
Scopri perché dopo il salto.
Nel rispondere a Fini che sottolineava come anche il Nord italiano sia stato terra d’emigrazione, il leader della Lega Nord se n’è uscito con quest’affermazione forte. Ma i settentrionali sono stati davvero questi modelli di virtù all’estero? Una breve ricerca su google porta a scoprire questo articolo di Gian Antonio Stella del 2002:
Lo chiamavano «El petiso orejudo» (..), ed era il terrore di Buenos Aires. Figlio di immigrati scaricati da qualche nave venuta da Genova, (..) comandava una banda di bambini di strada italiani e fu protagonista d’una catena di omicidi così insensata e spaventosa da spingere i giornali argentini a una incandescente campagna di stampa contro i nostri connazionali
Solo un caso? Continuando nel pezzo, si scopre che “Perfino in Argentina (..), arrivarono a accusare i nostri (..) d’aver incrementato i reati”. Per togliervi ogni dubbio: la maggior parte degli immigrati italiani in Argentina tra fine ‘800 e inizio ‘900 proveniva dall’Italia settentrionale.
Se invece (come dubito), l’affermazione di Bossi avesse voluto riferirsi agli italiani in generale, la palese falsità della tesi finisce per sfiorare il ridicolo. Non credo che ci siano bisogno di prove per dimostrare come - ad esempio - la parola “italo-americano” sia indelebilmente impressa nell’immaginario collettivo globale come sinonimo di criminalità organizzata. Se ce n’è bisogno, ci viene in soccorso Wikipedia:
Un’indagine campionaria internazionale della Zogby International ha rivelato che il 78% degli adolescenti tra i 13 e i 18 anni associano gli italo americani o con la criminalità organizzata o con il lavoro operaio. Una ricerca della Response Analysis Corporation ha riportato che il 74% degli americani adulti credono che la maggior parte degli italo-americani abbiano “qualche connessione” con il crimine organizzato
Quali sono le origini degli italo-americani? Per l’80% meridionali (in particolare Napoli e Sicilia), per il 20% settentrionali (soprattutto Liguria e Piemonte). Quali fossero i contributi relativi delle due parti alla criminalità organizzata d’esportazione non ci è dato saperlo, e credo che agli americani non sia mai interessato.
Interessante leggere quanto riportato nel libro dello storico britannico Mike Dash intitolato significativamente “The First Family: Terror, Extortion, Revenge, Murder, and the Birth of the American Mafia”; nella recensione del saggio sul New York Times si può leggere ad esempio:
(L’autore) dà il meglio di sé quando evoca la nascita di Little Italy a Lower Manhattan e nell’East Harlem alla fine del XIX secolo. Cioè quando la Mafia (..) depredava i nuovi immigrati italiani che erano poveri, vulnerabili e sospettosi dell’autorità. 19 su 20 di questi immigrati che passavano da Ellis Island venivano trovati in possesso di armi, scrive Dash
L’archivio di articoli on-line del New York Times ci dà la possibilità di consultare tutti i pezzi dal 1851, e questo è una grande fortuna. Ci permette ad esempio di scoprire che il primo caso di padre e figlio giustiziati in Massachusetts ha visto protagonisti un venditore di dolciumi italiano e il suo erede di nazionalità americana. La loro colpa? Aver dato fuoco a uno sconosciuto. Di che regione era originaria questa famiglia di assassini? Non ci è dato saperlo.
Si sa invece per certo che la prima ondata di immigrazione italiana verso la Francia, alla fine del XIX secolo, era costituita inizialmente soprattutto di friulani, piemontesi e genovesi, in seguito anche da lombardi e emiliani. In ogni caso, principalmente da settentrionali.
Un’ondata di pacifici ed onesti lavoratori? Probabile, anche se i francesi all’epoca sembravano pensarla un po’ diversamente. Basta cercare qualche informazione sul dimenticato (forse non a caso) tragico episodio del massacro di Aigues Mortes in cui, come ci racconta sempre Gian Antonio Stella, trovarono la morte “un numero ancora imprecisato di emigrati piemontesi, lombardi, liguri, toscani”.
