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L'Italia dei Valori alza il tiro e si presenta come Alternativa di Governo

Pubblicato: 15 set 2009 da paganini

Commenti dei lettori


Dal 18 al 20 settembre l’Italia dei Valori festeggerà il suo magic moment (in termini di consenso politico) a Vasto, con la sua 4° Assemblea nazionale. Che l’atmosfera dalle parti di Di Pietro sia positiva al limite dell’euforico lo si capisce dal titolo della kermesse: l’alternativa di governo.

Un ottimismo davvero impensabile per un partito che fino a qualche anno fa puntava alla semplice sopravvivenza ma che oggi sembra mirare a sottrarre egemonia nell’opposizione (ed anche del governo futuro) al Partito democratico: L’ampio consenso riscosso il 6 giugno alle elezioni europee ha confermato che la linea dell’opposizione senza sconti, l’unica che i cittadini hanno visto durante il governo di centrodestra, è stata apprezzata dai cittadini. L’Italia è scivolata agli ultimi posti di qualsiasi graduatoria mondiale in ambito economico, sociale, ambientale, culturale e politico per colpa di questa maggioranza e di un’opposizione divisa dagli individualismi di partito. Per tornare a crescere l’Italia ha bisogno di un’alternativa di governo che nessun partito dell’attuale opposizione, eccetto Italia dei Valori, può offrire in modo credibile nell’attuale contesto politico italiano.

Venerdì 18 settembre a Vasto si parlerà tra l’altro di disoccupazione, con Zipponi e Rinaldini, e di libertà di informazione, con Travaglio, Pardi, Tranfaglia, Antonio Di Bella, Concita De Gregorio, Francesca Fornari e Vittorio Occorsio. Qui trovate il programma completo della Festa nazionale Idv.

Foto | Di Pietro su Facebook

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23 commenti

Commenti dei lettori

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  • Raoul De Fariz

    15 set 2009 - 16:00 - #1
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    Bravi! Bene Tramaglio e DiPietro…. siamo veramente preoccupati per quel che sta succedeno in Italia e per il futuro che attende i nostri figli!!!!!!!!!

    Salvateci!!!!!

  • Commento #2 (-7 punti) - 15 set 2009 - 16:00 - Apri commento
  • Profilo di Vercingetorige

    Vercingetorige

    15 set 2009 - 16:50 - #2 (nascondi)
    -7 punti
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    Un analfabeta che nn sa parlare manco l’italiano e che si fa psicoanalizzare dai polli…che bel futuro…

  • Profilo di garcetto

    garcetto

    15 set 2009 - 17:00 - #3
    6 punti
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    non essere cosi’ duro con renzo bossi dai…

  • Profilo di 16dB

    16dB

    15 set 2009 - 17:00 - #4
    0 punti
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    Perchè i leghisti in certe situazioni non hanno un minimo senso del pudore?
    Fate finta di nulla no?
    Bossi per anni usciva di casa la mattina dicendo che andava in ospedale, perchè era medico, e poi si è rivelata tutta una bufala (raccontato della prima moglie).

    http://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Bossi

  • Profilo di ventoacqua

    ventoacqua

    15 set 2009 - 17:20 - #5
    0 punti
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    I miei migliori auguri all’IDV per l’Assemblea nazionale.
    ù_ù

    #3: in effetti non capisco quest’acrimonia verso Renzo Bossi, ha ottenuto un lavoro da 12 mila euro al mese dopo essere stato bocciato 3 volte alla maturità, ma questo può capitare a tutti, no…?

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    15 set 2009 - 17:21 - #6
    -2 punti
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    Se vogliono beccare Berlusconi non devono alzare il tiro, lo devono abbassare!!!!

    BUHAHAHAHAHAHAH !!!

    (e che devo fà, me vengheno così)…

  • Profilo di sandokan71

    sandokan71

    15 set 2009 - 17:24 - #7
    4 punti
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    Intanto l’IDV ha già un programma di governo con cui confrontarsi con i cittadini e le altre formazioni politiche. Il PD non ha neppure un postit con quello che pensa o vuole fare, il PDL il programma lo scrive Re Silvio giorno per giorno.

