
Non molto tempo fa ho sostenuto su queste pagine che in Italia i giovani, che soffrono di una regolazione del mercato del lavoro e del welfare per loro discriminante, vengono sistematicamente incolpati delle pene che li affliggono (disoccupazione, ritardo dell’uscita da casa, ecc.), secondo un classico processo di stigmatizzazione delle vittime.
Manco a farlo apposta, ecco che compare sul Corriere della Sera un articolo che - involontariamente - dimostra in pieno questa tesi. Si tratta di un pezzo di ieri sulla cosiddetta “generazione boomerang“, ovvero quei giovani che, dopo un periodo fuori casa, tornano ad abitare presso l’abitazione dei genitori.
La fonte originaria è l’indagine di un istituto di ricerca britannico, i cui dati sono stati commentati in un articolo dal Daily Telegraph, al quale la giornalista del Corriere fa a sua volta riferimento con un link. Ed è proprio il confronto diretto tra i due articoli a mettere in evidenza come dalle nostre parti la figura del giovane sia circondata da pesanti ed ingiuste stereotipizzazioni negative.
Il quotidiano britannico, infatti, si limita a riportare i dati dell’indagine in maniera piuttosto asettica, e per quanto riguarda le cause del fenomeno sottolinea il ruolo della recessione e dell’incremento dei divorzi, menzionando solo incidentalmente la possibilità che i giovani “si abituino alla comodità della casa della famiglia di origine”.
La giornalista del Corriere si preoccupa invece di “colorare” il suo pezzo con una serie di interpretazioni, fondate si direbbe più su alcuni luoghi comuni ampiamente diffusi nel contesto italiano che su un’interpretazione obbiettiva e circostanziata del fenomeno sociale in questione. E così veniamo informati che:
non è solo colpa della crisi economica. Chi non ricorda il termine bamboccioni, coniato dall’ex ministro delle Finanze italiane Tommaso Padoa Schioppa? In questo caso si tratta, per l’appunto, di bamboccioni di ritorno (..) In tutti i casi si parla di un’adolescenza allungata a dismisura e protratta in quella che dovrebbe essere la vita adulta. Insomma, la solita vecchia sindrome di Peter Pan, condita dal desiderio di vivere senza che il tempo passi e che le responsabilità aumentino. A prescindere dall’attuale crisi
Ma non finisce qui: tutto l’articolo è condito di espressioni ironiche e sbeffeggianti, quasi del tutto assenti nell’originale britannico: e così ci viene raccontato di giovani “confortati dall’abbraccio materno“, che “vanno a mangiare dalla mamma e le portano il bucato da lavare” e di “precipitoso ritorno degli amati pargoli“. Ad esempio, mentre il Telegraph ci informa che i genitori che hanno “fatto spazio” (make room) per i figli nelle loro abitazioni, il Corriere parla di “vecchie camerette” ridate alla luce.
Non è un caso isolato: questo tono di sfottò più o meno bonario verso le nuove generazioni è ampiamente diffuso in Italia, tra i giornalisti, tra i politici di ambo gli schieramenti e in parte dell’opinione pubblica. Ciò è tanto più grave se si considera che il nostro paese si segnala già oggi per l’età elevata in cui i giovani escono di casa (in media 29 anni), per ragioni che sono innanzitutto strutturali (mercato del lavoro e welfare) e solo in seconda istanza culturali.
Ciò costituisce un tratto di lungo periodo del sistema-paese italiano, che il governo attuale non ha la minima intenzione di riformare, come ha dimostrato quando ha rifiutato in ogni modo di istituire una forma generalizzata di sostegno della disoccupazione o quando si è vantato degli ammortizzatori sociali italiani, secondo Brunetta “i migliori d’Europa“.
La condizione dei giovani è quindi destinata a farsi ancora più dura nel prossimo futuro sotto i colpi della recessione, come ci ha raccontato in un’intervista il sociologo Emilio Reyneri:
In questo momento stiamo assistendo a numerosi fenomeni di crisi sociale: uno di questi è che moltissimi di giovani che erano usciti di casa stanno disdicendo l’affitto per tornare a vivere coi genitori. D’altra parte, un collaboratore che riceve 800 euro dal governo come una tantum per il licenziamento cos’altro può fare? Si verificherà quindi un’ulteriore accentuazione dell’uscire tardi di casa: in questo senso altro che “ventata di responsabilità”! (il ministro Sacconi aveva parlato della crisi come di un’occasione per una una “ventata di responsabilità” per i giovani, nda). E’ proprio in questo modo che costruiamo una generazione di giovani ancora più de-responsabilizzati”
In un certo senso, l’articolo del Corriere ci rivela paradossalmente che la questione giovanile nell’Italia di oggi è davvero anche una questione culturale. Nel senso che sarebbe interessante chiedersi perchè media, politici e opinione pubblica mostrino tanto immeritato disprezzo verso i giovani del proprio paese.
