Gianfranco Fini: la conta. Voto + 8. La “lettera dei 50 deputati” è la risposta politica degli ex di An per spuntare gli artigli del premier contro il presidente della Camera. Niente è più scontato. E tutto è possibile. Anche il “tutti a casa!”
Silvio Berlusconi: randagio. Voto – 8. Il premier ha sciolto il pitbull (Feltri), ed è difficile riprenderlo. Risultato? Presto il Governo “sotto” alla Camera su biotestamento, immigrazione, omofobia. Temporale o terremoto?
bissis
15 set 2009 - 07:42 - #1altro che prodi, tra un po’ dovranno fare ricorso alla fiducia anche per ordinare la cancelleria se va avanti così
neanche se hanno il 100% del governo riescono a far andare avanti le cose normalmente
16dB
15 set 2009 - 09:57 - #2Se io fossi in Napolitano in quanto presidente della repubblica e comandante in capo delle forze armate, non andrei più tanto in giro, visto che quando lui non c’è, il reggente è Renato Schifani.
Scappare
15 set 2009 - 10:20 - #3Volevano che non si facesse gossip su berlusconi…invece ora il gran capo vuole fare gossip sugli altri che non la pensano come lui…ecco che allora torna fuori il conflitto di interessi mostruoso di berlusconi!! Conoscendo il berlusca chissa’ quante femmine a portato nei letti dei nostri politici, per questo sono molto servili, e’ sanno benissimo che chi si mette contro di lui faranno la fine di boffo o di di pietro che finiscono sui giornali e telegiornali un giorno si e l’altro pure!!
Fabio P.
15 set 2009 - 10:22 - #4e togliete sta cavolo di pubblicità dei denti marci
per favore un po’ di educazione, echecazz
Vercingetorige
15 set 2009 - 10:24 - #5Che Fini inizi a dire qlks di Destra e nn far polemiche inutile solo per un suo tornaconto personale, il dibattito all’interno del Pdl è giusto, ma mi sembra ridicolo che vogliano fare i terzi incomodi negli incontri con Bossi, dopotutto è un incontro tra leader, e il leader del Pdl è solo Berlusconi.
Poi è quanto meno ridicolo che Fini venga applaudito dalla sinistra solo perchè da contro Berlusconi, ormai è chiaro che la sinistra fa più schifo di un’AMEBA. Prende le parti di Murdoch, prende le parti del Vaticano, prende le parti di Galan, a seconda di chi critica Berlusconi, alla fine confida più nella Destra per battere la Destra che nn la stessa Sinistra. Quella è morta e defunta. E se Fini viene applaudito dalla Sinistra è tutto dire, sopratutto dopo sue uscite poco felice, come il voto agli immigrati, che vada nel PD, ad oggi accolgono tutti, dai capitalisti, passando per i mafiosi e i cattolici della domenica, arrivando ai radical chic. L’unico attributo richiesto, è da addosso a Berlusconi.
Amelia Enoteca
15 set 2009 - 10:27 - #6Infatti Mastella da quando sta di là non ha più aperto bocca. Chissà perchè.
munky
15 set 2009 - 10:38 - #7#5
Ma hai usato Babelfish per scrivere quel commento?
Un solo appunto: da quando Berlusconi è di destra?
garcetto
15 set 2009 - 11:31 - #8@7
questa e’ da OSCAR ! se passi di qua ti offro una birra :)
munky
15 set 2009 - 11:50 - #9Oh grazie, una birretta non si rifiuta mai:)
Utan
15 set 2009 - 17:41 - #10Belusconi si fa bello con il lavoro e il “merito” di altri, ma cosa bisogna aspettarci da un demagogico megalomane:
Il presidente della Provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane, chiede più sobrietà da parte del governo: «La consegna delle prime case per gli sfollati è un fatto importante e va sottolineato, ma va rigettato un certo tono di enfasi e di autoreferenzialità: questa case non erano previste e sono state individuate dopo una mobilitazione dei cittadini di Onna che non volevano spostarsi, non sono le case del progetto, non è merito del governo». «Continuerò - ha aggiunto la Pezzopane intervistata da “Red Tv” - a chiedere a Berlusconi sobrietà, rigore e interventi concreti, perché se in alcuni momenti siamo stato assecondati, in altri siamo stati usati e strumentalizzati, gente che soffre portata in vetrina per esibire potere e forza di un governo che in molti momenti ha mostrato debolezza».
