
Ora che Vittorio Feltri ha abbandonato Libero per guidare Il Giornale non si può più parlare di stile libero. L’imbarbarimento politico - mediatico è diventato il marchio di fabbrica del Giornale di famiglia, tanto da mettere in allarme il Secolo d’Italia per un Pdl che appare becero e con la bava alla bocca.
Per non smentirsi e per aizzare la folla con fiaccole e forconi, Feltri ora ha lanciato la crociata contro il canone Rai, che sarebbe addirittura una “Tassa Santoro”, denaro pubblico passato direttamente agli “imbonitori di sinistra”. Tralasciando il dettaglio che stiamo ancora aspettando un imbonitore di destra che sappia fare del giornalismo televisivo e delle inchieste decenti (l’Excalibur di Socci fu un fiasco micidiale), è appena il caso di rammentare due cifre, due dettagli economici che rendono risibile e penosa questa iniziativa lanciata contro un giornalista (egocentrico e antipatico quanto si vuole) che occupa 3 ore la settimana nei palinsesti, ottenendo anche degli ottimi risultati in termini di share.
Paris Hilton, per una comparsata davvero non memorabile a Miss Italia ha preso 200 mila euro. Diego Armando Maradona è stato pagato 3 milioni di euro per partecipare a Ballando con le stelle. E lo scandalo nella gestione della Rai sarebbe Santoro?
fc77
28 set 2009 - 10:51 - #1partiamo dal fatto che feltri è ignorante,infatti ignora che il canone è per i possessori di tv,poi che la rai utilizzi quei soldi x fare i programmi è un dettaglio.
vi ricordo anche che annozero alla rai costa zero,infatti le entrate pubblicitarie sono superiori alle uscite.quindi caro feltri cambia mestiere,oppure se proprio vuoi fare il giornalista informati.
Albert1
28 set 2009 - 10:52 - #2E’ vero.
Lo scandalo nella gestione RAI non è Santoro.
Lo scandalo nella gestione RAI è la gestione RAI.
A maggior ragione dunque, visto che non basta eliminare Santoro per (ri)dare una giustificazione alla richiesta di danaro da parte della c.d. TV Pubblica, il canone va tolto di mezzo a prescindere.
Posto questo, qualsiasi scusa è buona. Io proporrei di non pagarlo più perchè alla Prova del Cuoco mi hanno tolto la Clerici che mi piaceva tanto (bella pacioccona), oppure perchè ancora non sono riusciti a trovare delle annunciatrici degne di sostituire le mai troppo compiante Orsomando, Morgan & Co.
Pensa un po’…
Stef500f
28 set 2009 - 11:06 - #3Io vorrei non pagarlo..così berlusconi dovrà spartirsi la pubblicità con la rai…
Steve Robinson Hakkabee
28 set 2009 - 11:14 - #4La Tv pubblica deve vivere o di canone e niente pubblicità (ma con il digitale terrestre me lo cripti così gli scrocconi s’attaccano) o senza canone e con solo la pubblicità come ogni canale commerciale.
Purtroppo c’é un piccolo conflitto di interessi a riguardo…
Steve Robinson Hakkabee
28 set 2009 - 11:17 - #5Aggiungo: IlGiornale e Libero sono anche poco lungimiranti, se il canone viene abolito la rai dovra chieder più soldi per la pubblicità mangiando introiti a mediaset.
andrea4381
28 set 2009 - 11:17 - #6Che la RAI faccia schifo è un dato di fatto, ma quello che fa il Giornale è istigazione a non pagare le tasse.
Penoso invece che citino “anche i VIP con noi:Moser, Zeffirelli, Reale”", alla faccia dei VIP, quattro poveracci, di cui Zeffirelli da sempre noto simpatizzante del centro-destra! :D
Infine sentire Marcello Veneziani dire che la RAI fa schifo, quando lui stesso è stato nella scorsa legislatura consigliere RAI, percependo anche un signor stipendio (pagato dal canone), fa un po’ ridere..
Albert1
28 set 2009 - 11:19 - #7Magari, Stef, magari…
Guarda, secondo me ci guadagnerebbero tutti in qualità dei programmi.
Sono sicuro che alla lunga vedremmo Santoro su Canale5 ;)
fc77
28 set 2009 - 11:28 - #8mi fanno ridere quando definiscono il canone rai “tassa santoro”,quando si spendono milioni x l’arena di giletti,affari tuoi truccato,vari programmi trah,x non parlare dei soldi specati x il belusconi day del 13 settembre,ah caro feltri l’invidia è una bestia….lo so, loso che rosichi e di brutto anche…….
BOH1
28 set 2009 - 11:30 - #9..e poi qualcuno ha il coraggio di parlare della “sindrome da vittimismo” di santoro ecc..
