
Tanto quanto è stato lecito proporvi l’inchiesta condotta da Peter Gomez e Marco Lillo è giusto scrivere e darvi notizia della smentita che Gianni Letta, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha divulgato in seguito alla pubblicazione dell’articolo che lo riguardava.
“In data 11 agosto 2009 – si legge nella nota - il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, su conforme richiesta della Procura della Repubblica, ha definitivamente archiviato il procedimento a carico del Sottosegretario Gianni Letta giudicando del tutto inesistenti le ipotesi di reato formulate”.
Immediata la risposta della redazione di Antonio Padellaro che ha pubblicato sul sito del quotidiano gli atti a sostegno della loro tesi che, per il momento, sconfessa quella di Gianni Letta.
L’esponente politico cita il Tribunale di Roma. I giornalisti del Fatto si riferiscono alla procura di Lagonegro. Al momento, per tanto, nessuna delle due tesi smentisce l’altra benché si voglia far credere il contrario.
Ed è, già dal primo numero, subito centro?
marco-alberto
24 set 2009 - 08:35 - #1Qual’è la sentenza più recente?
vassant69
24 set 2009 - 09:30 - #2Nel pdl non se ne salva proprio nessuno: tutte figure discutibili, controverse, o, al meglio, totalmente incapaci: Don Rodrigo e i suoi bravi !
ice
24 set 2009 - 09:41 - #3@ #1
gli atti sono stati trasferiti a Lagonegro per un conflitto di attirbuzione della causa fra i tribunali di Roma e di Potenza
pertanto la sentenza del tribunale di Roma è priva di valore legale
da malizioso mi permetto di aggiungere che anzi l’ostinazione a voler dire l’ultima parola da parte del tribunale di Roma sotircamente uno dei piu compromessi è quasi un ammissione di colpevolezza….
ll3mo
24 set 2009 - 10:18 - #4Smentita di ieri alla smentita di Letta con tanto di atti:
http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2339809
ll3mo
24 set 2009 - 10:24 - #5Edit: scusate non avevo letto il link nell’articolo.
guido_o
24 set 2009 - 11:53 - #6Divertente.
Letta smentisce parlando del Tribunale di Roma quando gli atti presentati dal Fatto si riferiscono alla procura di Lagonegro.
Meglio del gioco delle 3 carte.
marco-alberto
24 set 2009 - 12:13 - #7#1 Ice. Grazie della spiegazione!
Vercingetorige
24 set 2009 - 12:25 - #8@2
ci fai o ci sei..??? si parla di Letta e mi tiri fuori il pdl…?? vabbè…
Lea
24 set 2009 - 13:13 - #9Travagli & Co, Santoro & Co, tutti capitanati da Di Pietro.
Aglio, olio e ghigliottina.
Questi signori sono il vero pericolo della democrazia.
Come vorrei che un giorno ci finissero loro alla ghigliottina!
m4rco.polo
24 set 2009 - 13:26 - #10#9
Come vorrei che un giorno ci finissero loro alla ghigliottina!
Ma non ti vergogni a scrivere queste cose?
Lea
24 set 2009 - 13:29 - #11#10
ahahah, perché dovrei? nella vita i cerchi si chiudono sempre. Un bel giorno finiranno loro stessi sotto la ghigliottina che ora usano per l’avversario politico.
Perché di questo si tratta: di politica. Non di giornalismo.
E se ancora non te ne sei accorto, è questa gente che mette in pericolo la democrazia. Vi siete proprio bevuti il cervello, vi hanno indottrinato talmente bene.
Lea
24 set 2009 - 13:31 - #12Questa è ghigliottina.
1) si usa l’arma dell’indagine per condannare a priori l’indagato
2) si usa la giustizia x colpire l’avversario politico
3) si usa la stampa per dar voce a tutto ciò.
Questo è terrorismo.
Se poi aggiungi che Di Pietro è per la presunzione di colpevolezza, dovresti avere chiaro che qui si tratta di gente con il cervello bacato. O di would-be-dictator.
