
Il tragico attentato di ieri ha avuto un fortissimo impatto sulla vita pubblica, e naturalmente la politica non si è astenuta dal prendere posizione, in molti casi strumentalizzando l’evento. Le ultime dichiarazioni vengono dalla Lega, pronunciatasi per il ritiro entro Natale per bocca del leader Umberto Bossi, e dall’Idv di Di Pietro, più o meno sulla stessa linea.
Il dibattito, ben introdotto ieri dal collega Fracasso, verte sulla solita, eterna diatriba; è possibile esportare la democrazia con la forza? Ma soprattutto, è corretta la strategia generale dell’Onu in Afghanistan, sia da un punto di vista tattico che da un punto di vista ideale?
La prima parte della questione è ovviamente legata alle coscienze individuali. Per quanto conta, chi vi scrive è a favore dell’imposizione della democrazia ove possibile, a patto che ciò sia reso indispensabile dai delicati equilibri internazionali. Questa era la dottrina Bush, la cui invasione e “normalizzazione” dell’Iraq nasceva dall’esigenza di rendere più sicuro il mondo occidentale neutralizzando un paese ritenuto base dei terroristi.
Anche l’occupazione dell’Afghanistan nasce dallo stesso principio, con tutte le implicazioni morali e i dubbi che da sempre porta con sè, il principale dei quali in questo caso fa leva sull’arretratezza di un paese che di democrazia non aveva proprio mai sentito parlare. Sul principio sopra enunciato lasciamo volentieri il dibattito ai lettori, dato che com’è evidente non esiste una verità scolpita nella pietra.
Venendo invece alla parte strategica, qui dobbiamo davvero aprire le porte una verità scomoda e volutamente nascosta dai media. Perché le potenze occupanti non fanno piazza pulita delle coltivazioni d’oppio che rappresentano l’unico reale mezzo di sussistenza della guerriglia talebana? Un’azione massiccia che colpisse questa attività decreterebbe rapidamente la fine della potenza terrorista, riducendola a dimensioni irachene; ovvero una serie di piccoli attentati poco rilevanti sul piano strategico.
E qui si innesta un lungo discorso, che coinvolge enormi interessi finanziari, spesso poco chiari, nonché l’equilibrio stesso di un paese in cui larga parte della popolazione contadina vive proprio dei proventi derivati dall’oppio. Spazzare via le coltivazioni correrebbe il rischio di destabilizzare definitivamente l’Afghanistan, ma riflettendoci bene, siamo sicuri che non sia proprio questa la via? Che abbiamo da perdere, ormai?
Certo, dall’oppio si ricava l’eroina, e il mercato che alimenta l’eroina non è certo quello asiatico. Come si vede la questione è complessa e gli interessi in gioco sono enormi. Se davvero si vuole cercare una soluzione non si deve guardare in faccia a nessuno. Cosa avvenuta davvero di rado, purtroppo.
Foto| Flickr
ice
18 set 2009 - 09:48 - #1ma oggi tutti i blogger della testata devono scrvere la loro su questa storia!?!?!?
ad articoli uguali, commenti uguali
MILITARI italiani morti in Afganistan +Iraq negli ultimi 7 ANNI = 67
LAVORATORI italiani morti in Italia nei primi 7 MESI del 2009 = 309
e aggiungo: mi raccomnado non parliamo di altro che del presidentissimo e della sue cazzate, tanto ormai l’Itlia è completamente fuori dalla politica internazionale, preso com’è silvio a risolvere l’ammutinamento dei sui e spero dell’intero paese
http://www.polisblog.it/tips/item/navi-dei-veleni-nel-mediterraneo-forse-30-relitti-con-rifiuti-tossici-e-scorie-a-bordo
http://www.ecoblog.it/post/8957/monaco-di-baviera-dal-2015-ci-sara-solo-energia-da-fonti-rinnovabili
http://it.euronews.net/2009/09/08/la-casa-attiva-di-danimarca/
ice
18 set 2009 - 10:15 - #2e mi raccomando, nessuno parlare di
http://www.polisblog.it/tips/item/scudo-fiscale-anche-per-chi-ha-porcessi-penali-in-corso
gi-ro
18 set 2009 - 10:19 - #3#1 mi pare ovvio che si scriva di questo oggi! Ma ti quoto alla grande sulla seconda parte, quella che riguarda il continuo blablabla sulle (presunte e certe che siano)”cazzate del presidentissimo”. OT: Stanotte c’è stato un gran viavai di elicotteri sulle dolomiti, tali e quali a quello della foto qui sopra - finchè si vedevano. qualcuno sa dirmi qualcosa??