Non passa giorno che qualcuno del governo o del suo braccio armato intimidisca, cerchi di cacciare e cucire la bocca per sempre e definitivamente a lui e a travaglio..
Anche i sassi sanno che se santoro e compagnia non continuassero a gridare a mantenere alta l attenzione sul problema della censura , non starebbero in rai da molto tempo!!
Vercingetorige
28 set 2009 - 11:38 - #10Mah.. direi che per non pagare il canone la strada è ancora lunga…
Pollock
28 set 2009 - 11:42 - #11Quotissimo al post #1, ignorante lui e chi lo legge……perchè evidentemente per leggere un giornale come quello occorre essere fatti della stessa pasta!!!
petauro
28 set 2009 - 11:42 - #12Io invece il canone lo pago perchè è meraviglioso vedere nel salotto di Vespa tutte quelle vecchie rifatte di 700 anni mooolto moderne, un piacere per intelletto e spessore: quando vuole macinare ascolti, compaiono Falvia Vento, Alba Parietti, quella sciroccata del BonTon e qualche altra sguattera attempata della Tivvù. WOW!
Ricordo sempre a tutti che a Feltri piace molto essere intervistato da silvia Rocca NUDA perchè lui è un giornalaio un po’ porno, altro che giornalista…
Albert1
28 set 2009 - 11:45 - #13Solo un’ultima, forse irrilevante cosa.
Il Giornale non ha fatto altro che (con evidente mancanza di fantasia) rilanciare una cosa proposta da Beppegrillo qualche anno fa. Con tanto di istruzioni per la decanonizzazione e moduletti prestampati. Ne’ più ne’ meno.
Dico mancanza di fantasia perchè è una pseudosoluzione che comunque ti lascia sulle spalle tutte le eventuali conseguenze e ti spvttana in ogni caso in prima persona. L’operazione dovrebbe essere un tantino più incisiva (anni fa i Radicali proposero un referendum per l’abolizione tout court del canone, ma cadde nel nulla).
Adesso però mi chiedo: se lo fa Grillo è “disobbedienza civile”, se lo fa Feltri è istigazione a non pagare le tasse ? Ma tasse de che ?
E’ pericoloso paragonare il canone RAI ad una tassa, si rischia di sminuire il concetto stesso di imposta. Se io pensassi che l’IRPEF è come il canone e viceversa, diventerei all’istante un evasore totale, altrochè !
Il canone non è una tassa. Il canone è un ingiustificato prelievo che poteva avere qualche senso fino a circa 40 anni fa, ma che oggi è completamente privo di fondamento.
Albert1
28 set 2009 - 11:47 - #14…e, per inciso, io non l’ho mai pagato.
Albert1
28 set 2009 - 11:52 - #15Magari qualcuno se ne era dimenticato, ma il copyright de ’sta cosa ce l’ha Beppone.
http://www.beppegrillo.it/iniziative/cancelliamoilcanone/
Feltri è arrivato secondo, e ci fa pure la figura del “copione”… ;)
Runaway®
28 set 2009 - 11:53 - #16Al di là di quanto sia ridicolo il titolo del giornale “la tassa Santoro”, perché sarebbe come avere la brillante idea, in campo medico, di sconfiggere un tumore negando il cibo al paziente…..(il buon giornalismo sarebbe questo? Titolo sensazionale e sensazionalmente sbagliato?)
Al di là del fatto che il giudizio in generale sulla RAI possa essere negativo e che altri di altre parti politche han già proposto in passato la disobbedienza civile nei confronti del canone (Feltri e disobbedienza civile, nella stessa frase…mmm)…
Qua ci si trova di fronte a una specie di paradosso tanto evidente, quanto difficile, per taluni, da vedere.
Abbiamo un giornale di famiglia, di partito e di proprietà di quello che è l’attuale presidente del consiglio. Poi abbiamo tre reti di stato, che si vogliono o si vorrebbero controllate dal governo (anche se il pluralismo è restato, finora, abbastanza garantito). Poi abbiamo tre reti private, anche quelle di proprietà dell’attuale presidente del consiglio.
Ora succede che da quel giornale, visto che c’è una trasmissione “scomoda”, parta l’invito a boicottare l’intera rete. Concretamente. togliendo i fondi, ben sapendo che nessun messo verrà mai a casa tua a piombarti la tele. Ben sapendo anche che una manovra di boicottaggio a una rete privata, visto quanto è impreciso e rozzo l’auditel, è abbastanza difficile da attuare. La proprietà di questo giornale ha anche un certo interesse che organi tv, da lui non controllati direttamente e che non gli fruttano un’euro, subiscano un duro colpo al portafoglio. Insomma, se ne trae in un sol colpo un vantaggio politico ed economico. L’alternativa e una ex-bella e troppo elitaria la7, o un costoso SKY, non certo alla portata di tutti.