Lea
24 set 2009 - 14:05 - #13La gazzetta delle Procure debutta col copia-incolla
di Francesco Cramer
ilGiornale.it
Roma - Il fatto è che lo scoop del Fatto Quotidiano è uno scoop riciclato. Alla sua prima uscita il giornale di Padellaro & soci inciampa. «Indagato Letta» è il titolo-botto di prima pagina del neonato foglio travagliesco. Un botto che fa rumore, tanto che Palazzo Chigi dirama nel pomeriggio una nota in cui si dice che quell’indagine è stata accantonata dai magistrati perché le ipotesi di illecito non stanno in piedi. «Il procedimento a carico del sottosegretario alla presidenza del Consiglio è stato archiviato dal gip, su conforme richiesta della Procura, giudicando del tutto inesistenti le ipotesi di reato formulate», si legge nel documento reso pubblico dal governo. Tutto vero, ribadiscono dal Fatto. Definitivamente morta, nulla di nulla, ribadiscono in serata da Palazzo Chigi.
Nell’articolo ieri in edicola, firmato Peter Gomez e Marco Lillo, si dava conto di un’inchiesta in cui è coinvolto Gianni Letta, inquisito per una vicenda legata a un appalto per la gestione di un Centro di accoglienza richiedenti asilo di Policoro, nel Materano. Sulla questione, il giudice per le indagini preliminari di Roma avrebbe scritto nel provvedimento di archiviazione: «Dal complesso degli atti esaminati non emerge alcun elemento relativo alla sussistenza degli estremi richiesti dalla giurisprudenza per la sussistenza del delitto di cui all’articolo 416 codice penale». (Associazione per delinquere, ndr.).
Per i presunti reati di abuso, turbativa d’asta e truffa, i magistrati sosterrebbero invece che «l’ipotesi di reato prospettata dalla Procura generale appare, pertanto, destituita di ogni fondamento», dicono da Palazzo Chigi. Insomma, nulla. L’inchiesta è partita, guarda un po’, dal pm di Potenza Henry John Woodcock. Il quale, ritenendo competente la Procura della Capitale avrebbe trasmesso gli atti a Roma. Qui, si sarebbe ritrasmesso tutto a Potenza, creando un corto circuito su cui è poi intervenuta la Corte di Cassazione. La quale avrebbe tagliato la testa al toro: non è competente né Potenza né Roma; se ne occupi il tribunale di Lagonegro. Un pasticcio, insomma. Sempre da Palazzo Chigi si fa sapere che la trasmissione degli atti nulla aggiunge al merito della questione ed è legata a ragioni procedurali, ma che non ci sono inchieste aperte.
Ma il flop riguarda il presunto colpo giornalistico del tandem Gomez-Lillo. La loro paginata non è altro che una riedizione di un’inchiesta già pubblicata su La Voce delle voci, edizione nazionale dello storico periodico La Voce della Campania, a firma di Andrea Cinquegrani. Gomez e Lillo, ripescato dall’archivio il papiro del collega andato in edicola lo scorso giugno, lo hanno riproposto e oplà, «prego si stampi». Sul sito del mensile, diretto dallo stesso Cinquegrani e da Rita Pennarola, non si fa mistero del copia-incolla. «Finalmente un quotidiano nazionale riprende la notizia dell’inchiesta della Procura di Potenza, pubblicata con ampio risalto dalla Voce…».
L’inchiesta di Cinquegrani, per la verità, aveva fatto il giro su Internet in lungo e in largo ed era stata già ripresa e rilanciata in numerosi blog. Dove l’autore, tra l’altro, a differenza che nel foglio di Padellaro, è sempre stato correttamente citato. A decidere la pubblicazione delle presunte beghe giudiziarie di Letta, il direttore del Fatto in persona. No, non Padellaro, quello che compare in gerenza e che firma l’editoriale del primo numero. Il vero direttore, occulto fino a un certo punto, pare essere Sabina Guzzanti: attrice, blogger, comica e motore della satira manettara. Proprio lei, nel suo sito internet, il 10 settembre scorso dettava la linea del nuovo giornale e pubblicava il seguente post, dal titolo «Un fatto e il fatto»: «Ieri c’è stata la prima riunione del Fatto, è stata molto promettente… Sono intervenuta anch’io per dire che giornale vorrei leggere, quali notizie vorrei trovarci e in che ordine e con che rilievo… A proposito di notizie che non vengono date ne ho citate un po’ e qui sotto ne riporto una che penso vi possa interessare. Tratto da un giornale on line campano: La Voce delle voci. Nonostante l’evidente interesse non ve n’è traccia né nei Tg (e risale a qualche mese fa) né nei quotidiani nazionali. Solo due trafiletti nelle pagine locali di Corsera e Repubblica. Buona lettura». E via a riportare fedelmente il lavoro di Cinquegrani.