    Ai leghisti… vi ricordate delle vostre 10 domande a Silvio?
    http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/documenti/domande_padane.pdf

  • Profilo di babyshambles

    babyshambles

    15 set 2009 - 17:33 - #8
    0 punti
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    grande l’italia dei valori!!!

  • Profilo di naruto1685

    naruto1685

    15 set 2009 - 17:35 - #9
    0 punti
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    bene così, forza idv!

  • Profilo di darkvhox

    darkvhox

    15 set 2009 - 17:47 - #10
    0 punti
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    dipietro e travaglio…

    Aiuto…

    specialmente il secondo il primo ha la dignità di un tappo, il secondo ha qualche problema mentale, crede di essere in una dittatura hitleriana dove lui poverino non lo segue nessuno e il grande e sommo nano controlla tutto, quando su molti telegiornali rai berlusconi viene attaccato.

    una volta ho visto un video travaglio praticamente doveva commentare il solito processo (dove parla delle sue aziende e ripete ogni 3 secondi che è un mafioso ecc.) ma non ha detto niente ha passato tutto il tempo ha dire solo che la televisione pubblica è controllata dal “regime”. Regime? ma sei scemo vai in cina o in birmania vedrai un regime, ma magari basterebbe una lobotomia

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    15 set 2009 - 17:53 - #11
    -2 punti
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    darkvhox: ma che sei matto ?????

    Come osi parlar così del mitico Di Pietro (TM) e del suo fido stalliere Travaglio (TM) ?

    (o mitico T. e fido stalliere D.P., tanto è uguaglio) ?

    Tu non sai in che casino ti sei messo… ;)

  • Profilo di Steve Robinson Hakkabee

    Steve Robinson Hakkabee

    15 set 2009 - 17:58 - #12
    0 punti
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    darkvhox: critica anche Beppe Grillology™ e sei gia di partenza per il gulag. Insomma i casini bisogna farli sempre fino in fondo!

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    15 set 2009 - 18:02 - #13
    0 punti
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    Steve: voglio il codice ASCII del (TM) !!! Come lo fai ?

  • Profilo di m4rco.polo

    m4rco.polo

    15 set 2009 - 18:57 - #14
    0 punti
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    Grillo ha come unico pregio che sa lanciare problematiche che gli attori politici istituzionalizzati non considerano. Il problema è che le danneggia più che altro. Stesso vale per Di Pietro.

    Albert™: & # 0 1 5 3 (senza spazi)

  • Profilo di paolo0101

    paolo0101

    15 set 2009 - 19:00 - #15
    0 punti
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    x Albert
    Alt + 0153

  • Profilo di Massimo M.

    Massimo M.

    15 set 2009 - 19:51 - #16
    2 punti
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    no dai Di Pietro no… a parte che come dicono alcuni non sappia parlare neanche in italiano ma poi.. uno che prendi soldi dallo stato per il partito e li fa confluire in un’associazione privata per spartirseli con moglie e parenti… suvvia… me lo ricordo ancora quando si faceva regalare i tappeti in via padova (milano) !!!
    più che un magistrato a me pare un papponazzo… altro che italia dei valori… dei suoi di Valori hehehehe

  • Profilo di sadoperro

    sadoperro

    15 set 2009 - 20:04 - #17
    0 punti
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    Alla vergogna non c’è limite.

  • Profilo di William Wallace

    William Wallace

    16 set 2009 - 00:14 - #18
    1 punto
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    sandokan

    Cos’è che ha l’IDV??! Un programma???!

    Scusa ma qui ti rido in faccia.

