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Ru486: cosa cambia col Mifepristone

Pubblicato: 31 lug 2009 da V.

ru 486 cosa cambia

Da ieri, la Ru486, una conquista assolutamente scontata per le donne di tutta Europa - in parte anche Africa - Stati Uniti, Sudamerica, è approvata anche in Italia. Nella Comunità Europea, solo Irlanda e Polonia - paesi “bianchi”, come una volta lo erano le regioni del nordest da noi - mantengono ancora il divieto sulla pillola abortiva.

Ieri Giovanni Molaschi ci ha raccontato bene di come la rapidità, e la relativa assenza di dubbi etici e paure baciapilesche - tipiche di un Paese dalla doppia, tripla, quadrupla morale come il nostro - possa far venire qualche dubbio su un eventuale conflitto di interessi tra il Ministro Sacconi, e la moglie.

Poco importa: una conquista per le donne, anche se arrivata per vie quantomeno dubbie. Ma di nuovo: a chi importa di un presunto conflittino di interessi, quando e nessuno importa del conflittone? E per una volta: evitiamo di tenere conto di quanto scrivono i quotidiani che tengono la linea editoriale dettata da una stato estero, evitiamo di ascoltare le associazioni di categoria di questo stato estero, e vediamo cosa cambia con la Ru486.

Foto | Flickr

Il comunicato dell’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, risale a circa sette ore fa, vi chiarisce tutto: lo trovate su questo link al sito dell’agenzia. Dai ieri quindi il Mifepristone è legale. Cosa cambia per una donna che si trova costretta ad abortire, tra i miliardi di dubbi, paure, angosce, che comunque avrà? Cambia che si soffre meno, principalmente, ma resta il fatto che abortire non diventa affatto una passeggiata di salute, come vorrebbero farvi credere.

Se volete leggere qualcosa a riguardo, il sito del Servizio Sanitario Regionale dell’Emilia Romagna, spiega per filo e per segno che non è “la pillola della morte”, o “l’aborto a domicilio”, come molti commentatori con poca sensibilità l’hanno bollato. Volendo, ci sono anche gli step e la timeline di come avvenga un’operazione “classica”.

Qual è la sua efficacia (della Ru486 - Mifepristone, ndr)?
L’efficacia della associazione di mifepristone/misoprostolo nell’indurre l’interruzione di gravidanza è uguale a quella dell’aborto chirurgico. Gli studi che sono stati effettuati hanno mostrato che non ci sono differenze fra aborto medico e chirurgico per quanto riguarda la percentuale di fallimenti (cioè di gravidanze che proseguono) quando l’aborto farmacologico è attuato precocemente. La percentuale di aborti completi è molto elevata (94%-96%) se l’associazione viene utilizzata entro il 49° giorno dalla data del primo giorno dell’ultima mestruazione. Oltre questo limite, la sua efficacia comincia a diminuire.

Che differenza c’è rispetto a un aborto chirurgico e quali rischi comporta?
L’aborto farmacologico ha gli stessi effetti collaterali di quello chirurgico. Si possono verificare quindi dolori addominali, nausea, vomito, diarrea, cefalea, febbre o brividi, che solitamente si risolvono spontaneamente. Sono inoltre stati segnalati rarissimi casi di infezione sistemica (sepsi): in questi casi è necessaria una terapia antibiotica. Con l’aborto medico non ci sono i possibili rischi legati all’anestesia o quelli di lesioni all’utero. Tuttavia, nei rari casi in cui rimane del materiale all’interno dell’utero (cioè quando l’aborto non è completo) è necessario eseguire una revisione della cavità uterina, un intervento simile al metodo chirurgico.

La differenza, tra aborto medico - la Ru486 - e l’aborto chirurgico, è principalmente sul fronte dell’invasività dell’intervento. Sul piano morale, etico, personale, resta tutto assolutamente identico. Chi si trova davanti alla scelta di abortire, soffre: fine, non è che ci sia molta scelta. Stai male.

