
Scontro sulla pillola abortiva Ru486 all’interno del Popolo della Libertà. Nelle ultime ore si sono create due vere e proprie fazioni capeggiate, rispettivamente, da Gianfranco Fini e Maurizio Gasparri.
Secondo, infatti, il capogruppo al Senato del Pdl è necessario che il Parlamento legiferi sulla pillola abortiva Ru486 senza tener conto dell’opinione espressa dall’Aifa (l’Associazione Italiana del Farmaco) secondo la quale il prodotto può essere utilizzato anche nel nostro paese.
Di parere diverso è invece il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, che non ritiene inopportuno l’intervento del Governo su un farmaco laddove gli organi competenti come l’Aifa se ne sono già occupati.
“Trovo originale – ha dichiarato Gianfranco Fini - pretendere che il Parlamento si debba pronunciare sull’efficacia di un farmaco. Ognuno ha le sue opinioni, anche io ho la mia, ma non è oggetto di dibattito politico. Poi ci sono le linee guida del governo, si è pronunciata l’Agenzia del farmaco, non vedo cosa c’entri il Parlamento”.
Ragionando, quindi, sull’apertura albanese del matrimonio anche alle coppie gay si potrebbe sostenere che anche dal punto di vista farmaceutico l’Italia è indietro rispetto a quei paesi denigrati spesso dai mass media del nostro paese. La pillola Ru486, come riportato da Francesco Costa, è legale in Romania dallo scorso anno. Parte degli stati collegati all’ex Unione Sovietica l’hanno invece approvata all’inizio del decennio.
Lo scontro tra Gianfranco Fini, sempre più pronto ad affermarsi come uno statista indipendente dal partito da cui proviene (come sostenuto da Giuliano Ferrara), e Maurizio Gasparri è sintomatico di come sui temi etici non ci sia una linea guida chiara neanche nella coalizione di centro destra.
I mass media occupandosi spesso dello scontro tra cattolici e laici all’interno del Pd occultano quindi le divergenze simili dell’altro schieramento politico. Un atteggiamento simile lo ha adottato anche Dario Franceschini che, non ponendo l’accento su queste divergenze, perde l’ennesima occasione per affermarsi come leader serio dell’opposizione.
Foto | gay.tv
Lea
10 ago 2009 - 14:24 - #1Il dibattito aperto su questioni cosiddette morali, all’interno di uno stesso partito, dimostra la vitalità dello stesso. Tutta salute.
ventoacqua
10 ago 2009 - 14:29 - #2Allora il PD ha una salute di ferro davvero invidiabile…
ù_ù
Lea
10 ago 2009 - 14:30 - #3#2
forse sono i contenuti del dibattito, e le persone che lo conducono, a fare la differenza! ;))
Stef500f
10 ago 2009 - 14:47 - #4“”"Il dibattito aperto su questioni cosiddette morali, all’interno di uno stesso partito, dimostra la vitalità dello stesso. Tutta salute.”"”"
qui si tratta solo dell’elettorato cattolico . .questa è continua campagna elettorale .
e poi fini che si scontra con gasparri??? quello già non capisci niente di suo figurati se gli alza la voce fini . .poverino .
“”forse sono i contenuti del dibattito, e le persone che lo conducono, a fare la differenza! ;))”"”
si lea. i contenuti . .ma soprattutto le persone . .guarda il povero fini . . .deve abbassarsi ai livelli mentali di gasparri . .
Charles Dexter Ward #8
10 ago 2009 - 14:49 - #5mi duole ammetterlo ma fini è in errore. il parlamento deve intervenire non perché qui vi sia una questione morale (su cui la politica italiana filocattolica AMA mettere le manacce) ma perché il problema che pone la pillola abortiva è un problema di SALUTE PUBBLICA, che lo stato ha IL COMPITO di tutelare
gmolaschi
10 ago 2009 - 14:51 - #6charles da te non me lo sarei mai aspettato.
Lea
10 ago 2009 - 14:51 - #7#5
buon punto sul quale riflettere….
Lea
10 ago 2009 - 14:52 - #8#6
non siamo indottrinati noi del cdx.
fc77
10 ago 2009 - 15:00 - #9no ,siete solo fatti con lo stampo voi del cdx…..ciao lea…..
alc0r
10 ago 2009 - 15:04 - #10@Charles: invece no, il Parlamento non deve permettersi di intervenire dato che non e’ una commissione di medici specialisti (come invece lo e’ l’Aifa), ma un luogo in cui nessuno o quasi ha le competenze necessarie per decidere lucidamente su questo genere di cose.
