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Ore 12 - Il pianto del coccodrillo dei politici "quaraquaquà"

Pubblicato: 18 set 2009 da Massimo Falcioni

Commenti dei lettori

altroAnche in questo caso tragico, dei parà italiani ammazzati a Kabul, si dimostra che i nostri governi, la nostra politica è fatta di “quaraquaquà”.

Governo, maggioranza e opposizione in feroce e stantia polemica, divisi anche sul lutto, per convenienza: stanno sempre dietro agli “umori” del momento. Fiutano le emozioni (e seguono i sondaggi) e ci si infilano. Non orientano. Decidono di non decidere. Partiti (si fa per dire) e leader (si fa per dire) che strumentalizzano e speculano su tutto: per ritagliarsi visibilità, per un pugno di voti.

Restare o andarsene dall’Afghanistan è la domanda del giorno. Perché dal primo momento non c’è mai stata chiarezza, dicendo a suo tempo sì a capo chino a Bush, e facendo il “pianto del coccodrillo” dopo ogni morto. Ridiscutere la missione, dopo otto anni, non vuol dire dare ragione al nemico. E nemmeno avere dubbi e incertezze da che parte stare: che era ed è la parte della democrazia.

Ma bando alla retorica. In Afghanistan (e non solo lì) si spara, è la guerra. E se un nemico invisibile, il più insidioso (terrorismo), ti scaraventa addosso 150 chili di esplosivo, tu non puoi rispondere con le “dame di San Vincenzo”. O si “forza” la Costituzione e i nostri soldati sono messi in condizioni di fare i soldati(non le crocerossine) in zona di guerra, o è meglio tornarsene a casa e lasciare ai “cattivi” americani l’onore e l’onere di “salvare” (anche) la nostra democrazia.

In una guerra come questa, la lotta è già impari in partenza. Se poi chi viene colpito non può nemmeno rispondere, è suicidio. E chi manda là, così, i nostri soldati, si macchia di “omicidio”.

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27 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di asterio

    asterio

    18 set 2009 - 11:44 - #1
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    Le regole di ingaggio sono chiare, se ti sparano addosso sei tenuto a rispondere al fuoco, i nostri soldati non sono li per fare i pupazzetti del tiro a segno.
    Se ti viene addosso una macchina, partendo dal presupposto che non puoi sparare addosso ad una macchina di civili perché non poi sapere se ci sono dentro 150 kg di esplosivo, solo 50 kg, oppure semplicemente 50 kg di carne umna (quella del guidatore), hai ben poco da fare. Da più parti ieri s’è fatto capire, e concordo, che le regole di ingaggio purtroppo non centrano niente con questo attentato: sarebbero morti anche i “cattivi” americani, perché anche loro (a meno di ordini provenienti da più in alto), nelle loro regole di ingaggio non hanno l’ordine di sparare su civili apparentemente normali ed indifesi.
    I nostri soldati non stanno facendo la guerra, stanno facendo operazioni di polizia. (A meno che gli anni di piombo italiani non li vogliamo scrivere come guerra civile e a meno di non considerare la Spagna un paese in guerra con se stesso per via dei terroristi baschi…)

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    18 set 2009 - 11:57 - #2
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    Sbaglio o sto ravvisando del buon senso, sia nell’articolo che nel commento ?
    E che è successo ? Niente niente PolisBlog stesse rinsavendo ? ;)

  • Profilo di naruto1685

    naruto1685

    18 set 2009 - 12:18 - #3
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    d’accordo, allora ad ogni cosa diamo un nome, non si tratta di missione di pace ma solo ed esclusivamente di una guerra!

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    18 set 2009 - 12:28 - #4
    1 punto
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    Non è una guerra.
    L’Italia non ha dichiarato guerra all’Afghanistan, quindi non è una guerra.
    E’ una operazione volta al mantenimento della “pace” in un luogo che pace non ha.
    L’operazione incontra situazioni di guerra e deve rispondere a tono. Tra l’altro più che guerra, qui si tratta di guerriglia.
    Per questo ci vanno dei soldati, non ci va Bertolaso.