Foto | Flickr.
Roberto D.
27 ago 2009 - 00:21 - #1Prima, lascia che mi complimenti per il bellissimo post.
Io, scherzando (mica tanto), prima potrei dire che il giornalismo e il Corriere della sera sono come la lampada accesa e il buio: non sono mai presenti nella stessa stanza. Quindi, a maggior di logica, come rappresentate dell’Italia vecchia, il Corriere come sempre ha mischiato le sue opinioni conservatrici e di parte a un problema che c’è e che probabilmente non ha capito (che la loro sia solo una maschera per coprire la profonda ignoranza di cui sono pieni?). Parlano di giovani come se loro fossero nati con i capelli bianchi.
Mettendo da parte per un attimo l’articolo del Corriere e prendendo in discussione solo il problema in sé, potrei dire sicuramente che i giovani d’oggi sembrano dormire a occhi aperti (io, nato nell’87, non mi escludo dal gruppo per fare il martire). Questo si può vedere prima nell’effetto boomerang, ma anche nella più completa passività nei problemi che affliggono l’Italia. Destra e sinistra, sud e nord, ma i giovani alla fine dove sono finiti? A pensare alle donne? A quanto pare neanche. A lavorare? C’è crisi. A studiare? Mah… Sembrano in effetti spariti nel nulla. Che comunque siano mammoloni (termine che possiamo affibbiare anche all’uomo medio, che fa il ‘cane da pecora’) è una cosa ormai appurata. Ma lo dico io, giovane, e sinceramente non accetto le parole di un ‘giornalista’ vecchio e decrepito, che magari ha la presunzione di inserire la sua opinione, e le frasi malamente tradotte, in un articolo che di giornalismo ha davvero poco.
elleenne
27 ago 2009 - 07:05 - #2io non vedo quali soluzioni potrebbero esserci, abbiamo degli stipendi da fame,mutui e prezzi delle case sono qualcosa di improponibile… di agevolazioni manco a parlarne.
Una giornalistella da quattro soldi fa in fretta a parlare,d’altronde e’ lo sport preferito di tanti,ma in realta’ le cose son molto diverse da 30 anni fà,all’ ora una casetta con un 100 anio di milioni la prendevi adesso con 100.000€ che sono quasi 200.000.000 per chi ancora non sa fare i conti forse,e dico forse ti ci compri un bel monolocale stile cuccia per pastore tedesco.
Ora vorrei chiedere alla saccente giornalistella con poco piu’ di 1000 euro,e mi considero fortunato.. ma c’e’ anche chi ne prende molti meno.. come posso pretendere di avere un appartamento dignitoso e vivere allo stesso tempo?
Certo magari facessi come i nigeriani che comprano in 45 una casa da 3 persone ok…ma non sono ancora disposto a farlo
Scappare
27 ago 2009 - 07:52 - #3#2 Quoto! Comprare casa e’ impossibile anche con stipendi da 1500euro al mese!! Anche perche’ cosa si compra?? Un bilocale a 45 minuti da milano te lo vendono a 160k euro minimo!! per non parlare degli affitti! un mono locale parte dai 600-700euro se ti va bene! per non parlare che un singolo posto letto a milano viene sui 400 euro di minimo, parlo di milano non periferie!! L’unica soluzione e’ abitare insieme ad amici, come faccio io! Solo cosi’ si riesce a mettere un po’ di soldi da parte!! Che adeguassero gli stipendi al costo della vita! oppure che abbassino gli affitti!! solo cosi’ si invoglia i ragazzi ad uscire dalla casa dei genitori!!
m4rco.polo
27 ago 2009 - 08:03 - #4Bel articolo. Complementi.
elleenne
27 ago 2009 - 08:17 - #5#2 Sai,anche il discorso di abitare con amici lo puoi fare finche’ non hai intenzione di metter su famiglia.
Qui ci vorrebbe una bella sommossa da parte del popolo verso TUTTI i politici perche’ da entrambe le parti sono B@stardi mangioni p()ttanieri.
Purtroppo qui ci sono molti stupidi,se i prezzi aumentano tutti comprano di piu’…
vedi benzina vestiti ecc ecc… ovviamente parlo di beni non essenziali,c@22o noi consumatori abbiamo il coltello dalla parte del manico mettiamo in ginocchio chi propone prezzi assurdi,facciamogli abbassare le orecchie!
