
Finirà, la prossima settimana, il VII Congresso dell’associazione Luca Coscioni a cui è legato da diversi anni Marco Cappato. Intervistato da polisblog l’esponente dei Radicali, oltre ad analizzare l’assenza in video del proprio partito, ci ha spiegato perché l’attuale opposizione non può essere definita tale.
Stando a quanto documentato dai mass media sembrerebbe che i radicali siano scomparsi. È davvero così? Perché, secondo lei, il partito a cui appartiene non cattura l’attenzione della televisione?
Parlano i dati, che ci danno sotto l’1% di presenza media sulle televisioni nazionali. Se fossero ponderati con l’audience effettiva saremmo ancora più vicini allo zero. Si può anche ricorrere a un metodo più empirico: chi c’ha visto in tv dopo le elezioni europee? Siamo cancellati perché non possiamo dire quello che pensiamo, cioè che è ora che il Sessantennio di questo regime anti-democratico si chiuda, e che ci candidiamo, come Radicali, a governare questo Paese in sintonia con l’opinione pubblica sui temi più importanti.
L’attuale Governo tace sulle politiche sociali. Tra i vari diritti non concessi agli italiani, quali sono i tre che secondo lei prima di altri andrebbero concessi?
La prima cosa sarebbe quella di rispettare i diritti che già esistono, a partire da quelli civili e politici. La più grande questione sociale è oggi quella della giustizia: 10 milioni di processi pendenti e 150.000 reati che vanno in prescrizione ogni anno. Da una parte il calvario di imputati e detenuti, dall’altra l’impunità garantita a chi è in grado di ritardare la giustizia.
A proposito di diritti negati. Ha partecipato ad un pericoloso Gay Pride moscovita. A Roma, e in altre città, continuano gli attacchi omofobi. Crede che l’intervento della maggioranza sia sufficiente? Lei cosa propone?
La maggioranza ha aperto la caccia ai fantasmi, con il reato di immigrazione clandestina e con la guerra alla droga (cioè contro la democrazia) che continua. Anche se volessero combattere la violenza omofoba - e qualcuno di loro lo vorrebbe fare davvero, anche se non tutti - non ne sarebbero più capaci.
Giusto per non criticare sempre e solo una parte politica, cosa crede che manchi all’attuale opposizione?
Quale opposizione? Ho letto tanti articoli, tanti comunicati stampa, ma l’opposizione si fa lottando. Sul testamento biologico, ad esempio, abbiamo spiegato che si potrebbero istituire i registri per il testamento in tutti i comuni, e moltissimi sono amministrati dalla sinistra. Non abbiamo ricevuto risposte. L’unica opposizione alla quale è concessa dignità mediatica, seppur minoritaria, è quella del tiro contro Berlusconi. Un po’ pochino, visto che Berlusconi è in qualche modo il loro erede, e spesso il loro socio nel calpestare la legalità.
È in corso (fino al 17 di ottobre) il settimo convegno on line dell’associazione Luca Coscioni di cui sei segretario. Per chi non avesse avuto modo di seguire i lavori ci traccia un breve bilancio?
Eh no… :-) il congresso è online, quindi si può recuperare e seguire tutto su www.lucacoscioni.it. Quelli che pensano che la rete sia uno strumento per fare lotta politica dal basso troveranno lì un congresso vero.
Ultima domanda. Qual è l’insegnamento, preferibilmente politico, più importante che ti ha lasciato Luca Coscioni? Per lei lui chi è stato?
Luca ha trasformato la debolezza della sua malattia in forza politica, capace di convincere e coinvolgere 100 premi Nobel a sostegno della sua candidatura Radicale e della sua battaglia per la libera ricerca. Per me è stato un grande compagno.
ventoacqua
07 ott 2009 - 23:11 - #1“i radicali sono stati cancellati dai mass media”
Davvero difficile dargli torto….
MacLeod
07 ott 2009 - 23:33 - #2Nn è che può esser dovuto al fatto che nn più fatto alcuna battaglia per i lavoratori…
Nn è il fatto che pensano solo alla cadrega….
Nn è il fatto che nessuno più li voti, perchè nn si capisce bene cosa facciano…
la vera ragione della loro scomparsa….
vabbè… se lo dicono loro che è colpa dei media è sicuramente vero…
Hungry Man
08 ott 2009 - 10:16 - #3MaclLeud, i radicali sono anni che propongono una riforma del sistema pensionistico che è un’urgenza economica non da poco e che andrebbe a correggere una forte debolezza nel mercato del lavoro. Sono anni che sostegono un riforma del welfare di tipo universalistico. Proprio il 24 settembre si è svolta una conferenza per il progetto semplificazione, un progetto che punta a una riforma sostanziale del mercato del lavoro ripulendolo dalla burocrazia e dagli anelli deboli che ne minano l’efficienza, nonchè una notevole semplificazione del codice del lavoro in modo da renderlo più intelleggibile e renderlo applicabil a un maggior numero di soggetti.
La seconda che dici è un’amenità, i radicali hanno da sempre dimostrato di proporsi impopolari piuttosto che tradire gli scopi che si sono proposti. La cadrega è fondamentale per tutti i partiti, sinistra e destra, ma propbabilmente il partito radicale è il partito che da sempre ha dimostrato un minore attaccamento alla posizioni di potere in favore di uno spirito propositivo molto marcato.
Il fatto che nessuno più li voti (hanno cmq preso il 2,3 percento alle europee, cioè in linea con le 2 coalizioni di sinistra radicale e più dei piccoli partitidi destra e di centro) e che non si sa bene cosa vogliono e cosa facciano è la conferma del reclamo di Marco cappato.
Li hai visti in tv ultimamente?
ugo manetta
08 ott 2009 - 10:23 - #4I radicali che pensano alla poltrona????
Ognuno ha le sue opinioni, però…
Paer
08 ott 2009 - 10:28 - #5Hanno ragione!
Shaka V
08 ott 2009 - 16:47 - #6I radicali sono l’unica forza sinceramente liberale in Italia….
Se nessuno li vota è perché in Italia la cultura liberale non ha mai preso veramente piede; in altri paesi europei i liberali sono i centristi e sono in crescita (il caso della Germania ne è un esempio, e probabilmente cresceranno anche in Inghilterra), qui da noi abbiamo un centro cattolico che di liberale ha ben poco.
P.S.
Non voto radicale ma per certi versi ho stima di loro.