Per questo sono d’accordissimo con Fini.
Proust
10 ago 2009 - 15:06 - #11il fatto è che, con tutto il rispetto, il parlamento è formato da politici che per quanto capaci non credo siano in grado di dire se un farmaco funziona o no o se è pericoloso per la salute pubblica.
L’Aifa è un ente appositamente composto di esperti, andare a sovrapposti alle decisioni di tale organismo è come se il parlamento potesse decidere se il progetto di un ponte è ben fatto dopo che è stato approvato da un pool di ingegneri.
questa intrusione si può leggere volendo come un non voler concedere che nel nostro paese succedano delle cose senza che esse vengano controllate, avallate o bocciate dal Governo. Aggiungiamoci la questione etica sulla quale buona parte della maggioranza vule mettere le zampe per motivi propagandistici e la ricetta è perfetta
andreami
10 ago 2009 - 15:07 - #12E adesso vediamo se nel PdL riescono a portare avanti una discussione o sono solo capaci di autoritarismi e zittire quelli che non sono allineati.
Mettersi in discussione sara’ una cosa fattibile per PdL?
Lea
10 ago 2009 - 15:07 - #13Ru486, Roccella: “Troppi decessi, è pericolosa”
Roma - Sarebbero almeno 29 i decessi registrati tra le donne in seguito all’utilizzo della pillola abortiva RU486 secondo dati dell’azienda Exelgyn. Tale dato “non risulta però nei verbali del comitato tecnico scientifico dell’Aifa nè dell’Autorità europea per i farmaci Emea”, conferma il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella. Oggi l’Aifa valuterà l’immissione in commercio in Italia della pillola abortiva. Ma il via libera non è scontato.
I casi di decesso Per l’utilizzo della Ru486, ha quindi spiegato il sottosegretario, “c’è per ora una situazione a macchia di leopardo e solo in alcune regioni si adotta la pillola abortiva sulla base di protocolli regionali, e non con un protocollo autorizzato dall’Aifa”. Non c’è dunque una rilevazione statistica e si tratta, ha aggiunto, “di casi di utilizzo limitati. Dal prossimo anno - ha quindi annunciato Roccella - metteremo in atto un’indagine statistica specifica”. “Personalmente - ha aggiunto Roccella - sono molto perplessa sull’utilizzo della pillola abortiva Ru486, poiché penso che persistano delle zone d’ombra sulla sicurezza di questo farmaco”.
ilgiornale.it
Lea
10 ago 2009 - 15:09 - #14Eugenia Roccella
Onorevole, Pdl; Sottosegretario al Welfare
Biografia
Giornalista (editorialista di Avvenire e collaboratrice del Foglio e del Giornale) e saggista, ha una biografia molto particolare: il padre, Franco, è stato tra i fondatori del partito radicale, grande amico di Marco Pannella, e deputato radicale; la madre, Wanda Raheli, è stata un’affermata artista.
La sua educazione è stata fortemente impregnata di laicismo, e il suo impegno politico in ambito radicale è stato molto precoce: nei primi anni Settanta, giovanissima, è stata leader del Movimento di Liberazione della Donna (Mld), con cui ha condotto tutte le battaglie del movimento femminista di quel periodo storico, dal divorzio all’aborto, dalla violenza contro le donne alle pari opportunità sul lavoro. Ma, accanto alla militanza politica, ha sempre coltivato interessi letterari: laureata in Lettere, è dottore di ricerca in italianistica, e si è occupata di letteratura italiana contemporanea. Si è sposata molto giovane, nel ’76, e ha due figli. Sia la sua esperienza di madre che le malattie dei genitori, che le richiesero anni di cura amorosa la spinsero fuori della politica.
Scelse anche di ridurre l’impegno professionale, preferendo soluzioni che le permettessero di allevare i figli e di accudire i genitori. In quegli anni ha scritto sceneggiature radiofoniche, e ha lavorato con contratti a termine in Rai. Nel distacco dall’impegno politico, pur non perdendo i contatti con i movimenti internazionali delle donne, ha avviato un personale bilancio critico dell’esperienza femminista, che l’ha portata su posizioni di difesa della dimensione materna come costitutiva dell’identità femminile e di cautela nei confronti delle trasformazioni che le biotecnologie introducono nella vita quotidiana. Ha quindi sostenuto con interventi pubblici e articoli la scelta astensionista nel referendum sulla legge per la procreazione assistita.
