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Risultati elezioni in Germania 2009: un commento

Pubblicato: 28 set 2009 da Giulio Mattioli


Ieri si sono tenute - dopo una campagna elettorale da molti definita noiosa - le elezioni federali tedesche. Chi ha vinto? Un po’ tutti: la CDU, che è riuscita a contenere le perdite. La sinistra radicale (Linke) e i Verdi, che hanno cannibalizzato i socialdemocratici. Ma sopratutto i liberali della FDP di Guido Westerwelle, che vedete nella foto qua sopra.

Lo scenario più probabile è ora il seguente: Angela Merkel rimane cancelliere, ma sostituisce la grande coalizione con la SPD (i veri sconfitti, con un tracollo di oltre 10 punti) ad una più tradizionale alleanza con i liberali, il cui leader ambisce alla carica di ministro degli esteri.

C’è da aspettarsi una rivoluzione nella politica del più popoloso stato dell’Unione Europea? Non proprio. Ci sono infatti vari motivi - insiti nella struttura istituzionale tedesca - che rendono improbabili grossi cambiamenti. Vediamo perchè.

Come ha scritto il Wall Street Journal, la rielezione di Angela Merkel si deve paradossalmente non tanto al fatto che abbia mantenuto gli impegni della campagna elettorale di quattro anni fa, quanto proprio al suo esatto contrario.

Nel 2005, CDU e FDP avevano infatti proposto un programma fortemente liberista, che prevedeva drastici tagli alle tasse e al welfare. Questo suscitò progressivamente diffidenza nell’elettorato tedesco, attaccato al suo stato sociale, riducendo il divario tra la CDU e la SPD da 21 punti (nei sondaggi all’inizio della campagna) a una sostanziale parità (nelle urne).

Questo portò, dopo mesi di contrattazioni, alla grande coalizione. In cui la Merkel si è inventata un nuovo ruolo - non più Thatcher in salsa teutonica, ma paziente mediatrice - e una nuova politica, sostanzialmente centrista, con ampie concessioni sociali e molto vicina a quella dei socialdemocratici di Schroeder.

Questo le è valso una grande popolarità personale, e una progressiva espansione tra l’elettorato socialdemocratico più centrista e meno militante. La SPD invece, stretta tra due fuochi (i partiti di sinistra più radicale fuori dal governo e l’alleato sempre più “di sinistra”) non ha saputo uscire da un circolo vizioso di perdita di consensi.

Ne hanno guadagnato - e molto - i liberali di Westerwelle, per il fatto di aver catalizzato gli scontenti della politica consociativista della grande coalizione. In questo senso i fattori domestici hanno prevalso su quelli esterni - la grande crisi finanziaria che avrebbe in teoria dovuto mettere in difficoltà un partito pro-business come la FDP.

E ora? Ci sono sostanzialmente due scenari possibili: nel primo Angela Merkel punta su una politica centrista in sostanziale continuità con quella tenuta finora, al prezzo di qualche tensione con gli alleati, adducendo come ragione la crisi che impedisce “fughe in avanti” di matrice liberista. In questo caso, nulla cambierebbe per definizione.

La seconda possibilità è che la nuova coalizione imponga davvero una sterzata liberale alla Germania. In questo caso è probabile che - come già visto nel 2005 - un certo malessere si diffonda tra l’elettorato, specie tra quello che ha premiato Angela per la sua rassicurante immagine centrista e di unità nazionale.

Questo potrebbe tendere a determinare un nuovo avanzamento delle sinistre nelle elezioni nei Laender, e siccome il tabù di un’alleanza Rosso-rosso-verde, che comprenda anche gli “intoccabili” (finora) della Linke sembra stia per essere rotto, ciò causerebbe un sistematico passaggio di Stati tedeschi da destra a sinistra.

E qui si inserisce la particolarità del sistema istituzionale tedesco: il Bundesrat, la “camera delle regioni”, è composto da membri nominati dai governi dei singoli Land. Dal momento che le elezioni nei vari stati sono scaglionate (se ne tiene almeno una all’anno), la composizione di questa seconda camera è in continua mutazione, seguendo gli umori dell’elettorato e i suoi giudizi sul governo federale in carica.

Accade perciò spesso che, dopo che è salito al potere un governo di destra, i Laender comincino sistematicamente a passare a sinistra (o viceversa), segnalando lo scontento degli elettori. Data l’importanza del Bundesrat nel processo legislativo, ciò produce una grande coalizione de facto permanente.