Solo, ora, chi si trova costretto in una situazione del genere, potrà - personale medico obiettore permettendo, siamo in Italia, ricordiamocelo: il giorno che i Testimoni di Geova si organizzano ciellinamente, ci troviamo col medico che non ti fa le trasfusioni - scegliere di provare meno dolore. Una conquista, arrivata in ritardo e forse col trucco: ma una conquista per le donne.

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49 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Lea

    Lea

    31 lug 2009 - 11:07 - #1
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    Buon pezzo Molaschi, che condivido tranne che per le valutazioni personali espresse nell’ultimo paragrafo. Personalmente non sono affatto convinta che si tratti di una conquista per la donna. Anzi.

  • Profilo di alc0r

    alc0r

    31 lug 2009 - 11:42 - #2
    2 punti
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    Ottimo pezzo, condivido in pieno
    Vedo che il mio esempio sui Testimoni di Geova nei commenti del post di ieri ha dato spunto… ;D

  • Profilo di fc77

    fc77

    31 lug 2009 - 12:16 - #3
    -1 punto
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    a me la pillola non scende giù,neanche con lo zucchero.

  • Profilo di Charles Dexter Ward #8

    Charles Dexter Ward #8

    31 lug 2009 - 12:46 - #4
    -4 punti
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    scusa, ma una differenza morale tra un’aspirazione e una pillola abortiva c’è ed è abissale, specialmente se sei un medico

    quando tu, medico, fai un’aspirazione, servi la tua paziente in una struttura attrezzata e competente, quando le prescrivi una pillola la esponi al rischio di abortire da sola in casa senza nessuno che l’assista - e questo, è inutile dirlo, è in pieno contrasto con il giuramento di ippocrate

  • Profilo di Giangius

    Giangius

    31 lug 2009 - 13:21 - #5
    0 punti
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    L’unica cosa che si può dire, ogni donna saprà cosa fare, che sia giusto o sbagliato, ognuno ha il libero arbitrio. Una scelta da fare.
    Se sarà quella sbaglia soffrirà, e portera il peso di una morte per tutta la vita. Ogni donna è libera, non potrò mai immaginare come si possono sentire di fronte a questa scelta. (spero di non assistere MAI a questa scelta).

  • Profilo di Charles Dexter Ward #8

    Charles Dexter Ward #8

    31 lug 2009 - 13:29 - #6
    -3 punti
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    none, non ci arrivate proprio

    il punto è: se un modo implica l’assistenza medica e un’operazione in una struttura ospedaliera e l’altro metodo no, uno dei due metodi è sbagliato: o l’aspirazione che richiede impiego inutile di personale medico che potrebbe fare altro, o è la pillola che lascia da sola la donna nel momento dell’aborto ad essere sbagliata, non da un punto di vista morale aborto sì/abporto no, ma da un punto di vista di salute pubblica

  • Profilo di Giangius

    Giangius

    31 lug 2009 - 13:35 - #7
    -1 punto
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    Senza offesa, intendi. Ma non mi piace molto il tuo punto di vista, te lo guardi dal lato logistico, come si gestisce un magazzino.
    E diamine è una vita umana.
    Da un lato hai ragione. Ma bisogna guardare TUTTO insieme.

  • Profilo di Charles Dexter Ward #8

    Charles Dexter Ward #8

    31 lug 2009 - 13:44 - #8
    -1 punto
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    l’unico modo di guardarlo, dato che la questione feto=vita umana vs. feto=insieme di cellule non può essere risolta su questi schermi nè lo sarà prossimamente, è quello che tu chiami logistico

    alla fine, poi, è questo ciò di cui un governo si dovrebbe preoccupare. non di certo di dirmi “questo è giusto/questo è sbagliato

  • Profilo di Giangius

    Giangius

    31 lug 2009 - 13:49 - #9
    0 punti
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    Concordo pienamente con te.

  • Profilo di andrea4381

    andrea4381

    31 lug 2009 - 15:19 - #10
    2 punti
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    da come l’ho capita io, la pillola è utilizzabile solo in ambito ospedaliero, quindi penso che durante l’assunzione la paziente sia costantemente controllata da personale medico.

