Intercettazioni Berlusconi: Guzzanti "Rapporti anali non graditi"

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Riesplode, a mesi di distanza, la vicenda delle presunte intercettazioni Berlusconi - Carfagna. Perché è della inchiesta napoletana relativa a quelle intercettazioni che scrive Paolo Guzzanti sul suo blog - al momento inaccessibile, troppi contatti, potete leggere qualcosa a riguardo su l'Espresso - parlando, cito testualmente, di

"Rapporti anali non graditi, ore e ore di tormenti in attesa di una erezione che non fa capolino, discussioni sul prossimo set, consigli fra donne su come abbreviare i tormenti di una permanenza orizzontale pagata come pedaggio"

La mignottocrazia berlusconiana, il messaggio "Meglio essere generose e concedersi al potente di turno" trasmesso a migliaia di ragazze, l'umiliazione della donna e il legame troppo stretto con Putin sono da mesi uno dei pallini di Guzzanti padre, oltre che uno dei punti che hanno portato al suo distacco dal Cavaliere. Torneremo domani a scriverne con uno speciale.

Update! Il Blog di Paolo Guzzanti ora è di nuovo raggiungibile, dopo il salto il testo integrale del commento incriminato che sta facendo tremare il Palazzo.

GUZZ - CARO GAMBINO, IO NON SOSTENGO DI AVER FATTO GIRARE UN PIATTINO CON L’ALITO DEGLI SPIRITI. Io dico, e lo confermo, che le cose che mi sono state raccontate da più fonti (e io sono uno dei mille e più di mille raggiunto dai dettagliati resoconti di chi ha letto) sono assolutamente disgustose: rapporti anali non graditi, ore e ore di tormenti in attesa di una erezione che non fa capolino, discussioni sul prossimo set, consigli fra donne su come abbreviare i tormenti di una permanenza orizzontale pagata come pedaggio. I dettagli sono centinaia e non sono io che li nascondo, perché io sono soltanto uno cui alcuni lettori dei verbali (persone serissime, uomini e donne, tutti della stessa area di centro destra) hanno raccontato ciò che hanno letto, ovviamente con una massiccia concordanza dei dettagli stessi. Il giorno in cui un magistrato, lette queste mie parole, volesse interrogarmi per sapere da chi ho avuto queste relazioni e chi fosse il giornalista che ha fornito il materiale in lettura, farei il mio dovere e farei i nomi. Prodi al contrario si rifiutò di fare il nome di chi gli disse di Gradoli, sia davanti al magistrato che di fronte a due Commissioni Paralamentari d’inchiesta - la Moro e la Mitrokhin - con i poteri della magistratura. La vede la differenza? Capisce di aver scritto, sia detto senz’offesa, una grande sciocchezza? Se avesse difficoltà sono pronto a rispiegargliela tutta, bene e da capo.

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