    Il nome ce l’ha già, non c’è bisogno di dargliene un altro.

  • Profilo di bleistein

    bleistein

    18 set 2009 - 12:33 - #5
    0 punti
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    Che la missione di pace sia un’ipocrisia sotto l’egida dell’Onu mi trova d’accordo. Ma eviterei articoli come questo, che mi ricordano i toni che usava la stampa italiana ai tempi della campagna di Libia: se l’attacco non proviene da truppe regolari ma da terrorismo mascherato, non ci sono regole di ingaggio che tengano, né “forzature” alla Costituzione che aiutino. Fosse così semplice.

  • Che lì l'è matt

    18 set 2009 - 12:53 - #6
    -1 punto
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    Su Travaglio,Naruto… difendi uno che guadagna centinaiadi migliaia di €uri, mentre tu fai il LAVAPIATTI, ma non ti senti poco poco un CRETINETTI???

  • Profilo di MetalSho

    MetalSho

    18 set 2009 - 12:59 - #7
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    @Che lì l’è matt

    Moh che c’entra Travaglio? E cosa c’entra che guadagna? Cos’è? Uno che guadagna non può dire la verità o non può essere difeso?

    Non sarai mica comunista!? X-D

  • Profilo di naruto1685

    naruto1685

    18 set 2009 - 13:24 - #8
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    che li l’è matt

    mi dispiace che tu non abbia avuto le palle per fare il login, su travaglio mi sono espresso diverse volte, evidentemente ci siamo già scontrati in passato. Detto questo, marco travaglio è un ottimo giornalista, è vero guadagna vendendo parecchi libri ma solo ed esclusivamente senza toccare i fondi pubblici come fanno altri giornalisti o presunti tali… il suo stipendio, ad annozero, è del tutto derivante dall’incasso pubblicitario e non dai soldi dei contribuenti. Per concludere, se vuoi un libro di travaglio puoi comprarlo altrimenti no! semplice, vero? non compro e non guadagna! ci vuole molto a capire questo semplice concetto??

    poi, nel formulare certe domande, dovresti informarti meglio, e comunque non mi sento cretino. Tu invece?

  • Profilo di naruto1685

    naruto1685

    18 set 2009 - 13:29 - #9
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    albert, si tratta di guerra, le missioni di pace sono quelle che fanno i volontari, i missionari etc etc… quando ci sono le armi di mezzo è per la guerra, una volta terminata, senza aver più bisogno di combattere, scatta la pace e le forze dell’ordine, volontari e chi vuole puo’ aiutare la popolazione colpita distribuendo viveri, vestiti, medicinali etc etc

  • Profilo di bleistein

    bleistein

    18 set 2009 - 13:30 - #10
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    Il post #6 va rimosso dal moderatore perché contiene discriminazioni contro noi lavapiatti.

  • Marco Alberto

    18 set 2009 - 13:36 - #11
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    Quoto questo articolo,soprattutto nella parte finale. Ci vuole una risposta più energica a questi attentati x non far cadere l’ideale di democrazia che muove il mondo civile. Gli Americani 50 anni fà sono morti x portarci la libertà dal Fascismo e da Nazismo morendo in terra straniera per loro,tra l’altro:l’Europa. Ora abbiamo l’occasione di far vedere che anche noi sappiamo morire x la parola”Democrazia di un Paese”. Onoriamo i nostri caduti! Però serve anche cambiare le regole di ingaggio: Adesso non siamo più lì x difendere un popolo,e x difenderci,dal terrorismo,adesso,siamo lì x dargli la “Democrazia Assoluta”. E come i nostri partigiani hanno combattuto a fianco dell’esercito americano x liberare l’Italia,così ora noi dobbiamo combattere uniti ai loro,e agli eserciti che sono lì impegnati,x uno scopo solo: “DEMOCRAZIA!”

