Fedele a quel modo di fare politica basato sui soli proclami, Renato Brunetta si è dimenticato di dire ai giornalisti che l’hanno intervistato nelle ultime settimane che le tanto pubblicizzate norme antifannulloni sono state abrogate. Lo scorso 1 luglio.
La notizia della grave omissione del Ministro della Pubblica Amministrazione Repubblica è stata data da Repubblica. Stando a quanto pubblicato sul giornale di Ezio Mauro il provvedimento sul quale tace Renato Brunetta sarebbe incostituzionale. Anche se chi di dovere non l’ha detto pubblicamente.
A parlare, ahimé, ci pensano i fatti e gli esponenti sindacali secondo i quali ad un anno dall’ipotetica rivoluzione si è verificato addirittura un peggioramento a causa dei recenti tagli fatti dal Governo.
Parole, parole. Soltanto parole. E tante interviste.
Mr Lorenz
25 set 2009 - 12:24 - #1BRUNETTA SEI UN PAGLIACCIO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Steve Robinson Hakkabee
25 set 2009 - 12:25 - #2Molaschi se é vero Brunetta va bene solo per i giardini a fare l’ottavo nano, Inutilo.
asterio
25 set 2009 - 12:26 - #3persino l’unica cosa decente che sembrava aver fatto questo governo si è rivelata l’ennesimo bluff accaparra consensi del cavaliere mascarato.
Sempre peggio e sempre più schifo. Sarebbe bastato equiparare il trattamento dei dipendenti pubblici a quello dei dipendenti privati, ma Brunetta a voluto strafare per alla fine non fare niente. Ministro, molti, molti complimenti.
Vedremo una correzione di tiro ed una nuova legge oppure si arrenderà e tutto tornerà come prima? Probabilmente la seconda visto che il governo invece di prendersela con i sindacati e mettersi al lavoro ha incassato la sconfitta facendo finta di niente.
a1
25 set 2009 - 12:32 - #4brunetta sei solo CHIACCHIERE E DISTINTIVO, oltre ad essere uno GNOMO PAGLIACCIO.
Mr Lorenz
25 set 2009 - 12:33 - #5Ennesima noizia che porterebbe alle dimissioni in un paese normale (visto che Brunetta continua a vantarsi, ANCHE USANDO IL SITO MINISTERIALE) dei risultati dell’introduzione di tali norme
PS. Vista la copertina del Fatto di oggi?
Runaway®
25 set 2009 - 12:34 - #6Eh ma che fannullone….!
Di solito divido le categorie dei personaggi pubblici in tre campi che sottostanno alla seguente domanda: “Sei in auto, X attraversa la strada, cosa fai?”
Categoria 1: freno
Categoria 2: non freno
Categoria 3: accelero
Per Renano Brunetta mi ci vorrebbe una quarta categoria ancora più cattiva.
Steve Robinson Hakkabee
25 set 2009 - 12:41 - #7Runaway:
Categoria 4: accelero, freno, retro, accelero, freno, prima e ripeto il ciclo
fc77
25 set 2009 - 12:46 - #8steve il nono,l’ottavo c’è già è” silvio trombolo”
paolo0101
25 set 2009 - 12:46 - #9Ma qualcuno ha letto l’articolo di Repubblica? Pare sia cambiata solo la fascia di reperibilità per i dipendenti in malattia e la possibilità di certificare la stessa con un medico convenzionato.
I risultati ci sono stati nel periodo di pieno vigore della norma. Vedremo ora se con i controlli attenuati si avranno le stesse riduzioni di assenteismo.
Oppure qualcuno è favorevole che i dipendenti pubblici possano darsi malati quando pare a loro senza avere controlli?
fc77
25 set 2009 - 12:48 - #10Mr lorenz,angiolino alfano povero cucciolo ha fatto solo il suo dovere…..
vassant69
25 set 2009 - 12:52 - #11Il peggior governo degli ultimi 150 anni????
Può ancora non fare molto!
