Sanaa: il Ministro Mara Carfagna garantisce pari diritti anche alle ragazze musulmane

pubblicato da giovanni molaschi – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Mara Carfagna



L’uccisione di Sanaa, la ragazza diciottenne sgozzata dal padre a causa del suo fidanzamento con un italiano di religione cattolica, come sottolineato ieri dal Passator Cortese è giusto che diventi un caso politico.

La sua storia, come quella analoga di Hina sulla quale molto si spese Daniela Santanché, fa parte di tutti i dibattiti che sull’integrazione degli immigrati devono essere fatti nel nostro paese.

A sottolineare il silenzio, imbarazzante, di tutta (Antonio Di Pietro incluso) la minoranza politica ci ha pensato la spesso contestabile Mara Carfagna, Ministro per le Pari Opportunità, che in una nota ha fatto sapere di volersi costituire parte civile nel processo che da qui a breve verrà avviato.

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“Casi terribili come questi – ha dichiarato Mara Carfagna - ci inducono a proseguire la strada del modello italiano nell’integrazione degli immigrati: ciascuno, in Italia, deve avere il diritto di professare la propria fede come crede, ma il Paese può accettarlo soltanto se questa è rispettosa dei diritti umani, compreso quelli delle donne, e delle leggi dello Stato”.

Finalmente qualcuno che pone la propria attenzione su dei problemi reali. E non su quelli artefatti affrontati a Porta a Porta da Bruno Vespa che, per inciso, ieri sera disquisiva sulla nuova Miss Italia.

Spiegare la morte di Sanaa avrebbe potuto ingannare il telespettatore. Qualcuno avrebbe potuto pensare che Bruno Vespa fa parte del servizio pubblico. E non a servizio di qualcuno.

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di ventoacqua

    ventoacqua

    17 set 2009 - 04:14 - #1
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    Utile e meritoria l’iniziativa delll’on.Carfagna, spiace però che la sua attività di ministro si svolga “a singhiozzo”, quando ci sono da tutelare le pari opportunità delle coppie di fatto e dei gay la signora Carfagna non solo non interviene, ma anzi si mostra apertamente critica, e quando i suoi colleghi di governo si mobilitano per far venire meno le pari opportunità di religione non si sentono mai suoi interventi sul tema….

  • Profilo di sandokan71

    sandokan71

    17 set 2009 - 05:48 - #2
    2 punti
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    “Antonio Di Pietro incluso”?
    Cos’è, stai prendendo lezioni di giornalismo da Feltri?

  • Profilo di Scappare

    Scappare

    17 set 2009 - 06:05 - #3
    1 punto
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    #1Quoto ministro a singhiozzo! ma un singhiozzo di quelli continuativi!! Da quando e’ venuto il fattaccio delle intercettazioni il berlusca la fatta uscire di casa un 2 o 3 volte! Questo piu’ che problema di integrazione e’ un problema mentale del padre!! In italia sembra che per integrazione si intende che gli stranieri arrivano e’ diventino perfetti italiani sia nella cultura che nella tradizione, per molti questa e’ l’integrazione! invece l’integrazione deve essere fatta verso gli italiani che devono aprirsi alle culture diverse dalla nostra! non possiamo vietare a queste persone di dimenticare le loro radici e la loro cultura nel rispetto della nostra legge!!

  • Profilo di Mr Lorenz

    Mr Lorenz

    17 set 2009 - 07:24 - #4
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    Continuo a non capire cosa doveva fare la politica
    Nel Corano non c’e’ l’obbligo di picchiare o uccidere la figlia che disobbedisce. Ne’ penso in Italia gli Imam predichino questa discutibile pratica
    E’ una vostra convinzione che non capisco da dove nasca
    E ormai nelle societa’ musulmane i matrimoni combinati sono meno comuni che, per dire, in India.
    Il padre e’ solo uno spietato assassino. Punto

  • Profilo di Steffa

    Steffa

    17 set 2009 - 08:11 - #5
    1 punto
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    Non capisco che c’entri la politica, nessuno sano di mente difenderebbe il padre, ma scherziamo? Si tratta di omicidio e la legge prevede una pena adeguata.

