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Rassegna stampa estera: Berlusconi, i media e la libertà di stampa

Pubblicato: 19 set 2009 da Giulio Mattioli

Commenti dei lettori


Torna dopo un paio di settimane di pausa l’appuntamento con rassegna stampa estera, la rubrica di polisblog dedicata al punto di vista dei media stranieri sulle vicende italiane.

In quest’ultima settimana si sono avuti innanzitutto gli ultimi strascichi della conferenza stampa Berlusconi-Zapatero del 10 settembre scorso. Lo spagnolo ABC ha criticato ad esempio la linea del “no-comment” tenuta dal governo iberico:

Quello che é successo giovedí scorso con il presidente del governo italiano, Silvio Berlusconi, semplicemente non ha nome, anche se si puó qualificare con molti aggettivi: machista, sessista, volgare, “guappo”, prepotente, irrispettoso, tracotante… (..) Per il rispetto, per l’educazione e per l’uguaglianza, che qualcuno gli risponda, per favore, anche se é un primo ministro

Sempre in Spagna, El Pais si è scagliato contro il rapporto di Berlusconi con la stampa, con un pezzo dal titolo durissimo: “L’anticamera del fascismo“:

Silvio Berlusconi è un autocrate, che considera legittimo andare a cena con uno dei suoi giudici, non trova sconveniente accettare l’invito al compleanno di una 18enne nella terra della Camorra ed è allergico alla sana informazione (..) Un giornalista che critica, quando c’è da criticarla, l’azione del governo, è per Berlusconi un giornalista comunista, mentre il giornalista obiettivo è solo quello che elogia, e che elogia lui

L’americano Time si è invece concentrato sulle recenti tensioni interne alla maggioranza, offrendone un’analisi mirabile per lucidità, dote che spesso manca ai commentatori nostrani più dediti a profetizzare, cedendo al whishful thinking, l’imminente fine del Cavaliere:

Nella terra di Machiavelli l’unica cosa che desta più attenzione di ciò che accade nella camera da letto del primo ministro sono i retroscena della politica. Con l’opposizione di centro-sinistra quasi inesistente nel parlamento italiano, tutti sono alla ricerca di potenziali Giuda all’interno tra i ranghi dell’attuale maggioranza. (..) Ma le velate minacce di Fini di ritirare il suo sostegno al governo sono a ben vedere di ben scarsa rilevanza. Lo stesso si può dire delle simili minacce del partito anti-immigrazione Lega Nord e dei politici centristi che sognano di creare un nuovo movimento centrista. Tutte le principali figure politiche a destra sono troppo legate a Berlusconi, il cui potere paradossalmente aumenta anche in un momento in cui gli scandali sembrano indebolire la sua autorità morale. In qualche modo, Berlusconi è l’equivalente politico italiano della Bank of America o dell’AIG: è semplicemente troppo grande per poter fare bancarotta. Quei troppi che hanno ottenuto con fatica la propria fetta di potere rischierebbero di perderla completamente con la monumentale scossa che seguirebbe all’uscita di scena di Berlusconi dalla politica. E anche in questo improbabile scenario, il Primo Ministro avrebbe il possesso del principale network televisivo privato italiano a cui ritornare

Molto attento all’Italia questa settimana il francese Le Monde, che ha parlato dell’ospitata di Berlusconi da Vespa (definita con ironia “una serata particolare“), ha dedicato un lungo ritratto intitolato “questioni d’onore” al direttore di Repubblica Ezio Mauro e ha parlato dell’Italia come di una “democrazia in agonia“.

Il pezzo forte è stato però l’editoriale non firmato intitolato (in italiano) “Basta, Cavaliere!“:

Decidendo di querelare per “diffamazione” due quotidiani di centro sinistra (..), Silvio Berlusconi si rivela il peggior difensore della propria causa. (..) , invece di spiegare e fare chiarezza, ha scelto di screditare e di intimidire i giornali che non controlla. Proprietario di tre reti televisive private, di un gruppo editoriale e di stampa, l’imprenditore Berlusconi dispone di una gamma di media pronti a cantare le sue lodi quotidianamente; controllando gran parte dell’audiovisivo pubblico, (..) ha anche i mezzi per far passare sotto silenzio la telenovela delle sue turpitudini – e ci riesce. Ma per il Cavaliere, questo non è abbastanza. Come se fosse sufficiente che qualche giornale esponga le sue contraddizioni, gli chieda spiegazioni o lo ridicolizzi per scuotere la realtà del potere. Così facendo, il capo del governo italiano commette un duplice errore. In quanto uomo dei media, è nella giusta posizione per sapere che l’informazione non si controlla più. Il progetto di erigere una palizzata tra l’informazione ed i suoi concittadini è un’illusione (..). In quanto uomo politico – anche se fuori dagli schemi -, corre il rischio, in questa avventura giudiziaria, di ridurre ancora di più [il livello, N.d.T.] della sua funzione e di nuocere all’immagine del paese che dirige. Se, per fortuna, Berlusconi – che è, da parte sua, immune da ogni procedimento giudiziario durante il suo mandato – rinunciasse alla sua offensiva giudiziaria e scegliesse di mantenere un basso profilo, eviterebbe il ridicolo di doverporre l’Italia in concorrenza con la Corea del Nord o con la Russia sul tema della libertà d’informazione. E lui che si definisce “il miglior presidente del Consiglio (italiano)” da cento cinquant’anni – cosa di cui la Storia sarà giudice – eviterebbe già da ora di passare agli occhi di una buona parte dell’opinione pubblica internazionale come il peggiore

Sempre a proposito del sistema mediatico italiano, lo svedese Sydsvenskan ha proposto questa sintesi:

Apparire sulla carta stampata è meno importante, dato che a leggere i giornali è solo un’élite. Bella fortuna per Silvio Berlusconi, infatti solo là sopra sono state pubblicate le informazioni più compromettenti sulla sua vita privata. Ciò vuol dire che gli intellettuali, la sinistra e i cattolici veraci si lagnano, mentre la grande massa sente solo la versione della verità di Berlusconi, naturalmente in TV: sono tutte menzogne, si tratta di una cospirazione internazionale ispirata dalla sinistra

Secondo il quotidiano svizzero in lingua italiana La Notizia il problema non è solo il fatto che i giornali siano poco letti, ma anche lo scarso grado di alfabetizzazione informatica del nostro paese:

L’opinione pubblica sembra percepire solo in modo superficiale questa crisi, e giudica spesso come “pessimiste”, o “esagerate” le descrizioni di quanto avviene. Le ragioni di questa mancata consapevolezza sono da ricercare nella crisi stessa. Quel poco che giunge arriva grazie a commentatori indipendenti e ad Internet, ma la scarsa diffusione delle nuove tecnologie (solo la metà della popolazione le usa con costanza, tra le ultime in Europa) è un notevole ostacolo. Questa “non percezione” si è inoltre incancrenita in un fenomeno particolare: il giornalista o il personaggio pubblico non sempre subisce dirette e palesi forme di costrizione, ma il timore di inimicare il potente ne spinge buona parte a pericolose forme di autocensura

Sul Daily Telegraph, Alexander Chancellor, corrispondente dall’Italia già nel 1968, ha dedicato un articolo intelligente ed amaro a descrivere quella che lui vede come una convergenza storica al ribasso tra il Belpaese e lo UK:

Questi sono solo alcuni esempi di quanto l’Italia sembrasse straniera per una persone proveniente dalla Gran Bretagna. I britannici e gli italiani erano entrambi patriottici, ma in modi completamente diversi. I britannici erano particolarmente fieri delle loro istituzioni (..); gli italiani invece, disprezzavano le loro istituzioni politiche (pur considerando il loro paese nonostante tutto come il migliore e il più bello del mondo) ma erano fieri della loro ingegnosità e della loro capacità di fare fronte a una burocrazia corrotta e bloccante. (..) Una delle ragioni dell’entusiasmo degli italiani per l’Unione Europea (..) era la speranza che le virtù della Gran Bretagna e delle altre vecchie nazioni nord europee avrebbero in qualche modo sarebbero state trasmesse loro, rendendoli una democrazia più matura. (..) Oggi, tuttavia, le cose sono abbastanza diverse. (..) L’Italia ha sperimentato qualcosa di simile a una rivoluzione, con il collasso e la sostituzione del partito Democristiano e di quello Comunista, che avevano governato la società italiana per quasi 50 anni (..); e l’ascesa di Silvio Berlusconi come incarnazione delle speranze della gente per un nuovo tipo di governo – forte, aperto, onesto e privo delle abitudini mafiose del vecchio regime. Anche se Berlusconi si è rivelato non essere tanto al di sopra di ogni sospetto quanto sperato, ha almeno inaugurato un sistema in cui gli elettori possono, come nel Regno Unito, alternare una coalizione di sinistra con una di destra, invece si essere permanentemente governati da una monotona coalizione di litigiosi partiti di centro. I britannici, nel frattempo, sono diventati sempre meno innamorati delle istituzioni politiche che una volta rispettavano (..) Il gap morale tra la Gran Bretagna e l’Italia si è ristretto