In sostanza, trovo gravissimo l’attacco del Giornale e di quella macchietta che ormai è Feltri, sicuramente sul piano politico, ma anche e soprattutto su quello economico, per il quale ci vorrebbe un intervento (seeee magari) dell’antitrust. Cosa che non sarebbe successe se l’individuo in questione non fosse contemporaneamente l’accusatore, il garante dell’accusato e il propietario di un soggetto terzo, estraneo ai fatti, che ne trae guadagno.
E qualcuno ha ancora il coraggio di dire e negare (in malafede o ingenuamente a questo punto), che il vero problema, il nodo centrale di tutto, sia il conflitto di interessi.
ice
28 set 2009 - 12:00 - #17Silvio adesso controlla la RAI, ciò non ostante per massimizzare i suoi interessi privati (Mediaset), è disposto ad appoggiare la distruzione economica della RAI (Giornale e Libero contro il canone, forti ostacoli ad alcune delle trasmissioni piu apprezzate e pertanto col bilancio economico in attivo come “Che tempo che fa”, “AnnoZero”, “Report”)
ora fate un paragone tra RAI e Stato Italiano.
.
apporfitto per rispondere a questo post di Lea
peccato che di reti private nazionali “alternativa” ce ne siano poche anche a causa di una certa vicenda Europa7 per la quale l’Italia (cioè chi paga le tasse, quindi non certo i beneficiari dello scudo fiscale…..) deve pagare 400milioni di Euro
Riguardo al canone, ormai lo sanno anche i muri che Annozero ha un bilancio attivo tra costi di produzione e introiti pubblicitari, quindi nemmeno un centeimo del tuo canone va in tqasca di Santoro……
Ora Lea va a controllare sul prontuario del BRAVO PidieLLinino se hai qualche altra frase fatta, possibilimente a tema….
Stef500f
28 set 2009 - 12:02 - #18Berlusconi non toglierà il canone.non si priverà dei suoi introiti…
fc77
28 set 2009 - 12:13 - #19si dovrebbe vergognare di prendere i soldi dallo stato x scrivere tutte quelle porcherie che pubblica ogni giorno.
Shkabe
28 set 2009 - 12:54 - #20Ma chi è che paga ancora il canone Rai? Noi da anni non lo paghiamo più…le lettere finiscono dritto nel cestino. Basta leggere “Rai” e non ci pensiamo due volte…
Ignoratele e smettete di pagarle a prescindere. Non fatevi spaventare dalle minacce… non possono costringervi a pagarle.
Ciao :)
naruto1685
28 set 2009 - 13:12 - #21il colmo dei colmi è quello della gelmini, la nuova sandro bondi in gonnella.. dal suo punto di vista bisognerebbe finanziare solo i programmi meritevoli.. adesso mi chiedo, quali sono i programmi di qualità per sta stron2a? bruno vespa? piazza grande (la stessa che ha lanciato la “meritevole” carfagna? boh!
Lea
28 set 2009 - 13:52 - #22scommetto che qui nessuno di voi paga il canone. vero?
Lea
28 set 2009 - 13:52 - #23paga mammà?
andreami
28 set 2009 - 13:53 - #24I giornali di Berlusconi, la RAI e mediaset sono ormai un sistema autonomo completamente slegato dalla realta’. Strumento al quale si appoggia Berlusconi per il consenso del suo governo.
Piu’ che non pagare il canone, cosa che colpirebbe solo quei programmi che non si riconducono a velinaggi e disinformazione di massa, bisognerebbe tirar fuori i politici dalla dirigenza rai, risolvere il problema del conflitto di interesse e togliere (almeno) i finanziamenti pubblici ai giornali dei partiti schierati che non fanno altro che alimentar cagnara.
Allo stato attuale piu’ che non pagare il canone bisognerebbe andare sui tetti a staccare le antenne!
Lea
28 set 2009 - 13:57 - #25#24
“I giornali di Berlusconi, la RAI e mediaset sono ormai un sistema autonomo completamente slegato dalla realta’. Strumento al quale si appoggia Berlusconi per il consenso del suo governo.”
AHAHAHAHAHH! ma piantatela con ’ste frignacce! volete il cervello in frantumi a forza di sbatterlo contro il muro, prima di rendervi conto di come EFFETTIVAMENTE stanno le cose? fate pena.
teseo
28 set 2009 - 13:59 - #26Il canone si paga in tutta Europa…e molte delle tv pubbliche europee hanno la pubblicità, cosi come la Rai…peccato che engli altri paesi non c’è un presidente del consiglio che possiede il diretto competitore della tv pubblica…e quindi a demolire la tv di stato ne trae vantaggio…
babyshambles
28 set 2009 - 14:15 - #27che schifo di giornale e di direttore!!