  • Profilo di emanuele777

    emanuele777

    17 set 2009 - 08:58 - #6
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    E invece la politica c’entra eccome. Un paese deve far capire molto chiaramente quali sono diritti e doveri dei suoi abitanti, sia cittadini che non.
    La libertà di religione resterà sempre, ma è giusto far sapere che ogni violenza in nome di una qualche religione non può essere tollerata, in alcun modo.
    Quoto la Carfagna al cento per cento, dopo tante boiate fa una mossa giusta

  • Profilo di Steffa

    Steffa

    17 set 2009 - 09:28 - #7
    0 punti
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    “è giusto far sapere che ogni violenza in nome di una qualche religione non può essere tollerata” infatti non mi risulta che il padre sia stato assolto, sarà condannato, come vuole la legge

  • Profilo di emanuele777

    emanuele777

    17 set 2009 - 09:59 - #8
    0 punti
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    @ Steffa:
    premesso che per come va la giustizia non posso essere affatto sicuro che venga condannato come merita, il problema alla base è che una persona residente in italia, non iran, ha ucciso per motivi religiosi. Non deve accadere, punto e stop! devono essere chiari i concetti di libertà degli individui, chi vive in un paese civile deve essere educato a rispettare tutti i diritti e le libertà altrui, cosa che adesso non viene fatta.
    Mantenendo naturalmente i prorpi diritti, inclusa la libertà di religione. Non può essere accettabile che una famiglia/gruppo di persone pensi di riprodurre un microcosmo di una qualsiasi legge fanatico/estremista, chi viene in italia deve, pur nel rispetto delle sue tradizioni, abbracciare i nostri principi civili, altrimenti meglio se ritorna al suo paese.
    Questo vale anche per questioni ‘minori’, per modo di dire: in certi paesi viene considerato normale che il marito picchi la moglie, da noi non può essere tollerato in nessun caso.
    Mi permetto anche di aggiungere che un paese civile (come noi non siamo), che dovrebbe essere il più possibile tollerante verso le tradizioni straniere che accoglie e aiutare all’integrazione, allo stesso modo dovrebbe essere il più intollerante possibile verso ogni forma di prevaricazione o violenza che ledono i diritti fondamentali delle persone.
    Oggi tutti usano la parola tolleranza come slogan, senza sapere nemmeno di che si parla a volte. La tolleranza è un’arma a doppio taglio

  • Profilo di bleistein

    bleistein

    17 set 2009 - 10:24 - #9
    1 punto
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    Quella di Mara Carfagna o della Santanchè è carità pelosa e opportunismo: che cosa ha fatto la maggioranza per quella povera ragazza, prima che la riducessero cadavere?

    Il governo vuole rendere cittadini italiani gli immigrati di seconda generazione? È disposto a introdurre lo ius soli, almeno a certe condizioni? A offrire davvero la possibilità di diventare cittadini italiani alle tante Saana, che sono italiane di fatto? A intervenire con piani di sostegno e protezione, come in Francia, per i giovani costretti a lasciare la famiglia islamica per conflitti di libertà personale?

    Non una parola su tutto questo. Le Saana (ma è giusto chiamarle per nome: Hina fu uccisa tre anni fa) sono servite al ministro Carfagna o alla Santanchè solo per denunciare che «ci sono ancora sacche di immigrati che rifiutano le nostre leggi», parlare di repressione e barbarie. Tutto vero, ma che aiuto dovevano aspettarsi dallo Stato Saana e Hina, che erano qui? Da uno Stato che non le vuole come sue cittadine, e fa un vanto dell’Italia catholicorum?

    Fini è l’unico nel centrodestra a dimostrare il coraggio di intavolare la questione. Si tratta di capire se, avvicinandosi ai sessant’anni, deciderà di impegnarsi politicamente e rischiare la sedia in nome di qualcosa o si limiterà alla testimonianza morale, come sta facendo.

