
Era il 2 dicembre 2008 e proprio su queste pagine vi segnalavamo come il Pacchetto Anticrisi del governo comprendesse anche una norma che complicava (al punto da rendere praticamente impossibile) la procedura per l’ottenimento di sgravi fiscali per il risparmio energetico.
A quasi un anno di distanza, Legambiente lancia un nuovo allarme. Ecco la dichiarazione di Edoardo Zanchini, responsabile energia dell’associazione:
”Un anno dopo il Governo ci riprova. E come allora daremo dura battaglia per contrastare questa scelta insensata. Cancellando il bonus che ha consentito la riduzione dei costi delle bollette e le emissioni di Co2 si colpisce concretamente tutto quel settore dell’industria piu’ innovativa condannando il Paese ad un pericoloso passo indietro che ci indebolisce ancora di piu’ di fronte alla sfida dei cambiamenti climatici. Tutto questo e’ inaccettabile: invitiamo cittadini e associazioni, consumatori e imprese a battersi affinche’, come lo scorso anno, il Governo sia costretto a ritirare questa proposta scellerata”
Nel corso dell’anno, peraltro, più norme approvate dal governo erano state accusate di ostilità alle energie rinnovabili. Su polisblog avevamo parlato della mozione n° 1-00155, che secondo alcuni costituiva un dirottamento della quota di incentivi prevista per il solare termodinamico verso le altre fonti di energia, proprio nel momento in cui giganti come Siemens decidevano di investire nel solare termodinamico italiano.
Le occasioni in cui il Berlusconi IV si è esposto all’accusa di condurre una politica antiambientalista sono state molte sin dal suo insediamento: circa un anno fa documentavamo la strenua opposizione del governo italiano all’accordo europeo sul clima, poi era stata annunciata l’uscita dell’Italia dall’accordo di Kyoto dal 2012.
Di questi ultimissimi giorni invece il niet dell’Europa alla richiesta italiana di rinegoziare le quote di emissioni CO2 definite nel 2007.
Foto | Flickr.
jack-bauer
25 set 2009 - 15:38 - #1Iniziate a copiare gli articoli de “Il fatto quotidiano” ?
Prestigiacomo
25 set 2009 - 16:13 - #2E no non va bene questo del solare termico e dell’efficienza energetica è un buon modo per ridurre le emissioni di Co2, ma come ieri SB all’Onu!!!!!!! ha detto di volerle ridurre ed oggi si rimangia tutto, non va bene per niente la delusione aumenta sempre di più.
BOH1
25 set 2009 - 16:16 - #3..a berlusconi sono rimasti solo due amici internazionali ed entrambi vivono vendendo gas e petrolio …
Andrea P
25 set 2009 - 16:18 - #4fanno bene, il sole è un bene di tutti, quindi è comunista.
cuddy
25 set 2009 - 16:39 - #5#4
LOL
ventoacqua
25 set 2009 - 16:40 - #6Purtroppo l’attuale governo italiano è probabilmente (tra le altre cose) il più anti-ambientalista d’Europa…
é_è
#1:Mi pare che mettere in luce gli eventi egli scandali di cui nessuno parla sia esattamente il fine di “Il Fatto”, diffonderne le inchieste non vedo come possa essere considerato negativo……
fc77
25 set 2009 - 16:57 - #7tra la poca(se non nulla) libertà di stampa e ritorno al nucleare abbiamo fatto, in un anno e mezzo di governo berlusconi ,un triplo salto mortale all’indietro di circa 60 anni.
#1 menomale che “il fatto,c’è”!!!!!!!!!
Utan
25 set 2009 - 17:35 - #8Come meravigliarsi di ciò dopo aver letto questo:
Silvio bifronte, come Giano. Ambientalista con Obama, frenatore con Barroso. Dalla suite del Millennium hotel di Manhattan, in vista del G20 che si apre oggi negli Usa, il premier italiano ha spedito una lunga lettera al presidente degli Stati Uniti per ribadire che Pittsburgh «è un’occasione che non possiamo mancare per favorire il raggiungimento di un accordo globale nell’imminente conferenza di Copenaghen». Durante il G8 dell’Aquila, ricorda Berlusconi, era stato compiuto «un importante passo avanti» sull’ambiente, «riconoscendo l’obiettivo fondamentale di limitare l’aumento della temperatura a due gradi centigradi» ed era stata discussa «l’esigenza di garantire finanziamenti ai paesi in via di sviluppo». L’auspicio è che al G20 «entrambi i temi vengano ripresi».