Sempre nella “perfida Albione” il Financial Times ha dedicato un lungo ritratto - intitolato “a serious soap opera” - all’Italia di Berlusconi. Interessante in particolare il passaggio sulla mancanza di feeling tra il governo e il mondo dell’economia:

Molti osservatori negli affari e nella finanza accusano il governo – e in particolare Berlusconi, che è stato primo ministro per buona parte dell’ultimo decennio – di questa indolenza (nel riformare il paese, NdT). Guido Vitale, che lavora in una banca d’investimento, afferma che la gente al di fuori dell’Italia “fa fatica a capire perché un governo con la maggioranza in entrambe le camere del parlamento non sia in grado di approvare quelle riforme che tutti, a destra come a sinistra, ritengono necessarie”. (..) Ad aggravare l’irritazione nei confronti del governo è l’imbarazzo riguardo alle rivelazioni sulla vita privata di Berlusconi. Alcuni amministratori delegati e personaggi del settore finanziario sostengono che la controversia è stata esacerbata dallo stereotipo che gli europei hanno degli italiani, ma la maggior parte di loro riconoscono che l’immagine che è stata offerta è negativa. Questo ha importanza? Il Professor Giuseppe Berta dell’Università Bocconi afferma che lo scandalo rischia di creare una paralisi politica nel governo se di dovesse trascinare, con il possibile effetto di prolungare la recessione: “Il settore dell’esportazione è il più dinamico dell’economia, e per loro si tratta senza dubbio di un handicap”

Ma c’è qualcuno all’estero che parla bene di questo nostro bistrattato Presidente del Consiglio?” - potrebbe chiedersi qualcuno. La risposta è sì, anche questa settimana. Stiamo parlando del sito francese Causeur.fr, che wikipedia d’oltralpe definisce animato da “anarchici di destra e republicanisti”. In un pezzo dal titolo ambiguo “bisogna castrare Berlusconi?“, il sito argomenta:

Quelli che vanno al di là delle apparenze poco raffinate di Berlusconi e esaminano senza pregiudizi la politica interna ed estera portata avanti dai diversi governi che ha presieduto sono portati ad esprimere un giudizio decisamente più sfumato sul personaggio. Tra le luci, bisogna riconoscergli un ardore riformatore, in particolare in materia fiscale e sociale, che ha fatto uscire l’Italia dalla spirale infernale dell’indebitamento causato dal gigantismo e dall’inefficienza dei servizi pubblici. (..) La politica estera di Berlusconi, fondata sul più cinico realismo e sulla difesa attiva degli interessi economici nazionali, non è forse molto invitante, ma non si può certo negarli una certa efficacia nel raggiungere i suoi obbiettivi. (..) Tra le ombre si può notare, e condannare, il modo in cui Silvio Berlusconi ha utilizzato la sua maggioranza parlamentare per far votare delle leggi che l’hanno messo al riparo dalle cause giudiziarie relative a vari affari di corruzione. Ci sono dunque abbastanza buoni processi da intentare – metaforicamente parlando – alle pratiche politiche di Silvio Berlusconi per non fargliene di cattivi

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17 commenti

Commenti dei lettori

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  • Commento #1 (-8 punti) - 19 set 2009 - 00:48 - Apri commento
  • Profilo di Magoselvo

    Magoselvo

    19 set 2009 - 00:48 - #1 (nascondi)
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    Ma per favore: Il quotidiano Svizzero di lingua italiana…..ho dovuto andare a cercarlo perchè qui in Svizzera non l’ho mai visto. È solo sul web e credo avrà 2 lettori al giorno (uno dei quali il tristissimo blogger). Ma vi rendete conto che più continuate a manipolare l’informazione più rendete SB forte??? forse no…..è un vostro limite mentale, il famoso QI-basso di quelli di sinistra. BonneNuit