E questo è stato in effetti lo scenario più frequente nella storia politica della Germania dal dopoguerra ad oggi. Un fatto che i sostenitori di un federalismo all’italiana sul modello tedesco tendono a sottolineare troppo poco.

Foto | Flickr.

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11 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Pigi

    Pigi

    28 set 2009 - 11:17 - #1
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    La SPD, il partito del presidente del gruppo parlamentare Schultz, quello che ci accusava di xenofobia ha preso una bastonata che fa concorrenza a quelle prese dal nostro PD.
    Invece la Linke, il raggruppamento alla sua sinistra vince. Forse che i tedeschi vogliono il comunismo? Niente affatto.
    A differenza della SPD, sul tema dell’immigrazione, le posizioni dell’estrema sinistra sono simili a quelle della Lega Nord.
    I socialdemocratici invece hanno quella posizione politicamente corretta dell’accoglienza incontrollata, posizione che poi danneggia principalmente gli abitanti delle periferie urbane, le classi più deboli della popolazione.
    Così la SPD è destinata, come il PD nostrano, all’irrilevanza e ai salotti.

  • Profilo di Giulio Polisblog

    Giulio Polisblog

    28 set 2009 - 11:23 - #2
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    #1:
    c’è del vero in quello che dici sulla differenza di atteggiamento rispetto all’immigrazione tra Linke e SPD. Con una precisazione: la vera vincitrice delle elezioni - la FDP - è un partito liberale esplicitamente favorevole all’integrazione degli immigrati, ad una società multiculturale e all’ingresso della Turchia nell’Unione Europea.
    Saluti

  • Profilo di Pigi

    Pigi

    28 set 2009 - 11:51 - #3
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    #2 Può essere.
    Anche in Italia uno dei fautori dell’immigrazione incontrollata è Antonio Martino, uomo notoriamente appartenente alla destra economica.
    Ai benestanti quelli che vivono in quartieri esclusivi, circondati da guardie del corpo, non importa poi molto di qualche migliaio di sbarchi di clandestini. Il loro problema è quello di continuare a vivere nelle loro enclave, che costano sempre più e quindi vogliono meno tasse a loro carico.
    Il resto della popolazione si arrangi.

  • Profilo di Paer

    Paer

    28 set 2009 - 12:36 - #4
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    Allora, vivendo in Germania dico la mia. Come affermato la vera vincitrice è la FDP di Westerwelle (che, a mio parere, è un po’ troppo demagogico…) e aggiungerei i Linke. La FDP ha fatto leva sulla lealtà e sul fatto di dire sempre da che parte sarebbe stata, mentre gli altri facevano buon viso a cattivo gioco. Infatti, la FDP non ha mai fatto mistero della proprio tentativo di formare una coalizione giallo-nera con la CDU. Ma la Merkel non naviga in acque tranquille. Odiata da una parte del suo partito proprio per essere così centrista e, a volte, attestarsi su posizioni non così apprezzate nella CDU (e nella CSU, la componente bavarese più cattolica) ora ha la gatta da pelare dei liberali. Io, personalmente, spero in maggiore riforme sociali… ma il programma economico e sul nucleare dei due partiti al governo mi fa paura. Per quanto riguarda i Linke e la SDP, questi ultimi sono stati bruciati proprio da questa esperienza della große Koalition che ha spinto molti sostenitori a spingersi verso lidi “più di sinistra” e a far aumentare il consenso dei Linke e dei Grüne (i Verdi) che comunque sono un po’ delusi per essere passati ad essere la quinta forza politica nazionale (in passato erano la terza, vista anche l’attenzione quasi maniacale per l’ambiente che si avverte qui in Germania). Vedremo ora come verrà formato il governo (che al più tardi il 27 Ottobre deve entrare in carica).

  • Profilo di alessandro_m

    alessandro_m

    28 set 2009 - 13:25 - #5
    1 punto
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    Un tempo gli ebrei, ora gli immigrati clandestini. Chi ha detto che la storia non si ripete?

  • Profilo di ventoacqua

    ventoacqua

    28 set 2009 - 13:46 - #6
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    #5: La storia purtroppo tende a ripetersi sempre….

