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Ore 12 - Ma il bandolo della matassa è ancora in mano a Berlusconi?

Pubblicato: 17 set 2009 da Massimo Falcioni

Commenti dei lettori

altroC’è da preoccuparsi. Se Giorgio Napolitano, misurato e prudente, ha detto (in privato) che “la lenta agonia del berlusconismo potrebbe assumere forme non lineari” significa che la deriva politica è giunta al limite.

L’Italia poggia su un piano inclinato.

Al di là di show obsoleti da tv “sovietica”e di minacce in stile mafioso da “C’era una volta in America”, Silvio Berlusconi, come chiosa Massimo D’Alema: “Non è più nelle condizioni, politiche e psicologiche, per negoziare alcunché”.

In effetti, la domanda è: ma l’Italia, oggi, ha davvero un governo che governa? E “questo” Berlusconi governa davvero il Paese?

La risposta viene dalla realtà di una nazione che scende di gradino in gradino nella credibilità internazionale, nella unità nazionale, nella crisi generale, non solo economica. Domina una tensione perenne e (dal Messaggero) “tutto si trasforma in una sfrenata ridda di pulsioni autodistruttive”. Non ha più limite l’imbarbarimento, l’apparire smodato, chi grida e minaccia di più.

Sotto le luminarie sempre meno effervescenti e attraenti c’è un Paese che si sta spegnendo. E’ il tramonto di un ciclo politico che ha illuso e deluso.

E’ il tramonto di un uomo “geniale” (frutto della nostra cultura e della nostra società) ma pieno di “buchi neri”, troppo legato ai propri interessi personali e stracolmo di vittimismo, vanità ed egocentrismo, un leader che ha promesso e non ha mantenuto.

Berlusconi sa che il suo prestigio è in caduta libera. E che proprio dal Pdl (anche se non solo da lì) vengono attacchi e minacce alla sua leadership. Perciò ha perso le staffe.

Presto ci sarà il “redde rationem”. Molte sono le “bocce” in movimento per il “dopo Silvio”. Per evitare l’”avvelenamento dei pozzi”, serve che l’Italia “migliore” rialzi la testa.

L’Italia migliore che non è la sinistra, immersa nelle sue infinite beghe interne: primarie e liste elettorali, e che combatte il Cav perché … scopa troppo e male.

All’Italia serve l’alternarsi di politiche, non di potere!

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117 commenti

Commenti dei lettori

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  • L E A

    17 set 2009 - 20:33 - #101
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    “Quella che lei chiama prova documentale non ha avuto nessun riscontro nella realtà.”
    per adesso, ma se il lodo alfano venisse bocciato, quella che lei sottovaluta è la chiave di volta che sorregge la giusta costruzione che silvio è il trait d’union tra lo stato ed il parastato mafioso.

  • Profilo di naruto1685

    naruto1685

    17 set 2009 - 20:37 - #102
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    Stragi del 1992-1993

    Le procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze, indagano da molti anni sui «mandanti a volto coperto» delle stragi del 1992 (Falcone e Borsellino) e del 1993 (a Firenze, Roma e Milano). Le indagini preliminari sull’eventuale ruolo che Berlusconi e Dell’Utri possono avere avuto in quelle vicende sono state formalmente chiuse con archiviazioni o richieste di archiviazioni. Continuano però indagini per concorso in strage contro ignoti.

    Toghe sporche-Sme

    Berlusconi è accusato di aver corrotto i giudici durante le operazioni per l’acquisto della Sme. Rinviato a giudizio insieme a Cesare Previti e Renato Squillante. Il processo di primo grado è in corso presso il Tribunale di Milano.

    All Iberian (2 o 3)

    Silvio Berlusconi e tre ex dirigenti della Fininvest sono stati assolti al termine del processo All Iberian iniziato nel 1995, in cui erano imputati per falso in bilancio e false attestazioni, perché stando alla nuova normativa sui reati delle società, i fatti non sono più considerati come reati dalla legge. Si noti che tale legge è stata fatta dal governo avente come Primo ministro lo stesso Berlusconi Silvio. Fonte.
    (azz, che presidente onesto eh!!!)
    Falsa testimonianza sulla P2

    La prima condanna di Silvio Berlusconi da parte di un tribunale arriva nel 1990: la Corte d’Appello di Venezia lo dichiara
    colpevole di aver giurato il falso davanti ai giudici, a proposito della sua iscrizione alla lista P2. Nel 1989, però, c’era stata un’amnistia, che estingue il reato.
    (azz, onestissimo!!!)