Giovanna d'Arco
18 set 2009 - 11:41 - #4@Ice cosa c’entrano le morti sul lavoro con quelle dei militari che perdono la vita per difendere la nostra libertà, per farti dormire sotto la coperta di quella libertà che tu oggi contesti? Ma ringrazia e ritirati!
variazioni sul tema
18 set 2009 - 12:51 - #5@ice Vatti a leggere qui caro e poi vediamo: http://www.latina24ore.it/latina/2378-goodyear-sentenza-senza-precedenti-condannati-i-vertici.html
I nostri cari sindacati e i governi sinistroidi per anni come mai hanno latitato?
Non esiste solo la Tyssen Krupp! Esistono anche stragi di stato avallate col silenzio complice di chi si definisce social-comunista e gioca a rimpiattino con governi e aziende capitaliste, che se ne fottono di 80 operai morti di cancro e altri 120 ammalati e prossimi alla fase terminale della malattia…
P.S. Come vedi ci sono figli e figliastri anche tra i morti sul lavoro.
dex85
18 set 2009 - 13:30 - #6“per quanto conta, chi vi scrive è a favore dell’imposizione della democrazia ove possibile, a patto che ciò sia reso indispensabile dai delicati equilibri internazionali. Questa era la dottrina Bush, la cui invasione e “normalizzazione” dell’Iraq nasceva dall’esigenza di rendere più sicuro il mondo occidentale neutralizzando un paese ritenuto base dei terroristi.”
il punto più basso di un articolo infame….
l’imposizione della democrazia è una emerita çagata. la democrazia manca in decine e decine di stati ma guardacaso proprio in iraq occorreva portarla!
è già stato definitivamente chiarito da inchieste e da testimoni scomodi che quella delle armi di distruzione di massa mai trovate in iraq era solo una scusa per arrivare al petrolio. infatti le uniche armi trovate erano quelle che gli stessi usa avevano dato 20 anni fa a saddam e all’iran per autodistruggersi.
così come le armi che hanno i talebani sono quelle che gli han dato gli usa per combattere i russi 20 anni fa.
noi piangiamo 6 militari ma gli iracheni e gli afgani piangono migliaia su migliaia di morti…renditene conto!
anch’io sono per la democrazia ma ogni popolo deve ottenerla da sè! non con un invasore esterno che se possibile, dopo aver messo un governante fantoccio e aver preso le tue risorse con le sue multinazionali, ti lascia ancora più in miseria di prima…
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secondo punto gli usa non hanno stabilizzato un bel niente hanno solo creato altro terrorismo
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terzo punto (e seconda infamia): “spazzare via le coltivazioni correrebbe il rischio di destabilizzare definitivamente l’Afghanistan, ma riflettendoci bene, siamo sicuri che non sia proprio questa la via? Che abbiamo da perdere, ormai?”
noi?…nulla! intanto destabilizziamo e mandiamo in rovina qualcun’altro.
loro, invece, avranno ancora qualcosa da perdere????
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ps: bravo ice, non capisco perchè la morte di un militare, professionista e volontario (che non sta difendendo il suo paese ma occupando un’altro) dovrebbe essere diversa e provocare più dolore della morte di un operaio qualsiasi.
dex85
18 set 2009 - 13:34 - #7e non capisco perchè debbano essere considerati migliori dei militari nato che bombardano continuamente sui villaggi afgani uccidendo civili (salvo poi dichiarare: erano tutti milizie talebane(e anche i bambini stavano prendendo un brutta strada!! :D)) rispetto ad un talebano che uccide dei militari che occupano casa sua.
sono due vermi. uguali.
Giovanna d'Arco
18 set 2009 - 14:03 - #8Caro Variazioni su tema, come ben puoi vedere di fronte a discorsi scomodi i soliti noti usano la tattica del “meglio che cambio discorso”. A questo punto mi limito anch’io a cambiare tema e a contare i vermi.
