventenni.

E questo la dice lunga sullo spirito di questi tempi, a sud delle alpi.

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11 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Mr Lorenz

    Mr Lorenz

    27 lug 2009 - 09:14 - #1
    1 punto
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    La “generazione perduta” giapponese ha subito anche una fase di 10 anni di ripresa fiacca e crescita limitata a seguito della crisi (cosa che accadra’ a mio parere anche in Italia).
    Inoltre….ahime’…la maggior parte degli Italiani non e disposta a emigrare in Europa ed e’ una colossale perdita di opportunita’.
    Io sono di Sx, ma dico da 10 anni che gli ammortizzatori sociali andrebbero smantellati e ricostruiti tenedo a mente l’UK….assegni o sussidi di disoccupazione e flessibilita’ vera del mercato del lavoro.
    Magari si arriva a punte di disoccupazione oltre le 2 cifre, ma poi con la ripresa si ritrova piu’ facilmente un impiego. E le eccellenze vengono premiate senza livellare gli stipendi verso il basso.
    Ma il governo attuale e’ troppo preoccupato di perdere consensi, quindi non lo ha fatto per 7 anni e non lo fara’ nei prossimi 3. A meno che SB non si faccia da parte…….

  • Profilo di Lea

    Lea

    27 lug 2009 - 09:46 - #2
    -2 punti
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    Giulio, perché non emigri all’estero se l’Italia ti fa tanto schi.fo?

  • Profilo di Saint-Ex

    Saint-Ex

    27 lug 2009 - 10:11 - #3
    3 punti
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    @Lea
    Complimenti! Un commento che trasuda maturità in un post dedicato ai problemi dei ventenni….brava!

  • Profilo di Prestigiacomo

    Prestigiacomo

    27 lug 2009 - 10:23 - #4
    0 punti
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    Si rischia davvero questo, sono stato appena appiedato, dalla crisi, :-(((((

  • Profilo di Saint-Ex

    Saint-Ex

    27 lug 2009 - 10:50 - #5
    0 punti
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    Non siamo disfattisti Presti! OTTIMISMO ci vuole OTTIMISMO!!! CRIBBIO!!!!!

  • Profilo di Prestigiacomo

    Prestigiacomo

    27 lug 2009 - 10:53 - #6
    0 punti
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    Saint:

    Speriamo che a settembre si riparta, è dura senza dinari, l’unica cosa positiva è che ho un mese di vacanza, e spero che sia solo 1 mese, m€rd……!!!!!!!!!!!!!

  • Profilo di Steve Robinson Hakkabee

    Steve Robinson Hakkabee

    27 lug 2009 - 11:03 - #7
    0 punti
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    Forza Presty… spero ti si risolva tutto entro settembre…

  • Profilo di Prestigiacomo

    Prestigiacomo

    27 lug 2009 - 11:16 - #8
    0 punti
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    Grazie Steve, spero di trovare qualcosa a settembre.

  • Profilo di ice

    ice

    27 lug 2009 - 14:08 - #9
    0 punti
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    oppure chiedi a Lea, la sua fiorente attività è un esempio per il sistema paese di come la crisi esista solo nella mente dei comunisti…..
    .
    contrariamente alle ottimistiche quanto infondate previsioni del governo le imprese anche grosse che sono sull’orlo del fallimento sono molte piu di quelle che si pensi
    Molte stanno lavorando sottocosto per limitare i danni rispetto a personale che cmq
    non possono/vogliono mandare in cassa integrazione anche permotivi di immagine
    altre stno inziando a talgiare la presenza in mercati potenzialmente enormi, ma adesso immobili (ex repubbliche sovietiche dell’asia centrale che aspettano un rialzo dei consumi e del prezzo del petrolio per un novo boom economico

  • Profilo di Lea

    Lea

    27 lug 2009 - 20:34 - #10
    -1 punto
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    Saint-Ex(upéry)

    scusa, ma quale altro tono avrei potuto usare con chi mi porta ad esempio un settimanale tedesco e fa un j’accuse al vuoto? perché Giulio non se la prende con il suo amico De Benedetti che preferisce parlare di gossip? oppure con Franceschini?
    poi, sinceramente, la descrizione che fa della società italiana è veramente assurda: per questo gli ho consigliato di emigrare.

  • Profilo di Lea

    Lea

    28 lug 2009 - 13:29 - #11
    0 punti
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    “Il fatto è che il nostro è un paese sempre pronto a commuoversi e a entrare in subbuglio per ogni nuovo cassaintegrato (che ha a ben vedere la sfortuna di ricevere quei sostegni che alla maggior parte dei giovani vengono negati) e per ogni anno di lavoro in più da accumulare prima della pensione, ma che non riesce a trovare un briciolo di compassione né di volontà riformatrice per i suoi ventenni. ”

    su questo sono pienamente d’accordo.