Pubblicato: 27 ago 2009 da Massimo Falcioni
Commenti dei lettori
Gianfranco Fini: disco rosso. Voto + 8. Affondo del presidente della Camera contro il Carroccio: “La Lega fa politica con lo specchietto retrovisore”. Alleati … coltelli.
Walter Veltroni: senza argini. Voto – 8. L’ex segretario Pd torna a pontificare su tutto. “Le nomine in Rai si devono fare a prescindere dai congressi dei partiti”. Da dove viene, Uolter?
gianfranco fini, lega, pd, walter veltroni
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ice
27 ago 2009 - 08:34 - #1bravi, preoccupimoci della Chiesa e dell’ora di religione…
guardate invece cosa preparano in Francia
http://www.polisblog.it/tips/item/la-francia-di-sarko-vara-un-super-piano-economico-straordinario-per-la-ricerca-e-le-nuove-tecnologie
LeonidaRedivivo
27 ago 2009 - 09:00 - #2Ho visto ieri sera al tg1 l’intervista a WW in occasione dell’uscita del suo libro, nel sentirlo sproloquiare delle sue scempiaggini mi sono cascati i maroni.
16dB
27 ago 2009 - 09:51 - #3Accidenti. Fini è diventato di sinistra. Tutto ciò che è contro le politiche da minus habens del governo e di SB è di sinistra. Grande Feltri.
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=377395
16dB
27 ago 2009 - 09:59 - #4Epurazione di Rai Tre, demonizzazione di Fini. Ogni resistenza è inutile, voi sarete assimilati.
MagoG
27 ago 2009 - 10:31 - #5Fatico a inquadrare il piano di Fini. E’ andato ben oltre il prepararsi la strada per il dopo-Berlusconi.
16dB
27 ago 2009 - 10:47 - #6Semplicemente sa che non può star fermo e che deve far parlare di se, dato che ormai di spazio sui media nelle varie tribune politiche non ne ha più per diversi motivi:
-un po’ per il ruolo di alto profilo che gli impone la sua carica,
-un po’ per il fatto che a lui questo alto profilo piace,
-un bel po’ perchè qualcuno è molto impaurito, e come con Follini prima, e Casini poi, gli sta limitando il più possibile la visibilità.
Si sta giocando le sue carte, e io tifo per lui.
bissis
27 ago 2009 - 10:48 - #7magari ha paura di essere ricordato con derisione, e per essere stato nel governo / periodo che ha portato l’italia nel medioevo
quindi cerca di far vedere che non è un cagnolino che obbedisce e basta
a1 no log
27 ago 2009 - 10:49 - #8La Rai rifiuta il trailer di Videocracy
“E’ un film che critica il governo”
Anche da Mediaset no allo spot del film che racconta l’ascesa delle tv di Berlusconi
La tv di Stato esigeva un contraddittorio per rispettare il pluralismo
http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/rai-videocracy/rai-videocracy/rai-videocracy.html
Ora ditemi che il NANO non controlla TUTTA LA TV IN CHIARO, siamo sotto una dittatura e non lo sappiamo
MagoG
27 ago 2009 - 10:52 - #9#6
Tifi per il più bieco trasformismo all’italiana finalizzato alla poltrona e al potere?
Poi dicono che noi italiani abbiamo la memoria corta… Quando parliamo di Fini ricordiamoci bene della sua storia, passata e recente: non se ne può prescindere.
a1 no log
27 ago 2009 - 10:52 - #10Anche da Mediaset no allo spot del film che racconta l’ascesa delle tv di Berlusconi
La tv di Stato esigeva un contraddittorio per rispettare il pluralismo
La Rai rifiuta il trailer di Videocracy
“E’ un film che critica il governo”
di MARIA PIA FUSCO
La Rai rifiuta il trailer di Videocracy “E’ un film che critica il governo”
ROMA - Nelle televisioni italiane è vietato parlare di tv, vietato dire che c’è una connessione tra il capo del governo e quello che si vede sul piccolo schermo. La Rai ha rifiutato il trailer di Videocracy il film di Erik Gandini che ricostruisce i trent’anni di crescita dei canali Mediaset e del nostro sistema televisivo.