  • Profilo di emanuele777

    emanuele777

    17 set 2009 - 11:32 - #10
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    @ Bleistein:
    Quoto su tutto. Si spera che si sveglino e comincino a fare qualcosa, senza limitarsi a fare degli spot, che per quanto giusti come in questo caso, restano solo opportunismo se non si dà seguito con azioni adegute.
    Sarebbe bello diventare un paese civile in senso pieno ma mi sa che pretendiamo troppo

  • Profilo di Lapo

    Lapo

    17 set 2009 - 12:03 - #11
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    a perchè prima non era cosi?
    notare che certe cose sono nella cultura di molti italiani..
    vedere Calabria, Sicilia ecc

  • Profilo di Lea

    Lea

    17 set 2009 - 12:30 - #12
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    I tagliagola sono la punta dell’iceberg
    La violenza è insita nel credo islamico

    Magdi C. Allam su Libero
    Pubblicato il giorno: 17/09/09

    Padri islamici che sgozzano le proprie figlie ci sono stati, ci sono e ci saranno sempre più fintantoché continueremo a comportarci come chi si limita a osservare a distanza la punta dell’iceberg, occupandocene solo quando qualcun altro ci si scontra subendo personalmente le conseguenze, ma continuando a ignorare la realtà dell’iceberg sottostante che costituisce la radice profonda e diffusa del male, finendo così per non renderci conto che la punta che riemerge periodicamente è soltanto l’ennesima avvisaglia di una tragedia che prima o dopo si abbatterà indistintamente contro noi tutti. Ciò che questa nostra Italia e questa nostra Europa, succubi dell’islamicamente corretto e ammalati di buonismo, non vogliono vedere è che i padri islamici che sgozzano le proprie figlie lo fanno perché lo considerano sia un sacro diritto sia un dovere sociale, dettato da un’ideologia maschilista, misogina, violenta e sanguinaria che si ispira sia alla religione islamica sia a una tradizione primordiale. Alla base c’è la negazione dei valori non negoziabili che sono il fulcro della nostra civiltà europea e al tempo stesso sono parte integrante della fede cristiana: l’inalienabilità del bene della vita, la centralità della dignità della persona e il rispetto della libertà di scelta. Sbagliano di grosso coloro che immaginano che l’atroce delitto consumatosi a Montereale Valcellina in provincia di Pordenone ai danni della diciottenne marocchina Sanaa Dafani per mano del padre, colpevole di essersi fidanzata con il trentunenne italiano Massimo De Biasio, possa essere catalogato come un fatto isolato. Opera di una scheggia impazzita in un contesto dove i marocchini e più in generale i musulmani condividerebbero i valori non negoziabili, rispetterebbero le regole fondanti la nostra società e si identificherebbero con una spiritualità tesa alla costruzione di un futuro migliore partecipando alla realizzazione del bene comune e dell’interesse nazionale. Ideologia relativista Così come sbagliano di grosso coloro che, accecati irrimediabilmente dall’ideologia del relativismo, ci dicono che tutto (continua)…