Da quel momento si è impegnata in modo sempre più attivo sui cosiddetti temi “eticamente sensibili”, fondando “Safe”, un comitato per la salute femminile, e schierandosi contro la selezione genetica, l’eutanasia, l’espropriazione tecnoscientifica della maternità.
Ha scritto tra l’altro:
“La letteratura rosa”, Editori riuniti, 1998
“Dopo il femminismo” Ideazione editrice, 2001
“Contro il cristianesimo. L’Onu e l’Unione europea come nuova ideologia”, con L. Scaraffia, Piemme,
2005
“La favola dell’aborto facile. Miti e realtà della pillola Ru486”, con Assuntina Morresi, ed. Franco Angeli 2006
Insieme a Lucetta Scaraffia ha anche curato “Italiane. Dizionario biografico delle donne italiane dall’Unità ad oggi”, edito dalla Presidenza del Consiglio e Dipartimento per le Pari Opportunità nel 2003.
Charles Dexter Ward #8
10 ago 2009 - 15:10 - #15“invece no, il Parlamento non deve permettersi di intervenire dato che non e’ una commissione di medici specialisti (come invece lo e’ l’Aifa), ma un luogo in cui nessuno o quasi ha le competenze necessarie per decidere lucidamente su questo genere di cose.”
infatti il parlamento non deve stabilire che la pillola sia immorale - o addirittura non può permettersi di legiferare sulla moralità dell’aborto - quello che mi aspetto che il parlamento faccia è una profonda riflessione TECNICA: la pillola costituisce o no un pericolo per la salute fisica e psichica della donna che vuole abortire?
Proust
10 ago 2009 - 15:13 - #16Lea, al di la sdel fatto che se non metti la fonte fai più bella figura.
Rccella è sempre schierata contro tutto quello che è diverso dai dettami della chiesa, ovvio che la pillola abortiva si una spina nel fianco pe le sottosegretario.
resta il fatto che l’aborto nel nostro paese è regolamentato per legge (per ora) e l’alternativa alla Ru486 è il raschiamento che comporta molti più rischi oltre ad un impatto psicologico peggiore sulla donna.
29 decessi su quanti casi? sullo stesso numero di casi quanti sono i decessi per aborti tradizionali? non lo dicono mai…chissà che strano.
Lea
10 ago 2009 - 15:14 - #17“La favola dell’aborto facile. Miti e realtà della pillola Ru486”, con Assuntina Morresi, ed. Franco Angeli 2006
Una campagna ideologica indifferente alla salute delle donne ha diffuso, intorno alla RU 486, la pilllola abortiva, il mito di un aborto facile. Il nuovo farmaco è apparso come un simbolo di libertà femminile e di progresso.
La realtà è drammaticamente diversa: l’aborto chimico è più rischioso, doloroso, traumatico di quello effettuato con altri metodi. Inoltre dura molto più tempo, e riversa ogni responsabilità su chi lo subisce, sollevando i medici e le strutture sanitarie da molti problemi. Le donne che ne hanno fatto esperienza hanno segnalato spontaneamente centinaia di eventi avversi: infezioni, emorragie gravi, crampi, allergie, vomito, diarrea, complicazioni cardiache e respiratorie.
Quel che è più grave, è che di RU486 si muore. Fino ad oggi sono 11 le donne morte nel mondo occidentale; ogni caso è stato scoperto e denunciato a fatica, da parenti, da associazioni femministe o cristiane, e solo di rado dalle autorità sanitarie. La Food and Drug Administration, che aveva consentito nel 2000 l’uso del farmaco negli Usa, è stata costretta a porsi ufficialmente il problema della rara infezione che ha ucciso quattro giovani donne in California in meno di due anni; e la maggiore rivista medica internazionale ha stabilito che l’aborto chimico ha una mortalità 10 volte superiore a quello chirurgico.
Di tutto questo, come delle vicende oscure e delle pressioni internazionali che hanno accompagnato fin dalla nascita la pillola abortiva, parla questo libro, partendo da una vasta e impressionante documentazione.
