Consiglio Europeo 8 febbraio: ancora stallo sulla nuova bozza di bilancio


Continuano le trattative per l'approvazione del QFP (Quadro Finanziario Pluriennale), il "bilancio" dell'Unione Europea, ma l'accordo resta lontano. Dopo il pessimismo di ieri, dettato dalla distanza tra le posizioni in campo, la nuova bozza presentata stamane dal presidente del Consiglio Europeo Van Rompuy dopo una notte di lavoro ha incontrato nuovamente l'opposizione di molti membri dell'Unione.

La nuova bozza prevede un tetto complessivo di spesa di 960 miliardi di euro per gli impegni e 908,4 per i pagamenti effettivi. Rispetto alla bozza di novembre sono stati tagliati oltre 10 miliardi (per la prima volta l'Ue riduce il proprio bilancio), una cifra che virtualmente dovrebbe accontentare sia i paesi che invocano maggior rigore, sia quelli preoccupati per il taglio di fondi per la coesione e per l'agricoltura, oltre che per la crescita, la ricerca e lo sviluppo. Ma la sessione plenaria del Consiglio, che comincerà alle 13 dopo essere stata rinviata, non vedrà i paesi membri concordi sull'approvazione. Il presidente del Parlamento Europeo, il socialista tedesco Martin Schulz, ha dichiarato:

Non posso immaginare che il Parlamento europeo approvi un bilancio che crea deficit, perché ciò è illegale


Schulz si riferisce alla differenza di oltre 51 miliardi tra stanziamenti e liquidità. Gli fa eco il capogruppo del PPE Joseph Daul ("Con queste cifre e se non ci saranno cambiamenti, il Ppe dice 'no'"), e a questo punto il cammino della bozza diventa ancora più impervio, avvicinando il rischio di fiscal cliff anche per l'Europa.

Nella bozza ci sono novità interessanti per l'Italia: il saldo netto migliora di 500 milioni di euro pur restando in negativo (4 miliardi per il settennato 2014-2020). Inoltre sono stati stanziati 1,5 miliardi di euro per le regioni meno sviluppate.

È però sui tagli che si concentrano le critiche: tagli che riguardano soprattutto crescita, infrastrutture, innovazione e ricerca. Su questo capitolo di spesa sono stanziati 125,69 miliardi contro i 164,31 richiesti dalla Commissione Europea. In particolare, rispetto alla bozza di novembre, il capitolo 'Connecting Europe', per la realizzazione di infrastrutture nel settore dei trasporti, delle reti e dell'energia, perde oltre 11 miliardi. Altri tagli riguardano gli Esteri, con 2 miliardi in meno per l'Alto Rappresentante Catherine Ashton. In aumento i fondi per l'agricoltura, che salgono da 372 miliardi 229 milioni a 373 miliardi 479 milioni. Sei miliardi di euro di fondi invece per la disoccupazione, a cui potranno accedere i Paesi dove il tasso di disoccupazione giovanile supera il 25%, quindi anche l'Italia.

Foto © Getty Images

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