    http://www.libero-news.it/articles/view/573840

  • Profilo di Lea

    Lea

    17 set 2009 - 12:34 - #13
    1 punto
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    ….. sommato queste cose succedono anche da noi, che ci sono stati dei casi di padri che hanno assassinato violentemente le figlie per una ragione o per un’altra. Una volta trovato il caso nostrano, snocciolato il nome e il cognome del padre colpevole del peggiore dei crimini, il gioco è fatto. Nessuno che si prenda la briga di entrare nel merito dei contenuti, di contestualizzare il fatto nel tempo e nello spazio, finendo per mettere sullo stesso piano un omicidio perpetrato nel nome dell’isiam e di una tradizione contraddistinta da una lunga scia di sangue, con un omicidio che contraddice i valori non negoziabili che sono il fondamento della nostra civiltà e della fede cristiana, n marocchino El Katawi Dafani ha agito allò stesso modo del padre della ventenne pachistana Hina Salem, anche lei sgozzata 1′ 11 ago sto 2006 sempre perché aveva un fidanzato italiano, vestiva come le coetanee italiane e aveva scelto di vivere in Italia. Per entrambi i padri, accomunati dall’isiam e da una tradizione violenta, le figlie non avrebbero dovuto mai e poi mai fidanzarsi con un uomo italiano di fede cristiana, perché già questo corrisponde a una flagrante violazione della norma che impone alla donna musulmana di sposarsi soltanto con un musulmano, dal momento che è il padre musulmano che impone la sua fede islamica ai figli che rientrano nella sua potestà sin dall’adolescenza. Sepoilefiglie musulmane hanno avuto l’ardire di convivere con i fidanzati italiani e cristiani, a quel punto la condanna a morte scatta in automatico. Non è solo un diritto ma è soprattutto un dovere, pena il venir meno della fedeltà all’isiam e del rispetto alla propria tradizione. Il vero problema è che noi abbiamo paura di dire che in mezzo a noi ci sono dei musulmani che sgozzano le figlie perché glielo impone l’isiam e perché è conforme alla loro tradizione. Abbiamo ancor più paura, al punto da esseme terrificati, all’idea di poter sostenere a viva voce che l’isiam è una religione intrinsecamente violenta. Piuttosto preferiamo tagliarci la lingua. Anche se siamo consapevoli che il Corano è pieno zeppo di versetti che legittimano un’ideologia di odio, violenza e morte nei confronti degli infedeli, dei cristiani, &-?» “m,’ ‘ms degli ebrei, degli apostati, degli omosessuali e appunto delle donne. Anche se siamo certi che Maometto ha partecipato di persona allo sgozzamento e alla decapitazione di oltre 700 ebrei della tribù dei Banu Quraisha nel 627 alle porte di Medina. Al punto che quando nel 2003 Al Zarqawi, il luogotenente di Bin Laden in Iraq, sgozzò il giovane ebreo americano Nick Berg, dopo aver invocato «Allah è grande» impugnò la spada dicendo: «Faccio a tè ciò che Maometto fece agli ebrei». Maggioranza silenziosa Cari italiani e cari europei, questa è la verità. Se lo dicono gli stessi musulmani dovremmo credergli. Invece non vogliamo guardare in faccia alla realtà dei fatti. Abbiamo inventato la tesi del tutto ideologica della “maggioranza silenzio sa” buona che assisterebbe inerte alle malefatte di una minoranza che tradirebbe il “vero isiam”. Ebbene sarebbe ora che anche noi in Italia aprissimo gli occhi. I padri taglia- gola delle figlio sono solo la punta dell’iceberg di una male profondo che è insito nell’isiam e nella tradizione violenta. Se la cosiddetta “maggioranza silenziosa” tace su questi atroci crimini contro le donne, sugli attentati terroristici, sulla predicazione d’odio nelle moschee, sulla profanazione delle piazze antistanti il duomo di Milano e la basilica di San Petronio a Bologna da parte di migliala di islamici, significa che è connivente. Il giorno in cui proclameranno pubblicamente la condanna della violenza e vivranno concretamente nella condivisione dei valori non negoziabili, i musulmani saranno i benvenuti. Ma dobbiamo essere noi ad affermare, qui dentro casa no stra, un modello di convivenza fondato su delle regole che valgano per tutti, compresi i musulmani.

  • Profilo di bleistein

    bleistein

    17 set 2009 - 12:58 - #14
    1 punto
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    Qualcuno dica all’integralista cattolico Magdi Allam che in Italia fino al 1981 il padre poteva uccidere la figlia per causa d’onore rischiando una pena che andava da ben 3 a 7 anni. Che poteva ancora venire diminuita di un terzo con le attenuanti generiche: quindi si poteva arrivava a una pena da 2 anni a 4 anni e otto mesi per un omicidio.

    Il relativismo culturale esiste ed è un fatto, dal momento che anche l’Italia (ripeto, fino al 1981) aveva i suoi tagliagola di figlie impudiche (o sorelle o mogli, ma sempre donne: art. 587 c.p. abrogato). E i tagliagola se la cavavano con pene irrisorie.

    Quelli di Allam sono discorsi che interessano i teologi, e le colpe storiche che imputa all’Islam hanno macchiato tutte le religioni nel corso della storia, sgozzamenti di ebrei innocenti compresi. Le soluzioni sul piano politico quali sarebbero, per il neo convertito? Immagino ritornare alla religione di Stato?

    L’approccio di Allam è al di fuori della politica, fuori del laicismo ed è intriso di quel fanatismo per le vecchie dispute religiose che riduce il problema a chi ha il giocattolo più bello: io ti do in testa il crocifisso, io paro il colpo con il candelabro a sette bracci, io vi faccio fuori tutti e due con una picca a mezzaluna.