“Come sempre abbiamo mandato i trailer all’AnicaAgis che gestisce gli spazi che la Rai dedica alla promozione del cinema. La risposta è stata che la Rai non avrebbe mai trasmesso i nostri spot perché secondo loro, parrà surreale, si tratta di un messaggio politico, non di un film”, dice Domenico Procacci della Fandango che distribuisce il film. Netto rifiuto anche da parte di Mediaset, in questo caso con una comunicazione verbale da Publitalia. “Ci hanno detto che secondo loro film e trailer sono un attacco al sistema tv commerciale, quindi non ritenevano opportuno mandarlo in onda proprio sulle reti Mediaset”.
A lasciare perplessi i distributori di Fandango e il regista sono infatti proprio le motivazioni della Rai. Con una lettera in stile legal-burocratese, la tv di Stato spiega che, anche se non siamo in periodo di campagna elettorale, il pluralismo alla Rai è sacro e se nello spot di un film si ravvisa un critica ad una parte politica ci vuole un immediato contraddittorio e dunque deve essere seguito dal messaggio di un film di segno opposto.
“Una delle motivazioni che mi ha colpito di più è quella in cui si dice che lo spot veicola un “inequivocabile messaggio politico di critica al governo” perché proietta alcune scritte con i dati che riguardano il paese alternate ad immagini di Berlusconi”, prosegue Procacci “ma quei dati sono statistiche ufficiali, che sò “l’Italia è al 67mo posto nelle pari opportunità”".
A preoccupare la Rai sembra essere questo dato mostrato nel film: “L’80% degli italiani utilizza la tv come principale fonte di informazione”. Dice la lettera di censura dello spot: “Attraverso il collegamento tra la titolarità del capo del governo rispetto alla principale società radiotelevisiva privata”, non solo viene riproposta la questione del conflitto di interessi, ma, guarda caso, si potrebbe pensare che “attraverso la tv il governo potrebbe orientare subliminalmente le convinzioni dei cittadini influenzandole a proprio favore ed assicurandosene il consenso”. “Mi pare chiaro che in Rai Videocracy è visto come un attacco a Berlusconi. In realtà è il racconto di come il nostro paese sia cambiato in questi ultimi trent’anni e del ruolo delle tv commerciali nel cambiamento. Quello che Nanni Moretti definisce “la creazione di un sistema di disvalori”".
Le riprese del film, se pure Villa Certosa si vede, è stato completato prima dei casi “Noemi o D’Addario” e non c’è un collegamento con l’attualità. Ma per assurdo, sottolinea Procacci, il collegamento lo trova la Rai. Nella lettera di rifiuto si scrive che dato il proprietario delle reti e alcuni dei programmi “caratterizzati da immagini di donne prive di abiti e dal contenuto latamente voyeuristico delle medesime si determina un inequivocabile richiamo alle problematiche attualmente all’ordine del giorno riguardo alle attitudini morali dello stesso e al suo rapporto con il sesso femminile formulando illazioni sul fatto che tali caratteristiche personali sarebbero emerse già in passato nel corso dell’attività di imprenditore televisivo”.
“Siamo in uno di quei casi in cui si è più realisti del re - dice Procacci - Ci sono stati film assai più duri nei confronti di Berlusconi come “Viva Zapatero” o a “Il caimano”, che però hanno avuto i loro spot sulle reti Rai. E il governo era dello stesso segno di oggi. Penso che se questo film è ritenuto così esplosivo vuol dire che davvero l’Italia è cambiata”.
(27 agosto 2009)
http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/rai-videocracy/rai-videocracy/rai-videocracy.html
Lea
27 ago 2009 - 11:05 - #11E invece, la posizione della Lega è spesso più lungimirante di certe posizioni finto-progressiste.
