Speciale intercettazioni di Bari: Tarantini, Berlusconi, le escort, la cocaina, la politica


La scelta del Corriere della Sera di pubblicare oggi i verbali degli interrogatori di Gianpaolo Tarantini e sulla trentina le donne che questi avrebbe introdotto alle feste del premier Silvio Berlusconi riporta l'attenzione sull'inchiesta di Bari e sul marcio profondo in cui i magistrati si sono imbattuti indagando su una vicenda di mazzette nel campo della sanità. Il Corrierone ci spiega: "Non solo Patrizia D’Addario, dunque. Per oltre cinque me si, da settembre 2008 alla fine di gennaio scorso, l’imprenditore pugliese ha reclutato italiane e straniere per allietare cene e incontri nelle residenze del presidente del Consiglio".

Già questo passaggio da solo appare significativo, dato che lascia intravedere un contesto in cui un imprenditore dedica gran parte delle sue energie a reclutare ragazze a pagamento da condurre, a bordo di un'auto coi vetri oscurati, nella residenza romana del presidente del Consiglio in carica. Il quale, sempre stando alle dichiarazioni di Tarantini, non immagina, non può nemmeno supporre, che quelle avvenenti fanciulle siano delle escort pagate per fargli compagnia. "Quando accompagnavo le ragazze a palazzo Grazioli le facevo sedere sui sedili posteriori in quanto i finestrini posteriori della mia autovettura erano oscurati avendoli fatti sostituire nel settembre del 2008 se non ri cordo male. Tale accorgimento era volto ad evitare che i giornalisti o altre persone potessero guardare nell’auto…". (Quanto rompono questi giornalisti!)

Nel ricostruire i numerosi incontri, Tarantini spesso evidenzia le occasioni in cui le ospiti non sono state retribuite (essendo indagato per favoreggiamento della prostituzione è anche ovvio che lo faccia) riconoscendo però di aver talvolta pagato spese di viaggio e gettoni da 1000 euro alle convenute: "Ho accompagnato in una occasione Terry De Nicolò a casa del presidente Berlusco ni a Roma, tacendo allo stesso gli accordi da me presi con la De Nicolò e la vera attività dal la stessa svolta, se non erro a settembre o ottobre 2008. Io ebbi in tale circostanza a retribuirla anticipatamente nella previsione di una sua presta zione sessuale poi non so se sia avvenuta".

Tarantini ammette: "Ho anche favorito le pre stazioni sessuali della Di Meglio con il presidente Berlusconi in due circostanze a Roma il 5 settembre e l’8 ottobre 2008. Ricordo che il 5 settembre la Di Meglio si fermò a palazzo Grazioli. Sonia Carpendone, detta Monia, era da me conosciuta come una persona che a Milano esercitava la prostituzione, sicché sempre nel­la prospettiva che la stessa potesse effettuare prestazioni anche in favore del presidente Berlusconi, la invitai a Roma pagandole il biglietto aereo e le spese di soggiorno. La stessa giunse con una ragazza che si presentò come sua sorella che adesso apprendo da lei chiamarsi Roberta Nigro. Non ricordo che Monia e la sua amica si siano fermate quella notte a palazzo Grazioli".

Se Tarantini domani non verrà querelato per diffamazione aggravata dal premier Berlusconi, dovremo supporre che queste dichiarazioni corrispondano al vero e che sia vero anche l'episodio evidenziato da Alessandro Gilioli su l'Espresso, secondo cui il 17 dicembre 2008 Silvio Berlusconi avrebbe disertato gli appuntamenti ufficiali (compreso un incontro con Napolitano) adducendo indisposizioni e problemi fisici mentre invece era a Palazzo a perfezionare la conoscenza di Camilla Cordeiro Charao, ragazza brasiliana condotta al cospetto del caimano dal solito Tarantini, sempre a bordo di un'auto coi vetri scuri. (La prossima volta che ne vedete una sfrecciare al semaforo pensateci...).

Il quadro, che potrete approfondire leggendo gli originali sul Corriere, è quasi completo. Mancano soltanto i riferimenti ai rifornimenti di cocaina "Voglio infine precisare che il ricorso alle prostitute ed alla cocaina si inserisce in un mio progetto teso a realizzare una rete di connivenze nel settore della Pubblica amministrazione perché ho pensato in questi anni che le ragazze e la cocaina fossero una chiave di accesso per il successo nella società" e all'attività nell'ambito sanitario del Tarantini: stando al Sole 24 ore la società di Tarantini produceva protesi mediche e la Puglia sarebbe diventata il paradiso italiano delle protesi, con un fabbisogno e un consumo enormemente più alto di ogni altra regione d'Italia.

L'ipotesi che questi personaggi, attraverso elargizioni di soldi, prostitute e cocaina a politici e manager abbiano volutamente fatto aumentare il numero di interventi chirurgici "consigliati" ai pazienti, magari fornendo materiale scadente e rendendo così ancora peggiore la vita di quanti sono stati costretti a subire un intervento rendo tutta la vicenda ancora più oscena. Mentre loro girano con modelle ed escort all'interno di auto di lusso dai vetri neri, i malati pugliesi zoppicano con delle protesi inutili o dannose.

PS: Nell'inchiesta sarebbe coinvolto anche l'ex vicepresidente della Regione, Sandro Frisullo: di questo ci occuperemo presto e con la dovuta attenzione...

Foto | Flickr

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