
Sul sito di Repubblica, da diversi giorni, è leggibile un appello sulla libertà di stampa, autori del quale sono tre dei più autorevoli giuristi italiani viventi: Franco Cordero, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky. Allarmati dagli attacchi dell’attuale Presidente del Consiglio dei ministri ad alcuni giornali italiani e stranieri (e soprattutto al quotidiano Repubblica, dallo stesso Berlusconi citato in giudizio per diffamazione), i tre firmatari dell’appello denunciano “un tentativo di ridurre al silenzio la libera stampa, di anestetizzare l’opinione pubblica, di isolarci dalla circolazione internazionale delle informazioni, in definitiva di fare del nostro Paese un’eccezione della democrazia”.
“Le domande poste al Presidente del Consiglio sono domande vere, che hanno suscitato interesse non solo in Italia ma nella stampa di tutto il mondo. Se le si considera ‘retoriche’, perché suggerirebbero risposte non gradite a colui al quale sono rivolte, c’è un solo, facile, modo per smontarle: non tacitare chi le fa, ma rispondere”, precisano ancora gli Autori del documento, che infine esprimono stupore e preoccupazione per il fatto che “queste iniziative non siano non solo stigmatizzate concordemente, ma nemmeno riferite, dagli organi d’informazione e che vi siano giuristi disposti a dare loro forma giuridica, senza considerare il danno che ne viene alla stessa serietà e credibilità del diritto”.
Se i primi sottoscrittori dell’appello sono tre personalità di straordinaria levatura, autori di testi sui quali si sono formate intere generazioni di giuristi, colpisce anche la presenza, tra coloro che hanno successivamente aderito all’iniziativa, di altri grandi studiosi e intellettuali di fama internazionale. Tra questi ricordo soltanto il sociologo e politologo Anthony Giddens, i sociologi Zygmunt Bauman e Ulrich Beck, l’etnologo e antropologo Marc Augè e la scrittrice sudafricana, premio nobel per la letteratura nel 1991, Nadine Gordimer. A prescindere dalle preferenze e inclinazioni politiche di ognuno di noi, le adesioni di tali personalità ci impongono quanto meno di prendere in considerazione le preoccupazioni esposte nel documento pubblicato da Repubblica. Cosa sta accadendo nel nostro Paese? E’ davvero in pericolo la libertà di stampa (e, più in generale, la libertà di manifestazione del nostro pensiero)? E cosa si intende per libertà di stampa? Perchè è così importante per una democrazia? Nelle prossime puntate proveremo a dare qualche risposta. (Continua …).
Stef500f
14 set 2009 - 10:42 - #1È davvero ora di cambiare politici.
gi-ro
14 set 2009 - 11:43 - #2#1 TUTTI QUANTI!
Sibe
14 set 2009 - 13:39 - #3HA RAGIONE IL BERLÜSKA!!!
Sulla libertà di stampa si dicono solo barzolle di chi ha fallito col mortadella! E ora dite addio alla vostra costituzione comunista!!
Gianluca Aiello
14 set 2009 - 20:44 - #4Prima della libertà di stampa, in Italia è finita la qualità della stampa e della televisione. Salvo pochissime alternative, il resto si è ridotto a contenitore di informazioni catturate da fonti non controllate e spesso manipolando i contenuti per accontentare editori, proprietari e finanziatori.
Dopo un passo del genere, arrivare alla limitazione della libertà di stampa ci vuole poco.
Sibe
14 set 2009 - 22:04 - #5We Aiellino, anche secondo te è tutta colpa del Berlüska, vero?? Sempre li a votare rosso e votare meno ai commenti come me che dicono la verità:
FORZA BERLÜSKA!! SE MI LEGGI: NON ARRENDERTI!”!!!