  • Profilo di stefano1966

    stefano1966

    28 set 2009 - 13:49 - #7
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    Negli anni ‘90 quando l’Ulivo era forte guardava al PS Francese,alla SPD tedesca e ai Laburisti Inglesi,la famosa Terza Via
    Erano i tre partiti maggiori delle tre nazioni “fondamentali” nell’europa che contava.
    Ora quegli stessi partiti,in 10 anni,sono al minimo storico.
    A parte il Cav che è fonte di tutti i mali in italia…vi viene in mente che si sia seguito un progetto sbagliato a livello europeo da parte della sinistra che contava?

    Questo è ciò che ho scritto ieri appena ho visto alla tv tedesca il segretario dell’SPD che annunciava la sconfitta.
    Dal 2002 ad oggi l’SPD,dati letti sulla tv ARD,è passata da 18 milioni di voti a 9 milioni di voti,in soli 7 anni ha dimezzato i voti.
    Anche la CDU ha perso voti nello stesso periodo da 18 a 14 milioni.
    La Linke ex PDS ha fatto il pieno e ha guadagnato un 4%,ma bisogna tener presente che è un partito territoriale,praticamente esiste solo nell’ex DDR-Germania est e attualmente nessuno vuole andare a patti con ex comunisti,anche se da alcuni anni,con l’entrata di La fontaine ex SPD non è solo composta da ex PDS.
    In pratica anche in germania si è visto ciò che si era già notato con le elezioni europee.
    La sinistra socialdemocratica crolla.
    I popolari/conservatori tengono.
    Gli euroscettici crescono,e per euroscettici indico quelli che sono euroscettici su questa europa finanziaria e burocratica,soprattutto.
    Tale burocrazia ha spinto in UK a dare voti a un partito come l’UKIP e in germania alla Linke,lo so che sembrano estremi ma entrambi,uno da centrodestra,l’altro da sinistra,temono questa europa burocratica finanziaria.
    Da tenere presente anche il fatto che elettoralmente l’europa premia chi non vuole l’immigrazione selvaggia.

  • Profilo di Mr Lorenz

    Mr Lorenz

    28 set 2009 - 15:50 - #8
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    Ora alla Merkel tocchera’ fare la Thatcher.

    Considerando che la Germania, con una politica sostanzialmente di Centrosinistra
    ha retto la crisi alla grande (la Germania e’ ufficialmente uscita dalla crisi, nonostante il governo abbia fatto quasi nulla)

    Considerando che ora alla Merkel tocchera’ invece fare una politica liberista (a meno di non rifare una Grosse Koalitione, ma avrbbe poco senso)

    Considerando che da questa crisi potrebbe nascere un periodo di prosperita’ (che partira’ se tutto va bene nel 2012) o una seconda ondat dell crisi con forti tensioni sociali

    Diciamo che la Signora Merkel ora deve iniziare a prendere decisioni. Cosa non facile. Fortuna e quadro macroeconomico ci diranno se e’ una vera donna di governo o un fuoco di paglia

  • Profilo di Paer

    Paer

    28 set 2009 - 16:11 - #9
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    Ció che ti chiedi tu, Mr. Lorenz, è quello che si chiedono molti tedeschi. Il problema è che la Merkel si trova tra due fuochi, il suo partito fortemente conservatore e i liberali. SOno curioso di vedere che piega prenderà il tutto….

  • Profilo di Mr Lorenz

    Mr Lorenz

    28 set 2009 - 16:23 - #10
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    Paer

    la Germania mi da’ l’idea di un paese in cui e’ forte il senso civico il tessuto sociale e industriale.
    Rialzarsi e ripartire in 100 anni da 2 guerre e dall’annessione della Germania Est non e’ da tutti.
    Per chi governa e’ piu’ importante non fare danni che fare mirabolanti riforme. Al contrario di quello di cui avrebbe bisogno l’Italia

  • Profilo di marzioL

    marzioL

    29 set 2009 - 13:50 - #11
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    Uhm ma a conti fatti si tratta di un 48% complessivo della (probabile) futura coalizione di governo o mi sbaglio? Linke+Verdi+SPD = 45% di fatto l’SPD ha perso voti a favore di due partiti più a sinistra. Tra l’altro stando a wiki nel 2002 CDU+FDP = 46% perciò questa avanzata trionfale delle destre si risolve in un 2% in 7 anni. Di sicuro la Merkel può essere soddisfatta del risultato, ma di fatto è un’incognita perché finora non mi pare abbia attuato una politica di stampo liberale in campo economico.

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