  • Profilo di Hungry Man

    Hungry Man

    17 set 2009 - 13:08 - #15
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    bleistein quoto.

    Lea smettila di ascoltare sto demente. La realtà è ben diversa.

  • Profilo di Lea

    Lea

    17 set 2009 - 13:12 - #16
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    il discorso di Allam è il discorso che gli europei non hanno fatto da 30 anni a questa parte. senza quel discorso ci troviamo oggi con seri problemi di integrazione in tutta Europa. senza quel discorso in Inghilterra vigono due Stati di diritto: quello inglese e quello islamico. Non vogliamo imparare nulla dagli errori degli altri? o in nome di un laicismo suicida dobbiamo sottostare a regole incivili importate in nome del politically correct? noi abbiamo corretto i ns errori, i ns mali (dato che il diritto d’onore non vige più). Tra l’altro quel diritto d’onore nostrano non aveva a che fare con il cattolicesimo. qui, come sottolinea Allam, la questione è religiosa e ignorarlo va contro i ns stessi interessi.

  • Profilo di Lea

    Lea

    17 set 2009 - 13:14 - #17
    1 punto
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    bleinstein, ringrazia le fondamenta cristiane dell’Europa se da noi la laicità delle istituzioni è realtà. continuare ad ignorare il peso degli aspetti religiosi in queste questioni, è da ignoranti.

  • Profilo di Lea

    Lea

    17 set 2009 - 13:15 - #18
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    e l’ignoranza porta all’autodistruzione.

  • Profilo di bleistein

    bleistein

    17 set 2009 - 13:28 - #19
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    Lea,

    la separatezza tra Stato e Chiesa in Europa deriva dall’applicazione del Corpus Iuris di Giustiniano come legge dell’impero, avallata dalla dottrina dei giuristi bolognesi discepoli di Irnerio: Martino, Bulgaro, Iacopo e Ugo.

    Non fosse stato per loro si sarebbe imposta la teocrazia (va’ a rileggerti la famosa Unam Sanctam) con applicazione anche alla sfera civile del diritto canonico. Cioè la norma religiosa sarebbe divenuta anche norma civile.

    La storiella della radici cristiane come fondamento della laicità la ripete a pappagallo chi non ha fatto studi seri: Lea, replica a questi miei argomenti sul terreno storico e giuridico, se puoi, e poi potrai parlare di ignoranza che porta all’autodistruzione.

  • Profilo di Hungry Man

    Hungry Man

    17 set 2009 - 13:36 - #20
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    Lea il discorso di Allam è futile…perchè NESSUNO ha mai impedito a un’assassino di finire in carcere. Vogliamo evitare questi fatti? Te lo chiedo a te, visto che le parole del suddetto sembrano solo propaganda e pregiudizi insensati senza nemmeno rasentare una riflessione pragmatica su queste vicende, quale sarebbe per voi la soluzione? Cos’è il “buonismo”?

    Per me la soluzione più civile possibile si chiama integrazione. E non è buonismo ma logica.

  • Profilo di Lea

    Lea

    17 set 2009 - 13:39 - #21
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    #20
    l’integrazione è un processo. non una soluzione.

  • Profilo di Lea

    Lea

    17 set 2009 - 13:40 - #22
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    #19
    ma non ti rendi conto di avvallare quanto ho detto al mio #16? è solo una questione di logica, Bleistein.

  • Profilo di Hungry Man

    Hungry Man

    17 set 2009 - 13:45 - #23
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    @21 Un processo, se messo in atto coscientemente, dovrebbe portare a una soluzione. Dunque?

  • Profilo di Lea

    Lea

    17 set 2009 - 13:53 - #24
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    #23
    i processi vanno gestiti prima di tutto. è quello che bisogna fare. e la gestione comprende una pianificazione. e la pianificazione comprende prima di tutto una fase “investigativa”, di definizione del problema, delle cause. ignorare la variante “religione”, porta ad una pianificazione errata, con conseguenze non pianificate, ergo fuori controllo.