Lea
28 set 2009 - 14:19 - #28#27
giudizio di chi non l’ha mai letto.
Albert1
28 set 2009 - 14:29 - #29Lea: IO, per esempio, non pago il canone. Ma mi sa che non era quello che intendevi, eh ? ;)
Mammà invece nonostante tutti i miei sforzi per dissuaderla, lo paga. A casa sua.
Certe vecchie abitudini sono dure a morire…
Lea
28 set 2009 - 14:50 - #30infatti Albert… ci hai azzeccato!
anche noi però siamo duri a morire!
Prestigiacomo
28 set 2009 - 14:54 - #31Polemica falsa e pretestuosa, anche perchè dalla parte opposta si potrebbe dire io non lo pago perchè c’è vespa che è il servo di SB, il pluralismo nella Rai va difeso visto che in Mediaset non c’è mai stato, e La7 è troppo poco vista come network nazionale.
Criticare il governo è il premier è un diritto di ogni cittadino visto lo hanno eletto.
Lea
28 set 2009 - 14:59 - #32Un carrozzone che nessuno cambierà mai
di Marcello Veneziani
La Rai non cambierà mai. È davvero impossibile tentare di riformarla, di raddrizzarla, di rinnovarla. Vive prigioniera di tre carcerieri: il sistema soffocante dei partiti che le impedisce ogni ariosa riforma ed ogni seria politica fondata sulla valorizzazione delle buone idee e del vero talento; la nomenklatura interna, il cosiddetto partito Rai, ingessato e imbolsito, refrattario ad ogni modifica di assetto e ad ogni fuoruscita dall’abitudine oziosa e viziosa. Il sindacato, giornalisti e dipendenti, i soviet di rete e di testata che impediscono ogni minimo spostamento di ruoli e di mansioni, ogni flessibilità e ogni innovazione.
Provate a spostare o a licenziare qualcuno che non lavora o viceversa a far lavorare uno che vorrebbe farlo ma il Palazzo non vuole che venga utilizzato. Provate a cambiare taglio, profilo, linguaggio alle reti, ai programmi, ai settori vitali della Rai. Missione impossibile. Provate ad assumere un ragazzo di talento, a dare un incarico ad uno che potrebbe giovare ai programmi. Macché. Non si può. Provate a proporre programmi di qualità e di servizio, campagne educative, a elaborare piani strategici e a varare laboratori di ricerca per la nuova tv, a inventare nuovi canali e nuovi format senza importarli dall’estero o comprarli dalle solite grandi ditte fornitrici, provate a rilanciare un discorso di cultura popolare, provate semplicemente a denominare diversamente reti inutilmente battezzate in gergo similamericano. Non è possibile niente, tutto si ri-forma, torna come prima, la coazione a ripetere è l’unica filosofia possibile, la sopravvivenza per forza di inerzia e servitù di padrinato riprende subito il sopravvento, ogni elemento non conforme viene espulso, rigettato, dall’organismo Rai. L’impresa non viene riconosciuta e vieni cancellato, senza nemmeno l’onore delle armi.
Lo dico con dolore, mica rallegrandomi, perché credo che sia importante un servizio pubblico televisivo, per utilità e rispetto dei cittadini, per far crescere civilmente e culturalmente il Paese, per intrattenerlo, informarlo e promuovere il suo sviluppo, per educarlo perfino. Ho sempre difeso l’idea di un’azienda pubblica culturale, anzi della principale impresa di cultura popolare del Paese. Ma devo ammettere, per esperienza diretta e per osservazione dall’interno, che la Rai non si può riformare, nessuno ha il potere di farlo, tutti passano e nessuno ha pieni poteri. Neanche i leader politici, peraltro disinteressati al destino della Rai, interessati solo a piazzare un loro cliente o una marchetta in loro devozione.
Prendete il caso Santoro. Nessuno in Rai ha il potere di decidere davvero, tutti hanno paura di qualcuno e di qualcosa, tutti pensano prima a campare e a pararsi il fondoschiena. In un Paese serio si farebbe una scelta di fondo, di assoluta trasparenza. O si sceglie che il servizio pubblico è ispirato per intero ad uno sforzo di obbiettività e di rispetto della libertà plurale e chi è vistosamente fuori da questi canoni è fuori dalla Rai; o si ha il coraggio di una svolta radicale e allora si ridisegna la missione della Rai, ritenendo che anche le opinioni estreme abbiano diritto di cittadinanza. Differenziamo le reti Rai non per colore politico ma per tono e taglio. E allora una rete resta il più possibile neutrale e moderata, rispettosa di tutte le opinioni e tesa a unificare anziché dividere il Paese, trovando punti d’incontro. Un’altra rete invece ha la missione opposta, quella di dar voce a tutte le opinioni forti, a tutti gli estremismi eccetto quelli che fomentano violenza e illegalità; ed una terza rete si allontana dal politico e si dedica al culturale, al sociale, al civile, alla pubblica utilità di servizio.
