
Se, malauguratamente, Romano Prodi avesse inviato le Frecce Tricolori a Cuba, in Corea del Nord o in Birmania per supportare le parate in onore del regime, il suo Governo avrebbe avuto una vita ancora più breve.
Per qualche bizzarro motivo, invece, il Governo guidato da Silvio Berlusconi sotto le insegne del Popolo della libertà non si crea alcun problema ad inviare la pattuglia nazionale ad illuminare i cieli di Tripoli durante le celebrazioni per la presa del potere da parte di Gheddafi, avvenuta il primo settembre di 40 anni fa. Già, le Frecce Tricolori saranno mandate dal Governo delle Libertà a celebrare un dittatore che da 40 anni detiene il potere assoluto in Libia.
Una scelta vergognosa che trova supporto nell’editoriale di Cervi, sul Giornale (di famiglia) di oggi, secondo cui ci sono moltissime ragioni “a conforto della tesi di Berlusconi e dei suoi ministri: secondo cui i gesti d’amicizia verso il raís danno e daranno frutti copiosi in termini di lotta all’immigrazione, di cooperazione economica, di forniture energetiche. L’assicurarci petrolio e gas per i prossimi decenni può ben meritare, si osserva, l’invio delle Frecce Tricolori - molto richieste all’estero - per una esibizione davanti al Colonnello”. Nel mentre il ministro della Difesa ha risposto alle polemiche spiegando che “l’esibizione delle Frecce Tricolori a Tripoli è un impegno che il Governo ha assunto sulla base di una richiesta venuta dalla Libia”.
Tutto questo dovrebbe significare che qualunque regime dittatoriale del mondo - se dotato di riserve di gas o petrolio e ben disposto verso le imprese italiane - può ottenere la partecipazione delle Frecce alle celebrazioni di un colpo di stato. Interessante concetto di Libertà guida questo Popolo.
Lea
26 ago 2009 - 16:19 - #51ok allora in bocca ai capelli, però ricordati di tenere sempre una opzione di riserva, per tutta la vita, una opzione che puoi già cominciare a costruire da oggi.
ciao!
llllllll
26 ago 2009 - 16:42 - #52@ Lea
Forse non hai capito cosa intendessi dire con “radice malata” ma vedo dalle risposte che l’esigenza di mantenere una reputazione virtuale orgogliosa e forte viene prima di tutto il resto. Per finire infarcisci l’intervento con una sorta di autopromozione della persona in stile “Mastrota con la febbre”: oltre ad aver rivoluzionato la tassonomia della specie umana con classificazioni intermedie tra le “top model” e le “brutte” credevo ti avventurassi in paragoni del tipo: “Sono come la scatola di cereali a metà prezzo irraggiungibile sullo scaffale più alto”, oppure “la fetta di prosciutto che il macellaio taglia in più rispetto alla richiesta” o “la banconota da 10 euro stropicciata che i distributori automatici non accettano mai”.
@ Prestigiacomo
Freud? In quale squadra gioca?
Lea
26 ago 2009 - 17:05 - #53oppure, la vecchia minestra riscaldata… ;-)
Prestigiacomo
26 ago 2009 - 18:42 - #54IIIIII:
Non gioca più ora è l’allenatore in seconda di Spalletti, :-))))))))))))))))