  • Profilo di bleistein

    bleistein

    17 set 2009 - 13:56 - #25
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    Lea,

    ho dimostrato la falsità storica e giuridica di ciò che dici al #17, non ho avallato nulla.

  • Profilo di Lea

    Lea

    17 set 2009 - 13:57 - #26
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    Up Down

    #25
    scusa, ma quei signori che citi, che religione praticavano?

  • Profilo di Hungry Man

    Hungry Man

    17 set 2009 - 14:19 - #27
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    Ok, su questo siamo d’accordo. Ma gli studi sull’integrazione sono appunto basati su analisi etnoantropologiche e sociologiche delle culture immigrate. Quindi nessuno si esime dal tenere conto il fattore religioso. In definitiva mi sembra che lo sbandierato “buonismo” sia un altro di quegli aggettivi vuoti per etichettare l’opposizione…Prima hai appunto detto che l’opposizione sbaglia a criticare il premier per l’ottimismo, bene, siccome sempre di paura si tratta, che sia di natura economica o sociale, per me sbaglia questo governo, la destra, la lega o magdi allam, a seminare paure INUTILI, prim’ancora di infondate, per quella classica propaganda della paura dell’uomo nero che piace tanto all’elettorato… Tanto in fondo lo sanno anche loro, direi che sia scientificamente provato, che l’unica via civile percorribile si chiama integrazione. Quella che garantirebbe il maggior benificio economico e di ordine sociale. Il prezzo? Schiodare la gente da alcune inerzie culturali ormai superflue e magari perdere il consenso di quella parte di elettorato irrrimediabilmente intollerante e razzista?. Purtroppo quando si ha sete di potere sparisce anche la logica più elementare…

  • Profilo di bleistein

    bleistein

    17 set 2009 - 15:06 - #28
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    #26

    Ora ridurrò la complessità della questione a una marmellata, ma rispondo come posso in un post.
    Tutti quei signori erano cristiani, ma le istituzioni civili di governo non erano state fondate dal cristianesimo. Preesistevano come eredità dell’antichità romana. Gli imperatori franchi e germanici del Sacro Romano Impero traevano la propria legittimazione al governo civile dichiarandosi eredi degli imperatori romani e delle leggi elaborate da giuristi in tutto e per tutto pagani. Pagani, non cristiani, mi spiego?
    Il papato aveva elaborato un sistema di diritto canonico alternativo, che disciplinava persino i contratti e le obbligazioni. Il fondamento religioso del potere civile era generalmente ravvisato nel discorso di Gesù sulle due spade, tramandato dal Vangelo di Giovanni: il potere sarebbe unitariamente teocratico, ma il governo civile sarebbe affidato dal papa alle autorità civili sulla base di un rapporto di mandato. Il che implicava che il papa avrebbe potuto rivendicarlo a sé. E implicava che l’autorità civile avrebbe dovuto esercitare il potere in obbedienza al papa, in quanto mandataria di un potere che non le apparteneva.
    Mi fermo qui per non banalizzare. Ma sul fatto che il cristianesimo nasca teocratico quanto l’Islam o l’Ebraismo non v’è dubbio. Ma diritto romano, elaborato dai giuristi pagani dell’epoca repubblicana e posteriore, sarà il diritto civile comune di tutta l’Europa fino al 1804, quando Napoleone farà scrivere il primo codice civile nazionale, quello dell’Impero francese. Un codice laico, a imitazione del Codice di Giustiniano di milletrecento anni prima.

  • Profilo di Lea

    Lea

    17 set 2009 - 15:16 - #29
    0 punti
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    #28
    senza il Cristianesimo, staremmo ancora a farci sbranare dai leoni.

  • Profilo di bleistein

    bleistein

    17 set 2009 - 15:24 - #30
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    #29

    D’accordo, Lea: ciascuno esprime riferimenti culturali alla sua portata. Ho sbagliato a darti retta.

  • Profilo di Lea

    Lea

    17 set 2009 - 15:27 - #31
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    #30
    anche Umberto Eco ha preso clamorose cantonate. Non preoccuparti!