  • Profilo di Charles Dexter Ward #8

    Charles Dexter Ward #8

    31 lug 2009 - 15:25 - #11
    -1 punto
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    non credo proprio, dal momento che la pillola causa l’aborto in un arco di tempo variabile dalle 4 ore alle 2 settimane

    la donna si fa prescrivere le pillole e poi se ne torna a casa, è proprio questo il punto.

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    31 lug 2009 - 15:31 - #12
    -2 punti
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    Ne riparleremo quando le cronache (se farà comodo dirlo) si riempiranno di giovani donne ricoverate d’urgenza per delle strane emorragie.
    Quanti farmaci ad esclusivo uso ospedaliero capita che “si facciano una passeggiata” fuori dalle strutture sanitarie ?
    Normalmente non sono per vietare qualcosa perchè c’è il rischio di un suo uso illegale, ma in questo caso mi sento di fare un’eccezione.
    Per il resto mi sono già abbondantemente espresso ieri.

  • Profilo di destynova

    destynova

    31 lug 2009 - 15:56 - #13
    0 punti
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    Un bel pezzo solo se la realtà fosse diversa, infatti la Ru486 è la solita storia italiana con un finale tipicamente italiano. Se andate a leggervi il comunicato dell’AIFA potreste rendervi conto che l’uso della pillola abortiva viene legato al ricovero in ospedale fino ad aborto avvenuto, e l’effetto del medicinale non è istantaneo, può richiedere un giorno come una settimana (anche se raramente).

    A questo punto i vantaggi auspicati non ci sarebbero più.
    Naturalmente spero che il comunicato dell’AIFA sia interpretabile anche in altri modi…

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    31 lug 2009 - 15:58 - #14
    -2 punti
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    Oh. Che sorpresa. Un altro bel “-1″ a ca22o senza un perchè.
    Complimenti, siete bravi siete…

  • Profilo di destynova

    destynova

    31 lug 2009 - 16:03 - #15
    0 punti
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    #11

    In particolare deve essere garantito il ricovero in una struttura sanitaria, così come previsto dall’art. 8 della Legge n.194, dal momento dell’assunzione del farmaco sino alla certezza dell’avvenuta interruzione della gravidanza escludendo la possibilità che si verifichino successivi effetti teratogeni.

    Il testo è chiaro, il ricoverò dovrà durare fino ad aborto concluso.

    Naturalmente il rifiuto del ricovero è un diritto ma quel passo lo vedo sempre come un tentativo di rendere l’uso della pillola abortiva poco agevole.

  • Profilo di destynova

    destynova

    31 lug 2009 - 16:04 - #16
    0 punti
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    Albert1, ma fregatene dei voti.

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    31 lug 2009 - 16:11 - #17
    -1 punto
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    Non è il voto in se’ che mi dà fastidio (anzi, me frega assai), è il fatto di essere talmente pigri e poveri di spirito da non avere nemmeno la grazia di scrivere due righe e limitarsi a cliccare su un “-”. Tutto qua.

  • Profilo di Charles Dexter Ward #8

    Charles Dexter Ward #8

    31 lug 2009 - 16:17 - #18
    -1 punto
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    l’efficacia della pillola è comunque messa in dubbio dalla possibilità di trascorrere il periodo in ospedale

    aspirazione –> day hospital

    pillola –> anche fino a 2 settimane

    dove sta il vantaggio?

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    31 lug 2009 - 16:19 - #19
    0 punti
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    CDW: è una ca22ata e basta. Ma chi non vuol vederlo non lo vedrà mai. Inutile che ti ci impegni più di tanto…

  • Profilo di destynova

    destynova

    31 lug 2009 - 16:24 - #20
    0 punti
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    #18
    Non c’è più, ma solo grazie all’AIFA

  • Profilo di Charles Dexter Ward #8

    Charles Dexter Ward #8

    31 lug 2009 - 16:38 - #21
    0 punti
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    se l’aifa non avesse stabilito di trascorrere il tempo dalla somministrazione all’aborto in un posto diverso dall’ospedale, le donne sarebbero state mandate ad abortire A CASA LORO

    me lo chiami un vantaggio?

    in quale universo, scusa?