E pensare che proprio Peter Gomez in conferenza stampa, alla presentazione del Fatto lo scorso 18 settembre, aveva giurato: «Una cosa ve la posso dire: quello che vedete su internet non lo vedrete sulla carta. Uno dei più grossi difetti dei quotidiani di oggi, al di là della questione delle notizie, è il fatto di una impressione continua di già visto. Compriamo i grandi quotidiani e ci accorgiamo che i titoli di prima pagina li abbiamo già letti su internet. La nostra apertura di prima pagina e quello che troverete nel giornale sarà diverso».
ventoacqua
24 set 2009 - 14:43 - #14#13: Lea, una curiosità che mi porto dietro da molto tempo: “Il Giornale” e “Libero” (testate che, notoriamente, mai attaccherebbero una persona per ragioni di campo o con prove infondate..) sono gli unici quotidiani che leggi?
Posti loro articoli a ritmo giornaliero, ma non ricordo di aver mai visto una tua citazione da Il Corriere, o La Stampa, o Il Messaggero, o….
andreami
24 set 2009 - 14:53 - #15Senti Lea: visto che questa gente dovrebbe amministrare la cosa pubblica che sostanzialmente sono soldi nostri, sarebbe da molti auspicabile che questa gente sia il piu’ possibile trasparente.
Perche’ io quest’estate ho fatto fatica a pagare le tasse e ora vedo che invece chi non le paga si becca lo scudo fiscale con tanto di bonus sul falso in bilancio, e visto che le tasse sono piu’ della meta’ del guadagnato la ghigliottina sarebbe fin troppo sbrigativa con questa gente.
Lapo
24 set 2009 - 14:54 - #16non ho ancora capito perchè credere a sti tizi?
perchè fanno i d’artgnan/don chishotte della situazione?e quindi sono la Bibbia del giornalismo politico italiano?
stefano1966
24 set 2009 - 15:03 - #17@9 Lea
“Come vorrei che un giorno ci finissero loro alla ghigliottina!”.
Io sono dalla tua parte ma cerca di essere un po meno fanatica nelle dichiarazioni.
Questa frase è assolutamente fuori dal mondo.
andreami
24 set 2009 - 15:48 - #18#16
Be’ di diverso rispetto ad altri hanno che non sono finanziati dai partiti ma solo dalle vendite e pubblicita’. Poi ci sono altre norme societarie che dovrebbero garantire una maggiore indipendenza dei giornalisti.
terrone57
24 set 2009 - 16:03 - #19LEA………ma proprio ti fanno schifo le persone che cercano di raccontare fatti?
mica è colpa di travaglio o santoro o belpietro ecc..ecc.. se la classe politica è piena di farabutti……ops mi sono sbagliato…..sono i giornalisti ad essere farabutti…..e i politici le loro vittime…….ci riesci a vedere la realtà (senza i paraocchi) che viviamo tutti i giorni?
Utan
24 set 2009 - 16:11 - #20Cara Lea
L’indagine su Letta è un “Fatto”, basata su molti riscontri attendibili telefonate comprese.
Il tentativo di insabbiamento con continui rimpalli degli atti tra chi di dovere (fino alla consegna all’oberato e piccolo tribunale di Lagonegro) è roba da repubblica delle banane.
Se le accuse sono fasulle e Letta è innocente perchè non chiudere legalmente e sopratutto chiaramente la vicenda?
Utan
24 set 2009 - 16:21 - #2113-
E’ decaduta solo l’accusa di associazione a delinquere, mentre rimane aperta ed è stata inviata a Lagonegro l’inchiesta e la richiesta di accusa per abuso d’ufficio, turbativa d’asta e truffa aggravata.
Il tuo caro “giornale” dovrebbe informarsi meglio prima di gridare alla bufala.
