
Domani, 3 ottobre, a Roma, la manifestazione per la libertà di stampa e di informazione, in un paese che il solito Economist al soldo dell’internazionale pluto-giudo-massonica, ha definito affine, per come venga tenuta imbavagliata l’informazione, al regime mussoliniano del ventennio. Il tutto, dopo Patrizia d’Addario ad Annozero ieri sera, una pura scelta di opportunità non bloccare la puntata, pensate a cosa sarebbe stato il corteo se non fosse andato in onda il programma.
Domani quindi in piazza San Giovanni a Roma, dalle 16 alle 19: Ezio Mauro, su Articolo 21 spiega
Cosa diresti a chi è ancora indeciso se scendere o meno in piazza?
La manifestazione ovviamente non l’ho organizzata io e ci vado come privato cittadino ma sono molto contento che sia stata indetta e penso che comunque la pensino, di destra o di sinistra, dovrebbero esserci il 3 ottobre tutti coloro a cui sta cuore la libertà e l’irrobustimento della nostra democrazia. Una democrazia più robusta, forte, sicura, limpida, aperta. Più libera
Mi sento - e credo, ci sentiamo tutti - di sottoscrivere sillaba per sillaba quanto dichiarato da Roberto Natale, Presidente della FNSI, il sindacato unitario dei giornalisti italiani:
Sarà una manifestazione serissima, altro che farsa! E Piazza del Popolo darà una risposta anche al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e alla maniera offensiva con la quale ha giudicato questa iniziativa e ha parlato dei giornalisti, in termini di “troppi farabutti”
Foto | Flickr
naruto1685
02 ott 2009 - 10:03 - #1ma dai, poraccio, adesso lo psico nano cerca di convincere se stesso che va tutto bene, quello adesso si sta ca4ando addosso per il 6 ottobre! SIAMO TUTTI FARABUTTI OH YEAH! NARUTO IL FARABUTTO!
simosardo
02 ott 2009 - 10:08 - #2Che significa “affine al regime mussoliniano”? Qualcuno sa cos’era la censura negli anni ‘30?
Dico questo perché, a furia di descrivere la nostra situazione come in una caricatura, va a finire che, come al solito, non comprendiamo quali siano i reali problemi. Il vero problema della nostra stampa, a mio avviso, è che si è fatta imbrigliare dalla politica e dai partiti, perdendo insieme la propria credibilità e il proprio status di “quarto potere”. Gli unici giornali che sono riusciti a non farsi mettere una casacca di partito sono il Corriere e il Sole 24 ore, che, guardacaso, rappresentano interessi economici “reali”: l’uno le banche e l’altro l’industria. Ecco, un altro problema della nostra stampa è la mancanza di editori “puri”.
simosardo
02 ott 2009 - 10:17 - #3Ecco l’articolo di un commentatore politico attento e mai fazioso, una rarità in Italia:
http://www.corriere.it/editoriali/09_ottobre_02/romano_607fa312-af12-11de-8f80-00144f02aabc.shtml
spang!
02 ott 2009 - 10:20 - #4Mala tempora currunt.
Viviamo in un ‘paesello’ nel quale l’opposizione non è fatta dai politici deputati (la c.d. ‘opposizione’), bensì dai privati cittadini, dai direttori di giornale (tale Ezio Mauro) e dai giornalisti (tali Michele Santoro e Marco Travaglio, tanto per citare i più… ‘citati’).
Viviamo in un ‘paesello’ sbertucciato dalla comunità - e dalla stampa - internazionale non tanto per i suoi demeriti, quanto piuttosto per le storielle e le storiacce del ‘Primus inter Pares’.
Viviamo in un ‘paesello’ nel quale tanti - troppi - hanno l’impressione che ‘ci sia qualcosa che non va’ e, a seconda degli orientamenti politici, si è ben dispostri a cercare - e, magari, trovare - le colpe ora dall’una, ora dall’altra parte degli scranni di Palazzo Chigi o dei vari palazzi del potere.
Viviamo in un ‘paesello’ nel quale non esistono più galantuomini e la politica, fiero mestiere, è il devertissment di maneggioni ed affaristi con e senza scrupoli.
Viviamo in un ‘paesello’ dove, distratti da simili ‘circenses’, siamo rimasti praticamente senza ‘panem’.