    Berlusconi ha fatto versare nel 1997 da Carlo Bernasconi, manager della Fininvest, “non meno di 600 mila dollari” sui conti svizzeri dell’avvocato inglese David Mills “affinché dichiarasse il falso nel processo per le tangenti Fininvest alla Finanza e in quello All Iberian”. David Mills è stato condannato il 17/02/2009 a 4 anni e 6 mesi per falsa testimonianza a copertura di Silvio Berlusconi. Il corruttore (Berlusconi Silvio) non è processabile per il Lodo Alfano votato dal governo Berlusconi…….
    (minkiaaaaaaaaaa)

  • Profilo di naruto1685

    naruto1685

    17 set 2009 - 20:42 - #103
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    lea e paolo, non rispondete??????

  • L E A

    17 set 2009 - 20:48 - #104
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    Sobbaltare (scusa, sovvertire ;) lea docet ) la realtà è una immane impresa, anche per loro, naruto.
    Lasciali crogiolare al sole delle CAVOLATE, CONTENTI LORO…
    cIAO NARUTO.

  • Profilo di naruto1685

    naruto1685

    17 set 2009 - 20:50 - #105
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    ciao L E A. Paolo&soci, non sanno come difendere l’indifendibile.

  • Profilo di 16dB

    16dB

    17 set 2009 - 22:14 - #106
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    ANSA) - ROMA, 17 SET –

    Una soap opera italiana con tutti gli ingredienti, sesso, celebrita’ e scandali politici che minaccia lo show di Silvio e diventa una cosa ’seria’. Questa e’ la politica italiana nell’analisi pubblicata oggi dal Financial Times. Una pagina intera, con richiamo in prima, subito sotto il nome della testata, che mette in luce come, dopo gli ’scandali politici e privati’ la ’straordinaria capacita’ di Silvio Berlusconi di sopravvivere cominci ad apparire vacillante’.

    L’analisi rileva come, nonostante il premier continui ad elencare i suoi successi, ‘i commentatori in pubblico e gli alleati in privato parlano di ‘fine di un’era’ e di bisogno di cambiamento’. Senza contare che ‘i partner della coalizione si scambiano insulti in quella che sembra una replica del clima che porto’ al collasso del suo primo governo in soli otto mesi nel 1994′.

    Il quotidiano britannico sottolinea anche - in un box a corredo dell’analisi - come l’Italia, ‘terra dei piccoli imprenditori’, e’ scesa di 21 posizioni nella classifica dei Paesi in cui cominciare un’attivita’, perche’ ‘costa di piu’ e ci vuole piu’ tempo’ che in altri Paesi. Un ‘brutto risultato’ per un Paese ‘guidato forse dal suo piu’ famoso imprenditore che si e’ fatto da solo’.

    ‘Quattro mesi di incessanti reportage da parte dei giornali di opposizione - si legge nell’articolo, corredato da una foto di Berlusconi che si asciuga il sudore in uno studio tv e sullo sfondo una grande immagine della moglie Veronica - sulle accuse di incontri con prostitute e di festini stanno presentando il conto. Alcuni dei suoi alleati temono che il premier ormai si circondi solo di ammiratori adulanti e belle donne mentre manchi di autentici amici e di buoni consigli’.

    A incombere sul premier, per Ft, due scadenze: il processo d’appello a Marcello dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa e l’appuntamento del 6 ottobre quando la Corte costituzionale decidera’ sul lodo Alfano. La ’sensazione che Berlusconi stia camminando sul ghiaccio - spiega ancora il quotidiano - alimenta speculazioni sulla possibilita’ che convochi elezioni anticipate’.

    Oltre ai problemi nella maggioranza, pero’, secondo il Financial Times ‘Berlusconi non puo’ ignorare il potere politico dei vescovi conservatori’, ancora ’scottati’ dal caso Boffo: ‘Si parla - conclude Ft - di un rinnovato sforzo della chiesa per formare un partito di grande centro’. (ANSA).

