Leggiamo la Costituzione: l'appello sulla libertà di stampa di Repubblica e l'articolo 21 (settima parte)

pubblicato da alessandro m. – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Costituzione Regole del gioco Silvio Berlusconi

Firma della Costituzione

[Le “puntate” precedenti: prima parte, seconda parte, terza parte, quarta parte, quinta parte, sesta parte]

La previsione contenuta nello stesso articolo 21 della Costituzione, secondo cui “Sono vietate le pubblicazioni a stampa … contrarie al buon costume”, non impone la richiesta di autorizzazioni e non legittima alcuna forma di censura (entrambe - è bene ribadirlo - tassativamente vietate dallo stesso articolo). Pertanto, in caso di violazione del limite del buon costume, il solo strumento utilizzabile sarà ancora una volta il sequestro.

Ma cosa deve intendersi per “buon costume”? La Corte costituzionale ha chiarito che tale espressione, nell’uso che ne fa l’articolo 21 della Costituzione, “non può essere fatta coincidere con la morale o la coscienza etica”, dal momento che la legge morale vive nella coscienza individuale e non può formare oggetto di un regolamento legislativo. Sarebbe troppo pericoloso dare un contenuto così ampio e indeterminato a tale limite. E chi interpretebbe i principi morali da far valere? Il legislatore? Significherebbe attribuirgli un potere straordinario.

La Consulta ha collegato invece tale concetto alla tutela della sfera del pudore sessuale. Più precisamente, il “buon costume” risulterebbe “da un insieme di precetti che impongono un determinato comportamento nella vita sociale di relazione, la inosservanza dei quali comporta in particolare la violazione del pudore sessuale, sia fuori, sia soprattutto nell’ambito della famiglia, della dignità personale che con esso si congiunge e del sentimento morale dei giovani, aprendo la via al mal costume, con la possibilità di comportare anche la perversione dei costumi, il prelavere cioè di regole e comportamenti contrari ed opposti”.

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In sostanza, l’articolo 21 vieterebbe le pubblicazioni oscene. Naturalmente anche la definizione di ciò che è “osceno” non è affatto agevole. I tempi cambiano e ciò che risultava osceno un tempo può non esserlo oggi. Ma interpretato in tal senso, il limite del buon costume è politicamente molto meno pericoloso. (Continua…).

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di marco-alberto

    marco-alberto

    21 set 2009 - 08:21 - #1
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    Ritengo che la costituzione sia lacunosa sull’argomento diffamazione che può venire dalla libertà di stampa!Urge che il governo e il parlamento legiferino in modo celere sull’argomento. Al più presto!

  • Profilo di alessandro_m

    alessandro_m

    21 set 2009 - 09:00 - #2
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    La Costituzione pone per lo più principi. Non è bene che vi si inseriscano norme specifiche (che trovano la loro collocazione naturale nei codici e nelle altre leggi), come quelle che disciplinano dettagliatamente i reati. Non penso che sulla diffamazione la Costituzione debba dire altro rispetto a quanto già prevede.

    Piuttosto vedrei bene qualche norma costituzionale che, in linea di principio, impedisca a chi detiene concessioni pubbliche televisive e altri mezzi di informazione di ricoprire cariche istituzionali. Qui forse i Costituenti furono poco lungimiranti (anche perché era già uscito nel 1941 Quarto potere di Orson Welles e il problema si era posto altrove…).

  • Profilo di marco-alberto

    marco-alberto

    21 set 2009 - 09:21 - #3
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    #2. Si può discutere anche su quanto affermi tu. Non c’è bisogno di dare punti in meno,siamo in un paese libero di libero pensiero. Tuttavia la materia va regolamentata.Si utilizza troppo la Libertà di stampa a scopi non consoni alla corretta e imparziale informazione e,come si dice in gergo: “l’Abuso toglie l’uso”!