  • Profilo di Charles Dexter Ward #8

    Charles Dexter Ward #8

    31 lug 2009 - 16:41 - #22
    0 punti
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    albè, ma non lo sai che a “noi” non è permesso di lamentarci quando ci mettono i meno? sennò si arrabbiano e ci dicono che abbiamo la coda di paglia

    la ricetta è una sola: lasciar mantecare la fatina del karma nella sua anonima ignoranza

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    31 lug 2009 - 16:41 - #23
    0 punti
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    Me sa che nun ve séte capiti…

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    31 lug 2009 - 16:43 - #24
    0 punti
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    Si, si, Andrè, ma tanto non è il karma che mi preoccupa… sò tanto “karmo” de mio ! ;)

    Comunque s’annasserammazzàcorgasse…

  • Profilo di destynova

    destynova

    31 lug 2009 - 16:51 - #25
    0 punti
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    #21

    In questo universo, o forse pensi che abortire in ospedale sia un vantaggio per una donna?

    L’attuale ospedalizzazione dell’aborto è solo una conseguenza della necessità di ricorrere ad un intervento chirurgico. Caduta questa necessità sarebbe dovuta cadere pure l’ospedalizzazione dell’aborto, restituendo ad un fatto personale il giusto contesto privato.

    La prescrizione di un farmaco, poi, non credo possa essere soggetto a obiezione di coscienza.

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    31 lug 2009 - 17:02 - #26
    -1 punto
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    Desty: e dove la vuoi far abortire, una donna, scusa… nel pollaio ?

  • Profilo di destynova

    destynova

    31 lug 2009 - 17:18 - #27
    0 punti
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    Sono indeciso tra:

    1) pollaio

    2) da Vespa

    3) a casa o dove si sentirebbe più a suo agio.

    Capitemi, è una decisione molto difficile.

  • Profilo di Charles Dexter Ward #8

    Charles Dexter Ward #8

    31 lug 2009 - 17:19 - #28
    -2 punti
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    “o forse pensi che abortire in ospedale sia un vantaggio per una donna?”

    guarda, non tanto per l’atmosfera rilassata, il gentile personale infermieristico, medico e paramedico, quanto più per la sicurezza di abortire in una struttura che, IN CASO DI EMERGENZA, SAPPIA AFFRONTARLA

    perché, scusa, tu quante/i infermiere/medici hai a disposizione 24/7 a casa tua? ecco, immagina ora che tu sia una donna in procinto di avere un aborto spontaneo: che fai? vai nella vasca? e se hai un’emorragia? non ce l’hai il medico di guardia disponibile subito a casa, lo sai?

    per non parlare poi di quanto possa essere psicologicamente distruttivo abortire da sole nella propria casa non assistiti da nessuno

    eh, scusamelo tanto…

    [OT] io me ne vado a ponte di legno per il week end. se vedo bossi ve lo saluto.

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    31 lug 2009 - 17:28 - #29
    -1 punto
    Up Down

    Desty: una cosa è il parto in casa (con cui sono d’accordo, pur con qualche riserva).
    Altro è un aborto.
    L’interruzione di un processo naturale come la gravidanza non è prevista dal nostro corpo, stiamo andando a rompere le palle ad un meccanismo che semplicemente non contempla la sua interruzione (se non per patologie endogene).
    Quindi, se da una parte (dato che da che mondo è mondo le donne partoriscono) è perfettamente concepibile il parto senza assistenza medica, la stessa cosa non può dirsi per l’aborto. Tutto qua.

    Con un parto rischi solo se qualcosa “va storto”, con un aborto sta andando già tutto storto sin dal principio, quindi i rischi sono reali e tangibili. Il controllo medico è OBBLIGATORIO: troppa gente è morta d’aborto, non è il caso di rischiare oltre.

    E sia chiaro, non sono assolutamente antiabortista. Solo penso che è già talmente un ca22o per il cvlo di suo che è meglio prendere le necessarie precauzioni.

  • Profilo di destynova

    destynova

    31 lug 2009 - 22:14 - #30
    0 punti
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    @charles
    La storia delle emergenze è pretestuosa, non ci sono evidenze cliniche per giustificare il ricovero per l’uso della pillola abortiva, neanche gli effetti collaterali potrebbero esser da giustificazione, nel caso dovremmo esser ricoverati tutti per medicine molto più comuni della Ru486 ma molto più pericolose.