Avremmo così una rete moderata ed ecumenica, una talebana e radicale, ed una neutrale e apolitica. Offerta variegata. Una rete che punta a scoprire la concordia e i valori condivisi di un Paese, una rete che rappresenta invece i valori divisi, le fratture e mira a trasferire la guerra civile in un conflitto civile ma regolamentato; ed una rete impolitica, laboratorio, aperta su scenari futuri.
Traduco nel caso specifico: Santoro finirebbe nella rete dedicata ai tribuni della plebe, ma in quella rete si avvicenderebbero non solo i giacobini alla Travaglio ma anche i sanfedisti, i talebani di sinistra e i mujaheddin di destra, i radicali di ogni risma, gli ultra-conservatori, insomma gli estremisti. Allora avrebbe un senso Santoro nel servizio pubblico: tra i predicatori, gli imam e gli estremisti.
Aggiungo una notazione: programmi come quelli di Santoro non hanno finalità politica come si ripete, ma settaria. Sono due cose diverse. Una tv politica sposta consensi, fa cambiare opinione, si rivolge a quelli che la pensano diversamente per far loro vedere anche l’altra faccia della luna. I programmi alla Santoro non sono così, radicalizzano le convinzioni di ciascuno, non spostano consensi, confermano ciascuna tifoseria nell’odio o nell’amore e dunque hanno finalità di setta o di curva, producono l’effetto fatwa o Colosseo. Non fanno pensare e dubitare chi la pensa in un modo, ma ti fanno uscire più berlusconiano e più antiberlusconiano di prima, rafforzando le rispettive convinzioni. La missione giornalistica dunque è tradita due volte: la prima perché non informa ma deforma, la seconda perché non fa mutare opinioni ma rafforza la fede in una tesi. Questa è la ragione per cui i politici di centrodestra non devono agitarsi contro di lui temendo danni politici e facendo il suo gioco agitandosi; e i politici di sinistra non devono esultare per la sua campagna perché propaga l’immagine di una sinistra cupa, feroce e settaria.
Ma lasciamo il picciotto e torniamo alla mamma. Serve una Rai così, che non fa servizio pubblico né aiuta a maturare opinioni, che non fa crescere il senso critico ma la tifoseria, che non fa interagire valori divisi e condivisi, dissensi e consensi ma spinge ognuno a chiudersi nel proprio fortino? Non serve. Allora se non si riesce a dare una forte autonomia decisionale ai vertici Rai, con persone in grado di decidere, che abbiano il coraggio di rilanciare o di privatizzare l’azienda, di rivoluzionare o di smembrare il suo corpaccione, il destino della Rai, canone o no, è segnato: un declino indecoroso, indecente, inarrestabile. Buona Notte, Santorai.
Prestigiacomo
28 set 2009 - 15:06 - #33Lea:
Per cambiare la Rai, la devono togliere in mano ai partiti ed al governo, ognuno la usa a proprio piacimento, come ha fatto spesso SB su Noeni e sulla consegna delle case in Abruzzo, ha chiamato vespa ed è andato in TV spostando tutto e tutti, fin quando la politica governà la RAI, la RAI sarà un carrozzone, è talmente facile da fare, i politici non si staccheranno mai dalla RAI perchè la usano come TV e come parcheggio di veline e pseudo giornalisti/e ed attoruncoli/e.
Utan
28 set 2009 - 15:12 - #34Ricordo a TUTTI che Anno Zero guadagna in pubblicità più di quanto costa, per cui il discorso di Tassa Santoro andrebbe ribaltato in: chiudiamo i programmi che danno introiti alla rai per fare un piacere al Nano.
Lea
28 set 2009 - 15:17 - #35Utan, e con quali soldi paghiamo Santoro, eh?? volpino!
Prestigiacomo
28 set 2009 - 15:17 - #36Invece di queste STUPIDAGGINI SI DEVONO OCCUPARE DI QUESTIONI SERIE come questa:
I dati dell’inps
Boom delle domande di disoccupazione
Sono aumentate del 53% in un anno. E la Cassa integrazione sale del 222%
ROMA - Cassa integrazione a livelli record e “boom” delle domande di disoccupazione. In un anno, tra il primo settembre 2008 e il 31 agosto 2009, le ore autorizzate per i trattamenti di integrazione salariale sono aumentate del 222,3%: la cassa integrazione ordinaria è salita del 409,4% (+660% nell’industria, +66,7% nell’edilizia) mentre quella straordinaria è aumentata dell’86,7%.