Mr Lorenz
25 set 2009 - 12:55 - #12Gran giornale sto Fatto
i 100 eur per l’abbonamento PDF sono finora i soldi meglio spesi dell’anno
Specie per le vignette di Disegni nel numero di apertura…per chi le ha viste
fc77
25 set 2009 - 13:07 - #13ne vale veramente la pena,il giornalio questa mattina mi ha detto”,non ti ho mai visto compare un quotidiano in 10 anni e ora ogni mattina sei qui” ho risposto “certo questo è un quotidiano serio”.
Pigi
25 set 2009 - 13:10 - #14Siamo un paese di gente che delega agli altri l’uso del cervello. Pensare è troppo faticoso, e allora si dà a qualcuno il compito di pensare per noi.
Quasi nessuno ai tempi del varo di quei provvedimenti ebbe il coraggio di dire che erano solo fumo negli occhi, che la nostra pubblica amministrazione non fa schifo per le malattie o per le bidelle che vanno a fare la spesa, ma per ben altro.
Tutti invece ad applaudire Brunetta, che non è altro che il corrispondente di Di Pietro nel centro-destra: colui fa la sua fortuna aizzando la canea.
Vercingetorige
25 set 2009 - 13:29 - #15Antifannulloni, Brunetta si corregge su visite fiscali. I sindacati: giusto così
ROMA (25 settembre) - «Nessuna marcia indietro». Così il portavoce del ministro della pubblica amministrazione commenta le indiscrezioni apparse sulla stampa su una modifica delle norme per la lotta all’assenteismo.
Successivamente, lo stesso ministro, interpellato a margine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, ha rimarcato: «Lei - ha risposto Brunetta ad una giornalista che gli chiedeva se gli risultasse la cancellazione della norma antifannulloni con un decreto legge di luglio - legge troppo Repubblica…».
Secondo i sindacati l’orario di reperibilità per la visita fiscale dei dipendenti pubblici in malattia torna come prima della riforma Brunetta e come è nel settore privato. I particolare, con il decreto anticrisi di luglio, sostengono, è saltata la reperibilità obbligatoria per l’intera giornata interessando la fascia oraria che andava dalle 8 alle 20, esclusa la fascia dalle 13 alle 14.
In realtà - prosegue la nota del ministero - «l’unica modifica intervenuta nel decreto legge riguarda le fasce di reperibilità, che sono state uniformate nella durata a quelle vigenti nel settore privato. L’intervento è stato deciso anche a seguito dei confortanti risultati del monitoraggio sulle assenze per malattia nella P.A. che il Dipartimento della Funzione pubblica effettua mensilmente in collaborazione con l’Istat e che, dall’entrata in vigore del decreto legge 112/2008, ha evidenziato una riduzione media annua delle assenze superiore al 35%. Un dato clamoroso e senza precedenti. Al contrario, non si è intervenuto in alcun modo sulle disposizioni vigenti in materia di trattenute economiche (che peraltro non sono mai state dichiarate incostituzionali) e di certificazioni mediche dei dipendenti pubblici. Va però precisato che la gestione di queste ultime sarà presto gestita online dall’Inps e si renderà quindi necessario uniformare la loro disciplina con quelle nel settore privato».
Sindacati: un atto di giustizia. Il ministro per la pubblica amministrazione Renato Brunetta sulle fasce di reperibilità per le visite fiscali «si è corretto e ha fatto bene». Lo dicono i sindacati del pubblico impiego, secondo i quali, in questo modo, si uniforma il settore pubblico con quello privato. «Un atto di giustizia che non aveva proprio ragione d’essere», commenta il segretario generale della Uil-Pa, Salvatore Bosco, sottolineando l’importanza che non ci sia più una differenziazione nella normativa tra il mondo del lavoro pubblico e quello privato anche sotto questo aspetto. Il segretario generale della Fp-Cgil, Carlo Podda, parla di «un atto dovuto». «Con la normativa Brunetta c’era un’evidente disparità tra lavoratori», conclude il sindacalista.
