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Ore 12 - Berlusconi, amico degli italiani o "amico del giaguaro" (Gheddafi)?

Pubblicato: 26 ago 2009 da Massimo Falcioni

altroLa “questione libica” agita premier, governo, maggioranza. E non solo.

La stessa Casa Bianca nutre dubbi sul viaggio di Berlusconi a Tripoli.

L’opposizione (spinta anche trasversalmente da “amici” di Pdl e … Lega) chiede a Berlusconi di rinunciare alla visita a Tripoli e di tenere in Italia le Frecce Tricolori, fiore all’occhiello dell’aeronautica italiana.

Si ritengono inaccettabili le continue provocazioni del colonnello Gheddafi che ha approfittato della passività del Governo: prima uno sconcertante e costosissimo trattato per il risarcimento del periodo coloniale (senza garanzie per gli esuli e per il blocco delle partenze dei clandestini dalle coste libiche). Poi la “puntata” show a Roma. Infine le minacce ai pescatori italiani e la vergognosa sceneggiata per il ritorno in Libia dell’attentatore di Lockerbie.

Gheddadi era e resta Gheddafi, un dittatore, uno che non rispetta i diritti umani e le vittime delle stragi, figurarsi se rispetta gli accordi.

La domanda s’impone: Berlusconi ha a cuore gli interessi dell’Italia o solo gli interessi suoi e dei suoi “amici?

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13 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Lea

    Lea

    26 ago 2009 - 10:52 - #1
    -2 punti
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    Solo l’Italia può curare i proprio interessi. Ecco alcune ragioni perché è giusto andare.

    Da Libero.

    Meglio andare - Sarà pure un tipo inaffidabile da suk, un beduino che non si accontenta di piantare la tenda nel deserto ma ovunque gli capiti di andare, sarà un colonnello poco marziale e per niente presentabile, sarà quel che sarà, ma Silvio Berlusconi ha molte buone ragioni per andare in Libia da Gheddafi. Il presidente del Consiglio non può farsi guidare nelle sue scelte da un pur nobile idealismo, la sua bussola deve essere una sola: gli interessi del Paese. E la visita in Libia serve a difendere e allargare questi interessi. Sarebbe molto bello poter ignorare alcuni dati di fatto, ma la politica resta il regno delle cose terrene e non ultraterrene. Il governo libico è presente in Italia con investimenti finanziari massicci. La Libyan Investment Authority (Lia), il fondo sovrano di Gheddafi (65 miliardi di dollari di dotazione), ha un joint fund da 500 milioni di dollari con Mediobanca, ha il 4,9 per cento dell’Unicredit, l’1 per cento dell’Eni, il 45 per cento della Tamoil Italia; nel settore delle telecomunicazioni ha il 14,79 per cento della Retelit, ha chiuso una joint venture con la Sirti, manifestato interesse per l’acquisto del 10 per cento della Telecom, ha siglato il 30 luglio scorso un memorandum di cooperazione strategica con Finmeccanica e guarda a partecipazioni future in Terna e Impregilo. Storica è la presenza nella Fiat. Il fondo sovrano libico è un polmone finanziario che l’Italia non può ignorare, altrimenti ci saranno altri Paesi pronti a usarlo per far respirare la propria economia. È la dura legge della globalizzazione a imporre al nostro Paese - e al governo, di qualsiasi colore esso sia - un dialogo con il colonnello.
    Il «pazzo di Tripoli», come lo chiama qui a fianco Gennaro Malgieri (…) con il petrolio è meno letale di un dittatore che fino a pochi anni fa collaborava con la Corea del Nord per lo sviluppo di missili balistici e lavorava intensamente allo sviluppo di armi nucleari, chimiche e biologiche. Quando nel 2003 la Libia firmò l’accordo per lo smantellamento dell’arsenale, gli americani che lo braccavano da sempre scoprirono che «era più avanti di quanto pensassimo». Gheddafi non è diventato improvvisamente un santo, non è un tipo raccomandabile, governa con il pugno di ferro, non conosce la democrazia e neppure il galateo istituzionale. È nato nel deserto, in una tenda, figlio di due beduini analfabeti, è un uomo duro e spietato, agita le masse con proclami e discorsi inaccettabili per le democrazie, ma quelle masse sarebbero molto più pericolose se non ci fosse lui (…). Berlusconi deve usare il suo straordinario senso delle relazioni e l’arma della diplomazia ha diversi livelli di azione per evitare al presidente del Consiglio di cascare nelle botole che si sono aperte dopo il rilascio trionfale del terrorista che ha ideato l’attentato di Lockerbie. Il Cavaliere vada in Libia, faccia gli interessi dell’Italia, firmi accordi commerciali, sorrida, dica le sue battute e se ne ha voglia salga perfino sul cammello. Ma non faccia decollare le Frecce Tricolori, quelle potranno sorvolare il cielo di Tripoli quando la Libia diventerà una democrazia. (Mario Sechi)

  • Profilo di Steve Robinson Hakkabee

    Steve Robinson Hakkabee

    26 ago 2009 - 10:58 - #2
    0 punti
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    Lea:
    Ma non faccia decollare le Frecce Tricolori, quelle potranno sorvolare il cielo di Tripoli quando la Libia diventerà una democrazia. (Mario Sechi)
    Quindi neanche Libero non sono poi tanto convinti.
    Cmq vedremo quel che porta a casa. Per adesso un po poco visto l’enorme risarcimento per il periodo coloniale.

  • Profilo di m4rco.polo

    m4rco.polo

    26 ago 2009 - 10:59 - #3
    1 punto
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    #1

    Ovviamente mantenere un certo minimo morale nella politica estera (tipo, chesso, esigere rispetto per i diritti umani), non è nel interesse del paese.