  • Profilo di garcetto

    garcetto

    16 set 2009 - 09:37 - #19
    0 punti
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  • Profilo di flatten

    flatten

    16 set 2009 - 09:41 - #20
    -1 punto
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    VI CONSIGLIO UNA BUONA LETTURA..
    giusto indignarsi per il figlio di bossi, ma leggete qui..tutto mondo è paese!!!!!!SVEGLIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!

    http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/arresti-napoli-3/figlio-di-pietro-indagato/figlio-di-pietro-indagato.html

    http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200901articoli/40087girata.asp

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=241605

  • Profilo di flatten

    flatten

    16 set 2009 - 09:42 - #21
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    È indagato, Cristiano Di Pietro. La Procura di Napoli lo ha iscritto per corruzione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio nell’ambito della inchiesta «madre» (il cui esito è allo stato imprevedibile) che riguarda il malaffare gestito dall’ex provveditore alle opere pubbliche della Campania e del Molise, Mario Mautone. E’ indagato da tempo il figlio di Tonino, l’ex pm oggi leader di Italia dei Valori, che proprio ieri è stato interrogato per tre ore dal procuratore aggiunto Franco Roberti e dai sostituti D’Onofrio, Falcone e Filippelli. Ai giornalisti, il leader di IdV ha assicurato che nulla sa (o ha chiesto) della posizione del figlio, dichiarandosi «orgoglioso», come cittadino, politico, leader di IdV, di aver dato il suo contributo per «individuare le responsabilità», portando «fatti e circostanze» utili alla lotta «alla corruzione». E’ vero, anche per la procura le dichiarazioni di Di Pietro senior sono state utili a dissipare i dubbi sulla «fuga di notizia» pilotata che lo portò, da ministro per le Infrastrutture (è il luglio del 2007) alla sostituzione di Mautone, richiamato a Roma.

    Antonio Di Pietro ha spiegato che quando si insediò al ministero istituì una commissione amministrativa che produsse una istruttoria che si concluse con una serie di cambi di poltrone interne. E, dunque, che Mautone finì in quella «lista nera» sulla base della sua inchiesta. Di Pietro ha convinto la Procura che lui non si è fatto ricattare e che, se solo avesse avuto sentore di questo ricatto, avrebbe fatto arrestare i suoi protagonisti. Resta il fatto che Cristiano Di Pietro è indagato, come lo sono altri esponenti politici dell’IdV e di altri partiti, come il senatore di An Gennaro Coronella, nell’ambito della inchiesta «madre» della Procura di Napoli. I reati ipotizzati vanno dalla corruzione all’abuso d’ufficio e alla turbativa d’asta. E’ indagato anche il senatore IdV Nello Di Nardo, che quando Di Pietro era ministro faceva parte della sua segreteria politica. Nel rapporto della Dia, depositato nell’ambito del filone «Global Service», quello di Alfredo Romeo, vi sono accenni a decine di intercettazioni telefoniche e ambientali. Non tutte quelle agli atti dell’inchiesta, naturalmente. Di Nardo parla con Mautone e sponsorizza l’affidamento di incarichi a due architetti: «Mi raccomando, sono due amici di Cristiano ai quali non bisogna far prendere collera…». E già, le raccomandazioni. E non solo.

    Per esempio l’allora capogruppo al Senato di IdV, Nello Formisano - Mautone ad altri confida: «Il senatore è amico mio» - anche dopo che Di Pietro lo ha fatto fuori, il 3 novembre del 2007 parla con l’ex provveditore di Napoli. Mautone gli ricorda «di non dimenticarsi della situazione di Russo (un dirigente del Provveditorato di Napoli da promuovere, ndr)». Non sono solo le «raccomandazioni» a mettere in difficoltà Cristiano Di Pietro perché, secondo il rapporto degli investigatori, «vi sono suoi interessi anche in alcuni appalti e su alcune forniture». Quando Mautone gli dice che per i lavori per la Chiesa «è arrivata la richiesta dell’impresa “Gentile”», Cristiano commenta: «Perfetto!». Di Pietro junior, il senatore Di Nardo. E poi il sindaco di Recale, Caserta, parlamentare di IdV, Americo Porfidia. Che si scopre essere indagato per camorra. Sembra una maledizione, quella che si è abbattuta sul partito campano di Di Pietro.

