Piano straordinario contro la criminalità, il Ministro Alfano contro l’UE



La parole chiave dell’autunno di Silvio Berlusconi sarà giustizia. Non quella che andrebbe fatta, solo per correttezza, nei suoi confronti. Esemplificativa è stata, a tal proposito, la conferenza stampa che è stata organizzata a Ferragosto.

Insieme ai Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, e della Giustizia, Angelino Alfano, il Premier ha annunciato la partenza di un piano straordinario contro la criminalità. Il progetto, che dovrebbe essere operativo già dal prossimo settembre, durerà 4 anni.

Fino, per intenderci, la scadenza del mandato dell’attuale Governo a cui si deve, secondo quanto dichiarato dall’esponente della Lega Roberto Maroni, un calo dei reati non proporzionale evidentemente all’aumento dei militari nelle città e nelle località di villeggiatura annunciato la scorsa settimana dal Ministro della Difesa Ignazio La Russa.

Durante l’incontro con la stampa, come già era successo lo scorso 7 agosto, il Presidente del Consiglio e chi era con lui non ha fatto un onesto esame di coscienza. Anzi. Mancando una vera opposizione con la quale prendersela, il Ministro Alfano ha incolpato l’Unione Europea.

Secondo il discusso Guardiasigilli il sovraffollamento delle carceri, che potrebbe essere risolto come sua stessa ammissione dal contributo dei privati, è imputabile all’UE che non garantisce l’applicazione dei trattati internazionali.

Ora. Al di là dei giudizi che si possono, o forse si devono, esprimere sull’operato di Angelino Alfano, è giusto incolpare la comunità internazionale dopo non aver applicato in patria le direttive (ad esempio sull’età pensionabile delle donne o sulle coppie di fatto) che ci ha chiesto di seguire in quanto cittadini, per scelta, europei?

Probabilmente No. E ad oggi non c’è lodo che possa risolvere questa incomprensione.

Foto | antoniodipietro.com

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