Charles Dexter Ward #8
27 ago 2009 - 11:05 - #12“La Rai rifiuta il trailer di Videocracy
“E’ un film che critica il governo”
Anche da Mediaset no allo spot del film che racconta l’ascesa delle tv di Berlusconi
La tv di Stato esigeva un contraddittorio per rispettare il pluralismo
http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/rai-videocracy/rai-videocracy/rai-videocracy.html
Ora ditemi che il NANO non controlla TUTTA LA TV IN CHIARO, siamo sotto una dittatura e non lo sappiamo”
videocracy è un film di m€rda, tanto che lo stesso direttore della mostra di venezia (di certo un adepto della setta avvenenista berlusconiana) gli ha riservato una collocazione marginale all’interno della kermesse
http://www.tvblog.it/post/15398/videocrazy-il-documentario-sul-potere-della-tv-in-italia-non-e-stato-ghettizzato-parola-del-direttore-della-mostra-del-cinema-di-venezia-marco-muller-non-e-un-lavoro-convincente
Paer
27 ago 2009 - 11:24 - #13Lea tu pure di difendere papi diresti che le mucche volano e che l’Italia è il paese più democratico del mondo. Io non supporto Fini, non ne condivido le idee, ma tra lui e la Lega ne passano di mari, monti, stati e continenti…
Charles e da quando rai e mediaset si rifiutano di passare i trailer dei film di m.e.r.d.a?
Ma cosa serve per farvi aprire gli occhi!? Che inizino ad eliminare fisicamente chiunque non la pensi politicamente come “papi”.
Sull’articolo del giornare: NO COMMENT. Chi scrive e chi legge quel quotidiano si merita solo la mia pietà.
Charles Dexter Ward #8
27 ago 2009 - 11:28 - #14“Charles e da quando rai e mediaset si rifiutano di passare i trailer dei film di m.e.r.d.a?”
ragiona, dio cristo
rai e mediaset passeranno anche il trailer di ghost o di nastale a f a n c u l o, perché, pur essendo film orridi, il loro ascolto lo fanno - con gaudio del canale che, pur avendo trasemsso feccia, ha guadagnato qualche soldino
questa qagata non la guarderebbe nessuno, forse solo qualche invasato antiberlusconiano. che la lascino a cult o a current. la tv generalista, per definizione, non è il luogo in cui fare quelli di nicchia.
Paer
27 ago 2009 - 11:38 - #15No non è vero, e chi deve ragionare non credo di essere io. Non è un film, ma solo un trailer, pubblicità. La Rai e mediaset, di solito, passano quello che le case di produzione gli passano (anche perchè pagano). Quindi, ritenta sarai più fortunato.
Raf
27 ago 2009 - 11:44 - #16Ma a Uòlter nessuno ha spiegato che non è uscito propriamente a testa alta dal PD, e che atteggiarsi come “il grande vincitore che se dipendesse da lui si farebbe così e cosà” è completamente fuori luogo?
Raf
27 ago 2009 - 11:45 - #17PS. Che Mediaset rifiuti di passare il trailer ci può stare, visto che è l’accusata principale dal documentario dell’imbarbarimento civile, ma della RAI un pò mi meraviglio. Chissà se in qualche tiggì si parlerà del film…
Charles Dexter Ward #8
27 ago 2009 - 11:46 - #18“Non è un film, ma solo un trailer, pubblicità.”