    Riguardo la questione del luogo dove abbortire, non capisco se sei ironico o parli in maniera convinta.
    Che gentilezza può trovare una donna che deve abortire negli ospedali italiani dove, ormai, la maggioranza dei medici sono obiettori di coscienza (più per convenienza che per convinzione)? le storie che si raccontano non disegnano il tuo mondo idilliaco.
    Inoltre, in ospedale, una donna sarà circondata da estranei, in casa potrà esser seguita dalle persone che più gradisce, dai suoi affetti, dai suoi amici.
    L’ospedale, infine, non solo è un luogo di estranei ma anche un luogo estraneo non familiare, tutto il contrario della propria casa…

  • Profilo di destynova

    destynova

    31 lug 2009 - 22:24 - #31
    0 punti
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    @Albert
    Credo che una donna, nella sua vita, ha più aborti (naturali si intende) che parti. Le probabilità che un embrione sopravviva è, se ricordo bene, del 30%, tutto il resto sono aborti. Inoltre il parto, negli esseri umani, è un evento particolarmente pericoloso.

    Ma, comunque, le mie, come le tue, sono solo parole, i fatti sono 16 morti in 20 anni, in tutto il mondo. Ti sei mai chiesto, quando prendi un medicinale qualsiasi, i rischi a cui vai incontro? Potresti avere delle spiacevoli sorprese.

    Nessuno vuole escludere il controllo medico che è cosa ben diversa dal ricovero.

  • Profilo di phen75

    phen75

    01 ago 2009 - 08:15 - #32
    2 punti
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    La RU486 usata da decenni in mezza Europa e non mi sembra di aver visto in giro donne disperate che abortiscono per strada. E’ un falso problema.
    E’ solo il solito Vaticano che con la sua morale bigotta e medievale strangola questo paese.

  • Profilo di Lea

    Lea

    02 ago 2009 - 18:48 - #33
    -2 punti
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    #31
    dimostri semplicemente di non conoscere la realtà femminile. e ti ergi a sapientone in materia. taci. e te lo dice una donna.

  • Profilo di Billy Belial

    Billy Belial

    02 ago 2009 - 20:19 - #34
    1 punto
    Up Down

    I famigerati pericoli mortali che le donne correrebbero assumendo questo farmaco sono al più delle bufale, abortendo chirurgicamente dopo le prime due o tre settimane se ne corrono molti di più, il che dovrebbe darvi un’idea in merito…
    Il vero problema di quei moralisti che stipendiamo per farci governare, è quanto sia diventato difficile, al giorno d’oggi, trovare un modo efficace per criminalizzare la libertà di scelta in generale e quelle delle donne in particolare

  • Profilo di Lea

    Lea

    02 ago 2009 - 21:01 - #35
    -2 punti
    Up Down

    30 luglio 2009

    Ru486, il pesticida umano

    Da questa brutta faccenda dovrebbe scaturire una rivolta totale
    Ieri un comitato di tecnici e burocrati che si occupa di farmaci, l’Aifa, ha autorizzato l’impiego su larga scala anche in Italia della pillola abortiva o kill pill Ru486. Creata negli anni Ottanta in Francia da un medico, Etienne-Emile Beaulieu, incline a una visione spiccatamente commerciale ed eticamente indifferente della ricerca e del progresso farmacologico, la kill pill è il tradimento definitivo della promessa di diritto e libertà fatta alle donne quando, trent’anni fa, la possibilità di abortire in strutture pubbliche, a certe precise condizioni e in un certo contesto di prevenzione e di “tutela della maternità”, divenne legge (194/1978). Il prezzemolo moderno funziona così: un funzionario del sistema clinico, ché la parola medico è deviante e stupidamente nobilitante, ti dà in ospedale, se con il tempo e con l’uso non te lo passi addirittura la farmacia, un veleno antifeto che, molte settimane dopo il concepimento, puoi ingerire per espellere il bambino “indesiderato” che hai in corpo a casa tua, con dolore e rischi per la salute, nella più disperata e indifferente delle solitudini, tirando lo sciacquone.