  • Profilo di Giulio Polisblog

    Giulio Polisblog

    19 set 2009 - 02:17 - #2
    4 punti
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    @1:
    francamente, non riesco proprio a capire i che modo io abbia “manipolato l’informazione”. Ogni settimana cerco con la massima onestà e in maniera del tutto neutrale di rendere conto dei pezzi interessanti usciti sulla stampa straniera sull’Italia. Appena ce n’è uno pro-Berlusconi gli do il massimo risalto. Invito sempre i lettori a segnalarmi eventuali articoli che mi siano sfuggiti.. Dov’è la manipolazione in tutto ciò? Mah…

  • Commento #3 (-7 punti) - 19 set 2009 - 02:17 - Apri commento
  • Profilo di Magoselvo

    Magoselvo

    19 set 2009 - 02:58 - #3 (nascondi)
    -7 punti
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    Beh definire “quotidiano” 2 righe pescate sul web…..ma nulla. Continuare cosi.

  • Profilo di Giulio Polisblog

    Giulio Polisblog

    19 set 2009 - 03:06 - #4
    4 punti
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    @3:
    sono loro stessi a definirsi così: “Quotidiano di innovazione” (http://www.lanotizia.ch/).. mi sembra si tratti di un po’ di più di “due righe pescate sul web”..
    Peraltro, anche Le Causeur.fr (l’unico editoriale pro B.) non ha l’aria di essere una pagina proprio di primo piano: non per questo l’ho esclusa dalla rassegna.

  • Profilo di MetalSho

    MetalSho

    19 set 2009 - 03:08 - #5
    5 punti
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    @Magoselvo

    Tipico di chi si sente in torto (ma per non ammetterlo mente anche a se stesso) aggrapparsi alla minima (presunta?) distrazione o errore dell’interlocutore per evitare di rispondere al resto del discorso.

  • Commento #6 (-7 punti) - 19 set 2009 - 03:08 - Apri commento
  • Profilo di Magoselvo

    Magoselvo

    19 set 2009 - 03:15 - #6 (nascondi)
    -7 punti
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    Si ma quello che intendo è che dando risalto ad un informazione di cosi bassa diffusione si porta il lettore ad avere la percezione che l’opionione in quel dato paese di SB sia negativa (il che potrebbe benissimo anche essere). Ma a dimostrazione della teoria è che in Svizzera di SB interessa solo quanti soldi lascia filtrare verso di noi (il che và anche benissimo direi) e che sui reali “diffusori” di notizie manco si parla di lui. Cosi facendo un bel giorno magari criticando chi scrive male di lui, tira fuori il tuo articolo, tira fuori la diffusione del “Quotidiano di innovazione”, tira fuori magari un articolo a suo favore della NZZ che, ovviamente e casualmente hai dimenticato di mettere, e voilà: uno a zero per lui. È quello che continuamente sta succedendo. Di fatto (perchè chi scrive su questo blog è ovviamente di sinistra e vive malissimo il periodo SB) succede continuamente cosi, che SB o il suo governo in conferenza stampa risponda a finte/non conprovate accuse con fatti e statistiche. Governerà per altri 20 anni, lui, la destra per 100. Ora torno a dormire.

  • Profilo di ventoacqua

    ventoacqua

    19 set 2009 - 05:41 - #7
    5 punti
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    #6: Non si preoccupi, Magoselvo, la percezione di Berlusconi *in tutto il pianeta* (Italia esclusa, causa proprietà dei media da parte del soggetto in questione) è assolutamente negativa indipendentemente da quanto grandi siano i quotidiani che denunciano i suoi misfatti.

    Nel noto sondaggio svolto da France 24 / Herald Tribune -prima- che iniziassero ad essere diffuse su Berlusconi le rivelazioni su festini, voli di stato a fini privati, escort, minacce alla stampa nazionale ed internazionale….. avevano un opinione negativa su Berlusconi l’84% degli americani, l’87% degli inglesi, l’84% degli spagnoli, l’88% dei tedeschi e il 93% dei francesi intervistati….

  • Commento #8 (-6 punti) - 19 set 2009 - 05:41 - Apri commento
  • Profilo di marco-alberto