  • Profilo di Steffa

    Steffa

    26 ago 2009 - 11:38 - #4
    1 punto
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    Gheddafi ha partecipazioni in imprese Italiane, e allora? Per questo motivo dobbiamo calare le braghe? Posto che avendo queste partecipazioni ha tutto l’interesse che tali imprese vadano bene, ma anche se fosse il contrario non ha alcuna importanza, quanto vale la dignità e l’onore del nostro popolo?

  • Profilo di Stef500f

    Stef500f

    26 ago 2009 - 11:43 - #5
    0 punti
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  • Alberto da Giussano

    26 ago 2009 - 13:48 - #6
    0 punti
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    l’itagghia in passato ha massacrato migliaia di libici e dunque non può certo dare alla Libia lezioni di democrazia.

  • Profilo di BOH1

    BOH1

    26 ago 2009 - 14:07 - #7
    0 punti
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    LEA
    Che idiozia..a maggior ragione..visti gli intrecci che già legano la libia all italia, ERA ASSOLUTAMENTE da evitare un ulteriore approfondimento di tali legami in modo drastico con regali miliardari per i “danni coloniali” , aprirgli le porte ulteriormente all ENI e alla nostra politica energetica. Ossia era da evitare , l ulteriore danno fatto da berlusconi con i nostri soldi. Ma si sa siamo il paese dei senza memoria.
    Da anni stiamo svendendoci a una dittatura e invece di riconoscere finalmente il madornale errore e rischi che tutto ciò comporta , apriamo ancora di più la ferita e ci facciamo pure belli agli occhi dell opinione pubblica . L italia fa veramente i suoi interessi ricercando l autonomia politica- commerciale ed energetica, non stringendo sempre di più la sua sudditanza alla libia, a una dittatura africana.
    Relegando le nostra politica energetica a un paese dittatoriale aspettando la rivoluzione democratica ( ..oh mio dio ci viole pelo sullo stomaco…) è controproducente ed è pure da fessi. La libia con l Italia da decenni vive una relazione privilegiata visti ,appunto, i suoi interessi nel nostro paese, visti come i nostri servizi segreti proteggono gheddafi, visto il buon quantitativo di gas che compriamo dai suoi impianti..Mi fa ridere la concezione secondo cui la presenza della La Libia nelle società italiana è vista come un servizio al nostro paese, un regalo di cui dovremmo essere grati.
    Mi chiedo dove è finita il fantomatico orgoglio italiano del nostro centro destra.
    La libia è presente nelle nostre società perchè gli conviene, gli frutta soldi e potere e per nessun altra ragione al mondo e questo a prescindere dalla nostro calda accoglienza. Si tratta di presenze economiche e commerciali che fruttano interessi a entrambe le parti. La libia è una dittatura governata da un diattore senza scrupoli e totalmente inaffidabile. Qualsiasi persona dotata di buonsenso in questo contesto capisce perfettamente che non è assolutamente il caso di concedere ulteriori regali, vantaggi e privilegi …in cambio di cosa ??? di aria fritta, visto che non si è nemmeno raggiunto un accordo di stampo formale.
    E berlusconi come al solito si fionda nelle autocelebrazioni, proclami, propagande tutte ben seguite e filmate in italia visione dai suoi cani al guinzaglio totalmente vuote e prive di contenuti concreti.
    Insomma l articolo non poteva che essere di un giornalista di libero.

  • Profilo di Raf

    Raf

    26 ago 2009 - 14:34 - #8
    1 punto
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    Domanda retorica quella del post. Berlusconi è amico di tutti, come mio cuggino. Basta che gliene torni qualcosa in tasca.

  • bissis

    26 ago 2009 - 14:43 - #9
    1 punto
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    interessante l’elenco dei paesi da cui siamo ancora considerati, e a cui diamo appoggio
    forse ci manca la birmania e poi tra gli ultimi li abbiamo tutti :P

  • Profilo di ventoacqua

    ventoacqua

    26 ago 2009 - 14:55 - #10
    0 punti
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    #8: In effetti la domanda è veramente retorica, dopo quasi 20 anni come potrebbe essere più platealmente evidente che gli interessi tutelati da Berlusconi sono sempre e solo *i suoi*…?

  • Profilo di Steve Robinson Hakkabee

    Steve Robinson Hakkabee

    26 ago 2009 - 14:57 - #11
    0 punti
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    ventoacqua: dimentichi gli amici

  • Profilo di Mr Lorenz

    Mr Lorenz

    26 ago 2009 - 15:58 - #12
    0 punti
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    Seguendo il criterio di cui al punto 1 la Regina d’Inghilterra dovrebbe trasferirsi in Qatar, la Germania dovrebbe trasferire l’Oktoberfest in UAE, e gli USA portare la Statua della Luberta’ in Saudi (vedere investimenti di QIPCO in UK, Mubadala e altri fondi Sovrani UAE in Germania, investimenti della famiglia reale Saudita in USA…su questi ultimi tra l’altro ci stanno rimettendo l’osso del collo)

    Invece, guardate come USA e Saudi sono ormai ai ferri corti per via della politica “green energy” di Obama
    http://www.foreignpolicy.com/articles/2009/08/17/dont_be_crude?page=0,1
    Pensate che questo comporti un disinvestimento Saudi in USA? Macche’. Business is Business..se posso farci soldi, lo faccio

  • CondorPasa

    27 ago 2009 - 07:11 - #13
    0 punti
    Up Down

    Mr.B che va in Libia per curare gli interessi dell’Italia? È la più grossa panzana che abbia mai sentito. Visita di Stato? Voglio vedere se l’accompagnano gli ottimi (si fa per dire) ministri Maroni e Calderoli.

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