    Si realizza così, mentre qualche resipiscenza aveva convinto pochi giorni fa il Parlamento ad approvare un invito alla moratoria degli aborti forzati che costano la vita a centinaia di milioni di bambine in Asia, uno tra i più diabolici progetti di cancellazione etica del giusto e del decente, dell’umano e del razionale, che si siano conosciuti fino ad ora in occidente. Anche l’Italia si allineerebbe, se una estrema luce intellettuale e morale non incendi la mente di chi ha la responsabilità di decidere, al novero dei paesi civili in cui abortire è una procedura privata, un diritto di privacy da esercitare senza remore, senza problemi, senza percepire la differenza tra una scelta di vita e una scelta di morte. La pillola costa 14 euri, è alla portata di tutte le borse, e la minimizzazione dei suoi rischi clinici, ché quelli di cultura e di senso sono evidenti e irrimediabili, farà in modo che si diffonda adeguatamente. Perché sia compiuta l’opera di scristianizzazione dell’amore, in nome della compassione sentimentale e della solidarietà di genere verso le donne, ovviamente; perché si realizzi la riduzione della vita umana a cosa, che è il vero progetto antropologico del mondo tecnico post umano che ha preso il comando del nostro modo di vita almeno dalla seconda metà del secolo scorso.

    Dovrebbe scaturire, da questa brutta faccenda, una rivolta politica, morale e religiosa. Dovrebbero farsi sentire ministri, primi ministri, sottosegretari, presidenti di Regione, deputati e senatori che già hanno sottoscritto questa battaglia contro l’ultimo ritrovato di una cultura pestifera. La classe dirigente e i pastori delle chiese cristiane, in primo piano la cattolica, dovrebbero uscire dal mutismo o dal balbettamento, evitare un inutile confronto sui dettagli e andare al cuore della questione. L’introduzione della kill pill in Italia contraddice in modo evidente la 194, la legge che rendeva possibile l’aborto solo e soltanto nelle strutture pubbliche e a condizioni incompatibili con la solitudine e il simbolismo solitario e indifferente che l’uso della Ru486 implica necessariamente.

    I signori vescovi e cardinali, eventualmente tentati dalla disattenzione, dovrebbero tenere conto del fatto che sono le pillole a fare la storia delle relazioni umane e della stessa spiritualità, come dimostra la vicenda dell’Humanae vitae, l’enciclica antipillola che fu al centro della rivolta e del principio di dissoluzione dell’autorevolezza del magistero papale, ricostruito con mille difficoltà negli ultimi trent’anni da due grandi papi. I politici che hanno una nozione rigorosa e seria della vita umana e del suo maltrattamento sistematico, laici o cattolici che essi siano, dovrebbero insorgere e battersi con ogni mezzo per impedire che questo “pesticida umano”, la definizione è del grande genetista Jérôme Lejeune, ottenga l’autorizzazione per espletare il suo destino e il suo compito: uccidere.

    © 2009 - FOGLIO QUOTIDIANO

  • Profilo di Lea

    Lea

    02 ago 2009 - 21:07 - #36
    -2 punti
    Up Down

    Ru486. Medici cattolici: No a pillola, banalizzazione dell’aborto
    31 luglio 2009 - diregiovani.it

    Roma, 31 lug. - L’Associazione medici cattolici italiani (Amci) “non può non esprimere una dolorosa preoccupazione per la decisione assunta dall’Aifa di autorizzare l’uso della RU486 per la finalità abortiva”.

    È quanto affermano in un comunicato Vincenzo Saraceni, presidente nazionale Amci, e Franco Balzaretti, segretario nazionale, a proposito della decisione presa ieri dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), che ha dato il via libera all’utilizzazione della pillola abortiva entro la settima settimana di gestazione.

    “Come medici - continua la nota - le gravi riserve sono evidentemente sul piano della sicurezza per le donne, perchè non si è voluto tener conto dei numerosi decessi e delle gravi complicazioni provocate dall’uso della RU486, e che avrebbero dovuto indurre l’Aifa a maggiore cautela e il Ministero a più approfondite verifiche”.