    Molto effervescente e dilaniato da guerre intestine. Che, per esempio, il parlamentare Franco Barbato ha denunciato pubblicamente, chiamando in causa due consiglieri regionali di IdV in odore di contiguità con la camorra. Colpisce, nella lettura delle «carte» della Procura anche l’utilizzazione di Mautone in chiave politica interna. C’è un consigliere regionale della Campania, Francesco Manzi, che scalpita, forse vuole uscire dal gruppo parlamentare regionale. Il cugino del senatore Nello Formisano spiega al provveditore Mautone che proprio il senatore «vuole dare un segnale a quello scemo di Manzi», e dunque che Mautone deve promuovere un sopralluogo nei cantieri per due chiese «i cui lavori stanno a cuore di Manzi».

  • Profilo di flatten

    flatten

    16 set 2009 - 09:42 - #22
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    NAPOLI - Più di tre ore davanti ai pm che indagano sugli appalti a Napoli e che hanno iscritto nel registro degli indagati il figlio Cristiano. Antonio Di Pietro si è recato nel pomeriggio nella sede della procura al Centro Direzionale per chiarire alcuni punti su cui si è particolarmente concentrata l’attenzione dei magistrati: in primo luogo la questione della fuga di notizie che ha caratterizzato la prima fase delle indagini e, indirettamente, la vicenda emersa dalle intercettazioni telefoniche dei rapporti tra il figlio Cristiano, consigliere provinciale dell’Idv di Campobasso, e l’ex provveditore alle opere pubbliche della Campania e del Molise Mario Mautone.
    In serata trapela la notizia che Cristiano Di Pietro è stato iscritto nel registro degli indagati della procura partenopea, anche se le fonti giudiziarie hanno precisato che si è trattato di un “atto dovuto”.

    Ma dagli stessi ambienti degli inquirenti emerge anche soddisfazione per l’esito della testimonianza dell’ex pm di Mani Pulite: Di Pietro avrebbe convinto i pm, documenti alla mano, che non fu una fuga di notizie sulle indagini in corso a determinare il trasferimento a Roma, all’epoca in cui Di Pietro era ministro alle Infrastrutture, di Mautone. Lo spiega lo stesso Di Pietro all’uscita della procura dove è atteso da una folla di giornalisti, fotografi e operatori televisivi.

    “Ho messo in condizione la Procura della Repubblica, carte e documenti alla mano, di ricostruire le ragioni per cui responsabilmente e doverosamente, nell’estate 2007, l’ingegner Mautone insieme con altre decine di persone in un grappolo di provvedimenti unitari sono stati trasferiti dalle loro sedi in altre sedi”.

    “Sono fatti - ha aggiunto - che devo dire, e sono anche rimasto molto orgoglioso del lavoro che ho fatto, hanno trovato un riscontro formidabile dalla lettura incrociata dei documenti da me presentati e dalla lettura delle intercettazioni telefoniche”.

    Di Pietro non elude poi le domande sul coinvolgimento del figlio nell’inchiesta. “Ho chiesto alla procura di indagare, e la procura doverosamente dovrà indagare, senza alcun riguardo per nessuno. Non vogliamo che ci sia alcuna riserva nei confronti di parenti e figli compresi ed esponenti di partito”, afferma in linea con l’atteggiamento assunto sin da quando furono diffuse le intercettazioni telefoniche delle conversazioni tra Cristiano e Mautone. Tuttavia la vicenda,a suo giudizio, va valutata nella esatta dimensione: “L’indagine a Napoli non riguarda mio figlio. Riguarda una vicenda grossissima: vi prego di non trasformare uno stuzzicadenti in una trave e la trave in una pagliuzza”.