  • Profilo di Lea

    Lea

    17 set 2009 - 15:43 - #32
    0 punti
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    «l’Europa è anzitutto un fenomeno culturale, una inconfondibile sintesi di elementi culturali germanici e di elementi culturali classici prevalentemente romani, da cui non si può disgiungere il Cristianesimo, e che nel loro insieme determinarono la situazione culturale delle classi sociali più elevate nei diversi paesi europei, penetrando altresì nelle masse attraverso il Cristianesimo.» (Koschaker, p. 4)

    http://digilander.libero.it/fabioutili/europ.html

  • Profilo di Lea

    Lea

    17 set 2009 - 15:49 - #33
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    L’interpretazione cristiana della storia ha creato uno speciale legame fra Roma e la cristianità. Agli scrittori bizantini piaceva sottolineare che la nascita di Cristo coincise con il regno dell’imperatore Augusto. Il nome del procuratore Ponzio Pilato si decise d’introdurlo nel Credo, e certo non per fargli un piacere. L’ironia tragica del tema della “passione di Cristo” sta nel fatto ch’essa manifesta un atteggiamento molto serio e rispettoso nei confronti dell’autorità: in primo luogo dell’autorità mondiale della legge romana (cui l’apostolo Paolo, in seguito, si rifarà continuamente) e, in secondo luogo, della stessa autorità sacerdotale ebraica, che condannò il messia. Gli Atti degli apostoli documentano questo rispetto della legge ebraica e romana più che ampiamente. La partecipazione dei soldati e ufficiali romani all’esecuzione del Cristo non venne utilizzata dai cristiani come argomento contro la “missione” di Roma nella storia mondiale. Anche perché, duemila anni fa, dopo quella esecuzione e soprattutto dopo la distruzione di Gerusalemme, i cristiani non chiedevano altro che convivere pacificamente con le leggi e le istituzioni romane.

    http://www.homolaicus.com/storia/medioevo/cristianesimo_orientale.htm

  • Profilo di Lea

    Lea

    17 set 2009 - 15:50 - #34
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    La perfetta sinergia dell’impero romano-bizantino e della chiesa cristiana determinerà la convinzione che tutto quanto non rientrava nei canoni morali e religiosi della teologia cristiana, del diritto romano e della filosofia greca, andava considerato come “barbaro”.

  • Profilo di Gianluca Aiello

    Gianluca Aiello

    17 set 2009 - 16:02 - #35
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    Il caso in oggetto è un omicidio che nulla ha a che fare con la religione e l’integrazione e chi la mette su questi termini, lo fa solo per strumentalizzare.
    Perchè non c’è la stessa mobilitazione per tutti gli omicidi e maltrattamenti familiari di padri, mariti, fidanzati che ci sono in Italia?
    Le leggi le devono rispettare solo gli stranieri o noi italiani per primi?
    Quante sono le donne italiane maltrattate dentro le mura domestiche?

  • Profilo di Lea

    Lea

    17 set 2009 - 16:19 - #36
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    vedi Bleistein, dovresti approfondire e cercare di capire.
    secondo te, perché si chiamava “sacro romano impero germanico”? poi, mi parli proprio dell’esperienza Germanica, quella che più di tutte è stata influenzata dal diritto canonico. vabbè va… hai ragione, ciascuno esprime riferiemnti culturali alla sua portata.

  • Profilo di Lea

    Lea

    17 set 2009 - 16:21 - #37
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    #35
    quanti delitti come questi dobbiamo vedere prima che quelli come te se ne rendano conto? la mutilazione degli organi genitali femminili non è anch’essa un rito che fa riferimento ad un credo religioso? sveglia ragazzo.

  • Profilo di Lea

    Lea

    17 set 2009 - 16:25 - #38
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    #35
    vai a leggere le dichiarazioni della moglie. poi dimmi se non è un problema culturale (e quindi religioso).

  • Profilo di Prestigiacomo

    Prestigiacomo

    17 set 2009 - 16:42 - #39
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    Vero Lea ha pienamente ragione, infatti a sentire la moglie e davvero scioccante, a me queste cose fanno venire i brividi.

