
Non abbiamo fatto in tempo a ragionare sul silenzio, relativo all’ora di religione, di Mariastella Gelmini che il Ministro della Pubblica Istruzione ci smentisce dai microfoni del programma radiofonico “Radio Anch’io”.
“Io credo - ha dichiarato Mariastella Gelmini - che non sia corretto farla diventare un’ora in cui si insegnano in maniera paritetica le altre religioni. Non succede nei paesi musulmani e non capisco perchè dovremmo rinunciare noi a quello che ha condizionato fortemente la nostra cultura”.
Mischiando il privato con il pubblico, a differenza del leader del suo partito che non perde occasione per sottolineare quanto i due ambiti siano discinti, il Ministro della Pubblica Istruzione ha dato l’ennesima prova di immaturità.
Sarebbe, a questo punto, giusto ipotizzare l’introduzione di una norma grazie alla quale i cittadini possano bocciare gli esponenti politici che non hanno studiato la Costituzione prima di diventare Ministro.
L’Italia, malgrado tutto, è un paese laico. Come tale rispetta ogni singola confessione ma non ne deve promuovere il credo.
Capirlo non mi sembra tanto difficile. Eppure ancora oggi ragioniamo sull’influenza di Cristo sulla nostra storia dimenticandoci di altri personaggi il cui passaggio sulla penisola è stato più tangibile.
Tale fortuna non avrà l’esponente del Popolo della Libertà il cui silenzio è più gradito del verbo.
MagoG
11 set 2009 - 13:46 - #51Al posto dell’ora di religione, ciò che troverei utile sarebbe l’ora di “religionI”. A cura di un insegnante laico, in cui si analizzino dal punto di vista storico e sociale le religioni in relazione alle rispettive culture in cui sono attecchite.
Magari condite da un po’ di educazione civica e sociologia, giusto per limitare lo sviluppo costante di un esercito di imbecilli che alle soglie del 2010 ancora continuano a ragionare ed esprimersi in termini di “noi” e “loro”.
naruto1685
11 set 2009 - 14:09 - #52no metal, l’informatica è il futuro! si, è vero, in molti istituti esistono già dei “corsi” di informatica, ma attenzione, non sono sufficienti.. poi mi trovo d’accordo con te per quanto riguarda questa frase:
Il problema è che il PDL non vuole che l’italiano impari ad usare il computer, altrimenti l’informazioni le prenderebbe dai siti invece che dai sui TG servi.
Moderatore
11 set 2009 - 14:17 - #53Cari lettori,
stiamo cercando di migliorare l’ambiente di conversazione del blog e per questo inizieremo a moderare non solo le offese palesi e plateali ma anche alcuni dei commenti più nocivi per l’atmosfera della community: quindi commenti senza motivazione alle opinioni, commenti negativi in maniera esagerata e gratuita, off topic e battibecchi tra lettori che non seguono il filo del tema e pensano di chattare in pubblico, cose dette mille volte che generano flame ormai noiosissimi, cose di questo genere.
Grazie per l’attenzione e buona lettura.
Steffa
11 set 2009 - 15:33 - #54anocora… non bastava ieri vero, altro commento cancellato inutilmente
normanno del sud
11 set 2009 - 15:45 - #55con questa societa d figetti e z____ole un po d religione non fa male, perche fa parte della nostra storia !!
guarda i protestanti sono come dei maiali,,e la chiamano liberta questa.no grazie
andreami
11 set 2009 - 15:53 - #56Ma per favore, e’ solo arrivato il momento di dare i contentini alla chiesa vista la condotta del premier e la politica sull’immigrazione.
Quindi ora per aver il privilegio di avere un primo ministro casanova e per pagare il conto della campagna elettorale della lega ci tocca (a noi) per punizione l’ora di religione, niente testamento biologico, niente coppie di fatto, ecc…
Rikstyle
11 set 2009 - 22:19 - #57La religione non da nessun tipo di cultura non capisco perchè si dovrebbe insegnare obbligatoriamente a scuola.
Solite idee assurde di regime.
Mautasi
04 ott 2009 - 16:03 - #58Chissà se prima di essere nominata ministro, la Gelmini sapeva già che il suo ministero della pubblica istruzione sarebbe stato in realtà un’appendice del ministero dell’economia e delle finanze. Una sorta di cavallo di Troia usato dal governo per tentare di risanare i propri debiti, mascherando da riforma un sistema di tagli indifferenziato, foriero di un regresso senza precedenti nel mondo dell’istruzione del nostro paese. Alla fine però se ne sono accorti tutti e la stessa Gelmini ha dovuto ammettere che il decreto comporta 7,8 miliardi di euro di tagli alla Scuola. Ormai solo tra i fedelissimi chiamano ancora “riforma” quello che in realtà si è rivelato un vero e proprio colpo di scure all’istruzione scolastica. Politici, sindacalisti, insegnanti, precari, da tempo dicono la loro sui giornali e in tv, ma sempre più di rado si fa riferimento ai contenuti del decreto, al punto che da pochi giorni qualcuno ha sostituito il concetto di “maestro unico” con quello di “maestro prevalente” del quale, manco a dirlo, nel decreto non c’è nessuna traccia. Per farsi un’idea basta leggersi gli otto articoli che compongono il “taglio Gelmini” proprio dal sito del governo (http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/testo_int.asp?d=40106) . Quello che colpisce, oltre al titolo, “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università“, sono le premesse: “Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di attivare percorsi di istruzione di insegnamenti relativi alla cultura della legalità ed al rispetto dei principi costituzionali…”