  • bissis

    18 set 2009 - 09:00 - #107
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    nel frattempo:

  • bissis

    18 set 2009 - 09:02 - #108
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    Guido Scorza punto-informatico.it

    Roma - Il 14 settembre scorso è stato assegnato alla Commissione Giustizia della Camera un disegno di legge a firma degli Onorevoli Pecorella e Costa attraverso il quale si manifesta l’intenzione di rendere integralmente applicabile a tutti i “siti internet aventi natura editoriale” l’attuale disciplina sulla stampa.

    Sono bastati 101 caratteri, spazi inclusi, all’On. Pecorella per surclassare il Ministro Alfano che, prima dell’estate, aveva inserito nel DDL intercettazioni una disposizione volta ad estendere a tutti i “siti informatici” l’obbligo di rettifica previsto nella vecchia legge sulla stampa e salire, così, sulla cima più alta dell’Olimpo dei parlamentari italiani che minacciano - per scarsa conoscenza del fenomeno o tecnofobia - la libertà di comunicazione delle informazioni ed opinioni
    ….

  • Profilo di Lea

    Lea

    18 set 2009 - 16:12 - #109
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    L E A

    Visto che ci tiene alla formalità, la applichi fino in fondo: usi la “L” per il “Lei”, anche nelle declinazioni. E la stessa precisione, dovrebbe applicarla anche nelle Sue analisi e nei giudizi. Perché ogni Suo commento è deficitario in tutto e per tutto.
    Vede, il modo di presentarsi agli altri, è come un biglietto da visita: dice tutto del carattere e della personalità dell’individuo. Non lo scordi.

  • Profilo di Lea

    Lea

    18 set 2009 - 16:16 - #110
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    L E A

    E visto che siamo in tema di “biglietti da visita”, il suo verbo vale quanto il suo nick: è nullo. Non ha il coraggio di loggarsi, di darsi una qualunque identità, di lasciar traccia dei Suoi commenti: questa è vigliaccheria bella e buona. Un saccente come Lei non le sa queste cose?
    Quanto al mio nick: quale sarebbe il “programma”? Nella vita, quante volte l’hanno mandata a quel paese? ci aggiunga la mia.

  • Profilo di Lea

    Lea

    18 set 2009 - 16:21 - #111
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    L E A

    dimenticavo… che ne dice se un giorno qualche mafioso fa il Suo di nome ai pm? immagini che divertimento!

  • Profilo di Lea

    Lea

    18 set 2009 - 17:36 - #112
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    Forse L E A non ha ben chiaro di cosa si tratta.

    Minacce della mafia a Berlusconi: giallo su una lettera dell’89
    Le indagini sono affidate al pm Antonio Ingroia

    I Corleonesi pretendevano il
    controllo di una rete Fininvest
    LIRIO ABBATE
    PALERMO

    la Stampa 3/7/09

    I boss mafiosi nei primi anni Novanta minacciavano Silvio Berlusconi e i suoi familiari perchè volevano avere «a disposizione» una della sue reti televisive. La richiesta sarebbe stata fatta all’allora imprenditore della Fininvest, ancora lontano dalla politica, attraverso una lettera che sarebbe stata scritta dai «corleonesi». Questa missiva, vergata a mano, è adesso agli atti dei pm della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, ed è stata sequestrata insieme alle carte personali di Vito Ciancimino, l’ex sindaco mafioso della città, amico fidato di Bernardo Provenzano, e referente politico dei corleonesi di Totò Riina. I documenti erano nascosti in un magazzino a Palermo. La lettera è stata sequestrata dai carabinieri nel febbraio 2005 durante la prima perquisizione a cui è stato sottoposto il figlio di Vito Ciancimino, Massimo, condannato a cinque anni e otto mesi per riciclaggio. E dal verbale redatto dai militari dell’Arma, a firma del capitano Angeli, si legge: «Parte di foglio A4 manoscritto, contenente richieste all’On. Berlusconi per mettere a disposizione una delle sue reti televisive». Il pezzo di carta è strappato nella parte iniziale, il testo è incompleto, e ciò che si legge è un «invito» a Berlusconi affinchè accolga le richieste che gli sono state fatte, «altrimenti dovrà essere compiuto il luttuoso evento».