Lea
24 set 2009 - 16:53 - #22#14
è OT ma questo x dimostrarti le ragioni x le quali leggo sempre Libero e Il Giornale.
le cose che il Corrirere scrive oggi, Feltri & Soci le scrivono da almeno 2 anni.
C’è solo una sinistra di carta
Il centrosinistra non incide nel dibattito, non ha idee. Così giornali e giornalisti televisivi fanno i capi dei partiti. Se a un qualsiasi cittadino dovessero chiedere quali sono gli oppositori più fermi di Berlusconi saremmo certi delle risposte. L’ordine potrà essere diverso ma in testa alla lista ci troveremmo Santoro, Travaglio, Repubblica, col suo direttore Ezio Mauro, e Di Pietro. Franceschini, Bersani, D’Alema sarebbero dietro, tanto dietro. Perché, questa è l’anomalia italiana. In prima fila ci sono loro, poi viene il Pd, che insegue, rilancia. Difficilmente propone. Quasi mai è protagonista.
Il paradosso è che la seconda manifestazione contro il governo (la prima fu organizzata da Veltroni) non la fa il partito che, pur in minoranza, ha ottenuto milioni di voti, la faranno i giornalisti di sinistra lamentando un fantasioso attacco alla libertà d’informazione. E il Pd si accoda per non essere tagliato fuori. Si parla tanto di anomalia italiana. Ma non è questa la principale? Esclusiva del nostro Paese. Ma niente avviene per caso. C’è una ragione storica e una che fa parte dell’attualità politica a giustificare tutto questo.
Cominciamo con quella storica. Dal dopoguerra c’erano due grandi partiti. Uno, la Dc, condannato a governare, e uno il Pci condannato all’opposizione. Così sarebbe rimasto chissà fino a quando se non fosse crollato, alla fine degli anni ‘80, l’impero comunista. Occhetto, allora segretario del Pci, pensò di cambiare nome e forse futuro al suo partito. Ma, non bastò, così cercò di entrare nella casa socialista. Con grande diffidenza anche perché il socialismo in Italia era Bettino Craxi.
E i comunisti, nonostante i ripensamenti attuali di D’Alema, non l’amavano di certo. L’ex Pci, poi Pds sarebbe stato condannato a confluire nel Psi oppure all’opposizione se non fosse intervenuta la bufera di Mani Pulite che spazzò via quella che era allora la maggioranza. Gli ex comunisti videro la possibilità di governare grazie a un consistente aiuto esterno. Questo il peccato d’origine di un partito che entra nel vivo della politica italiana, più per i meriti altrui che per i propri. La storia si ripete oggi. A dar fastidio al premier non è l’opposizione parlamentare, non è l’organizzazione della protesta (che non c’è) è la grande stampa. Oppure i gruppi forti e organizzati all’interno della Rai che gridano, che si lamentano, che denunciano censure ma che in effetti solo li a contestare il premier e il governo. Forse è uno dei pochi casi al mondo in cui gli attacchi più forti a chi governa arrivano proprio dalla Tv pubblica.
E nel coro un posto in prima fila ce l’ha la carta stampata. Con Repubblica e il suo gruppo editoriale. Sono loro le pubblicazioni delle registrazioni di una escort che vuole ridicolizzare il premier. Sono loro che, attraverso domande perfide cercano di demolire il premier. E quando Berlusconi querela, come avrebbe fatto qualunque cittadino, gridano allo scandalo e chiamano la sinistra i piazza. Il fatto, ed è l’attualità politica, è che il Pd dopo la fusione a freddo è ancora alle prese con la difficile costruzione di un vero partito. Non ha iniziativa. Va al rimorchio. Ma non su una opposizione politica, solo sulla demolizione del premier. Quell’antiberlusconismo che suscita la reazione polemica di D’Alema.
Prima di lui era stato Vendola a denunciare questo limite. Ma lui non può essere ascoltato, se non per spiegare cosa facevano i suoi assessori in Puglia. Baffino parla di subalternità della sinistra, chiede di analizzare e di capire le ragioni della destra. Fa semplicemente un discorso politico di chi vede il limite in un’azione puntata soltanto contro un uomo. Ma la presa di posizione viene considerata un sostegno alla tesi di Berlusconi che, prima di partire per gli Usa, aveva parlato di un’opposizione antiitaliana.