    I medici cattolici, poi, dichiarano di condividere le parole pronunciate da Monsignor Sgreccia : “Rimango allibito dall’atteggiamento dell’Aifa, e spero che ci sia un intervento da parte del Governo e dei ministri competenti perchè la RU486 non è un farmaco, ma un veleno letale”.

    L’Amci sottolinea con forza la sua contrarietà all’utilizzo della pillola abortiva “perchè si introduce un processo di banalizzazione dell’aborto che - si ricorda nella nota - è stato depenalizzato dalla legge 194, ma non riconosciuto come diritto”.

    In conclusione, l’Associazione dei medici cattolici invita a “promuovere politiche di sostegno alla vita della famiglia, di prevenzione dell’aborto e di educazione alla sessualità invece di introdurre un metodo abortivo che rischia di diventare uno strumento contraccettivo”, sostenendo che “deve rimanere fermo che la legge 194 rimane un limite invalicabile e che ogni modalità di interruzione volontaria della gravidanza, al di fuori delle regole previste dalla legge, rappresenterebbe un grave reato da perseguire”.

  • Profilo di destynova

    destynova

    02 ago 2009 - 23:10 - #37
    1 punto
    Up Down

    Lea, altre argomentazioni?
    Sarai pure una donna, ma scrivi le parole di preti e dei loro tirapiedi.

    Almeno le mie parole vengono dall’ascolto delle donne, dalla loro storia e dalle loro lotte, vengono da un ragionamento critico dei fatti. Non vengono da un copia ed incolla di un giornale.

    Tze, sei talmente ideologizzata da non riuscir più ad argomentare nulla, solo a sparare sentenze.

  • Profilo di Billy Belial

    Billy Belial

    02 ago 2009 - 23:43 - #38
    0 punti
    Up Down

    Certo che citare Il Foglio a favore di una propria opinione è segno di stoicità. Di ferro

  • Profilo di Lea

    Lea

    03 ago 2009 - 11:48 - #39
    -1 punto
    Up Down

    Povero destynova, dimmi: sai cosa significa espellere un feto????
    sciaquati la bocca prima di parlare di aborto. e vai a parlare anche con i ginecologi, se ti riesce.

  • Profilo di Lea

    Lea

    03 ago 2009 - 11:50 - #40
    -1 punto
    Up Down

    #38
    era per darvi una lettura diversa dalla carta straccia che usate per mantenere allenata la vs capacità di lettura.

  • Profilo di Billy Belial

    Billy Belial

    03 ago 2009 - 13:47 - #41
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    e te lo dice una donna.

    UNA donna. Che parla a nome degli altri 4 miliardi portando Il Foglio come argomentazione VALIDA

    Batman ti fa una sega

  • Profilo di destynova

    destynova

    03 ago 2009 - 13:57 - #42
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    Lea, argomenta per favore, almeno cerca di dissimulare l’arrampicata agli specchi di cui stai dando spettacolo.

    Certo che non conosco le sensazioni di un aborto, ma è proprio per questo che lotto perché ognuno sia padrone del proprio corpo. Ed è incredibile come platealmente le tue parole smentiscano il tuo stesso pensiero, infatti ti lamenti che non essendo donna non avrei diritto di intervenire sull’argomento, eppure auspichi che il volere di alcune persone venga imposto alle donne.

    Spiega Lea, argomenta, altrimenti spiega cosa si nasconde dietro il tuo parlare.

  • Profilo di Lea

    Lea

    03 ago 2009 - 14:06 - #43
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    #42
    con te che non sai distinguere la questione etica/morale dall’aspetto sanitario, non c’è niente da discutere. anzi, ti ho già dedicato troppo tempo.

  • Profilo di destynova

    destynova

    03 ago 2009 - 14:50 - #44
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    Lea, questione etica? Da quando è diventato normale sollevare questione etiche sul corpo di una persona perfettamente padrona di se?

    Hai cercato di far pesare il fatto d’esser donna, ma come possono vedere tutti il centro della questione, per te, non è la donna ma “etica/morale” come fossero valori assoluti. Ancora una volta confermi d’esser ideologizzata a tal punto da non rispettare altro che la tua ideologia.