    Sullo scenario giudiziario che si apre, prendendo spunto dal documento fino adesso inedito, i magistrati della Dda, Antonio Ingroia e Nino Di Matteo, hanno avviato un’inchiesta riservatissima. Sono stati fatti interrogatori e altre persone devono essere convocate. E’ stato sentito anche Massimo Ciancimino, che da quasi un anno collabora con diverse procure, rendendo dichiarazioni ai pm sull’economia mafiosa e intrecci con la politica. E proprio a Ciancimino i pm hanno mostrato questa lettera durante un interrogatorio. Il dichiarante sarebbe rimasto sorpreso nel vedere nelle mani dei magistrati quel documento - di cui gli avrebbe parlato il padre - che pensava fosse stato smarrito fra le tante perquisizioni subìte, o nei traslochi che ha effettuato. E invece era lì. Fra le carte processuali - ancora a disposizione della procura - che fanno parte del processo in cui è stato condannato per riciclaggio. Su questo procedimento è in corso l’appello, e dunque la procura ha inviato alla Corte una copia del documento.

    Intanto i pm hanno già disposto accertamenti, uno dei quali ha verificato che la missiva sarebbe stata scritta intorno al 1991. Una perizia calligrafia avrebbe escluso che sia la scrittura di Vito o Massimo Ciancimino, e gli inquirenti vogliono far esaminare la grafia di alcuni uomini di fiducia di Riina. Dalle ipotesi investigative emergerebbe che il messaggio è stato scritto dai corleonesi (la grafia è facilmente leggibile e non presenta errori di grammatica), che sarebbe stato girato a Provenzano, per poi passarlo al suo amico Vito Ciancimino. Quest’ultimo avrebbe avuto il compito di comunicare a «un referente» il messaggio per Berlusconi. A questa vicenda gli inquirenti potrebbero collegare una telefonata intercettata il 17 febbraio 1988 fra Berlusconi e Renato della Valle, immobiliarista milanese amico del premier. Lo scenario in quel periodo era quello dei rapporti difficili tra Cosa nostra ed alcuni soggetti del Psi con i quali era intervenuto l’accordo elettorale del 1987, di cui ha parlato il pentito Nino Giuffrè.

    Nella telefonata a Della Valle, Berlusconi confida che: «C’ho tanti casini in giro, a destra, a sinistra. Ce n’ho uno abbastanza grosso, per cui devo mandar via i miei figli, che stan partendo adesso per l’estero, perchè mi han fatto estorsioni… in maniera brutta». Berlusconi spiega che si tratta di «una cosa che mi è capitata altre volte, dieci anni fa, e… sono ritornati fuori». Poi aggiunge: «Sai, siccome mi hanno detto che, se entro una certa data, non faccio una roba, mi consegnano la testa di mio figlio a me e espongono il corpo in piazza del Duomo…». La lettera trovata fra le carte di Vito Ciancimino potrebbe dunque essere collegata a questa intercettazione in cui Berlusconi denuncia di aver ricevuto pesanti minacce, che riguardavano i suoi figli. In quel periodo, erano gli anni Ottanta, come dieci anni prima, Cosa nostra aveva aumentato la posta, e lo aveva fatto nell’unico modo in cui era in grado di fare, con la violenza.

  • L E A

    18 set 2009 - 17:58 - #113
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    Si scaldi pure, se le va; ma è indubbio che non tollera l’altrui giudizio se questo è dissonante con le sue convinzioni. Attaccare sul piano squisitamente ‘grammaticale’ è la cartina di tornasole di chi non ha argomentazioni suffragate da reali basi, ma questa è ormai una consuetudine per voi (lei e il suo papi).
    Molli gli ormeggi e vada in vacanza, perché ne ha reale bisogno.

  • ILoveLea

    18 set 2009 - 18:03 - #114
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    Infangare il nome della mia Vate è da stolti e bifolchi, ti devi solo vergognare, mia Vate mia Musa, fai vedere di che pasta sei fatta.

  • Profilo di Lea

    Lea

    18 set 2009 - 19:07 - #115
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    MyLove,
    dar retta ad uno, L E A, che usa la terza persona singolare solo per “distacco” e non in segno di “rispetto”, è una perdita di tempo. Non merita considerazione.
    ;-)

  • ILoveLea

    18 set 2009 - 19:14 - #116
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    Mia Vate, come sempre hai sempre ragione sono solo bifolchi, per un tuo KISS farei di tutto, mia Musa non farti intimidire.

  • ILoveLea

    18 set 2009 - 21:24 - #117
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    Mia wa te r, su dai tira lo scia cquo ne che le ca ga te che dici sono un attentato alla vita. ahahahaha kissi kissi passaaddabbanna unnividivirdiva

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