Nel solco delle preoccupazioni del segretario generale dell’Onu e del forum sul clima che ha preceduto l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Berlusconi, in versione newyorchese, mostra preoccupazione per i destini del Pianeta. Solo che, nelle stesse ore sbuca fuori una lettera al presidente Ue, Barroso, con la quale il capo del governo si duole per «le crescenti difficoltà delle aziende italiane nel rispettare le quote sulle emissioni di anidride carbonica». Una missiva riservata che, tuttavia, rimbalza sui giornali e fornisce a Barbara Helfferich, portavoce del commissario europeo all’Ambiente, Stavros Dimas, l’occasione per dare lo stop al governo italiano. «I tetti sulla assegnazione di quote di CO2 all’Italia - spiega Helfferich - Sono stati definiti e adottati dalla Commissione attraverso un processo basato sulla legislazione europea e non sono rinegoziabili». Da Roma, però, si smentisce perfino l’esistenza della lettera.
Alla fine, tuttavia, una nota di Palazzo Chigi cerca di chiarire il giallo. Il governo non ha chiesto «nessuna rinegoziazione» dei tetti di emissioni assegnati all’Italia, si spiega, ma ha «semplicemente sottoposto il problema a Barroso, chiedendo il suo personale interessamento per arrivare a una soluzione condivisa». La sostanza non cambia granché, a ben vedere: l’Italia, in sostanza, vuole che Barroso le faccia sconti, con o senza negoziati. E se Paolo Bonaiuti se la prende con Bruxelles, perché ha «montato un caso», c’è da rilevare che da mesi l’Italia cerca aiuti internazionali per il dilazionamento dei tempi per abbattere le emissioni di Co2 (obiettivo: -13% entro il 2012). Ma Ronchi e altri ministri, in giro per le capitali europee, hanno trovato scarso ascolto.
Il piano nazionale di assegnazione delle emissioni di anidride carbonica dell’Italia, per il periodo 2008-2012, era stato approvato da Bruxelles il 15 maggio del 2007. La Corte di giustizia europea aveva bocciato pochi giorni fa la Commissione per i tetti imposti a Polonia e Estonia. Bruxelles si era dichiarata delusa per la sentenza e aveva ventilato la possibilità di un ricorso. Anche Berlusconi, con buona pace delle conversione ambientalista sfoderata negli Stati Uniti, potrebbe ricorrere contro i vincoli Ue, come i paesi dell’Est che si sono rivolti a Lussemburgo? «Il premier chiede libertà d’inquinare – attacca l’Idv Massimo Donadi – ed espone l’Italia al rischio di multe pesantissime». «Un tentativo vergognoso» quello di Berlusconi, secondo la verde Grazia Francescato. «Mentre il tema dell’ambiente diventa una delle chiavi per uscire dalla crisi, il presidente del Consiglio insiste a chiedere sconti nell’impegno italiano per la riduzione delle emissioni di Co2 – accusa Dario Franceschini - È una posizione grave che mette in ridicolo l’Italia anche davanti agli organismi internazionali». E il segretario Pd ricorda anche i tagli del governo a danno dell’ambiente operati dalla Finanziaria.
Che Governo buffone, roba da mercante pratese di “boccaccesca” memoria “a seconda di chi aveva davanti cambiava balla per essere simpatico, per poter poi fare i suoi interessi”…
MagoG
25 set 2009 - 18:36 - #9Pare proprio che le energie pulite siano nemiche di questo governo. Esattamente come le fedine penali pulite ^^
fc77
25 set 2009 - 19:41 - #10sb ha un pessimo repporto con la parola “pulita/e”, da mani pulite ,alle enrgie pulite alla fedina penale pulita……
Utan
25 set 2009 - 19:51 - #119 e 10
più che altro mira ai soldi, e quelli se sono puliti (fatti con metodi puliti, ambientali e morali) non danno mai troppo guadagno…