  • Profilo di alessandro_m

    alessandro_m

    21 set 2009 - 09:42 - #4
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    Per la cronaca, non sono stato io a toglierti un punto! :-)
    Anzi, io te ne ho dato uno…

    Quanto all’argomento dell’abuso che toglie l’uso, si tratta di un vecchio espediente retorico dei regimi totalitari. Lo impiega anche il buon vecchio Adolf nell’incipit del Mein kampf…

  • Profilo di alessandro_m

    alessandro_m

    21 set 2009 - 09:43 - #5
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    … in riferimento ai Parlamenti!

  • Profilo di marco-alberto

    marco-alberto

    21 set 2009 - 09:55 - #6
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    #4. Grazie della tua chiarezza in merito al punto in meno.Ti chiedo scusa! Non la sapevo quella specificazione che hai fatto sull’Abuso toglie l’uso. Interessante! Comunque rimango dell’idea che la libertà di stampa vada regolamentata. Addirittura sono andati a rovinare un giorno di festa ad una coppia di sposi(lo sposo è andato in escandescenza) xchè il loro è stato il primo matrimonio dopo il sisma in Abruzzo. Lui gli ha detto che non voleva essere ripreso e loro lo facevano lo stesso. Ci vuole rispetto x chiunque sia x il cittadino comune che,a maggior ragione,per la seconda carica dello stato che meriterebbe la stessa cura che si riserva alla prima. Sia chiaro: non xchè si tratta di Berlusconi! Ma xchè è un presiedente eletto dal popolo!

  • Profilo di alessandro_m

    alessandro_m

    21 set 2009 - 10:10 - #7
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    #6. Concordo con te sul fatto che i giornalisti sono spesso troppo invasivi. Ma ritengo ingiusto che lo siano nei confronti dei comuni cittadini…
    Il punto è proprio questo: chi ricopre cariche di governo deve accettare di rinunciare a una buona porzione della propria privacy.
    Il popolo sovrano dovrebbe avere molto più rispetto per sè stesso e molta meno deferenza verso chi comanda.
    Dei nostri governanti dovremmo sapere tutto: se sono onesti, chi frequentano e come si comportano anche nella vita privata. Tutto questo non rientra affatto nel gossip!
    Chi frequenta le prostitute non può farsi promotore di una legge che punisce i comuni clienti delle prostitute. Chi impone le tasse e sanziona coloro che non le pagano non può avere società off-shore. Chi si avvale di una immunità penale che lo tiene al sicuro dai processi non può rivolgersi alla magistratura per citare in giudizio un giornale! Qui non si tratta di gossip, ma di eguaglianza e di democrazia.
    In una democrazia, quando il popolo elegge un leader non gli dà carta bianca, non lo pone al di sopra della legge, della Costituzione e dei diritti. Gli dà solo un mandato e ha il dovere di vigilare in tutti i modi affinché quel mandato venga svolto nel migliore dei modi.

  • Profilo di marco-alberto

    marco-alberto

    21 set 2009 - 10:17 - #8
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    #6. Su come hai impostato la questione,mi trovi concorde al 99,5×100. Lascio un margine dovuto al fatto che,pur riconoscendo che le foto pubblicate riguardanti la villa sarda del premier sono vere,sono totalmente in dissidio su come le hanno ottenute(cioè penetrando con gli zoom recinzioni private). Per il resto,ti ripeto,totalmente d’accordo col tuo ragionamento!!!

  • Profilo di marco-alberto

    marco-alberto

    21 set 2009 - 10:20 - #9
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    #7 Alessandro! Non #6,ho sbagliato.

  • DR.KOM

    21 set 2009 - 17:15 - #10
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    AHAHAHA ANCORA LA COSTITUZIONE?!!! BERLÜSKA SE MI LEGGI M IRACCOMANDO : FAI A BRANDELLI LA COSTITUZIONE KOMUNISTA E TUTTI I COMUNISTI!!!!1!!!

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