Lea
10 ago 2009 - 15:16 - #18la maggiore rivista medica internazionale ha stabilito che l’aborto chimico ha una mortalità 10 volte superiore a quello chirurgico.
la maggiore rivista medica internazionale ha stabilito che l’aborto chimico ha una mortalità 10 volte superiore a quello chirurgico.
la maggiore rivista medica internazionale ha stabilito che l’aborto chimico ha una mortalità 10 volte superiore a quello chirurgico.
Stef500f
10 ago 2009 - 15:17 - #19“”" non siamo indottrinati noi del cdx.
Lea “”
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ah hah ahah haaha ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah h ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah h ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah hah ahah haaha ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah h ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah h ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah
sei troppo fuori
Charles Dexter Ward #8
10 ago 2009 - 15:19 - #20un sentito ringraziamento a stef per aver nuovamente contribuito al dibattito. ora va’, che comincia la melevisione.
alc0r
10 ago 2009 - 15:20 - #21@Lea: anche se mi linki chi e’ la Roccella, cosa ha detto e cosa ha fatto non mi importa: non e’ un farmacologo o un medico ergo non ha la capacita’ di stabilire scientificamente se un farmaco fa male o meno.
Se leggi i bugiardini delle medicine piu’ comuni o leggi le statistiche sulle complicanze dalle vaccinazioni troverai numeri interessanti…
@Charles: perche’ il Parlamento deve fare una riflessione tecnica su un farmaco, quando un team di esperti si e’ gia’ pronunciato? Non ha senso.
Lea
10 ago 2009 - 15:20 - #22adesso ricordo perché polis è la > parte delle volte, tempo sprecato.
Stef500f
10 ago 2009 - 15:21 - #23“mi duole ammetterlo ma fini è in errore.charles”
anche a me duole . e con questi dolori e questa gente il pdl del dopo berlusconi non avrà futuro.
Lea
10 ago 2009 - 15:23 - #24alc0r
bene, ti fidi ciecamente delle multinazionali farmaceutiche. poi però non venir a lamentarti del loro operato.
scusa, ti dice niente il mio #18??
la Sig.ra Roccella, è un ottimo politico, visto che la sua non è una posizione ideologica a prescindere, ma parte da considerazioni fatte da esperti del settore; essendo lei sottosegretario al welfare, parte proprio da considerazioni fatte da chi è esperto in materia.
ti fa male se l’Italia ha una posizione avantguardista a riguardo??
Charles Dexter Ward #8
10 ago 2009 - 15:23 - #25“perche’ il Parlamento deve fare una riflessione tecnica su un farmaco, quando un team di esperti si e’ gia’ pronunciato?”
perché il parlamento è depositario della salute pubblica dei cittadini. e sena dubbio terrà conto del parere della commissione preposta e del team di esperti, nel processo decisionale
Lea
10 ago 2009 - 15:25 - #26intendevo dire che la Sig.ra Roccella è un ottimo “esponente del governo”….
fc77
10 ago 2009 - 15:25 - #27vabbè,visto che non è cambiato nulla,sempre le solite cose,vado al mare…ciao
fc77
10 ago 2009 - 15:26 - #28ah dimenticavo questa pillola è una cosa disgustosa.
Charles Dexter Ward #8
10 ago 2009 - 15:27 - #29vai al mare, france’, tu che puoi…!
Lea
10 ago 2009 - 15:28 - #30vado anche io … in altri bagni ;(
ciao Franci, ciao a tutti.
Stef500f
10 ago 2009 - 15:28 - #31“”"”un sentito ringraziamento a stef per aver nuovamente contribuito al dibattito. ora va’, che comincia la melevisione.”"”"
grande oh . . .sei il mio mito ormai . .
piccolo facci, ti stimo . .
Charles Dexter Ward #8
10 ago 2009 - 15:29 - #32ciao lea ^^
alc0r
10 ago 2009 - 15:41 - #33@Lea: il tuo #18 mi sembra una frase tipo “il mattino ha l’oro in bocca” di Shining…
Scherzi a parte non mi dice niente, dato che ti piace citare avessi almeno messo la fonte ..