Viviamo in un ‘paesello’ dove la gente domani andrà a protestare e non si capisce bene poi per cosa; dove sicuramente verrà fatto ‘il Suo nome’ e, ‘il Suo nome’ sarà accompagnato da fischi e grida, come se fosse la causa di tutti i mali.
Viviamo in un ‘paesello’ nel quale, da sempre mal governati, ci si è quasi convinti che, ‘il malgoverno’, sia una cosa normale.
Viviamo in un ‘paesello’ dove, anestetizzati dalle parole (politiche, catodiche, massmediatiche), usiamo il cervello solo per cambiare canale o cimentarci in sterili - e poco fattive - baruffe e zuffe di quartiere: senza, insomma, ‘fare qualcosa’.
Viviamo in un ‘paesello’… e, forse, inizia a non piacerci più: che il nostro ‘colore’ sia l’uno, che il nostro ‘colore’ sia l’altro, che il nostro ‘colore’ sia semplicemente quello che abbiamo veramente ‘dentro’.
paolo.tari
02 ott 2009 - 10:27 - #5Spang interveto bellissimo a parer mio!!!
Bes
02 ott 2009 - 13:56 - #6Ma magari ci fosse un bel po’ di censura…..
BOH1
02 ott 2009 - 14:23 - #7@4
Caro Spang, te lo dico io perchè domani si va in piazza a protestare..perchè andando avanti , mi dispiace dirtelo, con i ragionamenti qualunquisti come il tuo giunti come in corea del nord finalmente ci domanderemmo..”che diamine..ma come siamo arrivati a tutto ciò ?? “.
Ogni anno mi tocca sentire direttamente e indirettamente dai vari esponenti dell intellighenzia ottimista e rassicurante teorie e garanzie circa il ” ma no dai..in italia tutto ciò è impossibile..” . Ed ogni anno vedo smentite totalmente queste teorie.
Ad oggi siamo arrivati all italia del
“ma no …figurati , la libertà di stampa in italia non è affatto in pericolo , siamo seri, ognuno dice quello che vuole ”
e intanto arriva il ddl di stampo cinese sul carcere per i giornalisti, una minaccia pesante e continua , non basata sulla diffamazione (già ampiamente prevista ) , ma su ciò che viene trascritto o raccontato. Nei paesi normali gli unici responsabili per le fughe di notizie sono ..coloro che le fanno fuggire non certo i giornalisti che le trascrivono. Ma in italia ovviamente non bastava.
Senza considerare le minacce finanziarie le multe da bancarotta istantanea.
In contemporanea al taglio delle intercettazioni , strumento d indagine indispensabile per una moltitudine di reati.
Repentinamente siamo passati al “ma noo ..figurati se in italia possa venir applicato a tutto il giornalismo ..come contare i granelli di sabbia in una spiaggia.”
Ma infatti , esattamente come avviene in cina e nelle dittature africane, la cosa importante non è il numero di giornalisti incriminati , bensì il clima di terrore e silenzio stampa riguardo tutto ciò che coinvolge realmente il potere e la classe dominante. E la classica fumosità normativa ne è la dimostrazione
siamo poi giunti infine al ” ma noo …dai in italia è impossibile che si controlli internet come in cina..siamo seri ”
E intanto già aleggiano in parlamento le proposte leghiste per il controllo governativo della rete..
Ti da fastidio che berlusconi venga concepito come il male assoluto e unico responsabile dei nostri problemi ? Sì è sbagliato, ma… francamente non mi interessa. berlusconi è solo la migliore rappresentazione del problema italiano.
Albert1
02 ott 2009 - 15:57 - #8Nun ho capito… Piazza San Giovanni o Piazza del Popolo ?
Si decidessero… ;)
stefano1966
02 ott 2009 - 22:06 - #9Albert1
una piazza vale l’altra…
Ci andrà anche la neo direttora del TG3…quella che non ha mai masticato la politica e non sa cosa sia la sinistra?
Chissà come ha fatto a diventare direttora,il giorno dopo che Bersani suo sponsor politico è risultato più votato dagli iscritti PD?
Ma poi scusate una domanda,Bersani ha preso la maggioranza di 350000 iscritti è si è preso il TG3.
Ha ragione di pietro ad arrabbiarsi con l’8% non ha nulla.
Mica è democratico questo atteggiamente verso l’alleato.