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Con la girandola di direttori di quest’estate, è cambiato un assetto, e, per come la vedo, è anche cambiato il modo di trattare i fatti. E’ una battaglia, ancora più cruda e autoreferenziale di quanto fosse in passato. “Siamo” cambiati in meglio o in peggio? E’ colpa delle famose domande di Repubblica?
Le famose domande di Repubblica sono petulanti e, ripeto, motivate da odio politico (per altro, onde evitare questa noioso e incendiario tormentone, se fossi stato in Berlusconi avrei preso l’editoriale del Foglio rosa in cui Ferrara forniva il facsimile delle risposte e l’avrei spedito al mittente).
Ora, siccome non tutto il male viene per nuocere, con l’arrivo di Feltri al Giornale e l’inaugurazione del giornalismo di guerra, cattivo, truce, che non guarda in faccia a nessuno, debbo dire che il mercato della carta stampata che sembrava in agonìa (e lo era effettivamente, basta guardare il crollo della pubblicità e delle vendite dei grandi giornali, siamo a livelli del –40% di pubblicità, quanto alle vendite non sappiamo, sono tutte “drogate” da operazioni spesso non trasparenti, omaggiate speciali, vendite in blocco eccetera) adesso un po’ si è rianimato e promette fuochi d’artificio per tutto l’autunno. Questo favorisce anche la nostra uscita in edicola.
Una delle vostre ultime inchieste è stata quella sulla Ru486: che cosa avete scoperto?
Abbiamo scoperto A) che della sperimentazione sulla Ru 486, autorizzata a partire dal 2005, che si svolgeva negli ospedali di alcune regioni italiane, vado a memoria, Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte, Umbria, Marche e Puglia, sono tutte regioni “rosse”, nessuno sapeva nulla.
E non sto parlando dell’opinione pubblica, sto parlando delle istituzioni responsabili della sanità italiana (ministero della Sanità e enti locali). Non sapeva nulla nel senso che non esistevano e non esistono a tutt’oggi valutazioni scritte, indagini, comunicazioni in uscita dagli ospedali che comunicassero i risultati di quanto sperimentato. Il che è una cosa abbastanza grava, dato che ogni speriemntazione scientifica, come si sa, prevede precisi protocolli e procedure standard di comunicazione rispetto quanto si va realizzando.
B) Abbiamo scoperto che la Ru486 viene usata per paraticare l’aborto fai da te, a casa, mentre la 194 prevede comunque una certa permanenza in ospedale da parte della donna che sceglie di interrompere la gravidanza. C) Abbiamo scoperto che ciò che accade al punto B è normale perché, come sostiene Silvio Viale, medico abortista e dell’associazione Luca Coscioni, nell’interpretazione che danno della 194 le regioni che hanno sperimentato la Ru486, è opposta all’interpretazione che ne dà il parlamento italiano.
Per questo – e ciò è stato l’esito del nostro “scoop” - è bene che adesso il parlameneto faccia un’indagine conoscitiva che permetta finalmente di fare chiarezza, soprattutto per il bene e la salute delle donne, sull’introduzione e uso della kill-pill in Italia.
Cattolici e politica: leggo stamattina che
ROMA (Reuters) - Rispetto ad aprile, a fine luglio di quest’anno il Pdl ha perso il 10% dei consensi fra i cattolici “praticanti” a causa delle polemiche legate al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sul caso divorzio ed escort. Nei mesi successivi, sempre in questo particolare segmento di elettorato, la ulteriore perdita di preferenze da parte del Pdl, legata anche alle polemica Feltri-Boffo, è stata “consistente” anche se non è stata ancora valutata con precisione
penso che voi dovreste avere il termometro della situazione. C’è davvero questo smarrimento? E anche nel PD, non è che se la passino molto meglio, visto che leggo che
Maurizio Lupi: “Quello che sta accadendo nel Partito democratico sul tema della pillola abortiva Ru486 è una dimostrazione ulteriore del fatto che all’interno di quello schieramento i cattolici sono una minoranza mal sopportata. Eppure, il via libera all’indagine conoscitiva da parte della senatrice Bianchi è un gesto di assoluto buon senso, un esempio di quella politica che mette al centro la persona e ha a cuore anzitutto la salute delle donne. E pensare che c’è anche chi, nel Pd, ha il coraggio di accusare la maggioranza e il Governo di non avere alcun rispetto per i cattolici”
in sintesi: tu ci credi all’ipotesi del futuro “grande centro”?