    Ma da ex pm che idea si è fatto sul cosiddetto “sistema Romeo” ipotizzato dai magistrati? Dopo aver precisato che “c’è il segreto istruttorio”, ha affermato: “Credo che sia limitativo pensare che ci sia un solo sistema Romeo. La procura sta indagando su mille questioni e alla fine si tireranno le somme”.

  • Profilo di flatten

    flatten

    16 set 2009 - 09:42 - #23
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    Io sono sempre stato a difesa della legalità». Antonio Di Pietro ieri aveva un comizio a Perugia e in campagna elettorale si possono dire anche cose che rischiano di essere smentite dai fatti, in particolare da quella che Achille Occhetto ha di recente definito «la gestione padronale e autoritaria del suo partito». Se poi ci sono di mezzo i figli…
    Anna Di Pietro è brillante, di bella presenza, studentessa all’università Bocconi e parla con quell’accento milanese che non ha mai intaccato la cadenza molisana del papà. Nel marzo 2006 viene assunta dalla Editrice Mediterranea, la società che pubblicava il giornale dell’Italia dei valori: nella redazione romana di via della Vite, una splendida traversa di via del Corso, raccontano però di non averla mai vista, nemmeno per ritirare le buste paga. Insomma, sulla carta è assunta a tutti gli effetti per svolgere il praticantato che dà diritto a sostenere l’esame da professionista. Solo che non ha mai lavorato.
    Al giornale, nel frattempo, avevano pensato che avesse cambiato idea, che di fare la cronista non avesse più alcuna intenzione. E però in mancanza di comunicazioni diverse continuano a darle lo stipendio, che non ha mai ritirato. Non è l’unica figlia eccellente affidata alle cure della direttrice Delia Cipullo. Tra i praticanti figura anche Antonio Formisano, figlio di Nello, capogruppo al Senato dell’Idv. Lui però lavora davvero, tant’è che nella lista dei praticanti ammessi a sostenere il prossimo esame figura iscritto al numero 83.
    Di Anna Di Pietro, invece, al giornale del partito avevano perso le tracce. Anche perché nel frattempo, esattamente a luglio 2007, suo padre intima alla Editrice Mediterranea la dismissione della testata Italia dei valori e pone fine al rapporto che faceva del giornale l’organo del suo partito, con i relativi fondi per l’editoria.
    L’editore dà seguito alle richieste dell’ex magistrato, restituendogli la titolarità della testata. Da allora di Di Pietro non hanno più notizie dirette. Incoraggiato dalla combattiva Cipullo, l’editore cerca però di andare avanti con il suo giornale che esce fino allo scorso 4 agosto sotto la testata Idea democratica. Ma il disconoscimento dell’Idv porta alla chiusura di «una redazione vera, di persone vere che facevano un giornale vero» spiega Delia Cipullo, «con più di dieci giornalisti». Insomma, ci tiene a precisare orgogliosa, «non uno di quei giornali finti che servono solo ad avere i soldi dell’editoria di partito».
    A gennaio la sorpresa, Antonio Di Pietro si ricorda del suo ex giornale, e così nella redazione ormai in via di dismissione, cominciano ad arrivare dal suo staff una serie di telefonate. Alla direttrice viene chiesto di certificare l’avvenuto praticantato di Anna Di Pietro. A fronte di una situazione contributiva regolare, ci tiene a specificare la direzione del giornale, per far sì che la figlia del ministro possa sostenere l’esame da giornalista nella prima sessione utile occorre che Delia Cipullo certifichi ufficialmente l’apporto dato dalla ragazza alla redazione. La direttrice però da questo orecchio non ci sente e risponde alle insistenti richieste con un netto no: «Non firmo la certificazione perché non sussistono gli estremi per farlo. Il praticante deve stare in redazione e io Anna Di Pietro non l’ho mai vista nemmeno una volta. Non ha mai ritirato le buste paga. A tutt’oggi è ancora una dipendente della Editrice Mediterranea, malgrado tutto non l’abbiamo licenziata. Però fino ad ora non ha mai lavorato e quindi non posso firmare alcunché».