    marco-alberto

    19 set 2009 - 07:30 - #8 (nascondi)
    -6 punti
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    leggendo gli articoli qui riportati ed anche altri fuori blog mi fanno sinceramente sorridere,xchè i fatti li rendono ironici,tutti quegli articoli che provengono in particolare dall’America e Inghilterra e che bacchettano l’Italia sulla sua politica economica e sul modo che avrebbe essa di uscire dalla crisi. Io,da Italiano,non ci faccio caso più di tanto ai loro commenti ma per un semplice motivo che vale tanto x inglesi e americani: Non abbiamo avuto noi banche che siano fallite a nastro; non abbiamo avuto noi governi incapaci di salvare i risparmiatori dal fallimento delle banche medesime; non abbiamo avuto noi la caduta di case automobilstiche cedute a stranieri(anzi l’italianissima Fiat fa la parte dell’acquirente) o,addirittura ad ex colonie come nel caso inglese; non abbiamo avuto noi il crollo del sistema monetario con il licenziamento in massa degli impiegati finanziari come a wall street; potrei andare avanti,ma mi fermo qui con l’elenco. Veniamo alla libertà di stampa: dove ho una linea di pensiero molto pragmatica e semplice: Se i giornali hanno scritto sempre verità e non hanno mai violato alcun articolo di legge del nostro ordinamento o segreti istruttori,non hanno nulla da temere da un inchiesta giudiziaria! Molto semplice quindi la mia linea di pensiero! Ma aggiungo anche che,se hanno scritto cose sempre vere la loro immagine,e l’immagine dei media tutta,ne può uscire molto più forte. Ora il popolo non sa se chi mente sono i giornali,o se chi mente sono i personaggi menzionati nei giornali,quindi un inchiesta giudiziaria può proprio essere di luce su questo dilemma e,ripeto,se hanno detto la verità la loro immagine ne può venire fuori molto ma molto rafforzata.Potrebbero anche addirittura aumentare le vendite di copie con beneficio di ritorno economico x gli editori. Fine del mio pensiero!

  • Profilo di Stef500f

    Stef500f

    19 set 2009 - 08:30 - #9
    3 punti
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    Marco alberto . .

    Ma cosa fumi? Cosa ti prendi? Di che cavolo ti fai?

  • Profilo di MAN in black

    MAN in black

    19 set 2009 - 09:03 - #10
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    L’analisi del giornale svedese “Sydsvenskan” è sacrosanta anche se è certamente un po’ forzata. Vero è che la verità è appannaggio di chi ha gli strumenti per cercarla ma semplificare la ‘élite’ in cattolici e intellettuali di sinistra depone a favore di chi pur di soffocare il raziocinio è disposto a buttarla in ‘caciara’, e sapete a chi mi riferisco. Anche berlusconi millanta di essere cattolico! Il governo di essere la vera sinistra del paese! Ma a conti fatti né l’uno né l’altro guadagnerebbero tali appellativi. Comunque, la teoria che l’ignoranza altrui (indotta) è la migliore base su cui erigere il successo è nota e applicata fin dall’alba dei tempi. E uno come belzebusconi ci ha sguazzato sempre.

  • Profilo di augustus

    augustus

    19 set 2009 - 09:31 - #11
    1 punto
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    marco-alberto

    La critica economica americana verso l’Italia io negli articoli citati non l’ho vista. (per essere sicuri, il paragone AIG-Berlusconi non e’ un paragone economico, visto che l’articolo non sta parlando della bancarotta di Berlusconi come bancarotta “economica”).

    Secondo errore che fai: critichi il messaggero, non il messaggio, un errore davvero grossolano: solo perche’ colui che ti critica ha fatto degli errori, non significa che la sua critica abbia meno valore.

    Terzo errore: non importa quanti esempi porti, il modello economico americano e’ considerato ancora tra i migliori al mondo: dalla classifica sulla competitivita’ economica (USA secondi, Italia al 48esimo posto), a quella della liberta’ economica (USA sesti, Italia 78esima). Troppe liste ti posso presentare. Quindi il tuo errore sta nel rifiutare una critica per motivi inesistenti, oltre a fare un’altro errore: critichi chi ti critica (pur non avendolo fatto) su qualcosa (come il sistema economico) dove abbiamo solo da imparare.

    Ti diro’, inutile aggiungere altro, ti sei gia’ fatto abbastanza male da solo.

  • Profilo di fc77

    fc77

    19 set 2009 - 11:25 - #12
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    bravo magoseRvo, dormi a mamma dormi almeno eviti di scrivere cavolate.