E poi potrei non fidarmi delle multinazionali farmaceutiche, pero’ di un organismo nazionale preposto al controllo dei farmaci magari si’ e magari anche di un bel po’ di altri organismi del genere sparsi per il mondo in n Stati diversi che hanno la stessa opinione a riguardo…
@Charles #25: non credo, siamo in Italia, ricordi? sicuramente un dibattito del genere (per quanto tu lo ritenga doveroso) verrebbe contaminato dalla “questione etica” della faccenda trasformando tutto nella solita farsa.
Charles Dexter Ward #8
10 ago 2009 - 15:42 - #34sì, lo so, ma meglio che la pillola venga vietata per questioni etiche, che venduta senza tenere conto del pericolo per la salute pubblica che con essa sussisterebbe
alc0r
10 ago 2009 - 15:57 - #35@Charles: no, assolutamente no. Se deve essere vietata perche’ fa male allora ok (ma alla prova dei fatti questo non e’ stato assolutamente dimostrato, anzi…), sfruttare la questione etica su questa cosa per un secondo fine e’ deprecabile, mi stupisco che tu dica una cosa del genere.
Mi sembra di evincere che tu non voglia l’uso della pillola in questione (per questioni etiche o altro) e sei disposto a cavalcare qualsiasi onda pur che questo si avveri.
Dato che finora il “pericolo per la salute pubblica” di cui ti riempi la bocca non sussiste e’ giusto che sia venduta. Punto.
Charles Dexter Ward #8
10 ago 2009 - 16:06 - #36questo è tutto da vedere, alcor, poiché vi sono ricerche che ne dimostrano la pericolosità e inaffidabilità
da cui, visto che il fine giustifica i mezzi, meglio il sabotaggio di un branco di bigotti antiabortisti che quello scempio nelle farmacie
petauro
10 ago 2009 - 16:14 - #37Ma che discussioni inutili: l’utilizzo dell RU486, dopo la nascita di Gasparri, non ha più alcun senso.
Comunque se ci sono questioni etiche nel centrodestra, sono sicuro che Berlusconi sarà una voce autorevole a riguardo, dall’alto della sua purezza intellettuale, o meglio della sua puzza intellettuale.
Prestigiacomo
10 ago 2009 - 16:17 - #38Forse è la volta buona che ci liberiamo di gasparri, Fini sono con te fallo fuori questo mentecatto bigotto di gasparri.
Albert1
10 ago 2009 - 16:36 - #391) In Italia l’interruzione di gravidanza è materia sottoposta alla legge (194 ?)
2) L’RU486 è un farmaco che provoca interruzione di gravidanza.
3) La somministrazione di RU486 deve essere sottoposta alla legge.
Sillogismo, si chiama così ?
alc0r
10 ago 2009 - 16:37 - #40@Charles #36: siamo molto distanti su questo, Charles. E non ti daro’ mai ragione.
Io sul branco di bigotti antiabortisti non avrei problemi ad usare il napalm.
Albert1
10 ago 2009 - 16:39 - #41E stica22i dell’Aifa, aggiungerei.
llllllll
10 ago 2009 - 16:43 - #4237
diciamo che per quanto non condivida l’idea, rispetto profondamente chi attribuisce al feto la stessa importanza di qualsiasi altra vita umana. Ma sono fortemente contrario nell’attribuire a gasparri la stessa importanza di qualsiasi altro feto.
destynova
10 ago 2009 - 16:55 - #43Lea, stai raccontando favole e non ho ancora capito se ci credi pure tu o le usi solo per sostenere l’ideologia a cui ti aggrappi.
Basta veramente poco per scoprire che i 29 morti, che Roccella attribuisce alla RU486, se anche fossero veri non sarebbero indice di pericolosità trattandosi di una casistica raccolta in 20 anni su milioni e milioni di persone.
Ma il fatto è che quelle cifre sono, almeno per come vengono presentate, false, FALSE!!
Roccella non è un menzognere ma un truffatore, le morti causate dall’RU486 sono 17 (in tutto il mondo in 20 anni) le altre 12 provengono da casi di “uso compassionevole” del medicinale.
Visto che parli tanto Lea sull’argomento, visto che sei prodiga nel dare dell’ignorante agli altri, lo sai cosa vuol dire “uso compassionevole”?