Se volete sapere di più di questo fatto dimenticato della nostra storia potete trovare maggiori informazioni - guarda un po’ - sul sito della Provincia di Asti. Che parla di “furiosa rivolta xenofoba“. Probabilmente a ragione. Anche se i nostri cugini d’oltralpe all’epoca non l’avrebbero mai ammesso. Su uno dei loro giornali locali denunciavano infatti che:
“la presenza degli stranieri in Francia costituisce un pericolo permanente, spesso questi operai sono delle spie; generalmente sono di dubbia moralità, il tasso di criminalità è elevato: del 20%, mentre nei nostri non è che del 5″
Parole che potrebbe aver pronunciato anche un qualsiasi esponente delle Lega nell’anno domini 2009.
Il problema dell’affermazione di Bossi dell’altroieri è che, come ogni generalizzazione estrema sul carattere e le imprese di un popolo, è al 90% falsa. Suona bene però, e a molta gente piace sentirsela dire: e questo purtroppo conta molto più della verità, a volte .
Le frasi vere, infatti, sono spesso poco affascinanti, e difficilmente trascinano le folle. Eccovene un paio, tanto per gradire: ogni ondata migratoria è composta sia da lavoratori che da assassini. Non ha fatto eccezione quella italiana: né quella meridionale né quella dal settentrione.
Charles Dexter Ward #8
10 ago 2009 - 14:40 - #101c’è critica - libera e gradita - e diffamazione. indovina a quale mi riferisco?
BOH1
10 ago 2009 - 14:52 - #102la diffamazione è un reato già previsto dal codice ..la censura dittatoriale è il carcere per i giornalisti , il divieto di trascrizione dei documenti processuali, di trascrizione delle intercettazioni (quando non è vi è alcuna emergenza di violazione della privacy da parte delle testate , ma solo due o tre episodi che non rientrano nell interesse comune), il controllo governativo della rete…indovina a quale mi riferisco..
Prestigiacomo
10 ago 2009 - 16:14 - #103Ecco gli effetti delle stupide leggi volute dai leghisti:
Il clandestino beffato due volte.
Rapinato da tre romeni, li ha fatti arrestare ma è stato denunciato in base alla nuova legge
http://torino.repubblica.it/dettaglio/il-clandestino-beffato-due-volte/1693204
Utan
10 ago 2009 - 17:53 - #104Premiare i cittadini onesti (senza distinzione di nazionalità).
Questo dovrebbe essere uno dei capisaldi di una società giusta.
E, infatti, un giovane bengalese che ieri sera ha fatto arrestare tre rapinatori a Torino avrà un premio: una denuncia. È uno dei primi risultati del cosiddetto “pacchetto sicurezza” varato dal governo e sponsorizzato dalla Lega.
È successo tutto ieri notte. Lo hanno circondato mentre camminava in strada, nel cuore della notte estiva di Torino. Uno spintone, una bottiglia di vetro puntata alla gola, e il giovane asiatico è stato costretto a consegnare al branco il portafogli. Ma poi ha chiamato la polizia e ha fatto arrestare i suoi rapinatori. Un gesto di onestà che, per le nuove norme sulla sicurezza, gli è costato caro: privo di permesso di soggiorno, è stato denunciato per il nuovo reato di clandestinità.
L’articolo 10 bis che il ddl sulla sicurezza ha aggiunto alla legge Bossi-Fini, quella che appunto stabilisce le regole sull’immigrazione, non ammette eccezioni. E così dopo essere stato derubato in corso Vigevano, nel popolare quartiere di Barriera Milano, il giovane asiatico - originario del Bangladesh - è stato colpito da una denuncia perchè irregolare.