DISOCCUPAZIONE - In forte aumento anche le domande di disoccupazione presentate all’Istituto, cresciute del 53%, sopra quota 1,1 milioni, tra agosto 2008 e luglio 2009. A renderlo noto è il presidente e commissario straordinario dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, che traccia un bilancio dell’attività svolta a un anno dal suo insediamento. Con la corresponsione di un importo medio annuo di circa 5.292 euro, per alleviare il periodo di disoccupazione (che può variare da sei mesi ad un anno), l’Inps ha liquidato in totale 984.286 domande di disoccupazione (+52,2%). «La sfavorevole congiuntura economica che il paese ha dovuto affrontare in questi mesi ha riversato sulle casse e sugli uffici dell’Inps la responsabilità di sostenere i lavoratori in difficoltà» ha spiegato Mastrapasqua.
28 settembre 2009
http://www.corriere.it/economia/09_settembre_28/inps_disoccupazione_assegni_51bba432-ac12-11de-8068-00144f02aabc.shtml
Lea
28 set 2009 - 15:20 - #37Presty, la questione Rai E’ UNA COSA SERIA. Occuparsi di questo non prescinde dall’attitvità di governo. Governare significa occuparsi a 360° di tutte le questioni, anche della Rai. Nessun argomento preclude l’altro.
Utan
28 set 2009 - 15:22 - #3835-
Nei costi sono conteggiati anche i contratti, Santoro compreso.
Prima di dire “supposte furbate” documentati, non sarei cosi sicuro invece che Vespa con il suo Porta a Porta faccia altrettanto, ma che invece ci costi pure; ma essendo un programma governativo è giusto che paghiamo…
Utan
28 set 2009 - 15:26 - #3937-
Il problema che se il governo agisce a 360° noi subiamo a 90° e ora ci vogliono (dopo averci legato le mani) anche bendare occhi e bocca e tappare le orecchie? questo è bondage…
Lea
28 set 2009 - 15:27 - #40e il fatto che Santoro tolga opportunità a dei veri giornalisti? sai, gli italiani che pagano il canone, non vanno offesi con le buffonate offensive e l’uso schi.foso della tv che quel will-never-be-journalist fa.
Lea
28 set 2009 - 15:27 - #41Utan, tu sei il tipico esempio di chi vuole essere imboccato. perché santoro è quello che fa. non fa informazione.
Prestigiacomo
28 set 2009 - 15:29 - #42Lea:
“e il fatto che Santoro tolga opportunità a dei veri giornalisti? sai, gli italiani che pagano il canone, non vanno offesi con le buffonate offensive e l’uso schi.foso della tv che quel will-never-be-journalist fa.”
La stessa cosa si può dire di vespa, visto che è l’opposto di Santoro, solo che Santoro non è accomodante ad uso zerbino con il suo interlocutore.
Utan
28 set 2009 - 15:30 - #4336-
Il Governo proprio perchè non ne vuole parlare vorrebbe “silenziare anche chi potrebbe avere intenzione e modo di farlo (report e annozero)
Lea
28 set 2009 - 15:30 - #44Poi, caro Uan, sappi che a Berlusconi e al governo, Santoro in Rai fa comodissimo. Più lui sta lì, più i consensi a Berlusconi lievitano. Quindi, rifletti.
Qui stiamo parlando di servizio pubblico, qualità del servizio pubblico.
Lea
28 set 2009 - 15:31 - #45Presty, scusa ma ti sei fatto infin.occhiare da Santoro.
Lea
28 set 2009 - 15:32 - #46Dizionario del santorismo tra Gramsci e Celentano.
Massimiliano Parente
Mio caro lettore di sinistra o di destra, mon frère, ipocrita eppure mon semblable, come scriveva Baudelaire nell’introduzione ai Fiori del male, ecco un piccolo dizionario del santorismo, utile sia a riconoscerlo nelle sue varianti infettive (alcune voci valgono anche per il gabanellismo), sia per riprodurlo in casa per gli amanti del fai-da-te non solo nel sesso (benché, malgrado qualità scadente, sempre pornografia sia), sia per gli storici dei decenni a venire, quando si chiederanno di cosa stavamo parlando quando parlavamo di Annozero.