D’Alema gli dà di fatto ragione. Anche se qualche ora dopo vuole precisare, denunciare un uso furbesco delle sue parole. Forse per lui può essere troppo rischioso condividere una affermazione del Cavaliere pur se nel corso della presentazione di un libro dello storico Biagio De Giovanni che nel titolo ha una denuncia precisa: dove si è persa la sinistra? Potremmo suggerire la risposta, parafrasando Brunetta si è persa seguendo la «sinistra per male».
Quella radical chic dei salotti. Quella dei grandi editori. Quella parte del Paese ben lontana da quello che era il popolo degli elettori di sinistra. E allora le tappe, i temi di discussione non sono dettati dai vertici del Pd, ma dal giornale di De Benedetti. L’altra sera a Ballarò, Crozza ironizzava sul partito democratico e sul segretario che per il comico non sarebbero Bersani o Franceschini, ma Mauro, direttore di Repubblica. Battuta, tragicamente vera. Magari, aggiungiamno noi, come vicesegretari ci mettiamno Santoro e Travaglio. Con la supervisione di Di Pietro.
corriere.it 24/9
Utan
24 set 2009 - 17:31 - #2322-
Il fatto che pd & c. facciano schifo come opposizione vera, non annulla la realtà che l’attuale pdl governa da schifo, molto peggio di Prodi che aveva meno potere.
Per cui (data la forza) quella del governo berlusconi è vera volontà di governare contro il bene della maggioranza degli italiani.
Lea
24 set 2009 - 17:51 - #24#23
ottimo esempio di se.ga mentale. malriuscita. ;)
Utan
24 set 2009 - 18:10 - #2524-
Sembra il prodotto, in effetti, di una allucinazione la possibilità che un tale Maramaldo Megalomane Narcisista sia al governo di una nazione democratica dell’occidente, ma è la dura e cruda realtà…magari fosse un parto della psiche da sfoghi mentali di natura onanistica…
andreami
24 set 2009 - 19:09 - #26I berluscones sbagliano candeggio: se la sono presa tanto e con tale cattiveria con una presunta opposizione (alla D’Alema, Rutelli) che opposizione poi tanto non era, ma dato che serve un bilanciamento di poteri ora si beccano i Travaglio e Di Pietro.
E poi per cosa, quando disfavano i conti pubblici lasciavano andare al governo un Prodi per un paio d’anni che si prendeva carico dei sacrifici, per poi poter tornare a finanziare amici e amiche e farsi i condoni. Oppure fargli pagare il costo dell’ingresso in Europa e qualque altra cosa che, per quanto necessaria, davvero non avrebbero potuto fare neanche volendola.
paolo0101
24 set 2009 - 19:44 - #27” poi per cosa, quando disfavano i conti pubblici lasciavano andare al governo un Prodi per un paio d’anni che si prendeva carico dei sacrifici, per poi poter tornare a finanziare amici e amiche e farsi i condoni. Oppure fargli pagare il costo dell’ingresso in Europa e qualque altra cosa che, per quanto necessaria, davvero non avrebbero potuto fare neanche volendola.”
Quindi secondo te è il PDL (o allora Forza Italia e C.) che decide DELIBERATAMENTE di perdere le elezioni?
Anche questa come se.ga mentale non è male… :-))
andreami
25 set 2009 - 00:00 - #28Be’ non e’ che decidessero deliberatamente di perdere le elezioni, ma come avrebbero fatto ad andare al governo con la lega e poi farci entrare in europa?
Poi puoi fare tutti i condoni che vuoi, ma se finisce che poi nessuno paga le tasse (difatti l’italia e’ il paese in europa con piu’ evasione e peggiore distribuzione della ricchezza) bisogna che prima o poi vada qualcuno al governo metta in ordine i conti, cosa che fece Prodi.
Quello che stavo dicendo e’ che l’alternanza serve, e l’opposizione che era capitata a Forza Italia (Bertinotti conle sue cravatte che si rifiutava di cacciare dal parlamento Previti) era ben educata e gestibile: il pantano in cui si trovano ora se lo sono andati a cercare per eccesso di arroganza.