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=74483&sez=HOME_ECONOMIA&ssez=
naruto1685
25 set 2009 - 14:24 - #16scusate, sono passati 3 mesi e questa notizia è filtrata solo adesso??? non ci capisco niente! questa porcata è stata abrogata o no? da qualche parte c’è un sito che possa confermare o smentire questa notizia?
emanuele777
25 set 2009 - 14:31 - #17Bè, saran tutti contenti adesso. I dipendenti pubblici potranno continuare a non fare un tubo per tutto il giorno, darsi malati 35 giorni l’anno e lamentarsi.
I sindacati potranno cotinuare a intralciare ogni lieve tentativo di far funzionare questo paese, anche per le cose che dovrebbero essere ovvie: “Chi non va al lavoro può essere licenziato? Nemmeno per sogno! Chi non va a lavorare ha diritto ad essere stipendiato, tutelato, e a godere della pensione!”
E il debito pubblico sale e sale sempre più in alto.
W l’Italia Unica e Indivisibile!
paolo0101
25 set 2009 - 14:34 - #18Come dicevo prima. I ‘giornalisti’ (parolone) che scrivono gli articoli sembra cerchino soltanto la lotta fra i frequentatori del blog. E ad alcuni di questi frequentatori basta una scusa qualsiasi per dare contro al Governo.
Oggi qui dalle mie parti piove… Governo ladro :-)))
ventoacqua
25 set 2009 - 14:39 - #19#18: Magari l’Italia fosse un paese in cui per criticare il governo bisogna inventare scuse, invece vengono offerti gravi e numerosi motivi reali a ritmo quotidiano….
-_-
Andrea P
25 set 2009 - 15:22 - #20ahahaha che buffone, il governo del fare (figuracce)
emanuele777
25 set 2009 - 15:26 - #21Andrea i veri buffoni sono quelli che non lavorano
Andrea P
25 set 2009 - 15:34 - #22Almeno quelli che non lavorano non si prendono uno stipendio enorme a nostre spese.
jack-bauer
25 set 2009 - 15:34 - #23Avete visto lo show di questo qui ieri ad annozero?Inguardabile
emanuele777
25 set 2009 - 15:36 - #24Se lo prendono sì lo stipendio, enorme o meno è sempre un furto se stai a casa
MetalSho
25 set 2009 - 15:40 - #25@emanuele777
“Andrea i veri buffoni sono quelli che non lavorano”
Stai parlando della nostra classe politica? Berlusconi per tr*mbarsi una escort si è finto malato.
Andrea P
25 set 2009 - 15:41 - #26si l’ho visto.. è un governo di idioti totali, fra tremonti, brunetta, bossi ecc.. non si salva nessuno
Mr Lorenz
25 set 2009 - 15:49 - #27Di questo passo, saremo costretti a pubblicare l’elenco sempre più scarno dei ministri non indagati né condannati. Oggi tocca ad Angelino Jolie, inopinatamente ministro della Giustizia: la sua augusta persona, come rivela sul Fatto Antonio Massari, è sotto inchiesta al Tribunale dei ministri per abuso d’ufficio. In soldoni, avrebbe sabotato la Procura di Bari che indaga sul collega Raffaele Fitto (e su tante altre belle cosette) con ispezioni ministeriali e altre manovre telecomandate
dallo stesso Fitto. Infatti è indagato anche Fitto, l’uomo che candidò nella sua lista personale Patrizia D’Addario e Barbara Montereale di ritorno da Palazzo Grazioli. Ma per lui non è una novità: il ministro degli Affari regionali (soprattutto affari) è imputato in Puglia per altri due scandali e tre anni fa sarebbe finito in manette se non si fosse rifugiato appena in tempo in Parlamento. Per Angelino, invece, è la prima volta.
