
Uno degli argomenti più utilizzati in questi anni dai sostenitori dell’introduzione in Italia della pillola abortiva Ru486 è stato il fatto che essa sia già da tempo utilizzata nella stragrande maggioranza dei paesi europei ed occidentali. Per questo motivo è interessante vedere come sono state accolte, dalla stampa estera, le notizie degli sviluppi di questi ultimi giorni.
Questa settimana non ci sono state infatti solo le approfondite analisi sul declino del nostro paese di Financial Times e Der Spiegel, ma anche chi, come il Washington Post, ha parlato della pillola più controversa d’Italia:
Sviluppata nei primi anni ’80 in Francia, il Mifepristone o RU-486 è disponibile come farmaco da vendersi su ricetta medica negli Stati Uniti e in quasi tutta l’Unione Europea tranne in alcuni dei paesi più cattolici come il Portogallo, l’Irlanda e finora in Italia.(..) Resta da vedere quanti dottori la prescriveranno dal momento che, secondo un rapporto del Ministero della Salute, circa il 70% dei medici italiani sono “obiettori di coscienza” che rifiutano di praticare aborti nelle loro cliniche o ospedali.
L’Italia ha un tasso di aborti basso se confrontato con quelli di Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti ed esso è diminuito costantemente per decenni. Nel 2008 ci sono state 121.406 interruzioni di gravidanza, 4,1% in meno rispetto all’anno precedente e 48,3% in meno rispetto al picco del 1982
Nella laicissima Francia, è stato il settimanale L’Express a mettere in evidenza il fenomeno dell’obiezione di coscienza, concludendone:
L’interruzione volontaria di gravidanza non era dunque di facile accesso per le italiane, che dovevano spesso fare fronte a dei lunghi tempi di attesa
E mentre Le Figaro ha annunciato che “le forti pressioni della Chiesa e del governo Berlusconi alla fine non hanno avuto ragione della pillola abortiva”, il Guardian ha tracciato un legame tra l’atteggiamento del primo ministro italiano sulla vicenda e i recenti scandali che l’hanno visto coinvolto, in particolare sul fronte contraccezione:
Per il governo Berlusconi e i suoi sostenitori, questo è un momento delicato per qualsiasi annuncio a sostegno della morale sessuale. Le registrazioni effettuate da una prostituta che sostiene di aver passato una notte con il primo ministro italiano – 72enne e sposato – hanno infatti attirato l’attenzione dell’opinione pubblica sulla sua vita sessuale, apparentemente di grande respiro. In una di queste un uomo d’affari, che a quanto si dice procurava donne per le feste a casa di Berlusconi, può essere sentito avvertire una di esse che il primo ministro non usa mai il preservativo. Berlusconi non ha fatto nessun commento diretto alla decisione dell’AIFA
MAN in black
02 ago 2009 - 10:50 - #1Credo che l’autorizzazione del farmaco sia uno schiaffo che belzebùsconi ha voluto infliggere alla chiesa per aver osato, molto timidamente, processare, dopo lettere in cui parte della chiesa chiedeva una presa di posizione sulla vergogna nazionale agli alti clericali che eludono la proposizione biblica “tutto è vanità”, la sua insindacabile (?) condotta. Ora e senza esitazione alcuna, abbandonando il politically correct (che è cosa iniqua), la CEI deve svegliare le coscienze affinché l’empio trovi la giusta punizione terrena: la galera; se la credibilità le sta ancora a cuore, credibilità di fronte ai tanti fedeli.
Lea
02 ago 2009 - 19:36 - #2Giulio, dacci anche le firme e se ti riesce, un profilo degli autori, va.
Non hai problemi di coscienza a fare da amplificatore a chi ha interesse, per vari motivi, a gettare discretito sul ns. PAESE?
Stef500f
02 ago 2009 - 21:50 - #3Lea..diccì chi ti paga e facciamola finita.
Sei sempre più ridicola.
Utan
03 ago 2009 - 15:54 - #4Ad agosto (Vespa mio non ti conosco) ci dobbiamo accontentare dei meri tg, che ci riferiscono con rapide citazioni sulla materia del contendere. Materia che è, come sempre, il corpo delle donne, su cui tutti hanno diritto di decidere perché, essendo l’origine di ogni peccato, per sua natura è destinato a soffrire. E ogni tentativo, come la pillola abortiva, di alleviare questo dolore è da condannare come diabolica scorciatoia. Così, il nostro governo, col suo capo, notoriamente tutto casa e chiesa, pretende limitazioni sull’uso di un farmaco già diffuso in tutta Europa, nel tentativo politico di accattivarsi il Vaticano. Da dove, in effetti, una condanna chiara e semplice dell’ammasso di carne femminile da parte di Berlusconi non è mai venuta. E si capisce anche perché: l’uomo non è un santo, ma il peccato è soprattutto donna.