appunto. un’azienda televisiva si identifica anche con la pubblicità che fa passare. e questa è una cattiva pubblicità che la rai ha diritto di rifiutare (ovviamente, per non parlare di mediaset che è un’azienda privata egiustamente, fa come qazzo ritiene opportuno)
Charles Dexter Ward #8
27 ago 2009 - 11:48 - #19che poi io sono parzialmente d’accordo col fatto che la tv imbarbarisca i costumi (parzialmente, perché è una tesi riduttiva e semplicistica, in quanto demanda ad altri le responsabilità individuali)
ma difendere a spada tratta quella schifezza di videocracy e pretendere che venga trasmesso a reti unificate, proprio no
Lea
27 ago 2009 - 11:52 - #20E’ un film del cavolo. Domenico Procacci che da un po’ di tempo non ne azzecca una, si è dato all’antiberlusconismo come ultima speranza x far cassa.
bissis
27 ago 2009 - 12:01 - #21lea e cdw a quanto pare sono particolarmente toccati da questo filmetto o documentario. sono saltati su come aver gettato una bomba in uno stagno con gruppi di messaggi di qui e di là tempo zero
che ridere :)
bissis
27 ago 2009 - 12:03 - #22“un’azienda televisiva si identifica anche con la pubblicità che fa passare. ”
vetri, specchi, retromarce a ruote fumanti, nulla ferma CDW che ora diventa pure moralista sulla pubblicità in tv, per giustificare l’aria birmano-comunista che sostiene :)
Charles Dexter Ward #8
27 ago 2009 - 12:04 - #23ma tu chi sei? perché se vuoi un autografo ho una segretaria che si occupa di queste cose…
Raf
27 ago 2009 - 12:16 - #24@Lea, #20: beh, non credo che Gomorra sia un film che “non ha azzeccato”, eh :)
Charles Dexter Ward #8
27 ago 2009 - 12:25 - #25sì, ma non è nemmeno sto gran filmone. lo hanno dipinto come il capolavoro italiano del 2008, ignorando palesemente quel piccolo gioiellino de il divo, ad esempio
Raf
27 ago 2009 - 12:35 - #26Sono entrambi capolavori, alla pari. E Il Divo non è assolutamente stato ignorato.
Non si discute della qualità dei film, quanto della affermazione di Lea che diceva che Procacci “non ne ha azzeccata più una” e ora “ha bisogno di far soldi facili”. Certo, Gomorra economicamente è stato un fiasco…
Charles Dexter Ward #8
27 ago 2009 - 12:43 - #27non credo che gomorra e il divo siano paragonabili. decisamente il divo è un film migliore, dal punto di vista di regia e stile narrativo. anche innovativo, direi. gomorra sembra un pasticciaccio in dialetto - che è una cosa oscena nei film
Em84
27 ago 2009 - 12:47 - #28Fini parla bene certo, ma è complice di tutte le oscenità di questo governo.
Spero comunque che continui su questa strada, sentire qualcosa di destra (liberale davvero) è comunque una boccata d’ossigeno.
Raf
27 ago 2009 - 13:41 - #29Gomorra deve essere in dialetto, altrimenti non avrebbe reso all’istesso modo quel senso di mondo a parte che è onnipresente in quelle zone e con chi fa quel tipo di vita. E secondo me è invece più innovativo del Divo come tecnica cinematografica: per tutto il film sembra quasi di essere in un sogno, un delirio onirico (il gioco di luci, gli ambienti, i contorni) e invece è ahimé fin troppo reale. Anche il Divo non scherza, con diverse citazioni colte (ad esempio la scena iniziale, che se ben ricordo mi sembra tratta da Tarantino), ma ripeto: sono entrambi film capolavoro, in modi diversi. Come è giusto che sia.
I dialetti nei film non sono questo abominio: basta che siano utilizzati con uno scopo, come a mio modo di vedere fa perfettamente Gomorra, e non solo per caratterizzare uno stereotipo (il primo esempio che mi viene in mente: i cinepanettoni). Altrimenti significherebbe dire che il verismo italiano (Vittorio De Sica) è stato sopravvalutato.
E poi tornando in argomento, Bossi vuole reimportarli i dialetti…
V.o.m.i.t.u.s Ω M.a.x.i.m.u.s.
27 ago 2009 - 22:00 - #30Fini venduto, ritirati, che vergogna.