È la somministrazione di un medicinale per usi diversi da quelli per cui è stato creato e studiato, è una pratica usata come ultimo disperato tentativo in patologie non curabili, per pazienti terminali. Tra quei 12 morti ci troveresti anche uomini…
Lea, finiscila di parlare di cose che non conosci, “torna a studiare” (TM)
Albert1
10 ago 2009 - 17:01 - #44Questa storia è un’immensa ca22ata. Dall’inizio alla fine.
Non stiamo cogliendo l’oggetto del contendere, che non è la pillolina magica, ma l’aborto.
La pillolina è solo un diverso metodo per indurre l’aborto, oltre a quello chirurgico.
L’aborto è già regolamentato, è chiedere tanto che anche l’assunzione della pillolina debba seguire un protocollo stabilito dalla legge, nell’interesse della salute pubblica ?
Perchè la pillolina dovrebbe “sfuggire” al legislatore ?
Che il legislatore legiferi, una volta fatto questo poi la gente abortisse come meglio crede, se crede.
Prestigiacomo
10 ago 2009 - 17:01 - #45Mi domando come mai ancora candidano gasparri uno che non ha un QI, per certi aspetti è vergognoso.
Prestigiacomo
10 ago 2009 - 17:04 - #46Albert1:
Be il vantaggio che ha la Ru486 è di non ricorrere ad un intervento invasivo come quello chirurgico, tutto qua.
Albert1
10 ago 2009 - 17:06 - #47Presty: non è tutt’oro quel che luccica.
Espellere un feto e tutto ciò che ci ruota intorno durante una gravidanza non è esattamente come andare al bagno. E non basta un assorbente, nemmeno col le “ali”.
Ma ripeto: va bene, purchè l’uso segua un rigido protocollo come per ogni altra terapia “a rischio”.
Prestigiacomo
10 ago 2009 - 17:10 - #48Albert1:
hai perfettamente ragione, infatti io ho solo detto che è meno invasivo rispetto ad un’intervento chirurgico.
Charles Dexter Ward #8
10 ago 2009 - 17:13 - #49Qui sento puzza di manovra contro la 194
di Filippo Facci
Nell’insieme, è pazzesco. La pillola Ru486 è stata inventata in Francia (dove è in uso da quasi 22 anni) e nel frattempo è entrata in uso in tutta l’Unione Europea (tranne in Polonia e Lituania, nostre evidenti nazioni di riferimento) e da una decina d’anni è in uso anche negli Stati Uniti. Il farmaco è stato oggetto di infinite sperimentazioni, tanto che anche l’Organizzazione mondiale della sanità, nel 2003, ne ha stabilito alcune linee guida. Dati e statistiche dicono questo: a dispetto di quanti temevano che il farmaco potesse comportare una sottovalutazione dell’aborto, e incrementarne perciò massicciamente il ricorso, gli aborti non sono aumentati e la pillola è stata adottata da una minoranza; l’unico dato significativo riguarda una tendenza a ricorrere all’interruzione di gravidanza in una fase gestazionale più precoce, con minori rischi di complicanze: l’Ru486 infatti può essere presa nelle prime settimane di gravidanza, mentre l’aborto per aspirazione è possibile solo dalla sesta settimana.
Poi c’è l’Italia, che per qualche ragione deve fare sempre storia a parte. Nel 2002, già in ritardo su tutti, una prima sperimentazione fu bloccata dal ministro della Salute Girolamo Sirchia. Nel 2005 una seconda sperimentazione a Torino sfociò in un’ispezione dal ministro Francesco Storace. Poi, siccome siamo capaci di bipolarizzare ogni cosa, la sperimentazione partì autonomamente ma solo in alcune regioni governate dal centrosinistra. E poi, perché quella non manca mai, la magistratura avviò indagini a Torino e a Milano per presunta violazione della Legge 194: ne seguì la sospensione della sperimentazione nel primo caso e un’archiviazione nel secondo. Sempre nel 2005 partì la prevedibile e legittima offensiva del Vaticano: il Papa disse che «la Ru486 nasconde la gravità dell’aborto» e il cardinale Ruini spiegò che «tende a non far percepire la natura reale dell’aborto». Il che fu recepito e trasformato nell’unico obiettivo che importa ai neo avversatori della pillola, distribuiti in maggioranza nel centrodestra: ossia che l’aborto resti una pratica il più possibile pubblica, ospedaliera e traumatica culturalmente e fisicamente. Nel giugno 2007, poi, l’uso della pillola veniva approvato e regolato pur tardivamente anche dall’Emea - l’agenzia europea per i medicinali -, il che non spingeva il governo italiano a registrare e utilizzare finalmente il farmaco ma, nel novembre 2007, a bloccare ulteriormente la procedura a cura del ministro Livia Turco: la quale richiese un parere del Consiglio superiore di sanità al fine di riscontrare il «pieno rispetto della legge 194». Ma non bastava ancora. Si procedeva infine ad autorizzare un’ulteriore sperimentazione a cura dell’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco, che è l’organismo che ha tutti i requisiti tecnico-scientifici per valutare sicurezza e idoneità appunto dei medicinali. Il 30 luglio scorso, dopo anni di sperimentazione - dalla quale è risultato, paradossalmente, che l’aborto chirurgico è più rischioso di quello con la Ru486 - l’Aifa ha deliberato l’idoneità del farmaco purché sia utilizzato con ricovero ospedaliero.