Io mi fido di più dei sondaggi di Mannheimer, il quale la scorsa settimana ha documentato che il consenso a Berlusconi per le note vicende d’Addario scende meno tra i cattolici praticanti (-2%), che tra i laici e non praticanti (oltre il 10%). No, i cattolici non sono moralisti fanatici. Prova ne è che la chiesa stessa non lo è e non lo insegna (vedi la ricucitura dei rapporti con segreteria di Stato e prolusione Cei).
Il Pd è allo sbando per quello che dicevo sopra: in realtà è un partito che non esiste e che sarà sempre più cannibalizzato da pulsioni diverse, dipietriste, centriste, radical-pannelliane. Purtroppo quella di Bersani – perché io credo che alla fine non potrà essere altri che lui il segretario, se c’è ancora un mondo di postcomunisti, cooperative eccetera – sarà un’impresa impossibile.
Quanto al grande centro: è da anni che si parla di questa ipotesi. Ora ammesso e non concesso che Casini e Fini convergano, e che a questi si aggiungano politici come Rutelli, mi chiedo, quanto vale questo rassemblement: non vale più del 10%. Non mi pare una rivoluzione degli assetti bipolari attuali, è una Udc un po’ più in carne e comunque sempre destinata alla politica dei due forni.
Temo piuttosto un capovolgimento a sinistra, con Di Pietro leader del partito più in forma politicamente e, soprattutto, più ideologicamente dominante, visto che gli ex Pci hanno fatto per anni l’errore di insegnare ai loro militanti la mentalità dipietrista (anche se più moderata, ma sempre dipietrista, basta leggere L’Unità) e adesso si beccano l’egemonia “gramsciana” di Tonino&C.
Carta stampata e web: siamo negli anni in cui il polverone è bello alto, si vede zero, la carta scricchiola, ma di solo web è ancora difficile campare. Ma azzardiamo qualche previsione: secondo te verso quali modelli andiamo?
Direi che la carta stampata non verrà meno, anche se si ridimensionerà, finché ci saranno alberi da tagliare e carta da riciclare. Vuoi mettere il gusto di avere in mano un giornale, che è anche un segno distintivo, un’appartenenza, rispetto al web?
Poi è chiaro, al tempo della comunicazione in tempo reale il web crescerà. Ma attenzione, contrariamente a Grillo, io penso che questo non sia segno di vitalità democratica, ma semplicemente di potenza tecnica. Il web, come la televisione, d’altronde, dal punto di vista della correttezza dell’informazione ha molti limiti che l’uomo tipografico non ha: le fonti, innanzitutto.
Difficoltà alla loro verifica e impossibilità di archivi materiali. Voglio dire: tra mille anni, se ben conservata, la raccolta del Corsera dirà qualcosa, ma quella in web, che può essere sempre manipolata con hacker, tecniche varie di sovrapposizione, sbianchettature, aggiunte postume eccetera, che ne sarà? Non ne sarà nulla.
Quindi il web serve solo come rete di comunicazione in tempo reale, di connessione e rete, qui e ora, ma non come testimonianza storica, documento, strumento per archivio. Sì, wikipedia ci aiuta: ma attenzione se tu ti abitui ad avere come fonte wikipedia, tu ti consegni a una fonte virtuale che andrebbe continuamente verificata con le fonti materiali, e poi acquisti velocità, ma abbassi la qualità e originalità delle notizie).
Il futuro del web è in realtà un futuro che andrà di pari passo a quello della tv e della telefonia cellulare. Sarà sempre più un mezzo di puro intrattenimento, scambio rapido di informazioni sempre da contestualizzare, una cosa è che lo usiamo come comodo mezzo di intervista come stiamo facendo adesso, o come strumento di organizzazione politico, sociale, aziendale tipo che ci coordiniamo per la manifestazione tal dei tali o tra scienziati che lavorano e si scambiano informazioni sul proprio lavoro abitanto ai capi opposti del mondo; un’altra è l’informazione, tipo il segnale per dire: attenzione, in Iran sta succedendo qualcosa, firmato un giovane di Tehran… Che è Informazione poi tutta da verificare, da “andare a vedere”.
destynova
26 set 2009 - 23:33 - #1Manca solo la colonna sonora di “Via col vento”…
marco-alberto
27 set 2009 - 05:52 - #2Sento sempre parlare di RU 486 e del diritto di “Libertà di scelta della donna”. Però non sento mai parlare dei diritti del nascituro.Non ne ha? Ma una volta non c’era scritto da qualche parte che “la vita va difesa fin dal concepimento”?