Steve Robinson Hakkabee
27 ago 2009 - 08:20 - #6I giovani sono il problema e non la soluzione. Se non ce la fanno é perché non vogliono farcela. Non hanno l’orgoglio per farlo. Hanno studiato poco e male, alzandosi tutte le mattine tardi per 20 anni, per andare a far finta di essere studenti a scuola e/o all’università.
Adesso che sono nel mondo del lavoro si accontentano di quello che passa il titolare dell’azienda per cui lavorano. Anzi, pur di fare più ferie, chiedono diminuzioni di stipendio!
I giovani sono il problema e non la soluzione!
PS. invertire il senso logico della frase.
Steve Robinson Hakkabee
27 ago 2009 - 08:22 - #7Dimenticavo: rigurado al mio post #6 é ciò che vramente pensano di noi i politici.
Steve Robinson Hakkabee
27 ago 2009 - 08:27 - #8Ho finito di leggere l’articolo del corriere adesso: che schifo.
Andrea P
27 ago 2009 - 09:08 - #9i politici guadangnano troppo e non fanno una mazza, come possiamo pretendere che abbiano percezione dei problemi dei giovani??
vorrei vedere loro con 800€ al mese
Steve Robinson Hakkabee
27 ago 2009 - 09:11 - #10Andrea P: altroché 800 €, il simpatico Mastella si é lamentato di 5.600 € al mese.
Andrea P
27 ago 2009 - 09:38 - #115.600 € sono pochi, se devi pagare escort da 2.000 € a sera..
Pierpyx polisblog
27 ago 2009 - 09:39 - #12datemi un lavoro con contratto a tempo indeterminato a 1200 euro, trovatemi una casa in affito a 200 euro e sarei felicissimo di andar via da casa..
Pierpyx polisblog
27 ago 2009 - 09:39 - #13@11
macchè le escort sono detraibili…
garcetto
27 ago 2009 - 09:44 - #14come sempre il problema e’ il potere di acquisto perso dai salari, la mancanza della vecchia scala mobile, piu’ i rincari selvaggi del terziario (ristoranti e servizi in primis).
cmq il problema non e’ risolvibile vista la mancanza di volonta’ e peso (ad esempio sulla vicenda aumenti indiscriminati di assicurazioni e carburanti).
qui e’ una giungla ragazzi… :)
garcetto
27 ago 2009 - 09:45 - #15volonta e peso del governo/i.
Pierpyx polisblog
27 ago 2009 - 09:48 - #16@14
esatto.. le parole più adatte alla nostra società attuale son quelle: siamo nella giungla.. vince chi è più forte e riesce a scavalcare o eliminare il prossimo..
veramente un pessimo modello di società
Lea
27 ago 2009 - 10:03 - #17La famiglia è davvero il più importante ammortizzatore sociale. Non vedo niente di male se un ex giovane 30enne torna dai genitori come parte attiva del nucleo familiare (nel senso che contribuisce a pagare le spese). Tutta la famiglia diventa più forte e sicura. Senza contare che spesso si torna anche per ragioni affettive.
Complimenti per il post, Giulio.
Pierpyx polisblog
27 ago 2009 - 10:07 - #18@17
si Lea d’accordissimo, ma la normalità vorrebbe che a 30 anni dovrebbe essere ora di metter su famiglia..
Lea
27 ago 2009 - 10:17 - #19#18
normalità? nel 2009? se parli così è perché non sei mai “uscito di casa da solo”.
Lea
27 ago 2009 - 10:18 - #20ah, Pier, sappi che i tuoi “-1″ mi fanno davvero cagher.
Lea
27 ago 2009 - 10:19 - #21Santo cielo, Pier, davvero credi che a 30 sarebbe ora di metter su famiglia? quanto sei obsoleto!
gi-ro
27 ago 2009 - 10:22 - #22Complimenti per il pezzo. Peccato che questa realtà sia triste, e lo è ancor di più lo sbeffeggiamento da parte chi questi problemi non li ha mai avuti e non li avrà mai, proprio grazie alla posizione che ha oggi e che gli ha da sempre garantito di stare a guardare (per poi giudicare) dall’ alto! Mi ripeto per l’ ennesima volta..che schifo!!
Mi domando dove e come viva la ristretta cerchia dei figli di politici. Un pezzo su di loro??? PS Buongiorno Lea! Tutto bene?
Lea
27 ago 2009 - 10:23 - #23Ciao gi-ro, ben tornata! si, grazie. Non c’è male…. e tu?
Pierpyx polisblog
27 ago 2009 - 10:36 - #24@Lea
1) hai veramente rotto i c0gli0ni con sta storia di “non sei mai uscito di casa da solo”;
2) non sono io a metter i -1;
3) obsoleta ci sarai tu, vecchia racchia frustrata.
gi-ro
27 ago 2009 - 10:46 - #25Anch’ io non male! Mi sono presa una.. pausa, ma alla fin fine sono stata molto impegnata! E tu? Hai fatto un po’ di vacanza?