  • Profilo di ice

    ice

    18 set 2009 - 13:37 - #12
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    è meglio tornarsene a casa e lasciare ai “cattivi” americani l’onore e l’onere di “salvare” (anche) la nostra democrazia.
    ma dico io, nemmeno gli americani ci credono piu, e rimangono li solo per non ammettere pubblicamente di aver fatto una cazzata fotonica
    .
    la guerra in Afganistan difende la democrazia esattamente come le crociate erano fatte per motivi religiosi
    ed esattamente come Babbo Natale scende dal camino……

  • bissis

    18 set 2009 - 13:40 - #13
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    ” Su Travaglio,Naruto… difendi uno che guadagna centinaiadi migliaia di €uri, mentre tu fai il LAVAPIATTI, ma non ti senti poco poco un CRETINETTI??? ”

    e poi magari si scopre che sostieni e difendi berlusconi :D

    ma ovviamente in quel caso il fatto che guadagni centinaia di MILIONI di euro, e lo faccia anche a spese tue, magari poi scopriamo che no, non è applicabile nella stessa maniera in cui lo applichi a naruto :D

  • Profilo di naruto1685

    naruto1685

    18 set 2009 - 14:00 - #14
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    bravo bissis! comunque l’utente ” che li l’è matt” è berlusconiano, sicuramente una vecchia conoscenza..

  • bissis

    18 set 2009 - 14:16 - #15
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    si certo

    ma è sempre quello lo stile: dare addosso agli altri i tuoi difetti
    senza pensare che ti si ritorce contro se qualcuno ci pensa su, invece di ripetere quello che sente in tv (ricordiamo tutti il periodo del “ipocriti” di CDW, infilato in ogni discorso dopo che B lo aveva detto una volta in tv)

    un po’ come fare un articolo minacciando frequentazioni a luci rosse di fini… che cosa immorale, che scandalo. ehi, ma fino a ieri per lo stesso motivo invece…
    :DDD

  • Samantha Pinna

    18 set 2009 - 14:26 - #16
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    Era normale che si scatenassero nuovamente le polemiche sulla missione di pace in Afghanistan ed era normale che in tanti affermassero che questa non è una missione di pace, ma è vera guerra visto che sono già morti 21 soldati. Era altrettanto normale che alcuni politici avrebbero irresponsabilmente cavalcato l’onda di questa tragedia, affermando che sarebbe meglio ritirare i nostri militari. Credo che nessun italiano sia felice di ciò che è successo ieri a Kabul e di tutti gli altri attentati che hanno portato alla morte dei nostri soldati. Tuttavia non si può reagire a tutto questo semplicemente ritirando i nostri militari e dandola sostanzialmente vinta ai terroristi, gli unici che continuano a volere la guerra a discapito della popolazione locale che da loro ha sempre subito oppressione e torture. E’ per tutti gli innocenti dell’Afghanistan e dell’Iraq e per la democrazia di questi Paesi che i nostri militari si trovano in missione e i risultati della loro presenza sono già stati tanti. Questo deve fungere da sprone per andare avanti finchè i terroristi non rappresenteranno più una minaccia. Se si andasse via ora, tutto sarebbe stato inutile, anche il sacrificio dei 21 eroi che hanno perso la propria vita in quei luoghi in nome della pace e della democrazia. Per fortuna, non tutti i politici italiani hanno approfittato di questa tragedia per farsi campagna elettorale: è comodo, come hanno fatto Bossi e Di Pietro, sostenere il ritiro delle truppe. E’ responsabile invece chi, pur non essendo in maggioranza e al governo come Casini e l’UDC, continua a difendere la democrazia e ad onorare i soldati che hanno perso la propria vita per questo scopo.

  • Profilo di naruto1685

    naruto1685

    18 set 2009 - 14:26 - #17
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    eh già bissis, hai pienamente ragione… ma tanto sappiamo benissimo che l’elettore berlusconiano, mentre segue i vari tg5 e studio aperto, gongola convinto di aver fatto la scelta giusta votando un “uomo” dalle indubbie capacità innate…. (le sua capacità, aahahhah)

  • Profilo di naruto1685

    naruto1685

    18 set 2009 - 14:27 - #18
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    volevo scrivere, le sue capacità….