Alessandro Carboni
18 set 2009 - 14:55 - #9Berlusconi sà che questo non è il momento per cadere nelle inopportune polemiche propagandistiche innescate da Bossi e sà anche che l’Italia fa parte di un organismo quale è la Nato e ha firmato degli accordi internazionali che vanno rispettati. Fortunatamente non tutti i politici italiani hanno utilizzato questa tragedia come mezzo per attirare su di sè l’attenzione mediatica, ma ci sono anche poltici coscienti del proprio ruolo e delle proprie responsabilità come Pier Ferdinando Casini, il quale nella puntata di ieri di Ballarò, ha prima di tutto espresso cordoglio verso i familiari delle vittime e ha ribadito l’importanza del ruolo che svolge l’Italia in Afghanistan. Non è questo il momento di ritirare i nostri soldati, perchè così facendo si insulterebbero coloro che hanno sacrificato la loro vita per aiutare una popolazione ad uscire dal regime terroristico che li sovrasta.
Utan
18 set 2009 - 15:40 - #10Landoni :
IDV sarebbe quello che tu chiami in toto centrosinistra? va bene che a fare opposizione seria sono rimasti solo loro e Fini ma non esageriamo.
Quelli che vogliono il ritiro sono sommando i due partiti (lega e idv) poco più (forse meno) del 20% dei parlamentari, per cui prima di dire nominativi a spalleggiati e spallegianti ragionaci un pò sopra.
Utan
18 set 2009 - 15:49 - #11Riguardo il ritiro parlando con un mio vecchio comilitone (lui uff. effettivo) mi ha chiaramente detto che quello che stanno facendo ora in afganistan è pura presenza e autodifesa di se stessi e di qualche istituzione governativa, senza nessuna vera utilità pratica verso la popolazione.
Per cui anche se ci ritiriamo cambierebbe poco…solo la figura a livello internazionale, ma con l’attuale Capo del Governo anche in quel caso non sarebbe un grosso peggioramento (già ora anche in afganistan contiamo come il due di picche nelle decisioni della coalizione)
Lapo
18 set 2009 - 18:01 - #12io farei un bel comunicato a nome del governo
“a 50 morti ce ne andiamo”
cosi i terroristi si fanno i loro conti no?
per l Iraq è andata cosi o sbaglio?
auguri ai nostri soldati
Lapo
18 set 2009 - 18:24 - #13utan
ma Pezzulo non fu ucciso mentre distribuiva cibo e vestiario?
anche perchè più di cosi un militare cosa dovrebbe fare per la popolazione?
piuttosto bisogna vedere cosa fanno quelli del genio, sapevo che in iraq si davano da fare
Utan
18 set 2009 - 19:23 - #1413-
Andiamo li a fare la carità?
Per quello allora bastava la Croce Rossa ed Emergenzy (era la anche quando tutto era in mano ai talebani) spendevamo meno davamo più roba e rischiavamo meno vite italiane (e forse anche di civili afgani).
Lapo
18 set 2009 - 19:28 - #15non sto criticando la presenza militare, volevo integrare quanto hai detto all 11, che mi sembra il genere di compiti per cui i militari italiani sono stati inviati n Afganistan
Utan
18 set 2009 - 19:30 - #1613-
In Iraq alla fine della missione figurava un buco tra soldi stanziati e cose fatte, dando vita ad un’inchiesta per probabile peculato e corruzione poi insabbiata.
Anche li eravamo praticamente rinchiusi nelle caserme con rare uscite in convoglio(specie dopo Nassiria e la battaglia dei due ponti) e di pratico abbiamo fatto da maestri alle nuove forze dell’ordine irachene e poco più.
Utan
18 set 2009 - 19:43 - #1715-
I militari Italiani tutto sommato assolvono (cercano di farlo) al meglio i compiti loro dati (specie rispetto alle dotazioni ed ordini ricevuti) e spesso umanitariamente fanno più del dovuto.
Quando ero in forza nella Folgore (ma in Sicilia e Aspromonte) alcuni miei comilitoni dello stesso scaglione furono uccisi in somalia mentre distribuivano pane e acqua (la famosa battaglia del check point pasta), ma non deve essere questo il compito per cui un soldato specializzato muore.
Sarebbe stato più giusto (sto volutamente andando oltre) che morissero in un rastrellamento in cerca di un sequestrato o di un delinquente alla macchia in Aspromonte.
Quando i compiti assegnati ad un soldato per una missione (in un terreno ostile) non sono chiari nell’obbiettivo da raggiungere è più facile che restino uccisi.
Lapo
18 set 2009 - 19:47 - #18sono missioni affidate dalla politica per interessi politici, quindi inadatte ai militari