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Honduras: Micheletti, il dialogo, e gli spari per strada

Pubblicato: 23 set 2009 da davide f.

Dopo il rientro di Zelaya, che vi avevamo descritto ieri (di sopra il video da Al Jazeera), la situazione in Honduras come prevedibile sta collassando ed è sull’orlo di esplodere una vera e propria guerra civile.

Difatti la reazione del governo golpista non si è fatta attendere: coprifuoco, blocco di media e cellulari, lacrimogeni e spari fuori dall’ambasciata brasiliana dove è rinchiuso il presidente legittimo, per allontanare le centinaia di persone che rispondendo all’appello di Zelaya stavano raggiungendo l’ambasciata. E tuttora sono in marcia.

Come sottolineato da El Pais, il Brasile ha chiesto la convocazione di una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell’Onu, esprimendo forte preoccupazione e per l’incolumità di Zelaya e per l’incolumità dell’ambasciata brasiliana.

E mentre l’esercito spara per le strade l’italo mafioso Micheletti dichiara di essere disposto a dialogare con Zelaya in caso egli riconosca la legittimità di nuove elezioni il 29 novembre. Come dire, cornuto e mazziato..

Gli Stati Uniti restano alla finestra, attenendosi a qualche comunicato di appoggio a Zelaya: questo può rappresentare un banco di prova importante per l’America Latina, per scoprire se gli anni 70′ che hanno visto sangue e dittature a fiumi possano essere messi alle spalle una volta per tutte.

Di seguito la testimonianza di Stella Spinelli da Tegucigalpa, da Giornalismo partecipativo:

“Purtroppo i pazzi si sono dimostrati quello che sono! Meno di un ora fa verso le 5 e mezza del mattino i militari e la polizia hanno attaccato la gente fuori dall´ambasciata del Brasile! Lacrimogeni e spari, repressione dura! Pattuglie ovunque per la capitale. Quella che era una festa nazionale l´hanno trasformata in una tragedia.

Arrivano già notizie di molte persone ferite, di bambini che nel fuggi fuggi si sono persi, di arresti a chiunque sia per le strade. Ci sono già molte persone negli ospedali. Nel frattempo da tutto il paese si sta muovendo la gente, con i rischi che comporta mettersi in strada ora. Vi terrà informati se sarà possibile”.

Questa la terza mail della cooperante italiana che sta sfidando repressione e coprifuoco pur di far arrivare la verità oltre il muro della censura imposta dal governo golpista. La situazione sta degenerando, com’era prevedibile e in puro stile Micheletti. E la reazione è appena cominciata, dato che l’Honduras si è appena svegliato, a colpi di manganello.

A nulla per ora valgono gli appelli del presidente legittimo, chiuso nell’ambasciata brasiliana a Tegucigalpa, e dei paesi dell’Osa, Stati Uniti in testa, a incamminarsi sulla via del dialogo, verso la democrazia ed elezioni regolari. La violenza è l’unica arma che per adesso dimostrano di conoscere i golpisti”.

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8 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di ice

    ice

    23 set 2009 - 11:24 - #1
    0 punti
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    l’ambasciata Brasiliana è di fatto sotto assedio
    con gracve danno per i diplomatici brasiliani che vi hanno dimora
    bloccate le forniture di acqua e cibo
    solo questo dobrebbe bastare per una risoluzione onu

  • Profilo di BOH1

    BOH1

    23 set 2009 - 12:28 - #2
    3 punti
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    IO mi chiedo essendo i golpisti TUTTI di origini italiane e interessi nel nostro paese …il nostro governo non potrebbe FAR QUALCOSA PER PRENDERLI definitivamente a pedate nel sedere ???!!!!!! ma ci rendiamo conto ..abbiamo un bergamasco a capo di un golpe violento e sanguinario..

  • Profilo di BOH1

    BOH1

    23 set 2009 - 12:35 - #3
    1 punto
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    la soluzione rimane una : zelaya deve ritornare a fare il presidente per mandato democratico. senza nuove elezioni , senza indugi. Non si devono creare precedenti per nessuna ragione al mondo. concedere nuove elezioni significherebbe concedere un regalo a chiunque provi a conquistare il potere con la forza militare.

  • Profilo di marco-alberto

    marco-alberto

    23 set 2009 - 13:12 - #4
    3 punti
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    L’Europa dovrebbe inviare urgentemente armi,uomini,e mezzi come pure gli States dovrebbero fare,x difendere un presidente democraticamente eletto dal popolo e per riportare la democrazia!

  • Profilo di sandokan71

    sandokan71

    23 set 2009 - 13:44 - #5
    3 punti
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    Strano questo immobilismo internazionale… in Honduras evidentemente non c’è petrolio, o diamanti, oro, uranio, escort…

  • Profilo di may 11th

    may 11th

    23 set 2009 - 14:07 - #6
    0 punti
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    #5 stra quoto

    esportano la democrazia solo quando gli conviene

  • Profilo di augustus

    augustus

    23 set 2009 - 16:21 - #7
    -2 punti
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    may 11th

    perche’, dovrebbero fare altrimenti? Credo sia naturale che uno stato segui i propri interessi. Lo fanno tutti (o almeno ci provano). Solo che chi ha i mezzi piu’ forti (i paesi come USA, Cina, Russia…) possono seguirli anche con la forza, cosa che paesi come l’Italia, non possono.

    P.s. Poi trovo estremamente divertente come si riesce a criticare un paese per intervenire in un paese (Iraq) definendolo guerrafondaio/imperialista/cattivo. Poi nel caso in cui non interviene (honduras) criticano perche’ non interviene. Esilarante.

  • Profilo di may 11th

    may 11th

    24 set 2009 - 12:23 - #8
    0 punti
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    In honduras c’è stato un colpo di stato. Questo è il motivo x cui sarebbe legittimo intervenire. In Iraq cosa c’era (a parte il petrolio)?

    E’ questo il punto. Penso tu ci possa arrivare, no?

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