Vedo che qui non è cambiato poi molto (pier & Co.!!)
Paer
27 ago 2009 - 10:51 - #26Io sono dovuto uscire dall’Italia per poter sopravvivere (con il mio stipendio di 800 euro in Italia non ce la facevo, ora prendo quasi il doppio e pago la metà di affitto). Fate un po’ voi…
Raf
27 ago 2009 - 10:52 - #27Posto che non mi sembra sulla gazzetta ufficiale ci sia un’età consigliata per la quale si debba o non si debba andar fuori di casa, (quindi per favore, polemiche del tipo “lei non sa chi sono io” lasciamole ad altri flame), dare la colpa ai ragazzi del perché non vanno fuori di casa è un pò come dire che in uno stupro la colpa è della ragazza che aveva la minigonna.
Senza ammortizzatori sociali (Brunetta non sa di cosa parla o finge di non sapere), senza prospettive lavorative che non siano quelle di un lavoro a tempo determinato intorno agli 800€ netti mensili (quando va bene) e spesso senza poter chiedere sostegno alla propria famiglia, ci provassero loro ad andare fuori casa e vivere “da grandi”.
Le aggiunte forzatamente simpatiche, e quindi per me irritanti, usate dalla giornalista del Corriere della Sera sono quantomeno fuori luogo, e, peggio, nascondono un’analisi più schietta del problema.
Paer
27 ago 2009 - 10:52 - #28E posso anche andare a convivere con il mio compagno senza farmi problemi, in una bella casa in centro ecc. cose che i ragazzi di 26 anni come me in Italia se le sognano (purtroppo!!)
Lea
27 ago 2009 - 10:55 - #29ahahha, la verità ti fa male eh Pier?
gi-ro
solo quanlche giorno per staccare. ma ho molto lavoro. spero di concedermi a settembre qualche pausa di relax nella natura….. ;D
Pierpyx polisblog
27 ago 2009 - 11:33 - #30@29
no, semplicemente non è la verità quella che tu millanti di racontare..
Pierpyx polisblog
27 ago 2009 - 11:42 - #31*raccontare
ugo manetta
27 ago 2009 - 13:07 - #32E’ un discorso puramente economico: l’Italia è cresciuta nel dopoguerra senza regole. I protagonisti di quell’epopea hanno costruito pensando solo al guadagno immediato e mai guardando al futuro del paese. I giovani di oggi, anche quelli più brillanti, si trovano a lottare contro una tassazione ed una regolamentazione mostruosa che frena sempre le loro ambizioni. E’ umiliante per tutti dover tornare indietro ma spesso l’alternativa è priva di senso logico.
m4rco.polo
27 ago 2009 - 14:00 - #33Ma c’è qualcosa che questa Lea non dirà per giustificare lo status quo?
“Santo cielo, Pier, davvero credi che a 30 sarebbe ora di metter su famiglia? quanto sei obsoleto!”
A 30 anni, nel Europa del Nord la maggioranza dei giovani ha un contratto di lavoro più o meno stabile, comincia a mettere su famiglia e compra casa (chissa anche con giardinetto). In Italia è un sogno di tanti, nel resto d’Europa è il percorso classico.
Lea
27 ago 2009 - 15:59 - #34#33
forse perché faccio parte della generazione dei 40enni: se non ci si sposa entro i 25 (il vero primo amore, di solito), meglio non rischiare, godersi la vita, fare carriera, e sistemarsi “per sempre” dopo i 40/45, quando, di solito, ci si sposa con maggior senso di responsabilità (= escludendo l’esperienza del divorzio).
poi, ognuno fa come crede, ma dire che “a 30 anni bisogna metter su famiglia” … che orrore! la famiglia si mette su quando si incontra la persona giusta??? ma non eravate voi i progressisti?
Lea
27 ago 2009 - 16:01 - #35poi, i salari vanno aumentati non perché i giovani devono mettere su famiglia. vanno aumentati e basta!!!
Pierpyx polisblog
27 ago 2009 - 21:00 - #36@Lea
mettila come ti pare, ma il percorso naturale dell’umanità è quello di nascere, crescere, riprodursi e morire.. poi ci sono le eccezioni e ognuno si vive la prorpia vita ome meglio crede, ma uno Stato, se vuole mantenersi tale deve agevolare quel percorso anche in via di una costituzione demografica costante..
poi tu a 40 anni puoi fare quello che ti pare che nessuno ti dice nulla..