Finita? No: si attendono per il prossimo autunno le «linee guida» del governo che farà di tutto, potete giurarci, per rendere difficile o punitivo l’utilizzo della pillola: se negli altri Paesi l’uso è privato e domiciliare, infatti, da noi prevederà come minimo un ricovero di tre giorni. Finita? Neppure: perché in questo quadro eccoti un incredibile Maurizio Gasparri che ha il coraggio - perché ce ne vuole - di proporre un’ulteriore inchiesta parlamentare: perché i tecnici dell’Aifa - ha detto - sono «privi di legittimazione democratica». Il che resta, lo dico con dispiacere sincero, la sciocchezza più incommentabile tra quelle pronunciate da anni sull’argomento: solo una discussione parlamentare sulle vicende di letto di Silvio Berlusconi avrebbe potuto far peggio.
Ora: avessero il coraggio di dire quello che pensano una volta per tutte, cioè che vogliono ridiscutere la Legge 194, abrogarla, limitarla, appunto sabotarla. E invece no. Fanno una cosa per ottenerne un’altra, ma la verità è trasparente come solo i numeri sanno essere: in Italia è in corso un’offensiva che mira a ridimensionare la legge 194 e a confondere le acque raccontando anche sonore bugie; abbiamo una legge che anno dopo anno sgretola il ricorso all’aborto (nel 1982 furono 233mila, oggi sono 120mila e in costante diminuzione) e che lo sgretolerebbe anche di più, se questa offensiva non impedisse che le categorie che abortiscono in maggioranza - le ignoranti e le immigrate - fossero raggiunte da un campagna sulla contraccezione come se ne fanno in tutti i Paesi del mondo dove non c’è il Vaticano. Questa campagna non mira a cancellare la legge 194 - perché non ci riuscirebbe - ma a ridimensionarla sollevando continui polveroni, invitando alla moltiplicazione di quei truffatori dello Stato che sono in stragrande maggioranza gli obiettori di coscienza, ipotizzando la presenza di militanti religiosi nei consultori, raccontandovi che siano in corso complotti ideologici per smontare la stessa 194: quando gli ideologici sono solo loro, e a voler smontare la 194 sono solo loro. Questa offensiva è condotta da una casta numericamente modestissima che frequenta gli snodi dell’informazione, è una lobby che auspica ipocriti «miglioramenti» a una legge che vorrebbero solo abbattere, vi raccontano e racconteranno un sacco di balle. I nomi sono noti. Non credete a quello che dicono. Pensate con la vostra testa e con una coscienza che è solamente vostra, non ha bisogno di ambasciatori in folgorazione pre-senile.
destynova
10 ago 2009 - 17:13 - #50La mortalità della pillola abortiva risulta più alta di quella chirurgica solo ed esclusivamente nei paesi americani dove viene usato un diverso protocollo di somministrazione del farmaco (non via orale) che sembra esser la causa del sopraggiungere delle infezioni che poi hanno portato alla morte alcune donne.
In Europa, a fronte di un uso molto più esteso, la mortalità è inferiore, in Francia dal 1988 non hanno registrato un solo morto.
Ovvio che se l’obbiettivo di una persona è sostenere la propria ideologia, si può anche diffondere dati regionali sfavorevoli omettendone il particolare ed indispensabile contesto.
Onestà zero!!!