La soddisfazione di aver fatto arrestare i suoi rapinatori - Ionel Viorel Ardelanu, 18 anni appena, Adrian Pedru Lupu e Iulian Constantin Nastasa, entrambi di 20 anni - deve essere durata pochi minuti. Così come quella di vedersi restituito il portafogli. I pochi spiccioli che aveva dentro non gli basteranno certo a pagare l’ammenda - da 5 a 10mila euro - prevista per il nuovo reato.
bambino
11 ago 2009 - 12:00 - #105i soiti perbenisti di facciata, grandi principi che poi loro stessi non rispettano, i soliti discorsi che cadono nel nulla
m4rco.polo
11 ago 2009 - 16:00 - #106Le cose son due. Oppure gli Italiani non emigravano per lavorare (Senno perché vietargli l’ingresso?). Oppure gli Italiani sono razzisti come lo erano gli Svizzeri, Belgi, etc. con loro.
m4rco.polo
11 ago 2009 - 16:06 - #107Immagini sparita dal mio commento:
http://1.bp.blogspot.com/_3w24zlWC5SI/SZlWcUNs13I/AAAAAAAAAXU/6R0_5pHuTDA/s320/vietato_ingresso_italiani.jpg
MarcoG
11 ago 2009 - 17:43 - #108A parte il fatto che ogni cosa che dice Bossi è viziata dai suoi trascorsi ciò che ha detto ora non è del tutto falso.
In Italia è stata fatta entrare senza regolamentazione una marea di gente di non certo nobili intenti. Sono Pugliese e quindi il fenomeno dell’immigrazione l’ho vissuto in prima persona. Qui in provincia di Foggia c’è un centro di prima accoglienza che ha creato e sta creando problemi alla popolazione locale.
Le strade della mia città sono invase da anni da lavavetri e mendicanti che variano la propria etnia a seconda dei “giochi di potere” fra le varie mafie che accompagnano alcuni di questi immigrati. La situazione nel corso degli anni è diventata per alcuni insostenibile. Al semaforo se non ti stai attento aprono le portiere delle auto per rubare, danneggiano le autovetture di chi si rifiuta di farsi lavare i vetri e cose simili. Casi nel corso degli anni se ne sono susseguiti a centinaia.
Ultimamente han preso di mira un noto ipermercato della città: andare a fare la spesa è diventato una lotta verso l’immigrato (africano in questo caso) come si scende dall’auto si viene circondati da una decina e passa di loro in cerca di soldi. La scena si ripete sia alla discesa dall’auto che al ritorno dopo la spesa; se il fenomeno può sembrare una sciocchezza ai più provatelo a dire alle ragazze che si ritrovano circondate e sono costrette a pagare per allontanarli. Provate a pensare alla paura delle stesse ragazze nel parcheggiare nel parcheggio sotterraneo dello stesso ipermercato. E’ di questi giorni anche una aggressione ad una guardia giurata che ha cercato di allontanare gli stessi dal parcheggio: risultato del tentativo è stato un accoltellamento.
Parlando del centro di accoglienza alcuni degli immigrati andavano a vendere i generi di sussistenza forniti nel campo. Il mezzo pubblico che fa la spola fra la città e il centro è ogni giorno preso d’assalto dagli immigrati che per avere un posto a sedere all’interno non si fan scrupoli di scatenare risse con coltelli: i poveri autisti spesso e volentieri sono costretti a chiamare le forze dell’ordine.
E’ normale che in climi come questi la gente inizia ad avere pregiudizi, ad avere paura e a farsi mille domande e paragoni. Anche noi italiani abbiam portato all’estero la nostra delinquenza ma anche loro non stan facendo da meno. Proprio ora sto seguendo un servizio al tg: tre rumeni volevano rubare una bicicletta e il povero ragazzo per difenderla è morto ucciso a calci e pugni. Queste notizie alimentano il mal contento. Non si può negare che con i fenomeni immigratori non controllati si finisce col far arrivare accanto alla gente onesta questa feccia. La differenza è che nei loro paesi per certi reati fan na brutta fine, in Italia al massimo si prendono una pacca sulla spalla e chi addita tale gente finisce invece con l’esser tacciato di razzismo.
So che non dovrei da meridionale difendere Bossi per quel che dice però un pò di ragione bisogna dargliela.