Il vittimismo da censura
È uno strumento tipico del santorismo, variante gramsciana del celentanismo anni Novanta, e che si sta diffondendo come un virus (il savianismo ne è una prova, dove ti giri c’è Saviano, vai in libreria e ci sono pile di Saviano, apri un giornale e c’è un articolo di Saviano, ricomincia la Bignardi ieri sera e c’è Saviano, ed è proprio il Saviano che firma appelli per la libertà di stampa). Il funzionamento è elementare: si grida alla censura da un mese prima fino a un giorno prima e perfino durante, quando è evidente che non c’è stata. Santoro nasce già censurato, come un feto che per nascere meglio e strillare più forte e strozzare i genitori in culla gridi all’aborto e nel frattempo ha già cinquantotto anni (sarà per questo che si chiama Annozero?). La retorica della censura è il tema, lo spot, la linfa vitale, l’hybris, l’humus, l’habitat, il trogolo di Michele. Quando infine va in onda si parla, per tre ore di trasmissione, di quello di cui non si può parlare «in Italia», come se fosse Radio Londra e non la solita Rai 2 in prime time. Qualche volta viene invitato Enrico Mentana, che fa la parte del saggio e dice «Beh, ne stiamo parlando no?».
Travaglio, I: il quadernino
All’inizio, quando guarda il quadernino, dà l’impressione del bambino che legge la poesia davanti agli ospiti dei genitori o alla recita scolastica, invece è uno scioglilingua a funzionamento ipnotico-subliminale, almeno questo è l’intento. (Il surrealismo lo chiamava “cadavre exquis”, cadavere squisito). Ricetta per preparare in casa un monologo di Travaglio: andate su Google, inserite la chiave di ricerca «Berlusconi processi», stampate una cinquantina di pagine, tagliatele in quattro parti ciascuna, mischiatele, cucitele insieme e leggetele senza interruzione e a velocità sostenuta. Per servire a cena, in diretta, condite con un paio di battute apparentemente contro la sinistra, qualcosa di irrilevante ma che faccia pensare voi siate imparziali, tipo «anche D’Alema è stato una volta a una cena con Tarantini, chissà che ci faceva…». Dopo potete portare tutto alla Rizzoli e farne un libro, il genere letterario è il «cut and paste» e Travaglio più che da Nanni Balestrini o William Burroughs è figlio della Microsoft Word Generation.
Travaglio, II: il sorrisino
Lo inquadrano quando parlano gli altri, non ho mai capito se gli fanno un segno e lui accende il sorrisino o se viceversa quando parlano i nemici tiene sempre d’occhio la lucina rossa della telecamera per fare il sorrisino. Quando inquadrano il sorrisino di Travaglio significa che Travaglio la sa lunga e l’altro è un impostore. Credo che il sorrisino sia preceduto, per esempio mentre parlano Belpietro o Ghedini o la Santanché o qualsiasi pezzo di m… fascista del centrodestra, da un cenno di Santoro (per esempio un occhiolino) a Travaglio che guarda il cameraman che inquadra Travaglio che fa il sorrisino.
Servizietto esterno I
Caposaldo del santorismo, il servizietto esterno è riservato a coloro che devono risultare brutti, sporchi, cattivi, fascistissimi. L’inviato modello deve avere una faccetta da Studentello Secchione e Moralista, si presenta con una cartellina piena di appunti, tabelle, diagrammi di flusso, articoli sottolineati. Chiunque faccia entrare l’inviato modello è fottuto in partenza: se lo sbatti fuori fai la figura del colpevole, se lo fai entrare e rispondi alle domande ti fa girare le scatole finché non lo mandi a quel paese e fai la figura del colpevole, se rimani calmo come il Mahatma Gandhi ti inquadrano in modo tale da farti sembrare, al cospetto dello Studente Secchione e Moralista, come minimo Adolf Hitler nella tana del lupo. I montatori e tagliatori della postproduzione fanno il resto.
Servizietto esterno II
È il contraltare del servizietto esterno negativo, teso a dimostrare la tesi santoriana e far sembrare lo Studente Secchione e Moralista davvero obiettivo e a far sì che il telespettatore santorizzato ti dica «Eh beh, ma allora è proprio obiettivo». La tecnica è far finta di contestare quello che si vuole far dire, per poi lasciarlo dire senza ulteriori contestazioni. A Giorgio Bocca, tanto per citarne uno, lo Studente Secchione chiede qualcosa del tipo «Non penserà davvero che è in pericolo la democrazia in Italia e siamo in un regime berlusconiano e Berlusconi è un terribile figlio di…, vero? Ce lo dica lei, che è così autorevole e noi le crediamo tutti».
L’invocazione alle oppresse
Nel corso di un dibattito, quando si è a corto di argomenti, l’invocazione alla minoranza funziona a meraviglia per distogliere l’attenzione e creare una cortina fumogena edificante. Esempio: mandano in onda un’intervista a Patrizia D’Addario e Concita De Gregorio si erge in difesa delle donne sfruttate e trattate come merce, segue applauso. Se l’avesse detto la Binetti sarebbe stata fischiata come moralista. Viceversa qualcosa di analogo tentata dalla Santanchè, magari in difesa di una figlia sgozzata dal padre musulmano, risulterebbe razzista e non rispettosa delle minoranze islamiche.