    Per ultimo, si discute in due e non mi sembra che tu abbia dato qualche contributo significativo.

  • Profilo di Lea

    Lea

    03 ago 2009 - 14:56 - #45
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    neanche tu, sai? invece di bollarmi perché non commenti il pezzo di Ferrara? o sei talmente ideologizzato da non averlo neanche letto? ti sei informato su cosa comporta x una donna l’aborto chimico? sulle differenze tra l’aborto chimico e quello chirurgico? ti sei mai chiesto perché ci sono tanti medici obiettori in questo caso? prima di andare a lottare per chissà quali diritti, o chissà quali conquiste della donna, informati meglio. ok? grazie.

  • Profilo di Lea

    Lea

    03 ago 2009 - 14:59 - #46
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    dimenticavo: sulla questione del “meno dolore” dalla pillola, forse non sei abbastanza ben informato.

  • Profilo di destynova

    destynova

    03 ago 2009 - 15:38 - #47
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    Lea, mai parlato di meno dolore della pillola!!!
    Ma questo non può essere un argomento per vietare, è un elemento, per le donne, per decidere se usarla o meno.
    Perché sei così preoccupata della libertà di scelta delle donne?
    Io, alla fine, ho parlato principalmente di libertà di decidere del proprio corpo, come hai confermato pure tu l’aborto è qualcosa di personale, questa considerazione la usi solo per polemizzare contro gli altri e la dimentichi quando c’è da rispettare quell’esperienza personale e le scelte che ne conseguono.

    Gli articoli del foglio li ho letti, leggo, per interesse personale, cose ben più estreme di quelle scritte da quei mediocri troll. Sinceramente non ho nulla da commentare, è pieno di frasi retoriche e demagogiche, tipo quella del prezzemolo moderno dimenticando di scrivere che il “prezzemolo antico” era l’obbligo imposto alle donne dalla stessa ideologia che osteggia la libera e responsabile scelta della Ru486.

  • Profilo di Billy Belial

    Billy Belial

    03 ago 2009 - 16:01 - #48
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    No, gente, se Ferrara parla di aborto è competente, davvero.
    Non riesco ad immaginare nessuno più competente, in ambito medico, di un fancazzista che s’è provato tutto il guardaroba politico degli ultimi trent’anni… la “Kill Pill”, sì, volumi Uno e Due

    Comunque sia, è bene ricordare che si corrono molti più rischi con l’aborto chirurgico compiuto dopo i primissimi giorni di concepimento, che non con l’utilizzo della RU486 assunta nello stesso periodo.
    Chi continua a non farlo presente vuole criminalizzare il diritto alla libertà di scelta, e chi criminalizza le libertà è un fanatico, uno pericoloso

  • Profilo di lucia cossu

    lucia cossu

    12 ago 2009 - 10:08 - #49
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    La Repubblica ha qualche giorno fa pubblicato questa mia lettera e forse è utile quiLa RU486 avrebbe evitato la mia tragedia
    Repubblica — 04 agosto 2009 pagina 26 sezione: COMMENTI

    Lucia Cossu b_cossu@alice.it SONO una donna di 38 anni che ha eseguito un’ interruzione volontaria di gravidanza secondo la legge 194 regolarmente in ospedale nel 1992. Perché si fanno tutte queste obiezioni a una pillola che può facilitare e, sotto controllo medico, evitare quello che ho e sto passando io ancora a distanza di tanti anni? Perché nessuno parla dei rischi dell’ aborto chirurgico, che, anche se eseguito bene è comunque un atto medico invasivo? Io sono malata di infezione da allora, ho perso in operazioni successive utero e ovaie, sono invalida civile al 74%. Ero una cantante di buone promesse e ho la vita devastata da un evento che già per sua natura è devastante per la psiche e l’ anima di ogni donna che lo sceglie. E’ quella una scelta dolorosissima e medici e società civile dovrebbero aiutare a superare e a vivere con i minori danni possibili un evento così difficile e demolitivo. Non andiamo ad abortire con la leggerezza di chi va dal sarto a farsi fare un vestito. E se questa pillola potrà semplificare e alleggerire è solo un atto di civiltà usarla.

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