    Lea:

    Su Fini ti ho risposto qua:

    http://www.polisblog.it/post/5534/ore-12-lo-scontro-fini-berlusconi-porta-alla-terza-repubblica/1#118582

    P.S. Meglio le sottane delle gonnelle, :-))))))))))))))))))))))))))))))

  • Profilo di emanuele777

    emanuele777

    17 set 2009 - 16:51 - #40
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    Stavolta quoto Lea al 200 per cento.
    Purtroppo in tanti si appellano all’integrazione, scordando due particolari:
    1 - l’integrazione deve venire da ambo le parti;
    2 - l’integrazione è un processo, un free pass secondo il quale posso fare ‘tutto’ tanto devo essere capito perchè non sono italiano.

    Verissimo che ci sono anche tanti italiani che uccidono le mogli, e che dovrebbero essere perseguiti come meritano. Ma per curiosità, ma non sostenevate una volta che si doveva esser teneri con gli assassini? i bravi ragazzi del circeo, tanto per fare un esempio, son tornati liberi: perchè non lo domandate ai giudici e a quelli che la pensan come loro, invece di giustificare gli assassini islamici perchè tanto ci sono quelli italiani?

  • Profilo di Lea

    Lea

    17 set 2009 - 18:12 - #41
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    Almeno su queste questioni siamo (quasi) tutti d’accordo! ;)

    Presty, il fumo e l’apnea prolungata non causano il deterioramento cerebrale? ;-) è solo una battuta…. ormai è appurato che su Fini non siamo d’accordo. A meno che nel prossimissimo futuro il personaggio non si ricreda (dubito lo farà….). Ma gli do’ ancora qualche possibilità… ;-)

  • Profilo di Lea

    Lea

    17 set 2009 - 18:15 - #42
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    Potremmo davvero imparare dagli errori altrui su questa questione e proporre un modello di integrazione innovativo…. se solo avessimo all’opposizione gente più intelligemente e meno opportunista. (mi fermo va, sennò mi massacrate). ;)

  • Profilo di bleistein

    bleistein

    17 set 2009 - 18:34 - #43
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    I micro post di Lea sono molto divertenti: mano a mano che compulsa google per replicare su argomenti che non conosce affatto affastella post su post, copiando e incollando un pezzettino qua e postandolo di là.

    A proposito di «sveglia ragazzo» (cfr. post # 37): Lea, in italiano si dice avallare, non aVVallare.

  • Profilo di Lea

    Lea

    17 set 2009 - 18:44 - #44
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    caro bleistein
    io copioincollo e cito la fonte; lo faccio per sottolineare la fondatezza del mio pensiero. almeno ci provo. tu invece mi dici in base a quale verità dovrei avallare le tue ipotesi?

    grazie per la correzione: sai, essendo 15/7 operativa in altre 4 lingue, a volte mi confondo….

  • Profilo di bleistein

    bleistein

    17 set 2009 - 19:01 - #45
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    Cara Lea,

    nel caso di specie tu copi e incolli da altri siti perché non hai un pensiero tuo sull’argomento, né hai letto quelle opere (cartacee) fondamentali per affrontare la questione di cui si parlava.

    Ma la polemica non mi interessa: il bello di internet è che tutte le opinioni hanno lo stesso peso, anche quelle attinte da google e wikipedia cinque minuti prima. Fuori da qui conta la testa, non il motore di ricerca, e questo mi basta.

    P.S.: non sei l’unica a parlare varie lingue. Ti capisco, a volte le doppie si scempiano che è un tormento.

  • Profilo di Prestigiacomo

    Prestigiacomo

    17 set 2009 - 20:09 - #46
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    Lea:

    “Presty, il fumo e l’apnea prolungata non causano il deterioramento cerebrale? ;-) è solo una battuta….”

    La battuta non l’ho capita visto che non fumo e non faccio immersioni, sarà colpa mia che sto troppo su polis, su Fini siamo all’opposto, ma è il futuro e questo nonlo puoi negare.

  • Profilo di Lea

    Lea

    18 set 2009 - 15:07 - #47
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    Presty, la battuta riguardava Gianfy.

    Bleistein. io ho il mio pensiero che è frutto di studi, di letture e di vita vissuta.
    però, dato che sono solo una goccia nel vaso e non sono di certo né una storica, né un’intellettuale, riporto analisi e articoli vari da chi è più competente di me.
    Scusa, ma non siamo tutti degli intellettuali professionisti come te.

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