Due giorni dopo il breve ritorno di Zelaya in Honduras (qui sopra nel video di Telesur), e a poche ore dalla liberazione di Rafael Alegria, dirigente del movimento contadino Via Campesina, sequestrato da parte dell’esercito golpista, sono forti gli interrogativi sulle prossime mosse di Zelaya.
I golpisti continuano nella mattanza e militanti pro Zelaya continuano a morire, ed è anche per questo che il presidente ha voluto rischiare rimettendo piede in patria: non può più aspettare. Ciò che lascia sconcertati è la reazione degli Stati Uniti: dopo la condanna del golpe nulla è stata fatto di concreto, se non esprimere perplessità sul gesto di ritorno di Zelaya.
La domanda è: il governo Usa guidato da Obama è veramente contro il colpo di stato? Perchè a parole sembra di si, con i fatti pare proprio di no.
Se aggiungiamo poi che il generale Romeo Vázquez, capo di stato maggiore dell’esercito honduregno dal quale il golpe in Centroamerica ha avuto inizio, e che ha minacciato di morte Zelaya, sarebbe arrivato due giorni fa a Miami…
In Honduras decine di persone continuano a morire assassinate, e la popolazione è in fermento. Gli Stati Uniti dovrebbero scegliere da che parte stare, prima di tutto il presidente Obama, per capire se l’inversione di tendenza promessa a livello politico anche fuori dagli Usa sono solo parole vuote o è una vera volontà di cambiamento.
ice
28 lug 2009 - 11:21 - #1gli USA di oggi non sono piu quelli di Bush
non c’è piu appiattimento dei piani del governo sugli interssi del multinazionali e delle lobby
lo dimostra il progetto di nazionalizzazione della sanità
quindi sicuramente le multinazionali USA appoggiano Micheletti
resta da capire la posizione del Governo, ufficiale ed ufficiosa
Vercingetorige
28 lug 2009 - 12:04 - #2@1
bravo beota.. i fatti stan dimostrando il contrario di quanto dici. a parole son tutti bravi, ma i fatti..? qua se ne stanno prettamente lavando le mani.
Lea
28 lug 2009 - 12:20 - #3Obama continua a tentennare, come ha fatto fin’ora in politica estera. Nulla di nuovo sotto il sole….
BOH1
28 lug 2009 - 14:21 - #4@2 sì infatti meglio un presidente dichiaratamente e palesemente devoto alle multinazionali petrolifere, delle armi e all idea di un istruzione e sanità come unici privilegi dell oligarchia americana, piuttosto di chi mette in dubbio tali meccanismi ed ideali..Insomma un po come con berlusconi e di pietro..di pietro linciato per alcuni appartamenti , in nome della correttezza e giustizia..berlusconi osannato e lodato con le sue galassie off shore, la p2, il monopolio illeggale (ad oggi) chiuso e protetto con leggi ad personam, corruzioni e quant altro…insomma quando la coerenza e il buon senso se ne vanno al pascolo, rimane solo il buon vecchio fanatismo calcistico, sciocco ma soprattutto infantile di bambinoni cresciuti..
Obama ha condannato il golpe e ha sospeso alcuni programmi di cooperazione internazionale , cosa che i golpisti non si aspettavano di certo. Ma è ovvio che gli USA devono fare di più , molto di più . Questo temporeggiare è linfa vitale per i golpisti che attendono lo spegnimento dei riflettori.
L unico che si sta comportando seriamente in questa situazione è quel “dittatore cattivone orribile mangia bambini anticristo” di chavez che ha chiuso qualsiasi relazione ma soprattutto chiuso il rubinetto del petrolio..ma ovviamente che non si sappia in giro..(parlo in italia ovviamente..)
augustus
28 lug 2009 - 16:27 - #5Vercingetorige
I fatti dimostrano il contrario?
In quanto a politica estera, credo che il cambiamento ci sia stato (ed e’ stato ampiamente criticato, come succede sempre quando si spostano poteri scomodi della politica):
Iran: con Obama il governo USA ha aperto il dialogo. Cosa essenziale per iniziare un qualsiasi tipo di relazione. Sotto il governo Bush, era vietata una qualsiasi relazione diplomatica con l’Iran.
Stesso discorso con Cuba (dove mi sembra ci sia stato il cambiamento piu’ vistoso, almeno qui negli USA, dove Obama e’ stato criticato per aprirsi tanto a dei “nemici” storici).
Cambio nelle relazioni con la Cina: oltre a una cooperazione sul piano ambientale (gli USA e la Cina hanno iniziato relazioni per la cooperazione ambientale al di fuori del G8(+ stati). Cosa che non era stata neanche presa in considerazione da Bush (visto che in materia di ambiente non ha fatto quasi nulla).
La diplomazia in politica estera degli Stati Uniti e’ cambiata in modo radicale (e questa e’ la sensazione qui in america, ed e’ parte dei motivi per la quale e’ stato eletto Obama, quindi lontano dall’essere spiacevole).
Quanto alla situazione in Honduras, non commento sulla reazione americana (visto che non sappiamo neanche lontanamente come sia la situazione diplomatica tra questi paesi, quindi inutile specularci sopra), ma rimango perplesso dalla reazione italiana:
se gli USA intervengono sul piano politico nella situazione in Sud America, sono dei cattivi guerrafondai che inseguono i loro interessi. Se non fanno nulla la gente li critica per…..non aver fatto nulla?
Il complesso d’inferiorita’ dell’italia(ed Europa) gioca brutti scherzi…..