
Domani 150 esponenti politici, operanti sia sul territorio regionale che su quello nazionale, saranno presenti nelle carceri italiani. L’iniziativa è stata promossa da Rita Bernardini, deputata dei Radicali, secondo la quale è necessario riflettere sul collasso di queste strutture.
Un appello analogo è stato inviato anche al Presidente della Cei, Angelo Bagnasco, e ad altri esponenti religiosi di confessioni diverse. Ad oggi, però, il sacerdote spesso prestato alla politica non si è ancora pronunciato a riguardo. Probabilmente è andato in vacanza portando con sé il perdono che i prelati come lui dovrebbero condividere anche con il peggiore dei criminali.
Al di là dunque di tutto ciò che si deve scrivere sulle carceri italiane, dove dall’inizio dell’anno sono morte già cento persone, è necessario porre l’attenzione sul tabù culturale che si è sviluppato attorno all’argomento.
A poco più di tre anni dall’approvazione della legge sull’indulto, e a pochi mesi dalla tanto annunciata riforma della giustizia voluta da Silvio Berlusconi, dei problemi logistici delle carceri non si parla più.
Per l’ennesima volta l’attuale amministrazione manifesta la propria incapacità ad investire seriamente su un welfare. Ipotizzarlo, o modellarlo con interventi spot, non è più sufficiente.
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Vercingetorige
15 ago 2009 - 11:36 - #1Eh già… poveretti.. uccidono..stuprano..rubano… chi siamo noi per farli rimanere in carcere sti poveri disgraziati che mangiano e alloggiano alle spese dello stato… la sinsitra ipocrita e menzogneria vorrebbe un altro indulto ex-novo.
Scappare
15 ago 2009 - 12:59 - #2Spero ci restino in carcere, dopo averle visitate!! Ma il berlusca un bel viagetto insieme a quelli del PDL non lo puo’ fare in carcere?? Cosi’ inizia ad ambientarsi al suo habitat??
Charles Dexter Ward #8
15 ago 2009 - 19:22 - #3l’iniziativa tutto sommato è lodevole, ma non deve essere pervasa di unfalso buonismo o di un inquietante pietismo.
devono, in sostanza, ricordarsi che un carcere è un carcere, non un club med
Utan
15 ago 2009 - 21:06 - #43-
Il problema che non c’è differenza tra detenzione “breve” destinata al “recupero” e quella “lunga” o “fine mai” nelle attuali carceri.
Anche perchè chi è condannato a 30 anni (per cui dovrebbe essere in teoria socialmente irrecuperabile) dopo 5 anni ha buone possibilità di essere già “fuori”.
Stef500f
15 ago 2009 - 21:31 - #5loro dovrebbero rimanerci in carcere .
Charles Dexter Ward #8
15 ago 2009 - 22:58 - #6il problema è che in italia il carcere deve anche “recuperare”, non solo “rinchiudere”
Utan
16 ago 2009 - 15:32 - #76-
Come sono ridotte ora se incarceri un pacifico innocente ne esce un criminale incca22ato, non recupererebbero neanche Gesù.
mammolo
16 ago 2009 - 17:53 - #8Pensate come sarebbero affollate le carceri se la giustizia funzionasse!
Di politici anzitutto, prima ancora di gente comune.