«Le case di Onna non facevano parte del progetto di ricostruzione del governo. Il finanziamento, infatti, è della Croce rossa, l’esecuzione è opera della provincia di Trento e la funzionalità urbana del comune dell’Aquila» . «La consegna delle case di Onna è sicuramente un fatto importante e positivo, frutto però dell’opera del Paese intero. Dispiace quindi che il presidente del Consiglio ne approfitti per mettersi al centro della scena. Non vorremmo poi che l’enfasi odierna serva solo per considerare anche la ricostruzione dell’Aquila come un risultato raggiunto. Invece ora si tratta di cominciare ad affrontare il problema fondamentale della ricostruzione della città e del suo centro storico».
Utan
15 set 2009 - 17:47 - #11In tv si vedrà invece Berlusconi consegnare le chiavi di casa ad una famiglia, e tagliare il nastro dell’asilo nido. Ogni onnese troverà poi nella nuova casa un messaggio di benvenuto scritto dallo stesso invadente premier come se fosse un regalo personale del premier. Ci saranno anche le autorità locali, che però non seguiranno Berlusconi nella registrazione romana dello speciale di Porta a Porta. Lì si sentirà una sola voce, e solo quella, non sia mai che qualcuno non volendo faccia sfigurare l’importante opera del premier con una critica imprevista.
Utan
15 set 2009 - 18:11 - #12Il miglior presidente del Consiglio che l’Italia abbia mai avuto negli ultimi 150 anni va ripetendo in giro che la consegna di 47 chalet a 200 dei trentamila sfollati per il terremoto d’Abruzzo dopo appena 162 giorni rappresenta “il cantiere più grande del mondo”, nonché l’opera di ricostruzione più rapida e imponente della storia dell’umanità. Anche meglio della muraglia cinese e della piramide di Cheope. Non parliamo poi della bonifica delle paludi pontine e della battaglia del grano, che gli fanno un baffo.
A tenergli bordone c’è l’eccellentissimo Guido Bertolaso, il gran ciambellano della Protezione Civile nonché “uomo della Provvidenza” tutto il mondo ci invidia perché senza di lui non sapremmo proprio come fare: anche lui si loda e si imbroda a proposito della ricostruzione più rapida e imponente eccetera. La stampa al seguito registra e rilancia. Peccato che non sia più in vita Indro Montanelli, che dopo il terribile sisma del 1980 in Campania e Basilicata, raccolse tra i lettori del suo Giornale (quello vero, non la tetra parodia oggi in edicola) un bel po’ di quattrini e consegnò ai terremotati di Castelnuovo di Conza un intero villaggio di nuove case, il “Villaggio Il Giornale”, inaugurato insieme all’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini 170 giorni dopo il sisma. Cioè soli 8 giorni dopo l’attuale ricostruzione più imponente e più rapida eccetera.
Ma ci fu anche chi arrivò molto prima: lo staff di Giuseppe Zamberletti, democristiano lombardo concreto ed efficiente, che senza essere sottosegretario a nulla, ma in veste di commissario straordinario di governo, mise a frutto l’esperienza maturata nel 1976 in Friuli e riuscì a consegnare 150 chalet (identici ai 45 inaugurati ieri dal premier, anche se a pagarli è stata la provincia autonoma di Trento, governata da Lorenzo Dellai, centrosinistra) alla popolazione di Ariano Irpino, che aveva appena pianto 300 morti, riuscendo a seppellirli solo tre settimane dopo. Quando avvenne la consegna? Qualcuno, sentita la premiata ditta B&B, nel senso di Berlusconi & Bertolaso, dirà: sicuramente non prima di 170 giorni, altrimenti gli annunci del presidente del Consiglio e del capo della Protezione civile sarebbero nient’altro che balle. E i giornali che le registrano senza batter ciglio sarebbero nient’altro che uffici stampa. Bene, tenetevi forte: Zamberletti consegnò ad Ariano i primi prefabbricati appena 60 giorni dopo il terremoto e le 150 casette con giardino dopo soli 122 giorni, dando un tetto permanente a 450 persone: la metà dei superstiti. Cioè impiegò ben 40 giorni in meno della ricostruzione più imponente e rapida eccetera, per fare il triplo del migliore presidente del Consiglio degli ultimi 150 e del capo della Protezione civile che tutto il mondo ci invidia.
Con tre lievissime differenze, fra il 1980 e oggi. Primo: il terremoto in Campania e Lucania si estese per quasi due regioni intere, fece 3 mila morti (10 volte quelli d’Abruzzo), 9 mila feriti e 300 mila sfollati. Secondo: all’epoca la Protezione civile non esisteva: i soccorsi erano coordinati dalla radio della Rai, con le telefonate in diretta degli amministratori e dei cittadini. Terzo: scalcinata fin che si vuole, l’Italia era ancora una democrazia. E anche il politico più infame avrebbe esitato un po’, prima di pavoneggiarsi a favore di telecamera su un red carpet di cadaveri.