MagoG
27 set 2009 - 08:00 - #3#2
“Ma una volta non c’era scritto da qualche parte che “la vita va difesa fin dal concepimento”?”
E dove? Su “Topolino mese”?
Quello che hai citato è ciò che sostiene la Chiesa, nulla ha a che fare con la legislazione italiana.
Mi piacerebbe vivere in un Paese in cui non si confondono le due cose, ma troppo spesso mi trovo di fronte a persone come te, che mi ricordano che la mia rimane un’utopia.
La legge 194/78 in materia di aborto già predispone limiti ben precisi, oltre i quali non è possibile procedere. Oltre a questo, in Italia (a differenza che in buona parte del resto del mondo, dove non hanno il Vaticano in casa e dei politici baciapile in Parlamento a legiferare in suo nome) c’è di fatto una legislazione particolarmente restrittiva nei confronti delle moderne tecniche di fecondazione. Non è ammessa la fecondazione eterologa e non è ammesso l’uso di una madre-surrogata.
Direi che in Italia ci sono già fin troppe restrizioni in materia, e ci tocca pure discuterne con gli antiabortisti del piffero?
Stef500f
27 set 2009 - 09:11 - #4V. Potevi risparmiarcela la seconda parte.
Utan
27 set 2009 - 10:19 - #5Perchè inquinare il blog con tale spazzatura giornalistica, di questa intervista in due parti ad un mediocrissimo giornalista di un settimanale parimerito ne facevo sentitamente a meno …
v.polis
27 set 2009 - 11:05 - #6Prima di tutto,
grazie a voi lettori di fare un salto qui anche di domenica, e grazie per leggerci ogni giorno, davvero. Seconda cosa: credo che ci siano poche persone distanti dal mio modo di intendere l’esistenza quanto Luigi Amicone, ma ciò non toglie che sia una persona brillante, a tratti geniale, e che sappia esprimere delle posizioni fuori dal coro - il settimanale che dirige, Tempi, è considerato abbastanza “eretico”, nel giro dell’informazione cattolica: vi spiego, per capirci Famiglia Cristiana, è più vicino al centro sinistra, Avvenire, è della Conferenza Episcopale Italiana, l’Osservatore Romano è del Vaticano, Tracce, va bè, è di CL… - che spesso gli hanno attratto le antipatie dei “vertici”. Uno dei fattori che spesso, guardando le cose “da sinistra” - sto semplificando molto - ingannano, è credere che il blocco cattolico sia un monolite unico. Tutti lo stesso pensiero, tutti la stessa identica idea, tutti le stesse identiche proposte. In realtà, è fatto di correnti che si odiano - Alcuni CL contro compagnia delle Opere, CEI contro Famiglia Cristiana, CL contro CL, ecc - e che hanno in realtà idee diversissime, spesso, diametralmente opposte. Esattamente come il centro sinistra…
Mi sembrava interessante fare una chiacchierata con Amicone, proprio per questi motivi. Poi ognuno è libero di intendere la vita come preferisce, ma credo ci abbia detto delle cose interessanti. Magari non condivisibili, oppure condivisibilissime, ma comunque interessanti
Voglio dire: se domani potessimo fare quattro parole con Feltri, non vi piacerebbe leggerle? A me si, anche se sono sicuro che non condividerei neanche mezza virgola di quanto mi direbbe
Ciao a tutti
Piscialetti
27 set 2009 - 11:16 - #7Nelle metropolitane e sottovia, è pieno di balle di Giornali messi lì x passanti a Gratis, mi sa che devono smaltire la carta x avere gli €uro dal governo, e vaiiiiiiiii col PARASSITISMO
Mah..
27 set 2009 - 15:09 - #8quello non lo conoscevo ancora O_O
ahaha che tristezza, povera stampa italiana, sempre più giu :(
marco-alberto
27 set 2009 - 23:10 - #9#3. MagoG. Mi dispiace,ma ti toccherà sempre discutere con gli “antiabortisti del piffero”(grazie x la parola”piffero”)come li chiami tu. Purtroppo x te siamo in Democrazia.