
Un’opposizione che sia degna di questo nome, in barba alla scaramanzia, deve farsi trovare pronta al dopo-Berlusconi. Con un premier sempre più sull’orlo di una crisi di nervi, che tutti i giorni gioca a spararla sempre più grossa, con Fini che si distacca sempre più dal PDL e la Lega che va a cercar benedizione dai vescovi, l’agitazione politica è sotto gli occhi di tutti, la pentola a pressione sta per scoppiare e il centrosinistra non può farsi trovare impreparato al botto.
Già, ma come intavolare la preparazione? L’ideale sarebbe sui contenuti e sull’alternativa politica e programmatica a quel che resta del centro-destra. Ma siccome in questi casi la politica si abbraccia alle leggi della fisica, l’ideale non esiste, esiste il reale.
E la realtà in questi giorni passa per bocca di Enrico Letta, che da Genova esce allo scoperto:“Il nostro futuro passa per un Pd forte alleato con un centro forte”
Niente Sinistra quindi, niente Di pietro (ma questa è roba vecchia), si guarda al centro. Diciamola tutta, qui non si tratta di nuova strategia politica in vista di un collasso del PDL, questo è un motivetto che al buon Letta (non perchè suo zio sia il cattivo Letta eh, sia chiaro) ultimamente piace. L’obiettivo secondo Enrico Letta è uno e uno solo: mandare a casa Berlusconi in ogni modo, dritta o di sponda. Se poi non si riesce a governare l’Italia (come è capitato al povero Prodi) poco importa.
Lo “spettro” del grande centro avanza, e il boccone è troppo appetitoso per essere lasciato solo. Enrico Letta lo sa. Un sondaggio di SWG prospetta un partito di centro con Luca Cordero di Montezemolo al 15% dei consensi.
Ora, proviamo ad immaginare il centrosinistra dopo il 25 ottobre. Minimo comune denominatore: mandare a casa Berlusconi. Come? Il panorama è questo: cattolici che a casa di una sinistra laica si trovano male (Enrico Letta e Rutelli), una sponda ad una parte di destra dissidente che della xenofobia della Lega e dei festini del premier non ne possono più (Fini e gli ex-AN), una strizzata d’occhio all’UDC tutta (Casini e Cesa), un plauso all’astro nascente della politica (Montezemolo).
Prove tecniche di Democrazia Cristiana?
Immagine| PDNetwork - Flickr
ice
15 set 2009 - 13:33 - #1Casini è la versione finto bravo ragazzo di Mastella
ricordiamoci che solo un anno fa metteva il suo stesso prestigio politico a garanzia di un Cuffaro condannato in primo grado per associazione con mafiosi e che portava in parlamento i pasticiini per festaeggiare il fatto che non ostanto avesse commesso un illecito in conconcomitanza con un esponente della mafia…non gli era stata addebitata l’aggravante della “associazione mafiosa”
quindi un alleanza con l’UDC riporporrebbe gli stessi scenari di quella di Prodi con Mastella
e si risolverebbe con un governo incapace di operare e quindi una nuova sconfitta non tnato per la sinistra (che ormai non me frega piu nulla) ma per le sperenza degli italiani
Vercingetorige
15 set 2009 - 17:03 - #2@1
concordo… alla fine chiunque si allei con Casini, si cova una serpe in seno. Nel 2001-2005 la destra è andata in crisi con l’Udc. Nel 2006-08 la sinistra è caduta grazie all’Udeur. Per lo meno adesso il berlusca s’è fatot furbo, e anche se ha ripescato quel topo di fogna di Mastella, per lo meno l’ha mandato in Europa, e anche se fosse rimasto in Italia, nn avrebbe più alcun potere…
L’Udc, in proporzione, è il partito con più mafiosi…
ventoacqua
15 set 2009 - 17:32 - #3“Nel 2001-2005 la destra è andata in crisi con l’Udc.”
Non mi sembra che questo sia vero, a meno di non considerare (come si fa ultimamente nel PDL) ogni posizione critica o divergente come un attentato allo Stato….