  • Marco Chinaglia

    18 set 2009 - 14:30 - #19
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    Il momento del lutto, il momento della solidarietà alle famiglie e alle Forze Armate, il momento dell’unità nazionale non può essere guastato dalla convenienza di qualcuno. E’ evidente che andrà programmata una exit strategy con gli alleati internazionali, dando modo di addestrare gli afgani alla propria sicurezza interna, ma nei modi e nei tempi dovuti. Irresponsabilità massima di Di Pietro, ormai erede di molte delle vecchie posizioni della sinistra radicale, e di Bossi…

  • Profilo di Alessandro Carboni

    Alessandro Carboni

    18 set 2009 - 15:09 - #20
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    Purtroppo ancora una volta ci sono esponenti politici come Bossi e Di Pietro che non si sono lasciati sfuggire l’occasione per riaprire la polemica sulla reale utilità della missione italiana in Afghanistan. Esponenti politici che non tengono conto di quanti ottimi risultati hanno ottenuto i nostri soldati durante questa missione e sopratutto non tengono conto del fatto che l’Italia fa parte di un organismo come la Nato e che ha firmato degli accordi internazionali che vanno rispettati. Tra le voci “fuori dal coro” vorrei che si ricordasse quanto ha detto Pier Ferdinando Casini e tutto l’UDC, i quali per prima cosa hanno espresso cordoglio verso i familiari delle vittime, e sopratutto hanno saputo tenere una linea coerente verso la politica delle missioni italiane in territori quali Afghanistan e Iraq. Purtroppo la coerenza e la responsabilità non sono qualità comuni a tutti i politici italiani.

  • Profilo di asterio

    asterio

    18 set 2009 - 15:41 - #21
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    Se gli italiani sono in guerra in afghanistan perché sono li con le armi allora la costituzione italiana è carta straccia ed è inapplicabile in quanto i carabinieri sono in giro per l’italia armati e sono corpi dell’esercito, quindi l’italia è in perenne stato di guerra civile in contraddizione con la propria costituzione.

  • stefano1966

    18 set 2009 - 15:44 - #22
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    Per me è una missione di pace,per come può essere concepita una missione di pace in uno stato in guerra da 30 anni.
    Tempo fa ero favorevole a queste missioni,ora no.
    Il mio pensiero attuale è dovuto ad anni di interrogativi su cosa sia bene o male,nella pratica quotidiana.
    Io non voglio esportare il mio significato di democrazia,di cultura e di religione.
    Come non voglio gli altri modelli.
    E’ sbagliato voler creare ad ogni costo una società mondiale del “volemose bene”.
    Quale diritto abbiamo noi di esportare il bene e il male nel mondo?
    Quale diritto hanno gli altri di venircelo ad imporre nella stessa maniera a casa nostra con la scusa della multiculturalità?
    Ognuno a casa propria.
    Se qualcuno sta male nel mondo che ci chieda espressamente di aiutarlo,nella maniera che egli ritiene più opportuno alla sua cultura.
    Basta colonizzazioni da entrambe le parti.
    E mi fermo qui perchè il resto di quello che penso risulterebbe troppo radicale.
    Quanto ai politici di entrambi gli schieramenti,lasciamo perdere,stendo un velo pietoso.

  • Profilo di naruto1685

    naruto1685

    18 set 2009 - 15:56 - #23
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    Alessandro carboni, ti ricordo, con tutto il rispetto per i militari italiani caduti in guerra, perchè di questo si tratta, che esistono tantissimi altri caduti per guadagnarsi la pagnotta per sopravvivere.. parlo dei caduti che OBBLIGATORIAMENTE lavorano in nero, parlo di quelli che svolgendo un lavoro full time si beccano una miseria di stipendio e poi muoiono perchè il proprio capo non segue le varie normative in termini di sicurezza.Devo andare avanti? tantissimi morti sul posto di lavoro nel 2009… c’è una vita che vale piu’ di un’altra? alle volte mi sorprendo, la gente si intristisce solo per i militari morti e mai per l’operaio! ma scherziamo???

    solidarietà a tutte le famiglie che hanno perso i propri cari (in guerra in afghanistan e in italia lavorando per 2 lire!!)