La giovane «zero»
Chiamata a rappresentare i giovani della «Generazione zero» e dunque a porre le domande dei «giovani» e a rappresentare i giovani, qualcuno si chiede dove Santoro trovi queste zero (d’estate? tra Capalbio e Cortina?), e perché le scelga sempre così fighettine «radical shaggy chic» e perché parlino tutte nello stesso modo, un italiano basic scandito quasi sintetizzato, come se fossero programmate, e come se avessero tutte la erre moscia (nobile ma di sinistra) anche se non ce l’hanno. Il modello di base è una Barbie acqua e sapone che abbia letto solo Uomini e no, di Elio Vittorini. Non credo che le ragazze zero di Santoro esistano realmente, sono ologrammi, software, intelligenze artificiali al contrario. La Borromeo, per esempio, una notte mi pare di essermela scaricata anche sull’iPhone, la mia però diceva «Ancova, ancova».
Servizione esterno
Chiunque può farlo anche da casa, istruzioni per realizzare anche voi un perfetto servizione esterno santoriano. Partite da una tesi qualsiasi, per esempio quella secondo cui la maggior parte della popolazione ritiene che Berlusconi sia cattivo. Uscite con una telecamera, e intervistate chiunque vi capiti. Una volta a casa tagliate tutti quelli che non lo pensano, tranne quelli che sembrano più idioti, e lasciate gli altri che confermano la vostra tesi.
Servizietto interno
Poiché ogni ospite di destra sporco e cattivo sa che Santoro, oltre a inquadrare a tradimento i sorrisini di Travaglio, ti toglie la parola proprio quando stai per dire quello che stai cercando di dire, ormai accade questo: l’ospite sporco e cattivo, continuamente interrotto chiede «Lasciatemi parlare!», Santoro può ben rispondere «Ehhhh, ancora con questa storia che non vi lascio parlare, sta parlando, parli!». Gli irriducibili del centrodestra ancora ci provano con dei «Mi consenta» vintage.
Vaurismo
Stessa tecnica del travaglismo, a fine trasmissione l’ultimo comunista rimasto (il dinovauro) sforna le sue vignette. Si dovrebbe ridere, ma la satira e i contenuti della trasmissione sono indistinguibili, quindi l’effetto è quello di un riassunto della puntata illustrato. Perché è fondamentale Vauro? Perché se da una parte ha una funzione didascalico-riassuntiva, dall’altra serve da parafulmine: il giorno dopo tutti si arrabbieranno con la vignetta di Vauro (esempio: Berlusconi per il terremoto abruzzese realizzerà solo l’aumento della cubatura dei cimiteri) e non per la puntata che ha teorizzato per tre ore esattamente quello che Vauro ha disegnato. (il Giornale)
Utan
28 set 2009 - 15:35 - #4740-
Io mi sono offeso per le buffonate del duo Vespa - Berlusconi e pago il canone, dovrei sentire solo le buffonate che piaccino a quelli come te, facciamo almeno un pò per uno…Sono italiano quanto chi vota pdl se non un pò di più…
Prestigiacomo
28 set 2009 - 15:38 - #48Lea:
No, ma il pluralismo va difeso, non è possibile avere tutte le voci di uno stesso coro perchè questo rappresenta l’anticamera di un regime, ogniuno deve essere in grado di dire la sua, poi ti faccio notare come Santoro (sinistra) sia l’aleter evo di Vespa (destra), e se Vespa non si tocca allora perchè si deve toccare Santoro, detto questo amica mia dalla folta e splendida chioma che se la gioca con la Presty :DDDDDD, vorrei smettere di fare l’avvocato del diavolo.
Lea
28 set 2009 - 15:39 - #49#47
peccato che Vespa sia un vero giornalista e non usa il tubo catodico come fa Santoro. cioé: Vespa non si inventa teoremi e non usa la tv per comprovarli (con tutti i mezzucci elencati da Parente). Vespa fa domande, realizza servizi neutri, lascia all’ospite tutto il tempo per parlare, ribattere, controribattere.
Vespa non tratta da deficien.ti i telespettatori. Non per niente il pubblico di Vespa è più alto (in termini di età e cultura).
Poi, se il Pd e l’Idv hanno rifiutato l’invito di Vespa alla fatidica puntata, il problema non è né di Vespa né di Berlusconi.
Andrea P
28 set 2009 - 15:41 - #50“peccato che Vespa sia un vero giornalista”
non leggo neanche il resto del commento :D ahahaha