  • Profilo di marco-alberto

    marco-alberto

    19 set 2009 - 12:45 - #13
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    #11. Augustus. Scusami,ma nell’articolo c’è citato il Finantial Times che fa delle affermazioni di carattere economico legate alla mancanza di “feeling” tra il governo e il mondo dell’economia. Ne parla mi pare al 6 articolo,quindi ne parla! Poi non ho capito chi è colui che mi critica;parli di chi critica il nostro paese dall’estero?Hai detto che “critico il messaggero e non il messaggio”.Cioè intendi che me la prendo con la stampa estera?Se è questo il senso,dico questo:siccome non vedo critiche da esponenti governativi americani che,anzi,insieme al presidente ci hanno dato molto consenso,le maggiori critiche al nostro modo di dirigere l’economia mi par proprio che arrivino dai giornal,Finantial Times in testa. Sul terzo punto che mi presenti,ti dico che a me più che liste stilate da seppur buoni economisti magari,mi piace anteporre i fatti. A Milano gli scossoni finanziari ci sono stati,non è da negare,ma le nostre Banche esistono ancora.Tra l’altro il governo le ha aiutate,cosa che in America… .Lì ne sono fallite e con essi sono andati persi posti di lavoro senza contare i risparmi degli investitori. Se mi sconfessi su questo mi va bene,ma presentami dati sui fallimenti bancari o di società legate al sistema monetario nel nostro paese e,non avrò problemi a darti ragione. E poi,se il nostro sistema economico ha solo da imparare,ti cito solo un dato in proposito:non mi pare che il sistema economico Italia sia stato infestato da titoli tossici se non in misura molto minima. Quindi mi viene da pensare che di qualcuno il merito sarà pur stato,non credo si sia trattata di mera fortuna. Più che liste e statistiche che,lasciano sempre un pò il tempo che trovano,ti prego di anteporre fatti concreti sulle nostre incapacità o fallimenti. Non prenderla come una critica personale,a me però piace discutere sul concreto,sia chiaro.Ciao a presto!

  • Profilo di Lea

    Lea

    19 set 2009 - 19:24 - #14
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    Ringrazio MagoSelvo e Marco Alberto per gli ottimi contributi.

    Giulio, se insisti in questo modo, pur di perseguire il fine politico che vi siete prefissati, metti in serio dubbio la tua capacità di analisi e valutazione della realtà. In una parola, metti in dubbio la tua stessa professionalità. Di più, metti in pericolo il tuo futuro professionale: quale editore serio ti assumerebbe?

  • Profilo di stefano1966

    stefano1966

    19 set 2009 - 19:27 - #15
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    Sulle fiuracce fatte non c’è da dire nulla visto che si possono tranquillamente vedere su youtube,inutile dire di no.
    Sulla libertà di stampa che solo ora mancherebbe in italia mi scappa da ridere.
    Negli ultimi 3 mesi tra i vari libri che ho letto c’è l’ultimo di Oliviero Beha “i nuovi mostri”.
    Consiglio di leggere il capirtolo “petali cansori” da pagina 89 a pagina 91,che scrive di quando un suo programma fu segato su richiesta di Enzo Biagi.
    Beha lo aveva criticato per un’intervista nel quale Biagi aveva trattato “coi guanti” Luciano Liggio.
    Si proprio l’Enzo Biagi che ora tutti ricordano per l’editto bulgaro.
    Chi è senza peccati scagli la prima pietra….

  • Profilo di ventoacqua

    ventoacqua

    19 set 2009 - 20:21 - #16
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    #14: Lea, per non trattare delle critiche a Berlusconi su giornali esteri c’è un solo modo, NON LEGGERLI.

    Perdoni Giulio, non ha ancora appreso la lezioni dei Tg italiani e continua a pensare che le informazioni bisogni trasmetterle ai cittadini……

  • Profilo di BOH1

    BOH1

    19 set 2009 - 21:23 - #17
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    marco-alberto..
    anche i giornalisti finiti in carcere in cina ne escono ben rafforzati e con un autonomia di giudizio e spirito critico ancor più radicati e forti..anche chi viene torturato ne esce temprato e capace di affrontare tutto le difficoltà quotidiane come niente fosse..
    Dopo esserci occupati della benefica tortura , censura e carcere per i giornalisti tanto desiderato pure in italia da questo governo, possiamo incominciare a capire quale sia la volontà e lo scopo palese , logico e dietro a queste iniziative ??..appurato che non si chiudono in carcere i giornalisti per curare la loro salute e temprare il loro fisico, è logico comprendere che il carcere sia un ottimo strumento per chiudere la bocca al libero giornalismo, attraverso la minaccia del carcere stesso.
    Tra il carcere o la richiesta di risarcimento milionaria c’è poca differenza. l effetto ricercato è il medesimo. Non offendere la tua intelligenza sforzandoti di non capirlo..