  • Valentina8bre

    18 set 2009 - 16:27 - #24
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    Che senso avrebbe ritirarsi adesso?capisco chi dice che il terrorismo forse non saremo mai in grado di annientarlo, ma le viste dei nostri soldati come sarebbero onorate in questo modo?Loro hanno fatto una scelta di vita e noi quale diritto abbiamo per rendere vana tale scelta? Che tutti i politici la smettano di farsi propaganda almeno in queste situazioni, a cominciare dalla Lega che come vediamo è quella che sta appunto “cavalcando l’onda” come ha detto qualcuno.

  • Mattia Ventroni

    18 set 2009 - 16:52 - #25
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    Prima di qualsiasi commento, opinione, vorrei ancora una volta omaggiare i nostri caduti a Kabul. Non è certo il momento di fare polemiche inutili e malsane. La nostra missione in Afghanistan ha un obiettivo preciso, ed è quello di combattere il terrorismo e di riportare la democrazia ad un popolo che ormai da troppo tempo non ha un’istituzione democratica. Pensare ad una ritirata, sarebbe un segnale di debolezza, nocivo per il nostro paese, ma anche per gli alleati. I nostri caduti sicuramente, non sarebbero d’accordo con l’abbandono della missione. Sarebbe solamente un incentivo alle organizzazioni terroristiche che si sentirebbero soltanto più forti di fronte al nemico, con tutte le conseguenze del caso, ovvero altri attentati e altre minacce. Quindi il mio auspicio è che non si prendano decisione affrettate, che come dice il Presidente Casini aggreverebbero i rischi militari. Mattia Ventroni

  • Che lì l'è matt

    18 set 2009 - 19:55 - #26
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    Travaglio è un opportunista, quasi berlusconiano nel suo spregiudicato senso del business. Giornalista di cronaca con il vizio della scrittura, si era fatto notare solo per un libro sulle frasi sceme dei calciatori.Marco Travaglio è uno strepitoso agente di sé stesso. Ottima parlantina e indubbia sagacia lo rendono un brillante e divertente oratore. Le sue qualità servono, oltre a coprire le numerose inesattezze, e si legga lo strepitoso D’Avanzo di oggi in proposito, per nascondere il segreto del suo fascino. Come tutti i mistificatori e o i demagoghi professionali, Travaglio spaccia le opinioni mal mostose e astiose del pubblico sui governanti come verità corroborata dall’evidenza empirica. E’ un salto logico. Come vedi NARUTO…fai sempre la fig…del pirla!
    ah! dimenticavo x qualche demente di passaggio…x quello che hai detto su TVBLOG

  • Chiara Cudini

    18 set 2009 - 23:09 - #27
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    Oggi è giorno di lutto, non di polemica o discussione. Sei nostri soldati sono morti, altri feriti. Ognuno di loro credeva nel valore della pace, della democrazia, della difesa della patria. Scavando un po’ più a fondo nella loro vite ci rendiamo conto di ciò che hanno lasciato: mogli, figli, famiglie, fidanzate, amici… tutto ciò perché il loro non è un semplice mestiere. Sapevano a ciò che andavano incontro, ciò che rischiavano. Ammiro la loro forza, il loro coraggio, il loro credere fermamente in ciò che fanno, al punto di perdere la propria vita. Non possiamo dimenticare ciò che loro hanno sacrificato proponendo un immediato ritiro dall’Afghanistan. Casini (Udc) sostiene che oggi sia “il momento di una rinnovata unita’ dell’Italia che deve ricordare le profonde ragioni politiche e morali per cui siamo in Afghanistan” e che sia “sempre necessario riflettere da parte delle autorita’ politiche e istituzionali ma esiste un obbligo di serieta’ e senso del dovere che il Paese deve recuperare”. Dunque, come dice Napolitano, “questo e’ il momento del cordoglio e dell’unita’, poi verra’ il tempo per riflettere e approfondire sulla natura della missione”. Un grazie a Matteo, Davide, Gian Domenico, Roberto, Antonio e Massimiliano.
    Chiara Cudini