Sale così a dieci (su 62) il numero dei membri del governo Berlusconi nei guai con la giustizia. Oltre al Cavaliere, recordman mondiale, ricordiamo Bobo Maroni, condannato per resistenza a pubblico ufficiale per aver picchiato dei poliziotti e dunque ministro dell’Interno; Umberto Bossi, pregiudicato per la tangente Enimont e per istigazione a delinquere; Roberto Calderoli, indagato per ricettazione di presunti soldi in nero da Fiorani; Altero Matteoli, imputato per favoreggiamento a
Livorno; Raffaele Fitto, imputato a Bari per corruzione, turbativa d’asta e interesse privato; e ora Alfano, cui Mastella ha sottratto il primato di primo Guardasigilli sotto inchiesta in 150 anni di storia. Poi ci sono viceministri e sottosegretari: Gianni Letta,
indagato a Lagonegro per truffa, abuso e turbativa d’asta;Nicola Cosentino, inquisito per rapporti con i Casalesi; Aldo Brancher, salvo per prescrizione in un
processo per finanziamento illecito. Qualche buontempone ha spiegato l’assalto dei nostri lettori alle edicole col fatto che saremmo “il giornale delle procure”, specializzato nel “genere giudiziario”. Curiosa tesi, da parte di chi (un giornale a caso) l’altro giorno titolava in prima pagina “Di Pietro indagato”, per una vecchia storia da cui è già uscito prosciolto in sede civile e penale, ma ancora pendente alla Corte dei Conti. In realtà noi siamo specializzati - con tutti i nostri limiti ed errori, come tutti i giornalisti del resto del mondo - nelle notizie.
Quella sul caso Alfano & Fitto è un’esclusiva di Massari. Ma quella su Letta e le altre che abbiamo già raccontato e racconteremo non sono frutto di una nostra particolare bravura. Ma della censura e dell’autocensura che regna nella gran parte
della tv e della stampa italiane. Basta guardare come viene trattato lo scandalo mondiale dello scudo fiscale, che per una rilevazione di Sky vede contrari il 74% degli italiani e secondo la Procura di Milano salverà i 552 mega-evasori fiscali della “lista Pessina” (quella pubblicata a puntate da Libero, almeno fino
all’altroieri). Molti colleghi, anche di grandi giornali, ci chiamano per regalarci notizie esclusive che i loro giornali non vogliono o non possono pubblicare per
non disturbare gli editori e amici degli amici. Non sempre siamo noi che arriviamo primi: sono gli altri che scappano prima. Nel pugilato si chiama vittoria per abbandono dell’avversario. Nel giornalismo italiota si chiama, parlando con rispetto, conflitto d’interessi. .
Parole e musica di Marco Travaglio. Dal Fatto di oggi
Utan
25 set 2009 - 15:53 - #28Le bugie hanno le gambe corte e questa volta anche la testa grossa…
emanuele777
25 set 2009 - 16:13 - #29@ Metal:
li metto tutti sullo stesso piano, i politici hanno l’aggravante dello stipendio da favola
simosardo
26 set 2009 - 10:51 - #30#14 “che la nostra pubblica amministrazione non fa schifo per le malattie o per le bidelle che vanno a fare la spesa, ma per ben altro”
Non solo per questo, ma anche, forse? Un altro motivo per cui la PA va male è il “benaltrismo”: ciò che si prova a fare non è mai sufficiente a cambiare le cose in meglio. Ci vuole “ben altro”. E non si cambia mai nulla.
Brunetta mi sta altamente (o bassamente?) sulle pa..e, ma se queste norme hanno portato ad un minore assenteismo, ben vengano, ne guadagnamo tutti. Il giochetto dei sindacati di equiparare ai lavoratori del settore privato mi fa un po’ ridere. Che io sappia, e anche i sindacati ovviamente lo sanno, nel privato non c’è un problema di assenteismo tanto grave quanto nella PA. Avete visto il servizio di Striscia sui cartellini in ospedale, o su quella municipalizzata di Palermo? Non ditemi che tutto ciò potrebbe mai capitare in un’azienda privata. Poi se vi sta bene pagare una marea di tasse per ricevere in cambio questo schifo…