Ferragosto in carcere per decine di politici



Domani 150 esponenti politici, operanti sia sul territorio regionale che su quello nazionale, saranno presenti nelle carceri italiani. L’iniziativa è stata promossa da Rita Bernardini, deputata dei Radicali, secondo la quale è necessario riflettere sul collasso di queste strutture.

Un appello analogo è stato inviato anche al Presidente della Cei, Angelo Bagnasco, e ad altri esponenti religiosi di confessioni diverse. Ad oggi, però, il sacerdote spesso prestato alla politica non si è ancora pronunciato a riguardo. Probabilmente è andato in vacanza portando con sé il perdono che i prelati come lui dovrebbero condividere anche con il peggiore dei criminali.

Al di là dunque di tutto ciò che si deve scrivere sulle carceri italiane, dove dall’inizio dell’anno sono morte già cento persone, è necessario porre l’attenzione sul tabù culturale che si è sviluppato attorno all’argomento.

A poco più di tre anni dall’approvazione della legge sull’indulto, e a pochi mesi dalla tanto annunciata riforma della giustizia voluta da Silvio Berlusconi, dei problemi logistici delle carceri non si parla più.

Per l’ennesima volta l’attuale amministrazione manifesta la propria incapacità ad investire seriamente su un welfare. Ipotizzarlo, o modellarlo con interventi spot, non è più sufficiente.

Foto | Flickr

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